Diego Fusaro e la Grande Massoneria Transgender

Diego Fusaro, per chi non lo sapesse, è un filosofo (quindi uno che in teoria dovrebbe usare il cervello) così filosofo, ma così filosofo che la sua pagina Facebook ha come indirizzo /diegofusarofilosofo.
Ma vediamo cosa ha scritto di così sconvolgente.

Fusaro FB

Tra una citazione di Orwell e l’altra, il giorno 7 febbraio scorso, alle 4 del pomeriggio, il filosofo scrive questo stato:

Fusaro libri

Cercherò di mantenere la calma. Per farlo, mi concentrò sulla prima sacrosanta riga e mezzo: sì, è vero, poco ci manca che la Scuola Pubblica italiana non abbia i fondi neanche per la corrente elettrica. È giusto, bravo! È… È…

No, niente, non ce la faccio.
Di che sta parlando Fusaro? Di questa vicenda (che, vi invito a notare, risale all’anno scorso):

fiabe

Riassumo, ma arricchendo di dettagli.

Camilla Seibezzi era consigliera della giunta Orsoni a Venezia (giunta poi decaduta per arresto del sindaco).
Ella balza agli onori delle cronache prima di tutto nel 2013. Perché?
Flashback: Italia, Ventennio fascista. Nei moduli per iscrivere i propri figli all’asilo, alle medie e all’istruzione superiore, bisogna riempire i campi “mamma” e “papà”. Qualcuno ha l’alzata d’ingegno di rendersi conto (durante il Ventennio, ricordo) che non tutti hanno la mamma e il papà, e quindi per decisione del governo da allora sui moduli per le medie e le superiori i campi si chiamano semplicemente “genitore”. Essendo però gli asili gestiti a livello comunale, i singoli comuni recepiscono poco per volta la direttiva, e adeguano la modulistica così lentamente che a tutt’oggi molti hanno ancora i moduli vecchi con “mamma” e “papà”.
Torniamo nel 2013. Camilla Seibezzi, conscia dell’inopportunità sociale del lasciar compilare un modulo con scritto “mamma” a un vedovo o un modulo con scritto “papà” a una ragazza-madre abbandonata dal fidanzato, decide che è ora di aggiornare la burocrazia. Avrebbe potuto farlo in silenzio e probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno; invece ci ha fatto sopra un bel discorso, e quando una donna dichiaratamente lesbica fa un discorso in cui c’è la parola famiglia, si sa, si spalancano le porte degli Inferi.
Mentre tutti i mezzi di informazione si inventano di sana pianta la dicitura poi divenuta celebre di “genitore 1” e “genitore 2” (mai nessuno ha proposto dei numeri, ovviamente), Forza Nuova e gente affine organizza manifestazione in difesa della famiglia (sic) e Camilla Seibezzi viene ripetutamente minacciata di morte.
Eh, la burocrazia.
Ma avere Forza Nuova contro è una prova incontrvertibile di trovarsi dalla parte della ragione. Rinfrancata da ciò, la consigliera Seibezzi successivamente propone una serie di libri per le scuole materne che trattano il tema della discriminazione: razziale, religiosa, sessuale. Di questa cinquantina (cinquantina!) di libri, due (due!) trattano l’argomento delle famiglie omogenitoriali; uno dei due è Piccolo Uovo, di Francesca Pardi e illustrato da Altan, vincitore del Premio Andersen nel 2012. I libri ovviamente verranno bloccati, e sono tuttora stipati in qualche magazzino, insieme a questi volumi dell’Istituto Beck, anch’essi fortemente voluti da Camilla Seibezzi e brutalmente censurati.


Ma torniamo al filosofo. Rileggiamolo, dai, facciamoci del male:

Fusaro libri

Dunque. Sabato scorso Diego Fusaro, dopo un pranzo che deve essere stato pesantissimo, ha deciso bene di commentare un paio di notizie di un anno, un anno e mezzo fa – così, tanto per stare sul pezzo. E come le ha commentate?
Innanzitutto giocandosi la carta del benaltrismo: «Parlare di queste cose a scuola? Sono ben altri i problemi…»
E poi snocciolando una serie di CAZZATE, veri e propri errori degni di qualcuno che si informa da Studio Aperto e leggendo Cronaca Vera:

  1. “lo Stato trova i soldi”: no, si trattava di un’iniziativa del comune di Venezia, e in generale l’autonomia scolastica fa sì che non abbia quasi mai senso parlare di come gestisce i soldi lo Stato;
  2. “librettini informativi per spiegare agli studenti che non esistono mamma e papà”: non sono un avvocato, ma mi pare che ci stiamo avvicinando alla possibilità che Altan lo denunci per diffamazione;
  3. “non esistono mamma e papà, ma ‘genitore 1’ e ‘gentore 2’”: ho già spiegato come ciò sia, semplicemente, una menzogna inventata di sana pianta dai giornali;
  4. “non esistono uomini e donne, ma ognuno si sceglie il sesso che preferisce tra i molti possibili”…

