The Outer Limits (serie classica): 1×05 “The Sixth Finger” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

01 The Galaxy Being (9-16-1963).mkv_snapshot_01.04_[2015.03.04_14.42.32]
Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo prima, seconda, terza e quarta puntata, ecco recensione e sottotitoli per la quinta.

1×05 “The Sixth Finger” (“Il sesto dito”)
Sixth Finger
Dovevo fare la gif animata, non potevo resistere.

Il dottor Mathers è un genetista. Scopo della sua ricerca è accelerare quell’evoluzione innata che a suo dire è scritta nei geni di ogni creatura. L’ha fatto con una scimmia e vorrebbe farlo con un umano. Gwyllm, invece, lavora in una miniera, ma sa che può chiedere di meglio dalla vita. Si sente migliore degli altri, che considera tutti degli stupidi… tranne la giovane Cathy. Cathy consegna il pane a casa del dottor Mathers, e sarà proprio lei a far inavvertitamente incontrare i bisogni dei due uomini in un esperimento che, ovviamente, avrà risvolti inaspettati.

Diversi sono gli aspetti di quest’episodio su cui vale la pena soffermarsi.
Partiamo da dove si origina la sospensione dell’incredulità: non c’è nessuna spinta evolutiva innata, nei geni. A furia di leggere Dawkins qualche nozione di genetica e biologia evolutiva me la sono fatta, ma in effetti sulla storia di questa branca della scienza so ben poco: possibile allora che questa teoria si potesse seriamente prendere in considerazione, nel ’63?
Poco importa, comunque, dato che partendo da questa forzatura (come quella della macchina un po’ semplicistica) ci si immagina un’evoluzione umana perfettamente coerente sia sul piano fisico che su quello psicologico: ineccepibile l’aumento di massa cranica, la perdita di capelli, l’acuirsi dei sensi e dell’agilità manuale (il sesto dito del titolo); così come è ineccepibile la reazione del protagonista, il soggetto dell’esperimento.
E vorrei proprio spendere alcune parole su Gwyllm, egregiamente interpretato da David McCallum. Di Gwyllm ci viene offerto fin dall’inizio un ritratto ben preciso: è un uomo insoddisfatto della sua vita, che potrebbe fare di più ma non ci riesce per questioni puramente “ambientali”, legate cioè a quella città retrograda in cui è costretto a vivere lavorando come minatore, circondato da persone che non lo stimolano intellettualmente. Gwyllm risolve la sua frustrazione proiettandosi millenni nel futuro della razza umana, e da lì il suo odio per gli altri (che considerava inferiori già quando si trovava sul loro stesso piano evolutivo) si acuisce in un disprezzo verso una forma di vita infima, primitiva, incivilizzata. La risoluzione di quest’odio – che non descrivo perché si tratta degli ultimi minuti – è un’altra notevole quanto coerente invenzione fantascientifica.
Gli altri personaggi, pur rimanendo sullo sfondo, non mancano di una caratterizzazione marcata: il dottor Mathers vive il suo esperimento come espiazione delle colpe del suo passato (ed è ottimo che ciò sia solo vagamente tratteggiato); la giovane Cathy, invece, vive una frustrazione simile a quella di Gwyllm, ma lei vorrebbe diventare intelligente perché sa – o almeno crede – di non esserlo affatto. Una menzione a parte per la meschina Gert, sorella di Cathy, che ci aiuta a farcela vedere per la povera vittima che è.
Una menzione speciale merita la cura al dettaglio durante il piccolo concerto privato di Gwyllm: è già abbastanza raro che in una serie o un film la partitura inquadrata sia effettivamente quella suonata, ma che insegnino addirittura all’attore a muovere le mani a casaccio ma coerente con il brano è encomiabile.
Ottima, infine, la consueta morale conclusiva, che stavolta è incontrovertibilmente ottimistica: dobbiamo forse fermare il progresso di fronte a qualche incidente? Non è forse l’obiettivo dell’umanità, quello di migliorarsi progressivamente? Non è questo il nostro destino? Valori che, purtroppo, la fantascienza spesso ha dimenticato…

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 1×05 “The Sixth Finger” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 1×05 “The Sixth Finger” [Addic7ed]
Annunci

8 Replies to “The Outer Limits (serie classica): 1×05 “The Sixth Finger” – Sottotitoli”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...