Luigi Brugnaro e la Grande Massoneria Transgender

Tornano le mirabolanti avventure di X vs. l’ideologia del gender. Dopo Il Giornale e Diego Fusaro, l’altra testa di diamante a scagliarsi contro la temibile leggenda metropolitana del giiiender è nientemeno che il neosindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

brugnaro gay

“Favole gay”? Che è successo?

Assolutamente niente. La storia l’avevo riassunta nel mio post su Fusaro, ma faccio il riassunto del riassunto.
Camilla Seibezzi, allora consigliera, sotto la giunta Orsoni decise di acquistare dei libri da distribuire nelle scuole. Si trattava di una cinquantina di testi mirati alla prima infanzia e che trattavano temi del rispetto, l’integrazione, la discriminazione; di questi cinquanta libri, un paio (fra cui il premiato Piccolo uovo di Altan) affrontano il tema delle famiglie omogenitoriali. Ovviamente i libri erano stati ostacolati e bloccati in tutti i modi.

Adesso Brugnaro li farà proprio sparire.

Ora, non è che la cosa mi sorprenda.
Brugnaro, imprenditore proprietario della locale squadra di basket, si era proposto in campagna elettorale come “né di destra, né di sinistra”, sottolineando tale condizione con la scelta del colore fucsia per ogni manifesto, cartolina, palloncino e occhiale da sole (!) distribuito durante quelle calde settimane.
Brugnaro è così “né di destra, né di sinistra” che, non appena ha saputo di dover andare al ballotaggio con Casson, si è precipitato a fare foto con strette di mano ai candidati di Lega e centrodestra.
Brugnaro è così “né di destra, né di sinistra” che appena ha vinto il suddetto ballottaggio è andato a festeggiare con i coretti «chi non salta comunista è» (e saltava).
Ecco perché un’azione del genere, da parte di un uomo del genere, non può sorprendermi. D’altronde stiamo parlando di quello che nel programma elettorale ha la costruzione di una linea TAV per l’aeroporto di Venezia (10 km da Mestre, venti minuti di autobus); è chiaro che ha una percezione della realtà tutta sua.

Quello che mi sorprende, perfino da parte di un uomo come lui, è quanto da lui dichiarato.
Stiamo parlando di un virgolettato che copio&incollo dall’articolo di VeneziaToday; ripeto: un virgolettato, quindi presumibilmente parole dette – o, peggio ancora, scritte – in quell’ordine, con quella sintassi.
Leggiamole, queste parole. Spero siate seduti.

Abbiamo verificato se c’erano libri su ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ nei vari istituti. In quel caso li abbiamo semplicemente fatti ritirare perché non va bene. A un bambino non puoi chiedere di fare queste cosa qua. I genitori poi sono liberi di fare le loro scelte. Parlarne è possibile nei convegni, negli ambiti della cultura. Poi la libertà di scelta degli adulti deve essere massima. Il bambino deve trovarsi a scuola in un ambiente sereno e tranquillo, dopodiché nelle loro case chiameranno i genitori papà 1 e papà 2, mamma e mamma 2. Possono fare quello che vogliono. Noi incoraggeremo tutto ciò che vuol dire integrazione, ma dobbiamo pensare anche alla maggioranza delle persone. Io non me la dimentico di sicuro.

Ecco.
E io adesso che dovrei fare? Mi devo mettere a scomporre frase per frase per cercare di analizzare cos’ha detto quest’uomo?
Devo stare qui a dire di nuovo che non c’è mai stato nessun genitore 1 e genitore 2?
Devo perdere tempo a capire cosa vuol dire «perché non va bene» o «fare queste cose qua»?
Devo scervellarmi a fare l’analisi logica di quell’insieme di frasi totalmente sconnesse che costituisce il corpo centrale di questa delirante dichiarazione?
Devo insegnarlo io, a un sindaco di una città (una grande città, mica un paesello), la differenza fra democrazia e dittatura della maggioranza – ammesso e non concesso che io abbia capito l’ultima frase?

No, non devo. Non devo, non posso e non voglio, perché finirei col dipingere il ritratto di un uomo a malapena capace di intendere di volere, o comunque con un grado di alfabetizzazione tale che in un paese civile non gli sarebbe stato permesso mai e poi mai di arrivare nella posizione che ricopre attualmente.
Votato da gente del medesimo livello, suppongo.

Nella speranza che il sindaco faccia la fine del suo predecessore, concludo il post nel nome di Cesare Lombroso: per chi non l’avesse mai visto, ecco Luigi Brugnaro.

Luigi-Brugnaro zoom

Né di destra, né di sinistra.

P.S.: Questa storia ha un seguito. E forse altri ne avrà.

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