Le serie della settimana (16/05/2016-22/05/2016)

Gli impegni cominciano a scemare, posso iniziare a riprendere i ritmi di un tempo (e a rilasciare sottotitoli di The Outer Limits, sicuramente entro questa settimana).
Impagabile Penny Dreadful, con il più grande colpo di scena di sempre; immondo Banshee, che a questo punto imbocca la strada per un finale peggiore di quello di Dexter; straordinario come (quasi) sempre Gomorra; un po’ impreciso Orphan Black; divertenti come al solito Modern FamilyThe Real O’NealsSilicon ValleyVeep. Sì, ho saltato Archer.
E adesso mi rendo anche conto che vedo quasi troppe comedy.

 Banshee 4×07

Praticamente sette minuti belli circondati da una valanga di MERDA.
Dai, elenchiamola:
— Lo psicologo dice a Ana di fare una strage. Giuro, così, dal nulla.
— Veronica si libera per poi non fare nulla.
— Sul pc di Job appaiono animazioni degne del peggio cyberpunk anni ’90.
— Burton uccide ventimila persone da solo, tanto è Burton.
— Calvin sbrocca e uccide il primo non ariano che gli capita a tiro, di fatto autocondannandosi all’ergastolo solo perché la moglie non gli risponde al telefono.
— Veronica e il satanista hanno dei dialoghi di utilità nulla.
— Il sempreverde stratagemma delle due porte diverse, fresco come solo un artificio narrativo di almeno trent’anni fa può essere.
— Hood e Brock che ovviamente si liberano al momento giusto e uccidono da soli dodici persone; dopodiché il satanista si fa ammazzare da Veronica che ritrova la sua pistola proprio lì.
— Job sposta i conti alle Cayman come nel cyberpunk di bassa lega di cui sopra.
— Proctor appare magicamente su una scena del crimine.
— Veronica si bomba su una scena del crimine.
In questo calderone di schifezze, la confessione che tutti aspettavamo più o meno dal pilot, benché abbastanza rovinata dalla regia ormai smorta e da un Antony Starr che è così stanco di questo schifo che non riesce neanche a recitarlo come si deve. E anche dall’arrivo del satanista proprio al momento giusto.
E quindi niente, questa pura immondizia era la penultima puntata. Pensate quanto peggio ancora potranno fare col finale.

Gomorra 2×03-04

Gomorra_La_serie

Terza puntata interamente dedicata a Salvatore Conti, personaggio che si rivela molto più complesso di quanto le sue apparizioni finora ci avevano lasciato supporre: profondamente, devotamente religioso (ma su quest’aspetto torniamo dopo), è segretamente innamorato di Nina, una cantante transessuale. Un amore che ovviamente va tenuto segreto ai suoi “colleghi”, al punto di dover fingere in pubblico di avere in realtà una storia con la sorella di lei; perfino alla madre (la classica madre che si preoccupa più di cosa mangi il figlio che del fatto che ammazzi qualcuno) l’identità della sua amante è tenuta nascosta. La scena della rivelazione (perché non so voi, ma io non avevo capito) alla festa del suo compleanno è uno dei momenti più toccanti della serie, fra il dolore di un Salvatore rassegnato e quello di una cognata/ragazza di copertura totalmente indignata.
Ma dicevamo che l’altro tema portante è appunto la religione: onnipresente dalla prima puntata (madonne e Cristi e Padri Pii ovunque), il rapporto fra criminalità organizzata e Chiesa è tutto riassunto nelle statue che contengono la droga, aperte preferibilmente da sotto col dovuto rispetto, seppur trattandosi di immagini sacre usate per traffici internazionali. Anche la madonna col volto di una trans è il sintomo di una religiosità fisica, quasi carnale, riflessa d’altronde anche nel rapporto di Salvatore con la sua stessa madre – alla quale appunto regala la statua della Madonna – e apertamente manifestata infine nella cruenta cerimonia dei battenti, che rivivono nel loro corpo la passione di Cristo (e, nel caso di Salvatore, la vergogna di – e per – Nina?).
Sempre in tema, ma da un punto di vista per così dire più “pratico”, vediamo anche una criminalità organizzata che di fronte alla Chiesa è pronta ad indietreggiare, abbassare la testa e rassegnarsi a cambiare piazza di spaccio. Almeno per stavolta: chissà se vedremo di nuovo quel prevete.
Puntata quindi fra le migliori di sempre, narrata nel tipico stile della serie che non concede spazio a spiegazione e lascia allo spettatore il compito di interpretare la realtà (!) cui assiste.