Sì, questo ultimo punto merita un paragrafetto a parte: perché Diego Fusaro, filosofo (cioè, ripeto, persona che dovrebbe usare il cervello) crede all’esistenza della teoria del gender. Diego Fusaro, filosofo laureato con numerose pubblicazioni alle spalle, crede alla leggenda metropolitana per cui un movimento oscuro agisca nell’ombra per convincerci tutti quanti che maschi e femmine non esistono, con lo scopo, suppongo, di far estinguere l’umanità. Un’idea che nasce semplicemente dal non saper leggere la pagina di Wikipedia sull’identità di genere.

Mi chiedo, dunque: cosa ne pensa Fusaro delle scie chimiche? e del signoraggio? e dei rettiliani? e di quello che conosce una in discoteca e poi la mattina si sveglia in un fosso senza un rene?


Ecco, questo già lunghissimo post poteva concludersi qui. Ma Diego Fusaro, filosofo, il giorno 8 febbraio all’una circa, scrive questo:

fusaro omofobia

Dunque, Diego Fusaro, filosofo, ha deciso inoppugnabilmente che la Scienza mente. Perché è la ricerca scientifica (la stessa che – ohinoi – gli ha dato Facebook) a dirci che ci sono culture nel mondo dove i generi riconosciuti sono più di due; e questo per non parlare, molto banalmente, di secoli e secoli di storia della transessualità.

E qual è il pensiero delirante che permea questa dichiarazione?
Il fatto che, a suo dire, è scandaloso che “omofobia” sia considerato, oltre all’atto violento, anche l’atto del pensiero discriminatorio.
Perché, ovviamente, pensare che i negri siano scimmie non è razzismo fino a che non esci di casa con una spranga per ammazzarne uno.


Questo, signore e signore e signor*, è un filosofo.
O no?


AGGIORNAMENTO (Luglio 2015): per quanto riguarda la questione dei pericolosissimi libri proposti da Camilla Seibezzi, si vedano le mirabolanti opinioni del neosindaco di Venezia Luigi Brugnaro (qui e qui).

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18 Replies to “Diego Fusaro e la Grande Massoneria Transgender”

  1. Cito: “lasciar compilare un modulo con scritto “mamma” a un vedovo o un modulo con scritto “papà” a una ragazza-madre abbandonata dal fidanzato…”.
    Se non intendo male l’esemplificazione riferita alla ragazza-madre abbandonata contiene indirettamente un giudizio di giusta condanna verso l’irresponsabile vigliaccheria di un maschio, che non si cura delle conseguenze dei suoi atti.
    Tipico comportamento maschile da condannare in ogni modo.
    Si rischia però di dimenticare che quel comportamento ha il suo anti-simmetrico nel diritto femminile all’aborto e, subordinatamente, al parto anonimo. Due modi questi con i quali la donna può liberarsi delle conseguenze dei suoi atti. Modi però non condannati né dalla morale né dalla legge, che anzi appunto attribuisce alle donne i loro giusti e sacrosanti diritti riproduttivi.
    Diritti che invece gli uomini non hanno. Come se valesse la seguente regola collettiva morale: la donna può ripensarci, può pentirsi, può rimediare, liberarsi da vincoli non voluti. L’uomo no.
    La donna non risponde dei suoi atti, non è responsabile.
    L’uomo sì. Certo, qualcuno, vigliaccamente, si sottrae ai suoi doveri, o tenta di farlo (ma il DNA oggi lo incastra comunque) immaginando di avere gli stessi diritti della partner. E noi (e la legge) giustamente lo condanniamo.
    Asimmetrica davvero intrigante, non trova?
    Rino DV

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    1. L’asimmetria offre di per se spunti interessanti, ma è pur vero che ci sono due errori:
      – quello meno grave è prendere un semplice esempio (quello della ragazza abbandonata) come assioma su cui costruire una teoria;
      – quello ben più grave di considerare il diritto all’aborto come un modo della donna di “liberarsi delle conseguenze dei suoi atti”.
      In realtà con un aborto una donna si libera delle conseguenze degli atti, semmai, di almeno due persone – e per semplicità elimino la possibilità dello stupro, dove chiaramente la donna non può avere colpa. Ma di certo, la gravidanza indesiderata non è e non può mai essere colpa della sola, salvo casi di dimenticanza della pillola che sono fin troppo miseri per fare statistica.
      Ripeto però che la questione di questa asimmetria, benché sviata da quei due fraintendimenti che mi pare di aver ravvisato, non è del tutto assente e si presterebbe a una riflessione (che però, col dovuto permesso, non mi metto di certo a fare alle undici di sera, nei commenti a un post sulla “teoria del gender” 😀 ).
      Grazie mille del commento, quindi.

