Le serie della settimana (28/03/2016-03/04/2016)

Novità della settimana: è ricominciato Banshee, si è concluso The Fosters e ho terminato il recupero di Bosch, oltre ad aver recuperato la puntata di Modern Family (nuovamente in pausa) saltata la settimana scorsa. Per il resto, si prosegue con Animals., Better Call Saul e The Real O’Neals.

Animals. 1×08-09

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Puntata doppia (non ho capito perché sono riuscito a vederne due, questa settimana: finora ho sempre sbagliato giorno?).

Nella prima parte, protagonisti gli scoiattoli, coinvolti nella tipica trama post-apocalittica che coinvolge la caduta dell’albero in cui vivono: un po’ High Rise di Ballard, un po’ The Walking Dead, un po’ Il signore dell mosche, come al solito Animals. gioca coi cliché e ce li ripropone sotto uno sguardo nuovo.
E sempre i cliché, stavolta carcerari, governano la mini-rissa fra cani nel negozio: l’abbinamento cino-penitenziario era già stato usato, facendo supporre che è così che gli autori vedono i canidi.
Più spiazzante scoprire cosa passa per la mente a un serpente e a un topo quando si incontrano in una gabbia, con un gioco di intenti abbastanza perverso.
Infine, la storyline del sindaco arriva improvvisamente a una svolta, con tanto di stallo alla messicana e cliffhanger. Che ne sarà degli umani e degli scoiattoli?

La seconda parte si apre con uno dei previously più nonsense che abbia mai visto, con tanto di attori in carne e ossa che interpretano se stessi, e faranno capolino in chiusura a chiedersi perché le bocche dei personaggi non si muovono.
Mentre la clamorosa e drammatica risoluzione della trama umana preannuncia un finale esplosivo, le guest star sono le formiche, con una regina folle che prova ad entrare in contatto con gli strati più umili della società che tiranneggia.
Intanto l’avventura degli scoiattoi si conclude in maniera più che degna e con qualche ottima trovata (come il vecchio Ben che viene beccato a fare la voce fuori campo).

E la prossima settimana la stagione si concluderà con una puntata a base di tacchini.

Banshee 4×01

È ricominciata Banshee, la serie con il più alto tasso di cazzotti, sparatorie, sesso, morti truculente, blasfemia e nazismo combinati insieme.
Rinuncio a riassumere le prime tre stagioni, che vi consiglio semplicemente di recuperare.
Diciamo che Banshee vede protagonista un uomo senza nome che, scontata la sua pena per un furto di diamanti, coglie l’occasione di rubare l’identità al neo-sceriffo della cittadina di Banshee: da allora diviene Lucas Hood, e deve vedersela con le diatribe fra la comunità amish e quella di nativi americani, deve destreggiarsi fra la sua ex fiamma Ana/Carrie e il malavitoso Kai Procter, e si avvale dell’aiuto dei suoi colleghi e dei suoi amici (principalmente il barista ex-pugile Sugar e il travestito genderissimo Job), il tutto condito da una regia fra le più ricercate di sempre, in ambito televisivo – la 2×05 penso sia ormai entrata nella storia della tv.

Questa quarta stagione inizia con un salto temporale notevole, che si presenta proprio pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere di un personaggio particolarmente amato. Nell’ora seguente, apprendiamo cosa ne è stato di Hood e degli altri in tutto questo tempo, e gettiamo le basi per il resto di quest’ultima stagione.
Come premiére mi lascia un po’ perplesso, non solo per l’intera storyline del serial killer (molto estranea al contesto), ma anche perché la forma del salto temporale tamponato dai flashback per un’ultima stagione appare quasi scontata, per una serie come Banshee. La struttura però sembra reggere, anche al netto dei vari “N mesi prima” in sovraimpressione e a un paio di flashback nel flashback. Anche i montaggi in omaggio alla morta sarebbero apparsi particolarmente pacchiani in qualsiasi altra serie, ma qui riescono ad integrarsi coerentemente con la narrazione senza risultare prolissi; anzi, in generale i flash appaiono piuttosto chiarificatori (quello su Dalton o quello sulla moglie del nazista – anche se forse ce n’era bisogno anche per l’uomo senza una mano, che non ricordo proprio chi sia). Infine, anche questa 4×01 ha avuto la consueta dose di morti atroci, che non guastano mai.
Nel complesso, un buon inizio di stagione, che lascia abbastanza interdetti per alcune scelte narrative (salto temporale e serial killer) e dei tristi quanto bruschi addii; non fra le puntate migliori, ma un ottimo inizio per quest’ultima annata che si prospetta devastante.

