The Outer Limits (serie classica): 2×13 “The Duplicate Man” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

01 The Galaxy Being (9-16-1963).mkv_snapshot_01.04_[2015.03.04_14.42.32]

Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.
La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti (le 32 della prima stagione e le prime dodici della seconda) che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la tredicesima puntata della seconda stagione.

2×13 “The Duplicate Man” (“L’uomo duplicato”)

45 The Duplicate Man (12-19-1964).mkv_snapshot_20.42_[2018.01.30_19.48.52]

Abbiamo conquistato lo spazio e ne abbiamo conosciuto le creature. Sono anni che del pericoloso Megasoide non c’è traccia, bandito dalla Terra: ma lo studioso Henderson James ne ha tenuto uno nascosto per le sue ricerche. Quando l’alieno scappa, Henderson si rivolge all’ente che gli permette di creare una copia di sé stesso e la manda alla caccia del mostro.

Una storia molto particolare, quella di quest’episodio. Parte infatti come ciò che sembrerebbe in tutto e per tutto una caccia al mostro, prefigurando 50 minuti magari coinvolgenti dal punto di vista dell’avventura, ma probabilmente vuoti di contenuti. Ma l’alieno è solo un pretesto per portare sullo schermo lo squisitamente dickiano tema del doppio, dell’identità e della memoria. Non è un caso che la sceneggiatura porti la firma di Clifford Simak, uno dei grandi nomi dell’Età dell’Oro della fantascienza. Per carità, non siamo alle grandi vette raggiunte da alcuni degli episodi precedenti, ma senza dubbio si nota una mano capace di tessere un intreccio originale in una forma solida ed equilibrata. Ottima la gestione di alcuni colpi di scena, che sembrano spesso prevedibili ma si risolvono sempre con un piacevole guizzo di ingegno (pensiamo all’ultimissima scena, scontata ma risolta brillantemente). Nel complesso, è illuminante ripensare alla forma generale una volta terminata la visione, e rendersi conto di come il percorso dal punto di partenza al punto di arrivo sia tutt’altro che scontato.
Grande neo della puntata – ma, come abbiamo imparato, di un po’ tutto The Outer Limits – sono gli effetti speciali, che qui ormai vanno oltre la canonica raschiata di barile e grattano direttamente il suolo: una specie di gorilla del Crodino con il becco di Dodò dell’Albero Azzurro dovrebbe in qualche modo incarnare gli incubi di un’intera generazione di terrestri del futuro. E vabbè.
Tornando a ciò che di bello questo episodio ha da offrirci, segnalo l’ottima interpretazione del protagonista, tale Ron Randell dalla vasta quando a me ignota filmografia. Ha saputo indiscutibilmente dare all’originale e al duplicato due personalità diverse, ma non per questo ridotte a macchiette o tic scenografici: una differenziazione fatta di piccoli movimenti, di espressioni e di sguardi, di intonazioni che rendono il duplice protagonista (anche grazie all’ottima sceneggiatura, appunto) perfettamente, inquietantemente realistico. Da segnalare anche il capitano Emmet di Sean McClory, ottima spalla che sa essere subdola e sofferente, cinica e vendicativa.
Nel complesso, un ottimo episodio: fa forse sperare che, in queste ultime puntate, possa ancora nascondersi qualche gioiello.

[Note di traduzione:
In realtà c’è ben poco, oltre alla solita questione di chi si dà del tu e chi del lei. Henderson e Emmet si danno del lei perché non mi sembrano tanto in confidenza (il primo chiama sempre il secondo “capitano”). L’alieno, manco a dirlo, dà del tu a tutti.
Ho deciso che Megasoid si poteva anche tradurre Megasoide, ma gli altri nomi alieni che vengono citati nella scena iniziali li ho lasciati invariati.]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 2×13 “The Duplicate Man” (“L’uomo duplicato”) [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×13 “The Duplicate Man” (“L’uomo duplicato”) [Addic7ed]
Annunci

2 pensieri riguardo “The Outer Limits (serie classica): 2×13 “The Duplicate Man” – Sottotitoli

  1. Grazie Stefano per la tua ultima fatica!! Anche per me “The duplicate man ” è uno dei migliori episodi di TOS. Adesso, con i tuoi sottotitoli, potrò gustarmelo ancora di più!
    Piano piano, la fine della tua fatica si sta avvicinando. Penso che troverai almeno un paio di buoni episodi prima di concludere, e arrivare così al meritato traguardo…..
    Tanti cari saluti da Luigi!!

    Mi piace

    1. Ciao!
      Sì, in effetti devo dire che anche il successivo è davvero un ottimo episodio. Non assicuro nulla su quando riuscirò a finire di tradurlo, ma devo dire che la qualità aiuta!
      Grazie a te del supporto. 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...