Le serie della settimana (27/06/2016-03/07/2016)

Come avevo preannunciato, questa settimana avevo poche cose da vedere ma qualche impegno che mi avrebbe tenuto lontano dalle serie.
Dunque, mente prosegue The Fosters con la sua puntata horror, trovano le loro splendide conclusioni Silicon Valley e soprattutto Veep.
Le (poche) ore avanzatemi sono state occupate da una serie iniziata il mese scorso, che sto recuperando perché ho accidentalmente scoperto che su Serial Crush / Subs4you ne stanno facendo i sottotitoli: Animal Kingdom.

Animal Kingdom 1×01-02

Come già The Girlfriend Experience, anche Animal Kingdom, prodotto dalla rete TNT, è tratto da un film che non ho visto, diretto nel 2010 dall’australiano David Michôd.
Di che parla? Josh detto J è figlio di Judy Cody, che muore di overdose nella prima scena. Non sapendo dove andare, il giovane si rivolge alla nonna Janine che non sente da dieci anni, e che prontamente lo invita a trasferirsi da lei. Nella casa abitano anche gli zii: Barry detto Baz, Craig e Deran, a cui si aggiunge il ritorno inaspettato di Andrew detto Pope.
E niente, si mantengono facendo rapine.

La prima puntata è un pilot molto funzionale, che riesce correttamente a svolgere la sua funzione: presentare linearmente la trama e i personaggi, senza creare confusioni ma evitando spiegoni. Ottimo in questo senso il lento dispiegarsi dell’attività criminale dei Cody, che si deduce fin da subito (soldi buttati in giro per casa) ma che si delinea nella sua interezza solo al termine dell’episodio. Esemplare in tal senso anche il rapimento dei tossici, apparente mistero che trova poi una spiegazione perfettamente logica.
Anche la presentazione dei personaggi, nonostante la confusione che quattro maschi adulti potrebbero generare nello spettatore poco incline a memorizzare volti e personalità (cioè io), è sufficiente a non creare fraintendimenti: Janine è la matriarca dalle evidenti inclinazioni incestuose, vera donna dietro il sipario; Baz è quello che vorrebbe tenere il profilo più basso, perfino non coinvolgere il nipote; Deran è quello che dietro la maschera da duro nasconde gravi debolezze; Pope ha chiaramente subìto ben più di un trauma in prigione (ma dal comportamento dei fratelli, forse non era equilibratissimo anche prima – e poi assomiglia a Tooms di The X-Files, dai); Craig è forse quello che occupa meno spazio, benché sia evidente la sua dipendenza da droga e sesso; J, infine, ha ancora contorni sfuggenti, complice un’apparente totale insensibilità agli eventi che lo circondano – che siano la morte della madre o uno zio ferito in salotto.
Nessun membro del cast, a parte la Janine di Ellen Barkin (vista in un ruolo diametralmente opposto in The New Normal), sembra brillare particolarmente, ma tutti portano a casa una buona performance. La regia cerca di non essere banale e ci riesce, anche se non pare puntare a una forte personalità. Buona la colonna sonora, perfino nonostante sia spesso molto lontana dal mio genere.

La seconda puntata conferma e migliora le buone impressioni della prima, specie per la vera e propria valanga di segreti inconfessabili che i singoli membri di questa famiglia dove tutti dovrebbero dirsi tutto invece si tengono l’un l’altro: Darren che non vive molto bene la sua sessualità, Pope e Cath che sembrano avere un passato in comune, Baz che fa visita a quello che potrebbe essere il padre mentre ha ben altre conoscenze in Messico, Janine che accumula soldi alle spalle di tutti e ci mostra gli unici secondi di flashback visti finora (e a che si riferivano?).
Ottimo comunque l’equilibrio, che alterna egregiamente le scene di azione (pensiamo a tutta l’apertura) a quelle più lente, riflessive (come la visita in camper di Baz, o il lento disfarsi della macchina parallelo al disfarsi di Craig). La qualità dell’equilibrio assume un valore ancora migliore se si pensa al maggior tempo speso in questo episodio proprio per i personaggi lasciati in disparte nel pilot: primo fra tutti Craig, ma anche alcuni lati della personalità schizoide di Pope o dell’inaspettata intelligenza di J (che, a ben pensarci, mostra sempre più tratti di un qualche disturbo dello spettro autistico).

Ovviamente, con quest’esordio, continuerò con piacere la visione.

Silicon Valley 3×10

Finale di stagione molti più serioso e drammatico del solito.
Rileviamo subito un paio di imperfezioni, ovvero la presenza importante di due personaggi secondari finora mai visti: l’animalista e l’innamorato. Non credo sarebbe costato molto, agli autori, farli vedere pur brevemente solo in uno degli episodi precedenti, dato anche che hanno trovato tranquillamente il tempo di mostrarci nuovamente il povero pazzo della sala server, nonché di presentarci un Hoover che anche stavolta meriterebbe uno spinoff con Gavin, ma che nonostante questo non ha avuto un vero e proprio ruolo.
A maggior ragione, queste apparizioni improvvise risultano fuori luogo quando l’intera svolta in vista della prossima stagione è l’aver trasformato Pied Piper nella chat che Dinesh aveva distrattamente approntato molte puntate fa, e che è stata finora abilmente tenuta in sordina.
Encomiabile anche l’intera sequenza elefante / denuncia del blog / acquisto del blog / soldi a Erlich / Erlich ricompra Pied Piper: una complessa catena di cause e conseguenze di non immediata comprensione ma ottimamente condensata nella mezz’ora.
Come detto all’inizio, inoltre, si rilevano molti più momenti drammatici (sottolineati da una colonna sonora più mesta del solito), sui quali spicca ovviamente la sfuriata di Erlich – che dal canto suo aveva esordito con uno straordinario monologo.
Nel complesso, pur non essendo fra le puntate migliori della serie e comunque inferiori ai suoi fratelli delle prime due stagioni (soprattutto della prima), è un buon finale.

