Le serie della settimana (30/05/2016-05/06/2016)

Settimana identica alla precedente, con una puntata in più di Orphan Black grazie alla quale torno in contemporanea con gli USA.
A farle compagnia, quindi, ArcherGomorra, Penny DreadfulSilicon ValleyThe Real O’Neals (al suo finale) e uno straordinario Veep.

Archer 7×08

Grande ritorno di Slater, che con sé si porta tutti i peggiori segreti della CIA. Strepitoso monologo di Archer sull’MK-Ultra e gli scienziati nazisti assoldati dall’Agenzia, che fa il paio con l’esilarante numero sul waterboarding: questa serie riesce a fare comicità anche su una delle torture peggiori che si possa infliggere a una persona.
Mentre la trama di Sterling e Lana parte interessante ma ha una conclusione piuttosto rapida e anticlimatica, nell’ufficio Krieger sembra apparentemente impegnato nell’ennesimo esperimento frivolo e perverso: è invece proprio queta storyline a regalarci probabilmente il finale più inquietante di tutta la storia della serie, spalancando la porta sull’ennesimo lato oscuro del perverso dottore – sperando che questo dettaglio non venga dimenticato in futuro (non come Woodhouse, per dire).
Ottima terzultima puntata, nella quale peraltro viene anche presentato Deadly Velvet, l’ultimo film di Veronica Deane che è anche il titolo degli ultimi due episodi della stagione.

Gomorra 2×07-08

Gomorra_La_serie

Settima puntata purtroppo segnata dal fatto che al terzo minuto è già più che evidente chi morirà. Per carità, ottima l’evoluzione del personaggio, ma è uno schema che comincia ad essere un po’ ripetitivo, questo di prendere personaggi secondari, assurgerli a ruolo di protagonisti di un episodio e ammazzarli al termine del medesimo. La puntata serve comunque a mostrare gli equilibri estremamente precari dell’Alleanza, che ormai, con Pietro uscito di casa e la principale fonte di reddito abbattuta, sicuramente vedrà la sua fine nell’episodio successivo. Nonostante ciò, devo dire che non mi sono stati chiari molti passaggi (tipo: ma è stato veramente Rosario, a sparare al negozio? O ha confessato perché gliel’ha detto Ciro? E perché avrebbe sparato?).
Ottima Patrizia (anche se i suoi dubbi potevano essere dilazionati in più puntate). Rimangono perplessità sulla mano del Mulatto – quello lì che assomiglia pericolosamente a Enzo Salvi – che è stata accoltellata da Conte… quanti mesi fa? sei? Ancora non guarisce?

Duole constatare come nemmeno l’ottava puntata si discosti dall’abusata struttura di cui sopra, anche se perlomeno Rosario hanno la decenza di ammazzarlo a metà episodio e non aspettare fino alla fine. Permane il mistero su chi sia stato (o almeno io non ho proprio capito).
Il piano di Pietro comunque sembra funzionare a gonfie vele, specie ora che le tre Grazie (sì, insomma, gli amici di Gennaro) si sono messi in testa di fare la guerra e prendere il potere. Vediamo quanto ci mettono a morire tutti e tre.
Devo comunque notare che tutte le scene che riguardavano il rapporto fra Ciro e Rosario sono state ottime, specie con il primo che apparentemente perde anche quei pochi freni che aveva e si mette a profanare tombe altrui.
Nel complesso, anche se la qualità della serie rimane alta, questi ultimi due episodi sono risultati un po’ deboli, per la prevedibilità formale già detta. Peccato.

Orphan Black 4×07-08

Settima puntata estremamente disomogenea.
La prima parte è caratterizzata da una serie davvero imbarazzante di spiegoni e dialoghi composti esclusivamente da infodump, per giunta ripetuto più volte. Davvero indecente il racconto storico da parte di Susan (no, davvero, non c’era altro modo per dirlo che tenere aperto quella specie di Libro delle Ombre dei poveri?), e forse ancor peggio il dialogo Cosima / Scott / quello del negozio di fumetti (ma sa proprio tutto?). Punte di nonsense nella videoconferenza con Evie, di cui non si capisce lo scopo e che rimane in sospeso: ma perché?
L’episodio comincia a migliorare quando gli autori esprimono la loro invidia per il successo di Sense8 facendo fare una cosa a tre a Sarah: prima che detto personaggio deragli del tutto, abbiamo se non altro la conferma che Dizzy è probabilmente più interessante e più umano di quanto potrebbe sembrare.
Lo sbarellamento di Sarah, dicevamo: un po’ fuori personaggio? Allucinazioni di Beth, addirittura? Secondo me si è voluto esagerare. Molto più coerente, invece, la follia momentanea di Cosima, anche se non è chiaro perché quella non-rivelazione di Felix sia riuscita a fermarla.
L’apice della puntata è come sempre raggiunto da Alison e Donnie, con un epilogo per la festa di compleanno davvero inaspettato ed eccellente.
Interessante il finale, con da una parte MK che chissà che piani ha, dall’altra un’interessante allucinazione elettronica da parte di Rachel, che se non altro giustifica in parte il libro idiota di cui sopra (ricordarci di Leda e il cigno, intendo).
Dunque, episodio con alti e bassi, come d’altronde è Orphan Black fin dal pilot.

