Le serie della settimana (13/06/2016-19/06/2016)

Archer è finito, Gomorra è finito, Orphan Black è finito, e anche io non mi sento molto bene (semicit.).
Scherzi a parte (nel senso che tutto sommato mi sento benino), il grande ritorno della settimana è quello di Orange is the New Black, che va ad affiancare Silicon Valley e un Veep che non fa altro che superare sé stesso.
E poi, be’, c’è Penny Dreadful.

Archer 7×10

Finale ad alto tasso fantascientifico per la settima stagione di Archer: tornano incredibilmente i replicanti di Krieger che avevamo visto di sfuggita qualche puntata fa, trasformandosi da mero sfondo per caratterizzare la follia di un personaggio a veri protagonisti dell’episodio.
Il ritmo rapidissimo delle nerdissime battute (persino io ho dovuto cercare Han Fastolfe su Wikipedia) travolge lo spettatore, che vede confermati gli ovvi sospetti su Veronica, in un’incredibile confessione finale nella quale gli autori dimostrano che la mia fiducia in loro era ben riposta, e non hanno in alcun modo dimenticato Longwater.
Ed è proprio nella scena finale di fronte alla piscina che ci ricordiamo del flashforward di apertura e di come questo si intrecci al doppione di Sterling. Ma sì, lo ammetto, si era insinuato il sospetto che qualcosa potesse non essere come appariva… Ma ora? Come si può uscire da questo colpo di scena, se non mettendo in mezzo un altro replicante?
Mi complimento comunque con Krieger per i risultati raggiunti, con buona pace di Turing.

Si conclude quindi con questo mastodontico cliffhanger la settima stagione di Archer, caratterizzata da una trama orizzontale complessa ma solida, inframezzata da un paio di episodi riempitivi che non erano affatto dei semplici allungamenti di brodo. Un’ennesima stagione straordinaria, per un prodotto di animazione che passa ingiustamente in sordina da ormai sette anni.
Non si hanno notizie di rinnovo, anche se gli autori hanno già dei piani (compreso il ritorno di Woodhouse nonostante la morte della sua voce) e Archer vince sistematicamente ai Critic’s Choice Award come miglior serie animata; le speranze sono piuttosto solide, ma ne sapremo di più probabilmente quest’estate al Comi-Con.
All’anno prossimo, si spera!

Gomorra 2×11-12

Gomorra_La_serie

Undicesima puntata dall’inizio imprevedibile: vuoi vedere che, dato che il primo inquadrato è il Mulatto, finisce che lo ammazz… Ah, no. Per una volta, quindi, il trito schema è leggermente variato, benché la sostanza non cambi poi molto e risulti sempre molto prevedibile chi stia per morire. Anche l’attentato al neo-padre ex-amico di Genny si intuisce subito, a differenza dei mandanti o del senso di quella scena.
Non è l’unica cosa non chiara, visto che non si capisce perché all’improvviso Pietro può vivere serenamente in quella casa, né che diavolo voglia Ciro da Genny né soprattutto se questi due hanno intenzione di fare qualcosa di interessante e anche lontanamente inerente alla trama.
Ottimo invece l’omicidio (di per sé piuttosto casuale e forzato) del funzionario, che ci fa domandare se gli autori non si siano sbagliati fino a quando non si concretizza nel finale.
Spiace che uno stratagemma così banale come la tensione erotica fra Patrizia e Pietro sia stato realizzato, data la scontatezza.
Spero in un’ecatombe nel finale, e che sia la volta buona che gli autori trovino il coraggio di ammazzare Genny, o Ciro, o Pietro (punto sul primo, per il tono fino troppo enfatico dei suoi voti nuziali).
Comunque, ridendo e scherzando, la mano del Mulatto era ancora fasciata – e ormai da quando gliel’ha accoltellata il Conte sarà passato un anno…

