The Outer Limits (serie classica): 2×04 “Expanding Human” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti (le 32 della prima stagione e le prime tre della seconda) che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la quarta puntata della seconda stagione.

2×04 “Expanding Human” (“Espansione umana”)

Uno strano incidente turba la tranquillità dell’Università dove insegna il professor Peter Wayne, insieme a suo cognato Roy Clinton. Non sarà l’ultimo avvenimento tragico e inspiegabile, e ben presto la polizia lo ricollega agli esperimenti con droghe particolari condotti proprio dal dottore.

La tematica dell’espansione delle possibilità non è una novità per The Outer Limits: l’avevamo già vista in The Sixth Finger, anche se lì era un’espansione inevitabile apparentemente scritta nei nostri geni per avvenire in futuro, mentre in quest’episodio l’espansione è forza e dichiaratamente innaturale. La mente allora può viaggiare all’Understand di Ted Chiang, che sembra quasi una versione aggiornata e raffinata proprio di questa vicenda.
Fa piacere constatare che il rapporto fra i protagonisti non è il classico padre-figlio o quello fra due fratelli (molto riuscito ad esempio in In Crawled Out of the Woodwork), ma si tratti invece di due cognati – un grado di parentela decisamente più originale nella filmografia televisiva.
Sorprende negativamente la forma generale, che tende a portare avanti per metà un non-mistero sull’identità dell’oscura figura, salvo poi dover rallentare per poter occupare la seconda parte di… be’, nulla. L’azione si ferma in toto e non viene compensata da una riflessione, da uno spostamento sul piano filosofico.  Interessanti comunque le motivazioni del cattivo di turno, che per essere potenziato però commette più di una fallacia logica. O forse non basta essere intelligenti, per essere democratici? Va a finire che, in fondo, un qualche significato profondo in questa puntata ci sia.
Peccato per il finale, frettoloso e chiaramente dovuto all’incapacità dello sceneggiatore di immaginare una risoluzione al problema che egli stesso si era creato. Non mancano comunque altre imprecisioni di scrittura: la presenza inutile di Morrow; peggio ancora quella di Akada, la cui storyline non sembra integrarsi in alcun modo con quella principale (perché era in animazione sospesa?); la droga che non fa effetto su Wayne, senza spiegazione.
Gli attori portano comunque a casa un’ottima prestazione, ma purtroppo Wayne e Clinton sono davvero gli unici due personaggi a poter dimostrare qualcosa, essendo chiunque altro quasi una comparsa. Il tenente e Akada, però, nella scena della resurrezione di del secondo riescono a dimostrarsi particolarmente inadatti.
Una puntata quindi dalle ottime premesse, con una costruzione un po’ scricchiolante e una conclusione insoddisfacente. Risollevata però da una colonna sonora curata, nei cui incisi dei timpani e dei fagotti vi invito a riconoscere il motto di quattro note dell’Urano de I Pianeti di Gustav Holst.
Un ultimo appunto: l’introduzione parlata di quest’episodio è molto ridotta rispetto a quella di tutti i precedenti. Non se ne ravvisa il motivo, ma ne prendiamo atto.

[Note di traduzione:
Come sempre, chi si chiama per nome si dà del tu, chi si chiama per cognome del lei.
Quando il giovane Morrow si presenta fuori casa di Clinton, gli dice «I’m sorry, Dr Clinton, I didn’t mean to XXX you». Ecco, nei sottotitoli non c’è nulla dopo il nome di Clinton, e dall’audio non riesco proprio a capire cosa dica. Ho tradotto «Non volevo spaventarla» perché il senso sembra essere quello, ma non mi pare proprio che dica «scare».
Lo studente Marc dice di non essere sicuro di aver visto Clinton perché non l’ha visto uscire direttamente da un certo «Henry Annexe». Suppongo sia una parte dell’Università, che quindi ho tradotto con «Ala Henry». Ma è una supposizione personale.
Clinton dice «If someone has hit on this». Vi giuro che non capisco cosa voglia dire. Di tutte le traduzioni possibili che ho trovato, la meno insensata mi è parsa «Se qualcuno ha qualche riscontro».]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 2×04 “Expanding Human” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×04 “Expanding Human” [Addic7ed]
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2 Replies to “The Outer Limits (serie classica): 2×04 “Expanding Human” – Sottotitoli”

  1. Ciao Stefano,

    scusa per il commento tardivo all’ultima tua fatica. Le feste mi hanno distratto un po’ (ma non troppo….).
    Mi piace, comunque, scrivere qualche riga per non lasciare passare sotto silenzio, quello che, per ogni episodio, è sicuramente è un impegno notevole da parte tua.

    Bene, vedo che è stato un episodio piuttosto ostico da sottotitolare, in alcuni punti. E questo mi fa apprezzare, una volta di più, il fatto che sei molto scrupoloso nel tradurre. Così possiamo essere sicuri, che quello che leggiamo, corrisponde in toto all’originale!

    Per quanto riguarda la storia, a dire la verità, ne ho un ricordo abbastanza positivo. L’ho visto circa due anni fa e con i sottotitoli in inglese. Sarà un motivo in più per rivederlo in questi giorni e con i tuoi sottotitoli.

    Bene, ti lascio con una domanda. Quindi tu, oltre a tradurre i sottotitoli in lingua inglese, sei anche capace di capire il parlato degli episodi? Hai una conoscenza scolastica dell’inglese, o qualcosa di più?

    Al prossimo episodio. E non preoccuparti……. Chi aspetta è armato di grande pazienza 🙂 🙂

    Stai bene!!

    Ciao da Luigi

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    1. Ciao Luigi! Ti ringrazio dei tuoi commenti sempre puntuali. 🙂

      Per quanto riguarda le tue domande: il parlato lo capisco a seconda della dizione. Per farti un esempio con serie moderne: Desperate Housewives lo vedevo tranquillamente senza sottotitoli, ma The Wire per me era praticamente in bulgaro.
      In The Outer Limits la dizione è sufficiente da rendere riconoscibile cosa dicono, ma spesso l’audio è disturbato (=rovinato dal tempo) e si può fare confusione.
      Tento sempre di fare il possibile.

      La mia conoscenza dell’inglese si è fermata alla terza media, dopodiché è ripresa quando 6-7 anni fa ho iniziato a guardare serie e film (ma più che altro serie) in lingua originale, e dal paio d’anni in cui leggo anche narrativa; adesso il 95% di quello che so viene da lì.

      Stefano

      Mi piace

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