The Outer Limits (serie classica): 1×28 “The Special One” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le prime ventisette che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la ventottesima puntata.

1×28 “The Special One” (“Lo speciale”)

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Chi è il misterioso signor Zeno? Si presenta a casa dei signori Benjamin come un tutore inviato dal Ministero dell’Istruzione per impartire lezioni private al giovane Kenny: ma noi sappiamo che, dietro le spoglie di insegnante per conto del governo, si nasconde in realtà un alieno. Quali sono i suoi piani? E come potrà Roy Benjamin sventarli, salvando suo figlio e l’umanità?

Episodio che gioca con le rivelazioni: subito ci viene svelata, infatti, l’identità aliena del signor Zeno; subito sappiamo che il suo piano è di raggiungere dei bambini, e ci vogliono pochi minuti per capire che sta indottrinando Kenny, lo sta plagiando. Ma in che modo, e in cosa si sta trasformando quel ragazzino lo scopriremo solo man mano. Nonostante ciò, mentre noi spettatori cerchiamo di ricostruire questo secondo livello di verità, assistiamo al padre di Kenny ancora alle prese con il primo, cioè con la vera natura del signor Zeno. Un interessante gioco di piani sovrapposti, dove lo spettatore guarda il protagonista risolvere un mistero di cui già conosce la soluzione, mentre è impegnato a risolverne ben altro. Le due linee si congiungeranno perfettamente nel finale, che sorprende con un colpo di scena che, impegnati come eravamo con gli enigmi nostri e del signor Benjamin, non potevamo prevedere nonostante i continui indizi.
Il giovane Kenneth è interpretato da Flip Mark, all’epoca star di prodotti per ragazzi, finito poi nel dimenticatoio; è consolante comunque rilevare come negli anni Sessanta i quattordicenni non venivano interpretati da ventenni come è triste consuetudine oggi. Oltre a Roy Benjamin, interpretato da un Macdonald Carey perfettamente in grado di rendere il misto di paura, gelosia, paranoia e affetto di un padre preoccupato, è degna di nota la ieratica prova recitativa di Richard Ney nei panni del signor Zeno, che non manca di ricordare, in certe inquadrature, le più inquietanti espressioni di un Kevin Spacey.
Purtroppo non mancano delle imperfezioni. Dal punto di vista logico, pare piuttosto complicato giustificare un piano che preveda la coercizione di bambini, da parte di una razza aliena che è perfettamente in grado di indurre al suicidio tramite telepatia. Dal punto di vista formale, gli ultimi dieci minuti subiscono una decelerazione del ritmo narrativo francamente insostenibile, aggravata dall’infelice idea di allungare il tutto ulteriormente con un rallenti sopra ad un effetto speciale a base di piume svolazzanti di cui sfugge il senso.
Peccato, perché nel complesso, come si è visto, si tratta di un ottimo episodio di carattere psicologico e dalla forma quantomeno interessante.

[Note di traduzione:
Un paio di volte, Aggie al telefono nomina la PTA, ovvero la Parent-Teachers Association. Mi è stato fisicamente impossibile scrivere Associazione Genitori-Insegnanti per esteso, ed è quindi ridotta in «la Genitori-Insegnanti».
Quando Roy incita il figlio ad andarsi ad allenare al parco, gli dice «gotta keep that Little Leage wing souped up». Se non ho frainteso, parlando della Little League del baseball, si riferisce al braccio del figlio definendolo metaforicamente un «alettone» (wing) di cui «mantenere le modifiche/i ritocchi» (keep souped up). Impossibile da rendere letteralmente, è diventato «Teniamo su di giri il motore per la Little League», conservando almeno il riferimento alle gare automobilistiche.]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 1×28 “The Special One” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 1×28 “The Special One” [Addic7ed]
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