Le serie della settimana (04/04/2016-10/04/2016)

Rieccoci qui. Ho visto poche cose perché sì. Però sono interessanti: Animals. finisce col botto, Archer ricomincia con un altro botto, Banshee prosegue nel sangue e idem (be’, senza sangue) fanno Better Call Saul, Modern Family e The Real O’Neals.

Animals. 1×10

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Non voglio gridare al capolavoro perché, insomma, è Animals.; ma è innegabile che questo finale è stato abbondantemente al di sopra delle mie aspettative.
Mentre gli oramai noti topi Phil e Mark fungono da guest star portando avanti una storyline da ragazzi ribelli alla scoperta del mondo, il protagonista è Gregory, tacchino in cerca di vendetta per sua moglie Sarah (dall’inspiegabile e surreale accento russo) sacrificata nel giorno del Ringraziamento. E su chi riverserà la sua collera? Ma sul sindaco, ovvio: non poteva certo farla franca.
Puntata che porta una denuncia non scontata dell’industria della carne, e che in chiusura sembra aprire le porte al misterioso nemico della prossima stagione: la Pesci Corp (produttrice anche di carne di tacchino, a quanto si intravede).
L’episodio sorprende anche per un forte contenuto emozionale – al pari della vicenda delle mosche di un mese fa – non tanto nel cliché del marito in cerca di vendetta, quanto nella resa dei conti conclusiva fra Gregory e il sindaco: è veramente riuscito a parlare? Il sindaco l’ha sentito? O si è solo sparato? Non lo sapremo mai, ma non nascondo che ero letteralmente a bocca aperta.

Dunque, qui si conclude questo piccolo gioiellino, che ha dato nuova luce a tutte le trovate narrative più banali semplicemente facendole interpretare da animali disegnati male. Se volete passare il tempo in maniera non del tutto infruttuosa, vi consiglio di recuperarla – dieci puntate da venti minuti l’una.
L’apputamento è per l’anno prossimo, essendo la serie stata ordinata da HBO direttamente per due stagioni (che messe insieme costano come la sola sigla di Game of Thrones, probabilmente).

Archer 7×01

È ricominciata Archer, la serie animata a base di spionaggio, droga, anacronismi e prostitute minorenni del sudest asiatico.
Difficile riassumere i sei anni precedenti: Archer è Sterling Archer, la più grande spia del mondo (dice lui), che lavora presso l’agenzia denominata ISIS (ai bei tempi in cui non significava altro) capitanata da sua madre Marjory. Lo circondano i suoi colleghi, che oscillano fra lo sfigato e la ninfomane, fra lo psicopatico e la drogata, e tanto altro ancora.

All’inizio del settimo anno, vediamo i nostri ridottisi ad aver aperto un’agenzia di investigazione privata, di scarsissimo se non nullo successo. Come spiegare l’incredibile flashforward con cui si apre la puntata? A quanto pare partendo da sei mesi prima, quando finalmente ricevono il loro primo incarico dalla celebre attrice Veronica Deane.
Ovviamente niente è come sembra, e fra giochi di parole (peraltro ottimamente adattati dai ragazzi di Italiasubs), riferimenti sessuali e battute antisemite, Archer dimostra di non perdere un colpo nemmeno dopo tutto questo tempo e a fronte dei sempre maggiori scombussolamenti di trama degli ultimi due anni. Nessun timore del cambiamento da parte degli autori, che continuano a variare il setting entro cui i personaggi si muovono e ci relagano il loro umorismo cinico.
Ottima premiere, quindi, che preannuncia una stagione scoppiettante dal finale assolutamente imprevedibile.

