The Outer Limits (serie classica): 1×32 “The Forms of Things Unknown” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti trentuno che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la trentaduesima e ultima puntata della prima stagione.

1×32 “The Forms of Things Unknown” (“Le forme delle cose ignote”)
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La trama non ha senso, ma la regia è la regia.

Leonora e Kassia sono in fuga con Andre, che vuole ricattare il padre della prima delle due; ma le ragazze si ribellano e lo uccidono. Sopraffatte dal loro stesso atto, si rifugiano nella casa abitata dal cieco Colas e dal signor Hobart: la sua bizzarra macchina di orologi sarà l’inizio di un incubo ben peggiore.

Credo non si offenderà nessuno se dirò che questo episodio non ha praticamente alcun senso, dato che questa è l’opinione dominante di qualsiasi altra recensione troverete online. Le meno critiche, infatti, non possono comunque fare a meno di parlare di un episodio molto, molto diverso dai precedenti: un vero e proprio esperimento, dove la narrazione si fa spesso incoerente e simbolica, dove tutto sembra un sogno (o meglio un incubo), ma che sembra avere dei veri e propri errori di montaggio. Questo è assai probabilmente vero, dato che l’episodio era stato concepito come pilota di una serie, The Unknown, che non vide mai luce, ma per la quale la puntata aveva un finale differente (Andre ha finto la sua morte fin dall’inizio, la macchina non serve a niente e Hobart viene ucciso da Leonora).
La base di partenza, va ammesso, è solida e almeno inizialmente ben narrata: la vicenda del ricatto di Andre si dipana mano a mano, e quel che credevamo un piano semplice si rivela un duplice ricatto di una mente avara e quasi folle, mentre Kassia e Leonora incarnano da una parte la rivalsa e una perversa moralità che passa per l’omicidio, dall’altra il più classico degli esempi di sindrome di Stoccolma, dalla quale la povera giovane Leonora non riesce proprio a scardinarsi. L’intero incastro di soggiogamento reciproco è appunto rivelato per passi, in un’esposizione a disvelamenti progressivi che contribuisce alla costruzione coerente dei personaggi.
Altro aspetto positivo è la regia, che spesso si concentra insolitamente su dettagli e primissimi piani, ma regala anche inquadrature dall’equilibrio impeccabile, come quella in apertura di questa recensione.
Il tasto dolente giunge con la storyline della macchina di Tone Hobart (peraltro interpretato dallo stesso David MacCallum che evolveva troppo rapidamente nella quinta puntata, The Sixth Finger). Cos’è quella macchina? Funziona davvero? È qui che le imprecisioni di un montaggio costretto fra una versione e l’altra della storia si fanno sentire con tutto il loro peso. Andre sembra morto nel bagagliaio, un momento dopo non lo è più; e, anzi, apparentemente “resuscita” ben prima che il signor Hobart ne sappia qualcosa. Nonostante ciò, sappiamo che è nel bagagliaio un attimo prima che Leonora lo veda nella macchina… Apoteosi del taglio selvaggio di scene, Colas che asserisce di aver parlato con Andre (ma quando?), o Leonora ritrovata svenuta dal signor Hobart.
A queste imprecisioni se ne aggiungono altre: innanzitutto la scena iniziale di una guida spericolata, che sembra quasi risolversi in un incidente che non c’è; poi il surreale incontro con un corteo funebre, il cui valore simbolico è oscuro.
È una vicenda narrata in maniera frammentaria, interrotta, dai contorni volutamente incerti ed enigmatici, e da una quantità probabilmente molto elevata di sottotesti simbolici non tutti immediatamente riconoscibili. Una puntata che a una prima visione può sembrare un guazzabuglio di scene illogiche, ma che, considerando la storia della sua bizzarra produzione, può rivelare alcuni pregi sommersi nella smania di sperimentalismo che sembra aver colto Joseph Stefano in questo finale di stagione che è anche un pilot.
Con quest’inquietante e criptica puntata, quindi, si conclude la prima delle due stagioni di The Outer Limits.

[Note di traduzione:
La citazione del signor Hobart intorno al minuto 18:00 è presa dalla prima scena del quinto atto del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare; ho utilizzato la traduzione di Marcello Pagnini dell’edizione Garzanti del 1991.
A un certo punto, Andre definisce Kassia, con un fare stranamente affettuoso, «a sleek sack of sin», ovvero letteralmente «un lucido sacco di peccato». Non posso assolutamente essere sicuro di cosa intendesse, ma dal contesto mi pare di dedurre che la stesse scherzosamente ritraendo come un ricettacolo di peccati. E ho tradotto «Sei così piena di peccato, Kassia».
Ho deciso di adattare il «noisy rich» di Andre come «ricco sfacciato» in opposizione al «quiet rich»; poco dopo, Kassia gli dice che è nato nelle fogne (sewer) ed ha quindi la mentalità a fogna (sewer-minded), che ho adattato con «la mente di un ratto».
Infine, Hobart dà del lei a tutti tranne che a Colas; Colas dà del lei a tutti; Kassia, Leonora e Andre si danno del tu fra di loro, ma danno del lei a Hobart e Colas.]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 1×32 “The Forms of Things Unknown” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 1×32 “The Forms of Things Unknown” [Addic7ed]
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