Dodicesima puntata che tira tutti fili e porta ad un’apparente conclusione la guerra per il dominio su Secondigliano. Tolto di mezzo in un’ottima scena d’apertura il figlio di Scianél, il resto dell’episodio è praticamente monopolizzato dall’attentato a Ciro che si trasforma nella cruda esecuzione della di lui figlia: scena che testimonia di nuovo una discreta dose di coraggio da parte degli autori. Mentre è coerente la reazione di Ciro, un po’ meno la appare la dichiarazione d’amore di Pietro, e ancora di meno l’incredibile tradimento di Genny nei confronti del suocero: il premio per il totale deragliamento va però ad Azzurra, che da meditare il divorzio per il padre in carcere finisce col condividere il sogno di potere del maritino. Peraltro è da notare come tutte le battute della neo-mamma fossero di un livello indegno per la serie, nonostante l’attrice dia un’ottima prova al momento del parto.
Quel che lascia perplessi è, ovviamente, il gesto di Genny nei confronti di Ciro: davvero se l’è presa così tanto perché i bambini non si toccano? E allora Malammore? Non sarà stata solo una scusa per far fuori il padre?
A proposito dello zio di Patrizia, bisogna anche notare la breve scena con la canzone in sottofondo che ripete «Secondigliano regna», mentre Malammore stesso contempla il quartiere dall’alto: è lui il cattivo della prossima stagione? Lo scopriremo. Ma di certo Genny sembra ormai legato a Roma, e Ciro potrebbe anche decidere di andare in eremitaggio in montagna e rimarrebbe comunque nella psicologia del personaggio: io pensavo si sarebbe buttato dal palazzo…

Qui si conclude la seconda stagione, che nel complesso è stata dello stesso eccellente livello della prima: non solo se paragonata alle altre serie italiane (troppo facile, ovviamente), ma anche a fianco delle altre del panorama internazionale. Non manca qualche passo falso, primo fra tutti l’ossessiva ripetizione dello schema “puntata incentrata su X = X muore”; ma anche qualche forte dubbio di scansione temporale – la mano del Mulatto che non guarisce mai, Azzurra che da un giorno all’altro è al nono mese, i capelli di Ciro che nel finale crescono di un centimetro in un minuto.
Gli attori confermano la loro eccezionale performance, naturalmente aiutati dal linguaggio (che peraltro ho trovato leggermente più ostico della prima stagione).
A questo punto – benché quest’episodio potrebbe anche valere come conclusione definitiva – non ci rimane che sperare nella conferma di una terza stagione, possibilmente con tempistiche non più dilatate dei due anni che abbiamo dovuto attendere per vedere la seconda.

Orange is the New Black 4×01-03

Torniamo per il quarto anno nel penitenziario di Litchfield, con le nostre detenute alle prese con la vita carceraria, l’amore, la morte e il cunnilingus.

Prima puntata che mi conferma quanto questa serie sia scritta bene: riprendendo esattamente dalla scena in cui avevamo lasciato la stagione precedente, in pochi minuti ci ripresenta tutti dei personaggi, che anche con una sola frase a testa ci ricordano dove eravamo rimasti con ognuna delle storyline. E se ci sono riuscito io con la mia memoria, a ricordare ogni cosa…
Cominciando dalla parte “politica”, i segni della privatizzazione sfrenata del sistema carcerario si manifestano in un sovrappopolamento francamente opprimente. Abbiamo poi un brevissimo ma pregnante scambio di battute sul razzismo dei neri, argomento trattato rapidamente ma con straordinaria efficacia.
Delle molte, molte piccole cose che accadono in questa premiere ricordiamo soprattutto la breve fuga d’amore delle due pazze (una un po’ più dell’altra), l’arrivo di una raccomandata Judy King (che non tarderà a far infuriare le altre detenute), i tentativi maldestri di Piper di farsi una nomea (prima o poi l’ispanica nuova mangerà la foglia) e Bayley con il padre che tinteggia cani.
A ulteriore conferma che a classificare questa serie come comedy si commette un errore madornale, ci pensa Alex e l’omicidio in due tempi, con una scena notturna di una crudezza che non vedevamo da un po’, addirittura superiore allo smembramento che la segue.
Un inizio di stagione eccellente.