Quarta puntata che ci vede decisamente concentrati su Donna Annalisa detta Scianèl, un’attenzione così esplicita che quasi ci si sorprende a non vederla morta entro fine episodio – anzi, stranamente non muore nessuno. Come sempre, le informazioni vengono centellinate, e ad esempio scopriamo mano a mano che quella che sembrava la figlia è in realtà la nuora in poco fedele attesa del suo “amato”.
Lo stesso lento schiudersi lo si ha nella storia di Patrizia, coinvolta dallo zio per motivi che sembrano all’inizio oscuri o tuttalpiù legati a rapine e ripicche fra spacciatori; per poi, alla rivelazione del covo e del suo ruolo di corriere, scoprirsi collegato al piano ben più ampio che Pietro Savastano ha architettato per il suo ritorno. Ottimo, come sempre, il lavoro di scrittura mai scontata né semplificata.
Nota di merito all’evoluzione del personaggio di Patrizia, ben simboleggiata dal tatuaggio e dal dolore che la sua artigianale rimozione ancora provoca. Si sente leonessa o no? Lo vedremo
Puntata comunque un po’ sottotono dopo il clamoroso trittico iniziale, ma che costituisce un’inevitabile quanto corretta pausa per i nervi del povero spettatore, in attesa degli sviluppi di questa bizzarra pace fra Ciro e il redivivo Genny.

Modern Family 7×22

Finale di stagione con più momenti commoventi del solito: Phil che si ostina a non accettare la maturità dei suoi figli; Claire che è costretta a ritagliarsi il ruolo del capo duro quando è necessario (e perché, in fondo, è davvero necessario, per fare il capo); Cam e Mitch che come al solito non si comprendono e poi alla fine si capiscono; Jay che tenta di essere minimamente utile e si commuove per Casablanca; e infine, ovviamente, per Haley e Andy, coppia romantica per eccellenza.
Nota di merito va ovviamente alla strepitosa performance del piccolo Joe dalla vocina incredibilmente stridula, nonché alla prima parolaccia della vita di Manny. Anche Alex perennemente sullo sfondo aggiunge quel tono surreale che non guasta per niente. Finale ottimo, col concreto rischio che tutte e tre le case vadano in malora, subiscano furti e vedano tutte le proprie piante morire.

Qui ci lascia Modern Family, con una settima stagione non brillante ma che riesce ancora a reggere il ritmo risultando nella maggior parte degli episodi più che godibile. La serie tornerà presumibilmente a settembre con l’ottava stagione già confermata, sperando che il prossimo anno vada in onda un po’ più spesso di quelle due volte al mese cui siamo stati abituati da settembre ad oggi.

Orphan Black 4×05

Puntata che vede il ritorno della scema, segno che gli autori tutto sommato degli appunti da qualche parte li tengono (anche se sto ancora aspettato di rivedere il trans FtM).
BrightBorn non sembra dunque nascondere niente rispetto a quello che sembrava fin dall’inizio: perfezionamento degli embrioni ed eliminazione delle tare genetiche, che portano alla nascita di bambini deformi da madri pagate in esperimenti illegali. Purtroppo quello che vediamo non ha alcun senso dal punto di vista scientifico: perché far arrivare alla nascita un embrione deformato, quando hanno sicuramente gli strumenti per analizzare il genoma ben prima dell’impianto? Non ha alcun senso, e ha il solo scopo di regalarci un’immagine forte e quasi orrorifica. Dispiace non poco, che per scrivere una serie del genere gli autori si siano informati sui dettagli più contorti della manipolazione genetica e non sulle basi del metodo scientifico (ma d’altronde, se avessero le basi, non farebbero una serie che parla multinazionali impegnate a modificare genomi – ma lasciamo stare).
La sorella biologica di Felix sembra essere del tutto innocua: lo sarà? Se è vero che non aveva senso fidarsi all’inizio, perché fidarsi comunque adesso? Essere davvero parenti assicura l’assenza di tradimento?
Art, infine, torna ad avere un minimo di utilità nella trama riportando gli Hendrix alla realtà, abituati come sono a seppellire tutto – droga, cadaveri, cloni fuggiti.
Nel complesso, un episodio che smuove la trama, ma che ha qualche pecca a livello strettamente logico.
E comunque io pensavo che Ira fosse gay.