Better Call Saul 2×07

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Puntata che interrompe il filone di episodi relativamente fiacchi, riuscendo ad alzare il ritmo anche nelle scene più ripetitive, come i tentativi di Jimmy di farsi licenziare.
A tal proposito, mi giunge insensata e immotivata questa sua improvvisa, irrefrenabile voglia di andarsene: si trovava così male da voler rassegnare le dimissioni e tornare dalle filippine? E da cosa dovevamo dedurre tutto ciò?
Altrettanto incomprensibile è Kim, che non sa che pesci pigliare a tal punto che non sa il nome della persona che gli fa la proposta più allettante, accettando però quella meno allettante, ma cambiandola a suo piacimento con una variazione che è significativa solo nella sua testa.
Mike continua con la sua storyline che prende nuovamente una via del tutto differente dal resto della serie, peraltro con una scena artificiosamente allungata di un minuto buono (perché vediamo l’agente immobiliare che dà loro appuntamento a dopo, poi si allontanano, raggiungono le macchine e… non succede nulla?).
Nel complesso, puntata migliore di quelle che la precedono, ma che non riesce a nascondere una certa stanchezza di inventiva da parte degli autori. Speriamo stiano semplicemente tenendosi in serbo le idee migliori per gli episodi conclusivi della stagione.

Bosch – 2×04-10

2×04 – Puntata dal buon ritmo, in cui la trama, tanto per cambiare, si complica ulteriormente. Non ho capito assolutamene nulla della questione dei posti di blocco e delle multe per quanto riguarda la storyline politica, ma me ne farò una ragione. Idem per il figlio di Irving, ma la storia della corruzione chiaramente deve ancora dipanarsi. Forse un po’ troppo esplicito e banale il fatto che la pistola è stata chiaramente piazzata da qualcuno, però.
2×05 – Colpo di scena davvero notevole, nel contesto di una puntata molto vivace e con una regia di livello superiore alla media (infatti di mano di chi diresse, fra l’altro, il pilot di Low Winter Sun e più di un episodio di The Wire e Treme). Non capisco che fine abbia fatto la trama della madre di Bosch, ma ce ne faremo una ragione anche di questo, se la sottotrama della corruzione diventa così interessante.
2×06 – Probabilmente la miglior puntata finora. Riesce a mescolare momenti di riflessione (il dialogo iniziale, l’elaborazione del lutto di Irving – probabilmente una delle migliori interpretazioni di Lance Reddick) a colpi di scena davvero inaspettati (in primis la rapina, ma anche Lucky sotto copertura, l’incredibile gioco di mancanza di fiducia fra i poliziotti corrotti e l’ultima, sconvolgente scena in casa Allen). Il tutto condito nuovamente da una regia di livello superiore al consueto, accompagnata da un uso impeccabile dei silenzi nella colonna sonora. Ottimo lavoro. E un ultimo pensiero va al povero commesso del negozio, preparato da almeno tre puntate.
2×07 – Dopo uno splendido funerale, non terminano i colpi di scena, anche se non è chiaro perché la signora Allen stia a sua volta tentando di incastrare Nash (o qualsiasi sia lo scopo di quelle foto). Finalmente i nodi iniziano a venire al pettine, e io mi rendo improvvisamente conto che mi sa che quelli che ammazzano Allen nella prima puntata sono Arceneaux e O’Grady… Il lavoro di intreccio di diversi romanzi sta uscendo ottimamente. E poi ho scoperto cos’è il kimchi – oltre che cos’è il barattolo con i bossoli in casa di Bosch.
2×08 – Niente va come deve andare per nessuno: né a Bosch col suo piano per mettere in regola le prove, né alla vedova Allen (gran bel piano di fuga, eh) per recuperare i soldi, né a Marks o alla banda di Nash per lo stesso motivo. Di nuovo ottimo ritmo per un’inaspettata ecatombe finale. Oltretutto, viene finalmente recuperata la questione della madre di Bosch; ma… alla terzultima puntata? E chi l’ha uccisa, Nash?
2×09 – Ovviamente una puntata un po’ più lenta, dopo l’intensità delle precedenti. La veterinaria che si dà alla cura dei malviventi è un po’ un cliché, ma quel che non capisco è dove sarebbe tutto ‘sto fascino di Nash. Aumentano i morti, si intrecciano i giochi di potere e irrompe improvvisa la storyline della madre di Bosch: cosa si potrà mai fare, all’ultima puntata? Stiamo semplicemente buttando le basi della prossima stagione? Fin dalla 2×01? Se è così, ottima mossa.
2×10 – Finale che lascia abbastanza perplessi. Buona e inevitabile la conclusione di Nash, mentre invece rimangono in sospeso Veronica Allen (con le sue compagne di cella che chiaramente citano Orange is the New Black) e Lyala, vicende che ora coinvolgono l’avvocatessa tirchia e l’avvocato provolone (dovrebbero farli incontrare). Delude davvero tanto, invece, la storyline della madre di Bosch: non che pretendessi la risoluzione di un caso di quasi quarant’anni prima, ma la stessa sensazione di angoscia, ineffabilità e crudeltà del destino si poteva rendere in altri modi e soprattutto con altre tempistiche. Peccato, perché un finale altrimenti buono scende di qualità rispetto alla stagione.

