“La macchia”, di Maurizio Cometto

Riprendiamo le recensioni lasciate in sospeso per troppo tempo (vi avevo spiegato perché): oggi è il turno del racconto “La macchia” di Maurizio Cometto, pubblicato da Acheron Books.

La macchia

Trama

La macchia appare all’improvviso nei cieli di tutto il mondo; è bianca, ha una forma particolare. Nessuno sa cosa sia, e il piccolo paese di Magniverne si prepara ad affrontare questa e altre questioni minori nelle periodiche assemblee del consiglio comunale. Il sindaco, protagonista, se la deve vedere anche con la drammatica situazione familiare.

Recensione, appunto

[La seguente recensione non contiene anticipazioni che vadano oltre le prime tre pagine, ma si limita perlopiù a descrivere la forma generale del racconto.]

Quel che colpisce alla lettura è innanzitutto il punto di vista: il protagonista è infatti il sindaco di una piccolissima cittadina, il cui massimo delle preoccupazioni (almeno prima della macchia) è una questione di concessioni edilizie a ridosso del cimitero comunale. Il lettore è quindi coinvolto in maniera originale in un evento di portata mondiale, analizzandone gli effetti solo sulla scala ridotta di Magniverne e ignorando quasi completamente il probabile delirio della comunità scientifica, le conseguenze sugli equilibri politici, i possibili casi di isteria di massa.
L’originalità di questo spostamento dal globale al locale ha ovviamente delle radici logiche nello svolgimento e non è una mera focalizzazione su un singolo invece del gruppo, ma rimane l’effetto straniante e intimo al momento della lettura.

Il racconto alterna in maniera equilibrata da una parte i vari consigli comunali che, più o meno svogliatamente, si occupano anche della macchia, e tutta quella serie di incontri pubblici ai quali il sindaco è costretto a presenziare; dall’altra, la storia personale del sindaco, il suo intimo dramma familiare che ci si dispiega mano a mano.
La sezione “comunale” (se così vogliamo chiamarla) è caratterizzata da una particolare attenzione al dettaglio, una descrizione minuta dei singoli avvenimenti urbani che fanno di Magniverne una cittadina viva pur nella sua sostanziale mancanza di eventi: la festa dei santi patroni, le manifestazioni contro la speculazione edilizia, i lavori di manutenzione. Inutile dire come, dagli ordini del giorno dei consigli, deduciamo brillantemente come la situazione della macchia roda a poco a poco la quotidianità del paese e finisca col monopolizzare l’attenzione di cittadini e governanti.
La vicenda del protagonista, pur meno attenta ai particolari minuti della vita di ogni giorno, riflette comunque quel senso di ripetitività, quasi di noia di provincia: l’ossessione per i modellini, le domande insistenti della figlia, l’immobilità (supremo simbolo di staticità e monotonia) della moglie. Frammentata la personalità del protagonista, diviso fra l’asettica cronaca dei suoi consigli comunali, e la ben più sentita narrazione del contesto familiare e quindi della sua storia personale.
In questa si va a inserire un flashback, del cui contenuto ovviamente non dirò nulla ma che viene stilisticamente (e grammaticalmente) reso in una maniera inaspettata, che all’inizio può disorientare o perfino far storcere il naso, ma che col senno di poi risulta forse la scelta migliore, quasi inevitabile.

Mi chiedo se posso trovare un difetto: forse il racconto è troppo corto? Ma ci sarebbe ben poco da allungare: la parte della città è arricchita da dettagli della vita urbana, mentre quella personale dalle ripetizioni, le ossessioni e le monomanie. C’era margine per renderlo un racconto di più ampio respiro senza che sorpassasse il confine fra “buon racconto che finisce troppo presto” a “buon racconto ma prolisso”? Non lo sapremo mai.
Quello che so è che io la Macchia l’avrei sempre scritta in maiuscolo, e invece è costantemente minuscola; in questa recensione ho quindi rispettato il volere dell’autore, col quale non concordo (un po’ come quella storia del «non sono d’accordo con quel che dici ma…» che vi ostinate ad attribuire a Voltarie).

In conclusione, non posso quindi far altro che consigliarvi La macchia, che potete trovare su Amazon, su IBS, e più o meno in qualsiasi altro posto in cui normalmente acquistereste un ebook.
Ricordo che il racconto di Maurizio Cometto è edito da Acheron Books – casa editrice di recente nascita, che si è data la missione di diffondere gli autori italiani in traduzione inglese (La macchia è uno dei pochi ebook nella nostra lingua da loro pubblicato finora, insieme ad esempio a Italian way of cooking).

Buona lettura!

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