The Outer Limits (serie classica): 2×10-11 “The Inheritors” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.
La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti (le 32 della prima stagione e le prime nove della seconda) che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la decima e l’undicesima puntata – un episodio doppio – della seconda stagione.

2×10-11 “The Inheritors” (“Gli eredi”)

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Quattro soldati, tutti e quattro feriti da un proiettile in un particolare scenario di guerra, tutti e quattro inspiegabilmente guariti, tutti e quattro risvegliatisi con uno straordinario talento in qualche specifico campo della conoscenza umana… Perché? Chi sono? Chi li comanda, chi c’è dietro il loro progetto? E, in fondo, qual è mai questo progetto?

Eccoci all’unica occasione di episodio doppio in The Outer Limits. La vicenda particolarmente articolata meritava in effetti un’estensione maggiore dei 50 minuti canonici, anche se in alcuni punti sembra dilungarsi un po’ per guadagnare minutaggio: forse la durata ottimale sarebbe stata quella di un classico film da un’ora e mezza? Il ritmo comunque non ne soffre particolarmente, anche se con il senno di poi la struttura generale non è perfetta: ad esempio, è di lunghezza senza dubbio inspiegabilmente lunga la parentesi sullo scenario di guerra nella prima parte (scenario che però si giova dell’essere un evidente riferimento allo scontro fra le due Coree senza dichiararlo esplicitamente, e che assume contorni inquietanti rivisto al giorno d’oggi).
Si entra comunque rapidamente nel vivo della narrazione, che scorre davvero rapida verso un cliffhanger del primo episodio davvero ben riuscito: il personaggio che entra nella casa dove gli stanno tendendo una trappola – espediente non so quanto utilizzato prima, ma senz’altro usato e abusato dopo (ricordo il finale della prima stagione di Desperate Housewives, tanto per dare un’idea della diffusione assolutamente trasversale di questo cliché).
È sempre il senno di poi a farci giudicare positivamente la forma che relega nella seconda parte l’importantissimo ruolo dei bambini, di cui il primo appare soltanto negli ultimi minuti della 2×10, come un elemento di novità senz’altro straniante nel contesto di quella che sembrava in tutto e per tutto un’invasione di stampo militare.
Proprio l’apparizione del piccolo John Subiron ci permette di apprezzare di più la sempre interessante colonna sonora, che in quest’occasione si fregia dello scontro fra un tema inquietante e grave per i quattro “alienati”, e un tema dolce (spesso affidato solo a due clarinetti), che possiamo senza indugio chiamare “tema dei bambini”: esordisce come detto al primo incontro fra il Tenente e John, ed esplode nell’orchestra nell’emozionante finale.
Il finale è appunto un momento raro nella fantascienza troppo spesso catastrofista, negativa e autodistruttiva: è la speranza di un’utopia, una pace così difficile da raggiungere da venire scambiata per un attacco per settimane, una soluzione a tutti i problemi che viene calata dall’alto, non senza difficoltà, non senza sacrifici, e soprattutto non senza fraintendimenti. Viene quasi da chiedere scusa al Tenente e ai suoi tre compari per la persecuzione di cui sono stati in fondo più vittime che carnefici, no?
Gli attori portano a casa tutti delle notevoli interpretazioni. Impossibile non soffermarsi su un giovane Robert Duvall nella parte del determinato Adam Ballard (voglio tacere sul rapporto con il suo aiutante: non posso vedere ambiguità in una puntata sì e una no). Fra i soldati, spicca il Renaldo interpretato da James Frawley, che ha poi continuato e continua tuttora con più solerzia la carriera di regista televisivo. Ma ottimo è ovviamente il tenente Minns, che ha il volto di Steve Ihnat, purtroppo prematuramente scomparso meno di dieci anni dopo la messa in onda di quest’episodio. Per apprezzare al meglio la sua performance, si noti non solo il momento del pianto del dubbio di fronte alla piccola Minerva, ma anche le primissime scene, dove colpito dal fuoco nemico appare distante chilometri dal freddo calcolatore che vedremo nelle due ore seguenti.
Nel complesso, quindi, un ottimo episodio che si piazza sicuramente fra i primi posti a livello qualitativo per quanto riguarda l’intera serie, scongiurando la minaccia che può venire dal raddoppio del tempo a disposizione per la narrazione.

[Note di traduzione:
In realtà, nonostante le due ore di video, non c’è molto da dichiarare. Le regole per chi si dà del tu (chi si chiama per nome) e chi del lei (chi si chiama per cognome) sono sempre le stesse. I militari posseduti, però, si danno del tu fra di loro anche se si chiamano per cognome – un po’ perché sono militari e si chiamano per cognome comunque, un po’ perché in fondo sono emanazioni di una stessa mente, e anche la schizofrenia ha i suoi limiti.
I bambini danno del tu a tutti perché non hanno ancora imparato le regole basilari della civiltà.
Come sempre, i titoli affiancati dal nome sono minuscoli, da soli sono maiuscoli (il tenente Minns / il Tenente).
Ci sono poi le classiche riconversioni delle unità di misura, fra cui quella cosa improponibile con cui viene misurato il grano: il bushel.]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed (e ovviamente per le due puntate separate).

Buona visione!

The Outer Limits – 2×10 “The Inheritors – Part 1” (“Gli eredi – Prima parte”) [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×11 “The Inheritors – Part 2” (“Gli eredi – Seconda parte”) [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×10 “The Inheritors – Part 1” (“Gli eredi – Prima parte”) [Addic7ed]
The Outer Limits – 2×11 “The Inheritors – Part 2” (“Gli eredi – Seconda parte”) [Addic7ed]
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2 Replies to “The Outer Limits (serie classica): 2×10-11 “The Inheritors” – Sottotitoli”

  1. Ciao Stefano!! E finalmente, dopo tanta attesa, ecco l’episodio in due parti di The Outer Limits. Sicuramente ti sarà costato fatica, ma altrettanto sicuramente il risultato rispecchia le aspettative di chi stava aspettando (possibilmente senza rompere….!!). A cominciare dalla recensione, che, come tuo solito, riesci sempre a scrivere rispecchiando quello che è il senso vero della storia, raccontata nell’episodio. Adesso, non vedo l’ora di avere il….. tempo di vederlo/li. E puoi essere sicuro che, guardandoli, ti starò ringraziando per avermi dato la possibilità di gustarmeli al meglio, con i tuoi sottotitoli !! Ahh,…..a proposito, forse ti interesserà sapere che, la seconda parte è stata trasmessa negli USA il giorno del mio 4° compleanno, perciò capisci che sono particolarmente ……legato a “The Inheritors ” Ciao Stefano!! E sempre grazie!!

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