CRISPR e La Repubblica: improvvisarsi bioingegneri nell’epoca del terrorismo antiscientifico

Non che abbia mai considerato La Repubblica una grande testata giornalistica, men che meno quando si parla di scienza; ma con questo video probabilmente si sono superati.

Il video è questo: I rischi del kit per ogm fai-da-te: così abbiamo reso dei batteri immuni agli antibiotici.

repubblica crispr

Facciamo finta di non leggere il titolo e commentiamo direttamente il video.

0:30 → Inizia un momento di recitazione sublime. La giornalista, Elena Dusi, non è mai stata così vicina all’Oscar come in questo momento. Ma anche il suo comprimario addetto alle Poste (che è presumibilmente il cugino) non è da meno. Riusciranno a strappare la statuetta ai grandi nomi di Hollywood?

0:52 → «Ma sì, scuotiamo la scatola di cui fra poco dirò che contiene un’arma di distruzione di massa.»

1:12 → «Dicono che anche noi a casa, in cucina, in redazione, possiamo riuscire a farlo da soli.» Ricordatevi questa frase.

2:00 → «Questo dovrebbe essere il cuore dell’esperimento» disse prendendo la semplice gelatina per la coltura. Neanche lo sforzo di editare il video per eliminare le figure barbine.
Intanto continuate a pensare alla frase di prima.

2:23 → «Per ora sono normali, e noi teoricamente dovremmo renderli degli OGM».
Nel caso in cui qualcuno non avesse ancora capito, dopo ben due minuti, che questa giornalista non ha la più pallida idea di cosa sta parlando, vi ricordo che un essere vivente modificato tramite CRISPR non è un OGM. OGM è una definizione legale: si legga anche qui.
Ma d’altronde, perché una giornalista che fa un servizio sull’ingegneria genetica dovrebbe sapere qualcosa sull’ingegneria genetica?

2:29 → Ecco di nuovo profumo di Oscar. Arriva il direttore/caporedattore/quel-che-è, millanta paure igienico legali e chiede di chiamare Tor Vergata per andare a fare l’esperimento lì.
Ve lo ricordate «Dicono che anche noi a casa possiamo riuscire a farlo da soli»? Ecco, ci si può riuscire così facilmente che devono andare a farlo in un laboratorio universitario. No, no, ma la questione legale non era una scusa, figuriamoci.

04:50 → «Sono due studentesse liceali che vogliono fare biologia o medicina». Secondo me sono due liceali sfruttate durante l’Alternanza Scuola-Lavoro. Ma non andiamo off-topic.

5:30 → Eh, mi sa che l’Oscar per il montaggio però se lo scordano. Ci sono due minuti di lei che prepara una gelatina. Potete saltare a 7:10.

7:10 → «Questo è un becco Bunsen. Può essere usato anche il fornello di casa».
Be’, sì, d’altronde i tossici nel sottopasso della stazione sterilizzano gli aghi con gli accendini.
Ma non ho ben capito cosa ci facciano in laboratorio di Tor Vergata, visto che potevano girare il servizio in cucina, a quanto dicono e continuano a ripetere. Ma non dubiterei mai della loro sincerità.

8:20 → «Sono batteri di… Escherichia Coli… che a occhio non è un nome molto rassicurante». Ebbene sì: questa giornalista che sta preparando un servizio sulla bioingegneria non ha mai sentito nominare l’Escherichia Coli.
Devo ammetterlo, qualche dubbio sulla sua preparazione mi era già venuto.

9:05 → «…i nostri batteri che sono arrivati per posta». Colgo come dell’ironia. O dell’ignoranza, visto che le è stato spiegato che non sono patogeni, e che chiaramente non ha la più pallida idea di quanti batteri vivano nei suoi capelli, sulla telecamera che la sta inquadrando, nella sua macchina ecc.

10:05 → «Queste strisce che sembrano una calligrafia araba…». Dov’è l’ISIS quando serve?

11:00 → Da qui in poi è tutto a posto: sta chiaramente recitando un testo scritto da qualche professore di Tor Vergata. Ovviamente parla ancora di OGM, ma insomma, non si può avere tutto dalla vita.

15:15 → Si noti l’imbarazzo del professore che vorrebbe dirle: «Buona fortuna a provare a fare una cosa del genere nella cucina di casa tua.»

15:40-15:56 → «No, sì, mi viene il dubbio che tu compri questo kit, però, insomma, c’è… non dico un rischio, ma insomma… un potenziale pericolo per l’ambiente c’è, se uno diffonde queste cose in giro. Spargi kit per gli OGM in giro per il mondo…»
E con questo, cari amici lettori e amiche lettrici, abbiamo oggi imparato cos’è il TERRORISMO: frasi buttate a caso, illazioni non verificate, imprecisioni, ipotesi campate in aria.
E ora, perla finale:

15:56 → «Vabbè, punto, poi alla fine non riescono». MA ALLORA LO SAI CHE NON PUOI FARLO A CASA.


Qui si conclude, almeno per ora, la fantastica esperienza di La Repubblica con CRISPR.
Sedici lunghi minuti di video per incutere terrore e raccapriccio nella popolazione, nel nome della confusione e della non-divulgazione, alimentando l’antiscienza come neanche uno sciamano saprebbe fare.
E il bello è che queste persone sono magari le stesse che si lamentano (magari anche prendendoli altezzosamente in giro) degli antivaccinisti. Gli stessi antivaccinisti che vengono alimentati da pseudoservizi pseudogiornalstici pseudoscientifici come questi.

Complimenti, La Repubblica, complimenti di nuovo.

Ora vado a mangiare la pasta (all’uovo, prodotta da galline che sicuramente si nutrono, in completa tranquillità e sicurezza per il consumatore, di mangimi OGM – OGM veri, non CRISPR, per ora).

Alla prossima. Tanto ce n’è sempre una, di prossima.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...