Seconda puntata che torna alla classica struttura a flashback sospesa per la premiere, stavolta concentrandoci sull’adolescenza di Maria. Questa e quel che vediamo in carcere pongono in primissimo piano il tema del razzismo introdotto sibillinamente nell’episodio precedente, stavolta concentrandoci sulla comunità latina, tra divisioni interne e desideri di supremazia.
Della molta altra carne al fuoco, si segnala una Piper che stenta a costruirsi il ruolo desiderato, e una Yoga molto più in conflitto con sé stessa che con Judy King.
Del tempo viene anche ritagliato per l’annosa questione economico-politica della gestione della prigione, che mostra nuovamente come un servizio pubblico possa venir smantellato da logiche aziendali senza controllo. C’è comunque il tempo di far fare un’apparente conoscenza romantica al povero solitario Caputo – che viaggia in parallelo al flirt fra Poussey e Soso.
Rimane apprensione per Sophie, per la quale lo stesso Caputo vive degli evidenti sensi di colpa.

Terza puntata con un particolare flashback di Soso, che ci mostra in parallelo alla storia contemporanea i pericoli dei pregiudizi verso le persone.
Ottima Taystee nel suo nuovo ruolo, mentre quello di gangsta di Piper sta crollando di minuto in minuto. Anche Lolly crolla, e credo proprio che la minaccia finale non sia stata buttata lì per caso.
Molto tempo lo dedichiamo poi all’assurda storia di Morello, coinvolta finalmente in una relazione vera – e con uno che sta messo quasi peggio di lei. Anche Judy King e Red si ritagliano il loro spazio, iniziando una faida che può portare davvero molto lontano.
Infine, Donaldson fa le veci di tutti i suoi colleghi riapparendo a esprimere tutto il loro disappunto per le scelte di Caputo al termine della scorsa stagione: ma questo si difende egregiamente, riuscendo per una volta a rispondere a modo a qualcuno e argomentando la sua posizione (benché Linda sembri essere pericolosamente molto, molto meno empatica nei confronti degli impiegati).

Orphan Black 4×10

No so, ragazzi: con tutto l’affetto e la stima che provo per questa serie, mi pare che la trama sia andata completamente in vacca. È possibile che sono l’unico a non aver capito assolutamente niente di quel che sta succedendo, e che ritiene che quel poco che c’è di comprensibile non abbia comunque alcun senso logico?
Ma insomma, alla fine ‘sta Neoluzione cos’è? Ma che vogliono? Ok, apparentemente un certo “progresso genetico umano” (definizione che non ha alcun senso), ma quindi che c’entrano i bot e i cloni? Ma cos’è tutta quest’ansia di fare i cloni? Capisco da parte di Rachel essendolo lei stessa, ma perché il Consiglio dovrebbe darle retta?
Ah, già, il Consiglio… Qui potrei aprire il lungo capitolo sulle banalità che si sono susseguite in questo finale. A partire dalla scelta estremamente infelice di citare ossessivamente Lost, intendo (riferimenti migliori no, eh?).
Al di là dei buchi di trama e dell’assoluta mancanza di logica nelle azioni dei personaggi o delle singole fazioni (i cui contorni esistono solo negli appunti degli sceneggiatori, temo), sono tanto anche i piccoli errori nelle singole scene: ad esempio Sarah che si toglie il coltello dalla gamba per non usarlo contro Rachel. Così, tanto per rischiare di morire dissanguata.
In generale, sono piuttosto deluso da un finale che avrebbe potuto fare chiarezza, e invece ha complicato ancora di più la situazione, introducendo personaggi e archi che davvero non hanno alcun senso né scopo, e dimenticando gran parte di ciò che abbiamo visto finora – ma i Castore? Ma non era un esperimento militare?
Peccato – anche perché non c’erano Alison e Donnie, le vere colonne della serie.