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      1. Mi si fa osservare che con l’aborto la donna non rimedia solo alle conseguenze dei suoi atti, ma anche di quelli altrui.
        Vero, a condizione che l’uomo concordi sulla scelta. Se invece egli non concorda la donna non risolve alcun problema di lui, anzi gli impone la sua scelta. Essa quindi non decide solo per sé ma anche per l’uomo, a prescindere dalla volontà di costui.
        Questo fatto non intacca quanto ho detto, al contrario lo conferma ed aggrava.
        .
        L’oggetto della contraddizione è dunque questo: la donna può rimediare, evitare le conseguenze dei suoi atti. L’uomo no. La donna non risponde di ciò che fa: è non-responsabile, l’uomo invece è responsabile e subisce le scelte femminili.
        La donna può pensarci dopo e decide così della sua vita: molto bene. L’uomo deve pensarci prima o della sua vita decidono altri: lei.
        .
        La condanna del maschio egoista e vile dovrebbe tener conto di questo fatto.
        Invece non se ne tiene conto mai. Tenendone conto, come si può ancora condannarlo?
        .
        C’è un qualche legame tra l’esistenza di quell’asimmetria nei diritti riproduttivi e l’ideoutopia gender (oggetto dell’articolo)?
        .
        Questa è la domanda da un milione.
        Certo non per voi, che del movimento gender negate l’esistenza.
        .
        Quanto all’idea che i razzisti (e gli omofobi etc.) debbano essere perseguiti (e quindi incarcerati) per ciò che pensano e non per ciò che eventualmente fanno, questa è questione ancora diversa, tuttavia, stranamente, ancora connessa alla risposta da un milione. Ma mi fermo qui.
        .
        Non sono giunto su questo blog per caso, ma seguendo una pista, ciò è ovvio.
        .
        Grazie.
        Rino DV

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        1. Sull’asimmetria uomo/donna nell’aborto continua ad esserci qualche fallacia. Che vuol dire che la donna impone il problema all’uomo? Lo impone se l’uomo ha volutamente ricercato la gravidanza e lei gli vuole adesso negare la paternità. Ma se la gravidanza non era ricercata, è una conseguenza indesiderata degli atti di entrambi, sempre e comunque. Il fatto che l’uomo possa reagire a una gravidanza inaspettata accettando la paternità non cambia il fatto che non avesse mai compiuto un azione volutamente procreativa. La volontà di avere un figlio non è mica retroattiva.
          Il che non toglie che, come ho già detto, un’asimmetria ci sia – per il banalissimo fatto che qualcosa di condiviso da due persone è ospitato dal corpo di una soltanto.

          Legami con la supposta ideologia gender non ne vedo, ma è pur vero che la teoria si presta ogni giorno a nuove fantasiose variazioni da parte dei complottari che la fomentano.

          Del movimento gender (“movimento” ancora non l’avevo sentito definire) è chi ne suppone l’esistenza, a doverla dimostrare, non chi la nega. La famosa storia del drago in garage, insomma.

          Sul cosiddetto “reato di opionione” non mi soffermo, visto che non ho mai parlato di mettere in galera nessuno. Il confine con la libertà di parola è troppo labile perché io mi possa fare un’idea solida, per adesso.
          Rimane il fatto che parlavo solo di cos’è un’idea razzista e cosa no. Fusaro sta dicendo che la discriminazione c’è solo quando interviene la violenza fisica: tipico del maschio bianco etero cristiano.

          Non so cosa pensare, nel sapere di far parte di una pista.

          Stefano

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  2. queste non sono critiche a fusaro. cercate di ridicolizzarlo in maniera scadente peraltro . Incredibile avere le fette di salame sugli occhi , non vedere che oggi il sistema con questi mezzi sta cercando di distruggere qualsiasi forma di comunità ( e la famiglia e’ la prima forma di comunità). fusaro ha ragione da vendere!

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    1. Infatti non sono critiche espressamente a Fusaro, dato che non conosco integralmente il suo pensiero. Nel post, semmai, ne ho criticato qua e là l’immagine.
      Mi faceva specie, più che altro, che una persona che si definisce filosofo rinunci alle sue facoltà di pensiero di fronte a una leggenda metropolitana come quella dell’ideologia del gender.
      Finché lo fa un commentatore qualsiasi…

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  3. E i malati di femminismo testicolare che fanno? Da che parte stanno secondo lui? Perché “maschio” e “femmina” sembrano dei partiti presi… Non mi pare si siano sottoposti a un intervento di chirurgia…

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