Penny Dreadful 3×03

Cristo.
Andando più o meno con ordine riguardo le storyline.
Ethan e la streghetta sono la parte meno interessante, tanto più che in tutto quest’arco il personaggio più interessante è Rusk, tanto votato a catturare il Lupus Dei quanto convinto della sua natura sovrannaturale.
Frankenstein e Jekyll procedono lentamente sulla loro strada, con il nuovo arrivato che ribadisce la sua visione dualista dell’umano e perde per un secondo le staffe, mentre il buon Viktor sembra piuttosto ripulito e persino rinvigorito dal fatto di poter mettere mano a un nuovo esperimento.
Vanessa e il professor Dracula tentano di legare, ma uno dei suoi adepti ci mette lo zampino. E questo è di importanza vitale, perché sappiamo che Egli non ha il controllo delle sue creature, che rimangono in qualche modo umane in tutti i loro difetti.
Dorian e soprattutto Lily portano in scena il tema del femminismo (dopo quell’accenno al razzismo in treno da pare di Murray), di cui però la zombessa ha un’interpretazione piuttosto personale. Scena splatterosissima alla Racconto dei racconti, rito iniziatico di sangue forse un po’ scontato, e poi la rivelazione: quella è la Justine di De Sade.
E quando pensi di averle viste tutte, ma proprio tutte, arriva John Clare: non sono ci sorprende dalla premiere recuperando la memoria, ma il vero salto indietro ce lo fa fare Vanessa, dandoci il più clamoroso colpo di scena di tutto Penny Dreadful. Cosa significa questo, per le vite dei due personaggi coinvolti? In che modo c’è invischiato Dracula? Rimane il fatto che il sorriso di onesta felicità della Creatura nel vedere la sua cara amica in dolce compagnia assume un significato completamente diverso da quella candida partecipazione della felicità altrui che sembrava voler comunicare.
Puntata quindi strepitosa. L’idea che John Logan avesse programmato tutto dall’inizio lo proietta automaticamente nell’Empireo dei miei autori preferiti di sempre.

Silicon Valley 3×04

Puntata dall’inizio quasi drammatico, che prelude ovviamente al solito divertimento.
In pieno stile Silicon Valley, i nostri si fomentano per un progetto per il quale non dovrebbero nemmeno applicarsi, e trasmettono tutto il loro entusiasmo anche allo spettatore che non capisce nulla di quel di cui sanno parlando.
In generale, grandissimi scossoni alla trama, con Gavin Belson che torna nuovamente nella vita dei nostri protagonisti (influenzata dalla sua sempre malefica guida spirituale), orientandone anche a distanza le scelte di vita. Torna anche Capoccione, come al solito totalmente ignaro di qualsiasi cosa accada intorno a lui.
Scena clou della puntata, l’illuminazione finale contrappuntata dai bronchi che Erlich espelle in sottofondo mentre gli altri si fanno i calcoli di quanto potrebbero mettersi in tasca: scena surreale, atipica e spassosa.

 The Real O’Neals 1×11

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Puntata che si sviluppa su due filoni paralleli.
Da una parte quella meno interessante, sul padre nuovamente depresso per il divorzio che cerca di recuperare il rapporto con i figli – stranamente solo con Jimmy e Shannon, però. Nell’insieme, una storyline abbastanza scontata, e che rischia di evolversi in grosso buco di trama se malauguratamente non vedremo più quel cane.
Molto meglio va sul fronte Eileen-Kenny (che poi è fin dall’inizio quello più promettente). Le dinamiche del tradimento passionale vengono ripropose pedissequamente nel rapporto-madre figlio, dal rossetto sul colletto agli indumenti dimenticati. Che poi, con una madre che cucina polpette surgelate, Kenny ci sarebbe pure da capirlo. Mi lascia un po’ perplesso questa facilità nell’intercambiare le chiese, ma forse è perché non riesco a comprendere più di tanto certi processi del pensiero religioso.
Nel complesso è comunque un buon episodio.

Veep 5×04

Episodio caratterizzato da momenti di grandi serietà, ai quali questa serie non ci aveva affatto abituati.
Non sorprende però che riesca a farci ridere anche durante un funerale (ma in questo non è la prima) e mentre si stacca la spina a un malato terminale (questo ben più difficile). Sono risate amare, nell’indecisione dello spettatore nel capire se Selina stia veramente piangendo per la madre o non abbia pensato al Nevada per tutto il tempo della puntata. Il confine è labile, ed è quello che guasta un po’ l’umorismo e lo rende crudo, malinconico. Esperimento riuscito? Non so, ma di sicuro è una comicità complessa da interpretare e apprezzare, forse non del tutto assimilabile a caldo.
È peraltro una delle poche puntate in cui vediamo praticamente tutti i personaggi: da Tom all’ex marito Andrew (che probabilmente sta per rovinare la vita di Gary come quest’ultimo aveva già fatto da solo nelel stagioni scorse con lo yatch), dalla nuova guardia del corpo a Baird, da Furlong a Catherine, l’intero saff dai piani alti a quelli più miseri, fino ad arrivare al tocco di classe degli ultimi cinque secondi dedicati alla sempre più stordita Aquila.
Puntata difficile, quindi, ma di grande profondità.


Fine. La prossima settimana, oltre al recupero di Archer, vedrà la (presumibilmente indegna) conclusione di Banshee, serie un tempo strepitosa ma ridotta ormai a qualcosa di ridicolo. Il resto rimane invariato – compreso il fatto che ormai sto seguendo Orphan Black con un paio di settimane di ritardo.

Buona visione!

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