Qui si conclude la quarta stagione, caratterizzata, come abbiamo visto, da un fastidioso inutile inserimento di nuovi elementi del tutto incoerenti con sé stessi e l’un l’altro. Oltretutto, nessuno sembra avere una vaga idea di cosa significhino progresso o metodo scientifico, e persino al mero livello logico si commettono leggerezze imperdonabili (prima fra tutte, l’eutanasia a bambini nati deformi che non c’era alcun bisogno di far nascere).
Spiace che questa serie sia praticamente andata in malora. Potrei davvero pensare di abbandonarla, se non fosse che è stata appena rinnovata per una quinta ed ultima stagione. Speriamo quindi che con le (presumibilmente circa dieci) puntate finali, gli autori sappiano eliminare gli eccessi e dare una logica a quel calderone di non-sense che hanno creato quest’anno. E possibilmente che si facciano spiegare da qualche scienziato vero come funziona la ricerca, perché è evidente che ancora non l’hanno imparato.
Al 2017!

Penny Dreadful 3×07

John Logan torna a scrivere!
La storyline di John Clare appare come bloccata. Si è ricongiunto alla sua famiglia (benché la moglie non si degni di farci sapere il suo nome): e adesso? Non sembra dover dire altro. Sorprende, piuttosto, che Vanessa l’avesse riconosciuto, nel flashback/ipnosi di tre puntate: questo non era per niente, per niente chiaro, e costituisce l’unica vera debolezza della puntata.
L’altro filone importante è quello che possiamo definire femminista. Dorian si accorge che è circondato da pazze e si allea coi suoi nuovi amichetti. Se riusciranno o meno nell’intento lo scopriremo presumibilmente la settimana prossima, ma è certo che Lily in catene e Victor che vuole farla diventare «una donna per bene» costituiscono un simbolismo più che evidente della questione femminile. Ottimo lavoro – compresa la caratterizzazione di Brona con la primissima, sorprendente scena.
Bizzarro l’inserto della psicologa: di quali personalità multiple sta parlando? Noi spettatori abbiamo al massimo assistito a una possessione demoniaca; quali sarebbero queste altre Vanessa che non conosciamo? C’è qualcosa che ci viene tenuto nascosto sin dal pilot?
L’indiano fa l’indiano, ma anche la più classica delle visioni Apache viene resa senza scadere nel cliché – data anche la commistione con la mitologia a noi famigliare. Cat, invece, continua a non piacermi: un po’ perché si manifesta essenzialmente come una sostituta di Lyle (ed era molto meglio l’originale), un po’ perché, come già detto la settimana scorsa, mi pare davvero troppo anacronistica.
Infine, lo sconvolgente plot twist finale: un ultimo colpo di coda di Dracula convince definitivamente Vanessa, che in fondo fin dall’inizio non è stata altra che una donna sola perché diversa, isolata e in più o meno conscia ricerca di conforto. E adesso? Aspettiamo i tre sulla nave o dobbiamo ironicamente sperare nell’arrivo di Satana?
La puntata si caratterizza poi per i consueti, magistrali dialoghi, fra cui si segnalano particolarmente quello fra Dorian e Justine, quello fra Ethan e Malcolm, e ovviamente quello conclusivo.
Ottimo terzultimo episodio, che spalanca la porta ad una conclusione particolarmente movimentata (con una doppia puntata finale, peraltro).

