The Outer Limits (serie classica): 2×06 “Cry of Silence” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.

Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le precedenti (le 32 della prima stagione e le prime cinque della seconda) che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la sesta puntata della seconda stagione.

2×06 “Cry of Silence” (“L’urlo del silenzio”)

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Andy e Karen Thorne arrivano dalla città per vedere una casa in vendita nel mezzo della prateria, in un luogo chiamato Wild Canyon (Canoyn Selvaggio). Un incidente li blocca nella vallata, ma la situazione si fa davvero critica quando si rendono conto di non essere soli: minacciosi cespugli si accalcano intorno a loro…

In piena tradizione The Outer Limits, puntata con molti alti e qualche basso.
Innanzitutto, encomiabile porre finalmente l’attenzione sul linguaggio e sull’incomunicabilità fra intelligenze profondamente diverse, come possono essere quelle nate su pianeti e in luoghi dell’Universo differenti. Dopo tanti alieni che si presentano sulla Terra parlando inglese o imparandolo in cinque secondi, finalmente un po’ di realismo fa capolino in questa serie ed effettivamente noi e loro non riusciamo a parlarci. Certo, siamo lontani da Storia della tua vita e dalla letteratura contemporanea in genere, ma fortunatamente siamo anche lontani dalle puntate precedenti.
Meno entusiastico il giudizio sui protagonisti. The Outer Limits ci ha regalato molte donne dalla forte personalità: non che sia un obbligo politically correct averle tutte così, ma questa Karen non fa altro che urlare, procurarsi qualche danno, lamentarsi e essere d’intralcio. Per contro, Andy appare all’inizio quasi troppo razionale anche per i miei standard, arrivando a negare l’evidenza del pericolo; il tutto, unitamente alla preoccupazione finale di non aver compreso appieno l’entità con cui hanno avuto a che fare, restituisce comunque una caratterizzazione molto scientifica in un personaggio che scienziato non sembra essere: valuterei questo aspetto positivamente, insieme senz’altro al rimpianto nei confronti del mistero non svelato. Ad ogni modo, nulla da eccepire ai due interpreti – e alla spalla Lamont, con una partecipazione breve ma non per questo dimenticabile.
Non mancano degli errori di scrittura grossolani: in primis i protagonisti che giungono a vere e proprie illuminazioni e hanno deduzioni impossibili; in seconda istanza, alcune sbavature ora più ora meno gravi (dall’increscioso errore di Karen che conosce il nome della signora Lamont senza che il marito l’abbia mai nominata, fino all’ambiguità con cui i coniugi trattano il contadino, ora nemico e ora amico).
Nel complesso, una puntata ben riuscita che sa tenere un buon ritmo nonostante la location piuttosto statica, il numero estremamente ridotto di personaggi e la parsimonia di effetti speciali. Possiamo chiudere un occhio su qualche imperfezione di costruzione a fronte di un finale non banalmente risolutivo, e che incentra gran parte della sua sospensione sulla ricerca della conoscenza scientifica non risolta in una scoperta potenzialmente epocale.

[Note di traduzione:

Sì: i tumbleweed, i classici cespugli che rotolano nei film western o quando qualcuno fa una battuta inefficace, in italiano si chiamano salsole (o comunque piante di salsola). Ma, seriamente, chi conosce questa parola? Preferisco usare termini più comuni: quindi, per tutta la puntata, sono cespugli e basta.
Ho anche preferito tradurre locust con cavallette. Problemi?
Sì, Lamont non usa i congiuntivi. Mi sembra il modo migliore per tradurre il suo inglese un po’ così cosà – e per dare maggior contrasto al linguaggio del taccuino.
Come al solito, poi, miglia convertite in chilometri.]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 2×06 “Cry of Silence” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 2×06 “Cry of Silence” [Addic7ed]
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