Nel complesso, dunque, una seconda tranche decisamente migliore della prima, che soffriva di troppi cliché e qualche dialogo piatto con spiegoni di troppo; in questa nuova stagione, invece, abbiamo avuto modo di sorprenderci – e molto – di fronte a una sequela di colpi di scena imprevedibili nelle puntate centrali, benché il finale non sia stato all’altezza di ciò che si era visto poco prima.
Ad ogni modo, serie promossa e in miglioramento: appuntamento quindi all’anno prossimo (la serie è stata infatti rinnovata da Amazon il primo aprile – non per scherzo, fortunatamente).

Modern Family 7×17

Recuperiamo la puntata della scorsa settimana, visto anche che per questa salterà (ma dai?).
Episodio sorprendentemente piacevole, all’altezza del Modern Family delle prime stagioni.
Finalmente un po’ di Haley/Andy, coppia che dovrebbe farsi vedere più spesso, visto che possono portare delle dinamiche nuove (sebbene non originalissime) alla serie.
Phil e Claire si svecchiano solo comportandosi in maniera folle – non avendo ancora capito che dovrebbero farlo ben più spesso – mentre l’oramai consueta crisi di terza età di Jay si risolve se non altro in scene particolarmente esilaranti (Joe e poi Stella nel catrame, Manny che scopre i raggiri di tutta una vita).
Buona la sorella di Cam, anche se abbastanza prevedibile, conoscendo la famiglia; ottima la questione – appena accennata – dell’educazione di Lily oltre gli stereotipi.
Nota di merito, infine, per la cameriera del locale e i suoi turni improbabili.

The Fosters 3×20

Finale di stagione densissimo di avvenimenti.
Callie si immola per la causa, benché la trama di una Justina corrotta dalle grandi multinazionali (sic) dell’affido fa molto complottaro. Tanto pagherà le conseguenze di questa sfuriata.
A proposito di incesti: come si cataloga quel che accade fra Mike e Ana? Insomma, lui sta con la madre biologica dei figli adottati dalla ex-moglie con la sua nuova compagna… Sarà divertente vedere come spiega a qualcuno come si sono conosciuti.
Intanto, Taylor torna alla riscossa dopo più di una stagione di silenzio, approfittando di un momento di debolezza di Jude – che sta chiaramente frequentando le persone sbagliate: cos’è tutto questo parlare di Dio che ti punisce? Dai: sei solo te che porti sfiga.
No comment su Brandon, che tra la confessione di Callie e l’aver bruciato i soldi della Juilliard per comprare casa a Cortney, probabilmente inizierà la prossima stagione venendo preso a frustate.
Cliffhanger finale su Nick, apparentemente figlio di mafioso, che medita la strage e/o il suicidio per una conosciuta quattro puntate prima. Però senza barba sembra avere meno di trent’anni, se non altro.

Qui si conclude, dunque, la terza stagione di The Fosters, che si è vista confermarne una quarta già un paio di mesi fa. L’appuntamento è per quest’estate, presumibilmente per giugno, dato l’ormai consueto formato composto da stagioni divise in due tronconi (sostanzialmente va in onda tre mesi sì e tre mesi no).

The Real O’Neals 1×06

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Puntata all’insegna dell’eterizzazione forzata e, tanto per cambiare, dei segreti. Doloroso coming out per Jimmy, che se non altro capisce la sua situazione scolastica abbastanza precaria. Razionalista coming out per Eileen, che però nonostante le sue capacità intellettive alla fine cede alla scommessa di Pascal; vabbè, ha quattordici anni, si redimerà. In compenso Padre Phil è risultato addirittura simpatico – il che non impedisce alla Catholic League (sì, esiste), di protestare contro la serie, definendola “bigotta” e dando così una dimensione tutta nuova alla vicenda del bue e dell’asino.
Certo che, alla fine dell’episodio, un po’ di voglia di vedere Wild rimane, eh.


Questo era quanto. Archer è iniziato giovedì scorso, quindi dovrei riuscire a recuperarlo. A parte The Fosters e Bosch, tutte le altre serie di questo post torneranno anche la prossima settimana. Tempo di un nuovo recupero? Chissà.

Buona visione!

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