Silicon Valley 3×08

Puntata un po’ più lenta e con un umorismo meno frenetico del solito, ma che ci regala grandi ritorni e grandi plot twist.
Sulle facce dal passato, oltre a uno dei personaggi più antipatici della storia della tv (sì, sto parlando di Russ), abbiamo anche a sorpresa un Barker in rotta di collisione con Gavin Belson: ho l’impressione che ne uscirà qualcosa di terribile. Molto bello comunque il momento in cui sembra si stiano proponendo di viaggiare insieme, e invece giocheranno a scacchi online.
Al passato si rivolgono anche numerosi altri commenti nella puntata (dalla catenina d’oro di Dinesh alla famosa tattica dello zaino).
Riguardo i grandi movimenti nella trama, lascia stupefatti proprio Gavin, che a questo punto sembra a un passo dal fondarsi un’azienda tutta sua. L’intera vicenda di Erlich raggiunge una sua conclusione dopo un paio di momenti con Richard davvero toccanti (anche se in costume da unicorno), dando finalmente al wannabe imprenditore il ruolo che più gli compete: quello di PR.
Nel complesso, un ennesimo ottimo episodio che sembra preparare numerosi colpi di scena.

Veep 5×07-08

Settima puntata che vede la resa dei conti fra Selina e Tom, che ovviamente stava tramando per diventare Presidente (cosa che secondo me avverrà comunque): certo è che la suddetta resa dei conti avviene in maniera un po’ diversa da come ce l’aspettavamo, con un crescendo di dialoghi veramente magistrale.
Il resto dell’episodio è un turbinio di situazioni, forse anche più complesse degli elevati standard a cui ci ha abituati questa serie: ma sia la storyline della festa natalizia che quella della campagna di Jonah vedono l’ingresso o il ritorno di personaggi che credevamo dimenticati, ma che a quanto pare sono sempre vivi nella memoria dei nostri personaggi (e degli sceneggiatori).
I momenti topici risultano essere quelli più volgari: dalla vertiginosa caduta di linguaggio di Furlong, sino alla sfuriata finale di Selina contro quella deputata non propriamente sveglissima, per non dimenticare il maligno padre di Jonah. Quest’ultimo è poi protagonista di una equivoco conclusivo che giunge completamente inaspettato e che conferma come l’umorismo di Veep non si fermi davanti a nulla.

Ottava puntata che supera addirittura la precedente. Una storia che procede sui due binari intrecciati della situazione della famiglia Meyer (della quale, sia chiaro, Gary non fa parte), e dei complessi trattati nientemeno con la Cina, con il graditissimo ritorno di «quell’insalata di Asperger» di Minna. Il tutto mentre la campagna di Jonah si avvia con gli ultimi colpi di scena alla sua imprevedibile conclusione.
Straordinario, come sempre in questa serie, l’intreccio di ogni piccolo elemento, all’interno dei singoli archi narrativi, fra uno e l’altro e persino con le puntate precedenti – si pensi all’intero equivoco della somiglianza fra Selina e Marjory di spalle, che è il motivo per cui era stata assunta e che ci viene sibillinamente ricordato dagli autori tramite Andrew.
Perfette le singole battute dei personaggi, che anche con una sola linea riescono a ribadire quanto sappiamo della loro psicologia (Kent che scolpisce il legno, Ben che ride di Jonah, Dan con una sconosciuta in stanza). Non da sottovalutare l’improvvisa pioggia di figli per Mike, che sicuramente porterà un qualche conseguenza di maggiore importanza – la butto lì: una figlia per Catherine e Marjory?
Ennesimo eccellente episodio per una serie che non perde un colpo, e anzi forse va migliorando di anno in anno.


Le settimane veramente impegnative sono finite. Direi quindi di recuperare il Game of Thrones arrentrato (dovrei riuscire a rimettermi in pari prima del finale). La visione di Orange is the New Black andrà di pari passo con i sottotitoli di Italiansubs, e ritorna con la sua quarta stagione The Fosters. Considerate le imminenti conclusioni di Penny DreadfulVeepSilicon Valley, è evidente lo spazio temporale da poter riempire con dei rewatch. Ho un paio di ottime candidate in lista.

Buona visione!

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