Le serie della settimana (18/04/2016-24/04/2016)

Settimana in cui non ho visto tante cose perché sì.
Si conclude Better Call Saul, torna dopo la pausa The Real O’Neals e continuano come sempre Archer (doppio appuntamento con la puntata slittata dalla settimana scorsa), Banshee e Orphan Black.
[Ovviamente Modern Family salta sia questa settimana che la prossima. Non sia mai.]

Archer 7×02-03

Doppio appuntamento, dato che dovevo recuperare la puntata saltata la settimana scorsa.

7×02 – La serie non perde un colpo, con una puntata caratterizzata da un uso eccezionale dei tempi comici lenti, cosa difficilissima da gestire; la prova è superata egregiamente sia con la scena degli sgabelli roteanti sia con l’eccezionale non-segreteria: due momenti di quasi silenzio, in cui persino delle animazioni di qualità tutt’altro che realistica riescono efficacemente a veicolare l’intento umoristico.
Ok, ora basta stronzate tecniche e parliamo delle erezioni di Krieger. O forse è meglio di no? Devo dire che sono anche abbastanza sorpreso della gelosia di Lana, i cui rapporti e in fondo gli stessi sentimenti per Sterling sono sempre più confusi, anche dopo sette anni. Direi che non c’è alcun pericolo che sia fatta chiarezza.

7×03 – Puntata molto particolare, in cui scopriamo qualcosa di inaspettato sul passato di Archer, ma, col senno di poi, perfettamente in linea con il suo personaggio. Ottimo il caso della settimana, sia per come si collega alla vita privata (i ricordi di scuola, appunto, ma anche l’asilo di AJ), sia per il sorprendente legame con il caso della stagione – evidentemente gli autori si sono dati da fare con un arco piuttosto ampio.
Nel complesso, forse battute un po’ meno frizzanti del solito, ma è almeno da notare un’animazione di gran lunga migliore a ciò che siamo abituati a vedere (la scena finale con la macchina che cade dalla scogliera). Particolarmente toccante, poi, il flashback, che dà un momento di serietà – e forse di impegno contro il bullismo – a questa serie, dove non te lo aspetteresti.

Banshee 4×04

Rebecca è quella che bussa alla porta (cit.).
Al di là dell’esplicito riferimento a Breaking Bad, la puntata pone molta carne al fuoco. Nonché delle verdure (sto dando il peggio di me, scusate).
Purtroppo l’intera storyline del serial killer sembra completamente sfuggita di mano agli autori, che prima preparano la cena strizzano l’occhio a Hannibal (che peraltro non ho mai apprezzato), poi fanno iniziare un delirio satanista che è quanto di più estraneo possibile alla serie. Avrebbero quantomeno dovuto avere la decenza di introdurre la questione nella stagione precedente. Siamo ormai a metà di quest’annata di otto episodi, ed è evidente come quest’arco narrativo sia stato del tutto improvvisato, gettato nel calderone degli eventi di Banshee senza cura alcuna per il senso della struttura generale, soprattutto rispetto agli anni passati. Peccato.
Va meglio, comunque, sugli altri fronti. Non mi è molto chiaro perché Watts sia arrivato sano e salvo a casa del genero quando sembrava più che evidente che Burton (col gelato?) fosse lì per farlo fuori; ma vedremo ulteriori sviluppi, specie quando qualcuno li avviserà della distruzione della fabbrica.
A tal proposito, Carrie che dà fuoco a dei barili di prodotti chimici sorprendendosi se poi esplodono non ci fa poi una gran bella figura.
Infine, la nuova investigatrice: discutibile la scelta di far arrivare un personaggio così interessante a cinque puntate dalla fine della serie, specie quando è dalla premiere che ci troviamo una poliziotta-spia di dubbia utilità ai fini della trama, dalla personalità assente e interpretata da una donna in coma.
Infine, ottimo Job, sia per la straordinaria interpretazione dell’attore, sia per come viene reso visivamente il suo trauma – molto affine ai problemi di Chuck nel Better Call Saul qui sotto.
Nel complesso, un’altra buona puntata se presa singolarmente, ma un ulteriore passo verso lo squilibrio formale se comparato a tutto il resto. Vedremo alla fine.

