The Outer Limits (serie classica): 2×15 “The Brain of Colonel Barham” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.
La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti (le 32 della prima stagione e le prime quattordici della seconda) che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la quindicesima puntata della seconda stagione – la terzultima della serie.

2×15 “The Brain of Colonel Barham” (“Il cervello del Colonnello Barham”)
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Il protagonista è lì, da qualche parte.

Il colonnello Barham ha un’imprecisata malattia che lo costringe sulla sedia a rotelle e lo porterà a una rapida morte; alcuni scienziati hanno difficoltà a creare un computer che possa affrontare gli imprevisti durante la prima missione esplorativa su Marte. Due più due fa quattro, e tanto vale impiantare direttamente il cervello del colonnello dentro l’elaboratore elettronica. Ma nessuno ha fatto i conti con la psicologia…

Con una premessa come l’impianto di un cervello umano in un calcolatore, molte erano le tematiche che si potevano toccare: il concetto di identità, la definizione di umano, i limiti della tecnologia. A mio avviso sono due gli elementi che emergono da quest’episodio. Il primo è la complessità della psicologia umana e dei rapporti interpersonali. Barham e sua moglie sono alla deriva, ma lei non riesce a smettere davvero di volergli bene, nonostante tutti i difetti di lui; detti difetti sono incarnati principalmente dalla sua personalità egocentrica, al limite del delirio di onnipotenza (rimasto inespresso solo “grazie” alla malattia); e il rapporto fra McKinnon e Jennifer, che non trova una vera risoluzione, né tanto meno una conferma di avere una base reale e non essere solo l’ennesima illusione del Colonnello. Siamo allora trascinati da quest’ultimo nella sua paranoia? Non c’è, alla fine, un po’ di pena e compassione per un uomo alla deriva, a cui è stato dato un potere che doveva essergli precluso?
L’altro tema – molto più sotterraneo, ma non per questo meno importante – è quella dell’interdisciplinarità. È indubbio, infatti, come tutti i drammi di questa puntata si sarebbero potuti evitare se gli scienziati delle diverse branche si fossero parlati fra di loro. Il chirurgo opera, l’informatico collega, ma lo psicologo mette in guardia: nessuno gli dà retta. Solo una visione più completa, ampia e interconnessa possibile può ridurre al minimo i rischi e far avanzare più velocemente il progresso. E fino alla fine dell’episodio, tristemente, notiamo che nessuno dei luminari coinvolti nell’esperimento si è poi discostato di molto dalla propria posizione. Un ritratto fedele di un pericoloso cieco scientismo.
Per quanto riguarda gli attori, niente di particolarmente brillante da dichiarare, in primis perché il colonnello del titolo è per gran parte del tempo solo una voce. Noto però con piacere che McKinnon non è praticamente mai pettinato, dando finalmente un tocco di realismo nella storia della produzione televisiva costantemente minata da parrucchieri pignoli.
A margine, voglio sottolineare come la scena iniziale, dove veniamo colti da smarrimento nel renderci conto che Barham è sulla sedia a rotelle, verrà ripresa quasi identica cinquant’anni dopo nella 1×04 di Lost, “Walkabout” (il primo flashback di Locke – se l’avete visto lo ricordate per forza).
Siamo dunque giunti al terzultimo episodio di The Outer Limits, e pur non rientrando fra le puntate imperdibili è comunque un’ora di scrittura dal buon ritmo e dalla notevole profondità.

[Note di traduzione:
In questa puntata si danno tutti del lei, come in ogni episodio in cui ci siano quasi esclusivamente militari. Solo il Generale da del tu al Colonnello Barham, perché mi è parso avere molta più confidenza. Ovviamente Barham e sua moglie si danno del tu. Anche quando McKinnon chiama quest’ultima Jennifer in un accesso/eccesso di confidenza, ho preferito lasciare comunque il lei.
Come sempre, i gradi sono in maiuscolo da soli, in minuscolo accanto al nome (il Maggiore, il maggiore McKinnon).
Non ho la più pallida idea di cosa siano i “micro”. Micri-cosa? Che unità di misura dovrebbe essere?]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 2×15 “The Brain of Colonel Barham” (“Il cervello del Colonnello Barham”) [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×15 “The Brain of Colonel Barham” (“Il cervello del Colonnello Barham”) [Addic7ed]
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