Banshee 4×02

E anche questa settimana Banshee ci regala la consueta dose di morti atroci, stavolta con la collaborazione di un cane rabbioso (non che la falce o la corda della chitarra siano da meno).
Se non altro ho capito che la storia di Boedecker-o-come-si-scrive e della sua mano non erano una mia amnesia, ma qualcosa che non avevamo ancora visto.
Sono ancora un po’ destabilizzato dalla nuova forma che ha assunto la serie con questa stagione: di fatto, un’indagine di omicidio con frequenti flashback. Molto fuori schema: reggerà? Solo alla fine, forse, si potrà giudicare se sia stata una buona scelta.
Intanto Ana/Carrie è ufficialmente la supereroina di Banshee, benché un sapiente montaggio ci mostri come la giustizia fai-da-te abbia gli stessi fondamenti teorici del Nazismo.
Riguardo l’evoluzione dei personaggi, abbiamo un Proctor che maschera il dolore facendo passi probabilmente più lunghi delle sue gambe in ambito criminale, mentre Sugar è sempre più amareggiato dall’abbandono da parte di Hood della ricerca di Job.
A tal proposito, sono convintissimo che quello che spara l’acqua nell’ultima scena fosse Robert Patrick, un po’ per la voce, un po’ per quello che si vede controluce. Attendo con ansia di essere brutalmente smentito.

Better Call Saul 2×08

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Perché non cambiare il titolo in Better Call Kim? Tanto sono tre puntate che Jimmy c’è per cinque minuti. Certo, ha il tempo di invadere una copisteria e allestire una megatruffa che è presumibilmente il gesto più scorretto che abbia mai fatto in vita sua… ma vabbè, se non altro sta girando la pubblicità per qualcosa. Cosa?
Kim, per l’appunto, ruba la scena, anche se il personaggio fatica a trovare una propria dimensione, continuando ad oscillare fra entusiasmo e insicurezza in maniera ben poco coerente.
Il personaggio migliore è come sempre Chuck, pronto a sacrificarsi per lo studio, geniale nel suo lavoro legale quanto completamente andato sul piano patologico-razionale.
Mike finge di mandare avanti la sua linea narrativa con un paio di scene di dubbia utilità. La prima, quella di apertura, particolarmente fastidiosa per la sua mancanza di contenuto unito all’ostentazione tecnica del piano sequenza col drone.
Episodio che conferma la stanchezza già rilevata, seppur non ai livelli delle puntate centrali della stagione.

Modern Family 7×18

Puntata dalla forma bizzarra, che inizia molto lenta e necessita di arrivare almeno a metà per capire cosa stia realmente avvenendo. Caso raro, viene toccato l’argomento erba, che fa piacere vedere non esser più un tabù per una comedy in casa ABC (in effetti temevo che alla fine si scoprisse che gli orsetti erano innocui ed era tutto placebo).
L’episodio inoltre scuote anche un po’ le dinamiche, fra Cam e Jay che si chiariscono (cosa che non facevano da quando andarono in palestra insieme nella prima stagione), Mitch che si riela nerd quanto Phil, e Manny che dovrebbe finalmente essere riuscito a far capire alla madre che non è necessariamente il santo che lei crede che sia.
Scena clou: l’interrogatorio estremamente e volutamente stereotipato di Claire ai ragazzi. Nel complesso, comunque, un buon episodio.

The Real O’Neals 1×07

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A quanto pare Frances Conroy è condannata a vita a interpretare la madre (Six Feet Under) o la nonna (United States of Tara) di personaggi omosessuali. Stavolta è anche un’ultracattolica da combattimento, tanto che non è neanche il caso di farle vedere Bergoglio, e il suo arrivo dà origine a una puntata particolarmente divertente.
Apprezzabile la capitalizzazione della sua presenza da parte di Shannon (e un po’ anche di Pat per i biglietti), e la maliziosità che ti aspetti da un sedicenne (i cetriolini e il campeggio); ma il fulcro è nel rapporto fra Kenny e la madre, che finalmente capisce quel che ha dovuto passare il figlio per fare coming out – una cosa che, abbiamo capito, ognuno ha i suoi tempi per farla, ma quando la fa poi sta meglio – e chiude l’episodio con una scena quasi toccante.
Però la torta di patate e limone secondo me è da provare.


Fine. La prossima settimana The Real O’Neals si prenderà una pausa; ma, a lenire il mio dolore, un graditissimo ritorno: Orphan Black.

Buona visione!

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