Ottava puntata migliore della precedente, se non altro perché lo spiegone è limitato a un mega-riassunto a Mika a inizio episodio. Interessante come si smuove la situazione, ora che Susan, Rachel e Ira sono improvvisamente diventati degli alleati.
Come sempre, la parte migliore ce l’hanno Alison e Donnie (anche se credevo che la storia del neoluzionista in carcere fosse un fraintendimento: magari sarebbe stato più divertente?); una storyline importante soprattutto perché dà finalmente una parvenza di senso alla sorella biologica di Felix – che peraltro viene denudato dagli autori senza alcun motivo apparente.
La puntata guadagna molto anche dal punto di vista scientifico, grazie all’idea di ricombinare i geni di Leda e Castor; sono abbastanza sicuro che quello che dovrebbe uscirne sarebbe un embrione con solo metà del genoma di Kendall, ma d’altronde non sono un genetista e magari mi sbaglio.
Ottima, infine, la morte di Duko (anche se non capisco molto bene il senso della tortura, né l’importanza di ciò che ha detto – a parte liberare S. dal penso per eventuali minori a carico); e ovviamente il glitch nell’occhio di Rachel, che a quanto pare sembra una variazione tecnologica del classico tema della visione col trapianto di cornea.
Buon terzultimo episodio che spiana la strada per le ultime due ore.

Penny Dreadful 3×05

Primo episodio di sempre a non essere scritto da John Logan: tale Andrew Hinderaker ha l’ingrato ruolo di proseguire dopo la meravigliosa quarta puntata. Riesce nell’intento concentrandosi sui personaggi che avevamo lasciato in sospeso.
Frankenstein appare inizialmente fin troppo entusiasta delle ricerche, proseguendo un’evoluzione apparentemente troppo vertiginosa iniziata qualche puntata fa; ma al termine dell’esperimento ritorna nei suoi occhi il dolore di un tempo. Jekyll, dal canto suo, mostra una sempre maggiore instabilità, che a quanto pare è sua caratteristica fin dal passato.
Gran parte della puntata è comunque occupata dalla storyline americana, che galoppa (è il caso di dirlo) attraverso un’azione continua ma disseminata di flashback solo raccontati riguardo il passato di Ethan – passato che nell’arco di tre quarti d’ora ci viene rivelato gradualmente, per progressivi colpi di scena, fino al macabro, inaspettato finale. La gestione della narrazione è ottima (di nuovo aiutata moltissimo dalla colonna sonora), e porta lo spettatore al cliffhanger conclusivo tenendolo sempre vigile pur offrendo momenti di riflessione e di profondissimo scavo psicologico – ché d’altronde, non so voi, ma io la personalità del nostro Lupus Dei finora non l’avevo ancora inquadrata bene.
Un’ottima prova quindi da parte di questo autore-guest star, che ottiene l’invidiabile risultato di essere riuscito a farmi piacere qualcosa formato da western e steampunk, due sottogeneri che altrimenti tendo a sdegnare fortemente. Bravo.

Silicon Valley 3×06

Incredibilmente, i protagonisti di questa serie possono avere una mezza specie di vita sentimental-sessuale. Tutti tranne Dinesh, grazie all’HD.
Ottima la citazione di Russ riguardo le inaspettate doti di Jared, e ovviamente l’intera ossessione di Richard per il tab al posto dello spazio (e per inciso io sono dalla sua parte). Bellissima la chiusa finale, con un simbolico «Aloha» a tutti i soldi che Erlich pensava di fare.
Con una sola scena, Gavin ruba molto a tutti gli altri, rimpiangendo i bei vecchi tempi in cui i ricchi potevano ammazzare i poveri e cose così.
Puntata senza particolari vette, ma che manda avanti la trama senza mai perdere mordente.

 The Real O’Neals 1×13

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Eccezionale puntata finale, nei quali gli autori sembrano aver concentrato tutte le gag migliori che sono stati in grado di ideare durante i loro brainstorming: dalla borsetta piena di droga al coming out di Stuart, dal theremin alla Passat, in quest’episodio si ride di più e meglio che nei precedenti.
E c’è anche il tempo per costruire una trama che coinvolge l’orizzontalità (il vicepreside, Lacey) e intreccia le storyline iniziate per l’occasione, fino a una conclusione che mette di nuovo in parallelo la vita di Kenny a quella della madre.

Davvero un’ottimo finale, quindi, per una breve serie che forse sarebbe stato meglio aver visto su questi ritmi e con questa qualità fin dal principio. Ne consiglio comunque il recupero in caso di noia, tempo libero e voglia di qualcosa di leggero ma con impegnati sottintesi politici.
L’appuntamento è per l’anno prossimo, essendo stata rinnovata (nonostante gli ascolti non particolarmente brillanti, ma probabilmente grazie al budget contenuto). Arrivederci famiglia O’Neal!

Veep 5×06

Ennesima dimostrazione che Clea Duvall è incompatibile con il ruolo di eterosessuale: stavolta è anche protagonista non solo del motivo per cui il suo personaggio è stato introdotto (cominciavo a chiedermene il senso), ma anche di uno dei più imprevisti colpi di scena di questa serie.
D’altro canto, stupendo l’intero Cuntgate e l’evidente citazione di Assassinio sull’Orient Express, e insieme a questo le perenni indecisioni di Selina riguardo la banca.
Ottima la chiusa quasi inquietante sulle strane amicizie di Tom Jones (che a forza di magheggi diventerà Presidente, l’ho già detto?).
E infine ottimo Jonah, che per una volta tira fuori un po’ di aggressività mirata al punto giusto e ritrascina nella serie lo scomparso Bill.
Probabilmente una delle comedy più sottovalutate di sempre.


Questo era quanto. La prossima settimana sarà dunque identica, ma con The Real O’Neals in meno e nessuna nuova serie in vista. Dubito che avrò tempo per recuperare qualcosa, data la settimana particolarmente impegnativa su più fronti.

Buona visione!

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