Better Call Saul 2×10

Better_Call_Saul

Finale teso ma anche all’insegna del sentimento – fin dal flashback di apertura, che ci ricorda il rapporto molto poco fraterno dei due fratelli, e in un certo senso anticipa il finale.
A proposito dell’ultima scena, dunque, molto inattesa la confessione di Jimmy, tanto quanto prevedibile che quel che Chuck aveva recuperato fosse un registratore. Sarà davvero dura invalidare quella confessione: dirà che stava comunque facendolo per il suo bene? Che stava ancora fingendo? A me sembra che non abbia scampo, e spero che gli autori abbiano già pensato a tutto. Come d’altronde hanno fatto, proponendo all’ultimo lo spot duramente girato nell’arco dell’intera stagione (benché, in fin dei conti, essenzialmente inutile alla trama).
Tornando a Mike, il mistero su chi possa averlo fermato è risolto da Netflix, che pensa bene di farci notare l’anagramma delle iniziali dei titoli di questa stagione.
Un finale quindi efficace anche nelle scene iperlente (l’appostamento di Mike su tutte), azzoppato giusto da una colonna sonora particolarmente fastidiosa.

Nel complesso, questa seconda stagione è stata qualitativamente inferiore alla prima, avendo perso il ritmo e la solidità di struttura già dopo tre o quattro puntate; si riprende in maniera eccellente con gli ultimi due episodi, ma si è fatta sentire una certa stanchezza degli autori, durante queste settimane.
Speriamo dunque che con la prossima stagione – già confermata – sappiano ritornare alla qualità della prima annata.

Orphan Black 4×02

Continuano le perplessità su questa stagione.
Al di là della bambina che si affaccia alla finestra e dice «They are coming» (stratagemma un pelino abusato, eh), mi stupisce non poco da una parte Art che soltato alla quarta stagione tira fuori le chiavi di casa di Beth; dall’altra, un registratore che contiene ancora video di mesi e mesi prima: quanta memoria ha?!
A parte le questioni di realismo, la trama si fa interessante, benché sia ormai evidente che ci sia stato uno scarto notevole: non più esperimento militare di clonazione, ma veicolo per una specie di parassita geneticamente progettato. Molto interessante, ma… quindi le tre stagioni precedenti dobbiamo scordarcele?  Non sarebbe l’unica discontinuità con le altre annate, visto che in qualche modo MK avrebbe difeso le sorelle fino a adesso, ma non si è mai vista – è non è l’unica cosa che avrebbe dovuto essere accennata prima.
C’è da dire che avrei preferito di gran lunga vedere prima questa puntata e poi la precedente, anche per l’effetto sorpresa che avrebbero avuto i video, effetto al quale purtroppo si è del tutto rinunciato. Magari questa cosa potrei rivalutarla nel complesso della stagione, una volta giunto al suo termine.
In conclusione, una seconda puntata che conferma l’impressione che la trama sia stata stravolta un po’ troppo senza tenere conto di ciò che si era detto finora. Peccato; ma c’è ancora tempo per recuperare.

The Real O’Neals 1×08

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Torna dopo una breve pausa The Real O’Neals. Puntata che vede il suo punto di forza nel parallelo fra le due storyline, entrambe incentrate sulla ricerca della proprio identità all’interno di un gruppo: quello gay (ovviamente) per Kenny, un eterogeneo ensemble di signore problematiche per Eileen. Inutile dire che non andrà bene a nessuno dei due, ma è comunque encomiabile che in una comedy si cerchino dei rimandi fra i due archi narrativi diversi che portano avanti l’episodio (per dire, nemmeno la navigatissima Modern Family lo fa mai).
Continua a lasciarmi perplesso, ancora all’ottava puntata, la leggerezza con la quale i genitori di Kenny hanno preso il suo coming out, specie per quanto la loro vergogna a parlarne in giro strida con i loro evidenti sforzi per farlo sentire a suo agio. Abbastanza stupefacente il gruppo di frociarole a scuola (cattolica?!).
Nel complesso è comunque un’ottima puntata, sempre particolarmente ritmata e frizzante, caratterizzata dal solito umorismo intelligente.


Per il prossimo appuntamento, inutile dirvi che è ricominciato Game of Thrones. Più utile rammentarvi che, insieme al colossal fantasy, HBO fa ripartire anche Veep e Silicon Valley. Come detto, Modern Family tornerà solo nella settimana successiva, che vedrà anche la premiere della terza stagione di Penny Dreadful.

Buona visione!

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