Questa stagione di Silicon Valley ha visto confermate tutte le aspettative che ci si attendeva dopo i primi due anni, senza deludere né sul fronte comico né su quello dell’abilità di scrittura, spesso complessa e comunque sempre movimentata. Benché non appaia esserci molta volontà di spostare i personaggi dai loro ruoli designati, agli autori non manca il coraggio di cambiare radicalmente i loro obiettivi, di volta in volta trasformando Pied Piper in qualcosa di diverso nel tentativo di sfondare.
La serie è stata confermata per una quarta stagione: quindi, per sapere se Richard&Co che la faranno (ovviamente sì, ma temo non subito), l’appuntamento è per l’anno prossimo, presumibilmente sempre ad aprile.

The Fosters 4×02

Di fatto un seconda parte della premiere, che mantiene la promessa di tensione che l’orrorifico trailer della settimana precedente aveva fatto presagire.
In verità molti salti sulla sedia appaiono decisamente forzati, tanto più che per due terzi della puntata ci pare di assistere solo a Stef che si diverte un mondo a spaventarsi da sola.
La sospensione dell’incredulità viene poi messa a dura prova da un Nick con abilità da ninja, a quanto pare in grado di stare quasi ventiquattr’ore senza né mangiare, né bere, né espellere scorie. Poco male, visto che la sua psiche deraglia totalmente e si dimostra uno schizofrenico che sente le voci e cita dialoghi scontati («Mi picchiava e diceva “Fa più male a me che a te?”»? Ma siamo seri?).
Per il resto, nessuna novità di sorta, dato che Brandon e Callie sono i soliti imbecilli, Jesus è sempre altrove e Jude continua a crearsi da solo le sue sofferenze – sognando morti e portandosi a casa ceneri, ad esempio.
Va però sottolineato come il personaggio di Mariana riveli nuovamente inaspettate capacità (dopo quella di programmatrice in erba), mostrando un’evidente propensione naturale a fare la negoziatrice. La madre potrebbe anche farla entrare in Polizia, eh.
A proposito di programmazione e informatica, il piano per rubare la password a Justina è surreale, ma – temo – non troppo. Più che altro non vedo come sperano di essere irrintracciabili grazia a un misero proxy…

Veep 5×10

Finale teso come non mai, per questa quinta stagione di Veep: un’altra puntata dove i momenti più seri prendono a volte il sopravvento – dalla sfuriata di Gary, all’ultimo dialogo con Tom James e alla statica inquadratura di Selina con l’obelisco sullo sfondo – ma senza mai rovinare l’incredibile atmosfera comica di questa serie.
Esilarante l’apparizione di Furlong, che riesce in poche righe a concentrare tutta la volgarità di cui siamo stati privati per via della sua presenza sparuta in quest’anno; e con egli anche una ormai ex-Presidente che non sa e non vuole più contenersi.
Magistrale la scrittura della puntata, che porta a conclusione ogni filo e non dimentica mai un solo dettaglio: dalla figlia di Mike alle trattative con i cinesi, dal ruolo di Doyle al documentario di Catherine (chiaramente trafugato), dalla nuova vita di Ryan all’immutabilità di fatto di Sue, senza dimenticare contributi fugaci da parte di praticamente qualsiasi personaggio si sia visto finora – compreso l’ultimo atto di follia dell’Aquila ormai totalmente preda dell’Alzheimer.

Tirando le somme, questa stagione (nonostante l’abbandono del creatore e showrunner Iannucci) è stata probabilmente la migliore finora, mostrando una scrittura precisa ed equilibrata fino all’inverosimile, con un bilanciamento impeccabile fra satira e momenti drammatici, sempre condito di quell’humor nero e cinico che contraddistingue questa serie fin dagli esordi; quello che più colpisce è come i dieci episodi vadano letteralmente a formare un unicum, una narrazione solida in cui ogni storyline si intreccia con le altre, niente è lasciato al caso, e nonostante ciò non c’è mai occasione di perdere il ritmo, cedere sulla comicità per le esigenze di trama, perdere il ritmo.
Veep è stata rinnovata per una sesta stagione, che il nuovo showrunner ha già preannunciato come molto diversa dalle precedenti (per ovvi motivi, direi): l’appuntamento con questa straordinaria serie – che vi invito davvero caldamente a recuperare – è quindi per l’anno prossimo. Con nuovi, incredibili Presidenti.


Questo era quanto. Finiti Silicon Valley VeepThe Fosters va in pausa perché il giorno della sua messa in onda sarà il 4 luglio e ovviamente è pieno diritto di una rete americana non mandare in onda niente.
Mi metterò quindi in pari con Animal Kingdom (che arriverà nel frattempo alla quinta puntata) e ne approfitterò per recuperare qualcosa fra le varie serie e miniserie che mi sono segnato e mi sono state segnalate in questi mesi. Tutto ciò nonostante abbia appena ricominciato a lavorare – ma insomma, è un part time, dovrei sopravvivere.

Buona visione!

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