The Outer Limits (serie classica): 1×25 “The Mutant” – Sottotitoli

Qualcuno potrebbe ricordarsi della serie Oltre i limiti, andata in onda in Italia negli anni passati; se non per la trama, almeno per l’inquietantissima sigla.

Be’, questa altro non era che il remake della serie classica The Outer Limits, prodotta per ABC negli anni fra il ’63 e il ’65 e composta da 49 episodi divisi in due stagioni; è una serie antologica, cioè con puntate totalmente slegate una dall’altra.

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Nella prima stagione, molti episodi sono stati scritti da Joseph Stefano, creatore della serie e noto anche per essere lo sceneggiatore di Psycho di Hitchcock. Nella seconda stagione, invece, la collaborazione con altri scrittori si espande fino ad avere un episodio scritto da Clifford Simak e ben due da Harlan Ellison.
Incredibilmente, in cinquant’anni questa serie classica non è mai andata in onda in Italia.

La mia missione è quindi di fornirvi, uno dopo l’altro, i sottotitoli di tutte le 49 puntate.

Oggi, dopo le prime ventiquattro che potete trovare qui, ecco recensione e sottotitoli per la venticinquesima puntata.

1×25 “The Mutant” (“Il mutante”)

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Abbiamo conquistato una colonia extrasolare – la Prima Annessione – dove non tramonta mai il sole. Il dottor Marshall viene inviato sulla base, dove si hanno grandi difficoltà a far nascere una prole per procedere all’insediamento. Ma le cose appaiono molto più complicate di così, quando risulta evidente che i membri della missione sono praticamente ostaggio di Reese Fowler, uno di loro… che non è più quello di prima.

Puntata che mescola una buona caratterizzazione a qualche squilibrio narrativo.
È indubbio infatti che tutti i personaggi vengano presentati e delineati abilmente in poche righe, per quanto alcuni di essi in maniera solo marginale (pensiamo a Riner o LaCosta). Ma tutti hanno una loro personalità ben precisa – su cui torneremo in seguito. In questo, la sceneggiatura è comunque fortemente aiutata da un ottimo casting, che sia nei personaggi principali che in quelli secondari vede la partecipazione di ottimi interpreti (a parte forse una certa mancanza di carisma da parte del dottor Marshall).
La struttura, come dicevamo, non è delle più solide: dopo i primi due terzi dall’andamento lento ma costante, con un regolare svolgersi delle vicende affiancato dallo sviluppo uman di coloni, abbiamo un flashback che, pur riuscendo a rifuggire la pesantezza didascalica, dà inizio a uno rush finale forse troppo frettoloso, e caratterizzato da due incredibili forzature: le rivelazioni di Riner a seguito del suo incidente, e la comprensione autoreferenziale di Fowler che lo porta a celebrare il proprio nome.
Le pecche di sviluppo sono comunque compensate, come dicevamo, dall’ottimo ensemble di dramatis personae: su tutti spicca la relazione fra Evan e Julia, una relazione che riusciamo a vivere benché non possiamo vederla, in quanto relegata al passato; ancor più abile la costruzione del rapporto fra Julie e Griff, personaggio di cui intuiamo i contorni del flashback: questi due storie di amori conclusi si intrecciano nonostante avvengano su piani temporali del tutto diversi, e lo spettatore ne è partecipe benché si ritrovi solo in uno di questi. Un altro ottimo lavoro è condotto ovviamente su Fowler, che non è relegato al ruolo di cattivo folle, ma offre una sfaccettata personalità solitaria, in cerca ossessiva di compagnia, costantemente oscillante fra l’umano e il mutante, fra il bisogno di contatto umano e il fascino della violenza cieca.
Un buon episodio, quindi, al di là di qualche squilibrio o questioni poco chiarite – qual è il ruolo allegorico del pianeta dove non cala mai il sole? Perché la scelta di quest’ambente per svolgere questo racconto? Mi sfugge il simbolismo.

[Note di traduzione:
Puntata estremamente complessa per il gran numero di giochi di parole.
Quando Chandler tenta di non pensare al messaggio che ha nascosto nella fodera della tuta di Marshall, pensa a «seam» («cucitura») e si corregge in «It seems wrong» («Sembra sbagliato»); quando pensa «The night is suited for dreams» («La notte è fatta per sognare»), gli viene in mente «It’s in his suit» («È nella tuta»). Questi sono stati resi rispettivamente con «È nella tut…» / «È tutto sbagliato» e «La notte è cucita su misura per i sogni» / «È nella cucitura»; di fatto quindi invertendo i riferimenti, ma lasciando il gioco di parole con cui confonde i suoi pensieri.
L’indovinello che Riner usa per bloccare i pensieri (e che viene completato da Fowler) è una mia traduzione metrica di ciò che effettivamente dicono – ho preferito questo al cercare semplicemente un’altro indovinello, benché la soluzione fosse ininfluente per la trama.
In inglese si usa l’espressione «grasp the straws» («aggrapparsi alla paglia») per indicare il fare un tentativo disperato. Quando Riner dice letteralmente «Quando hai solo paglia a cui aggrapparti, ti aggrappi alla paglia», ho preferito tradurre direttamente con «Se abbiamo solo una flebile speranza a cui aggrapparci, ci aggrapperemo a quella».
Infine, come sempre, tutti i personaggi che si chiamano per nome si danno del tu, quelli che si chiamano per cognome si danno del lei (Riner chiama Reese sia per nome che per cognome, e ho uniformato con il lei).]

Ecco dunque i sottotitoli, caricati come sempre sia su Opensubtitles che su Addic7ed.

Buona visione!

The Outer Limits – 1×25 “The Mutant” [Opensubtitles]
The Outer Limits – 1×25 “The Mutant” [Addic7ed]
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