Le serie della settimana (21/03/2016-27/03/2016)

Settimana con un po’ meno serie dell’ultimo mese, un po’ perché non riesco a trovare Bosch (no, davvero, aiuto!), un po’ perché uno può essere ateo quanto gli pare ma quando è Pasqua i parenti deve pur andarli a trovare, e un po’ perché ho visto un film di cui presumibimente farò la recensione – se mi seguite su Facebook sapete di cosa sto parlando.

Animals. 1×07

animals-title_d667.1920

Se c’è una cosa in grado di colpirmi sono le puntate più drammatiche delle serie altrimenti comedy.
In quest’episodio di Animals., assistiamo alla più classica delle storie di formazione: due ragazzi – uno col padre violento, l’altro di buona famiglia – che passano l’infanzia insieme, si allontanano nell’adolescenza e si incontrano di nuovo a varie tappe della loro vita, confrontandosi coi traguardi raggiunti, i sogni di gioventù infranti, le aspettative disattese e il valore dell’amicizia. Solo che sono mosche e tutto succede fra le nove del mattino e le sei di sera.
Le non troppo incisive guest star dell’episodio sono una coppia di cavalle che imparano ad espletare i propri bisogni in pubblico (allegoria di quelli che non riescono a farla fuori casa) e un gatto che improvvisa un video rap non particolarmente esilarante, ma perfettamente adatto alla tipica strafottenza dei felini che vivono nei negozi – dico sul serio: ci avete mai fatto caso?
Gli ultimi secondi sull’orologio spiazzano e stringono il cuore come da una serie del genere non ti aspetteresti. Complimenti.

Better Call Saul 2×06

Better_Call_Saul

Come la scorsa puntata, anche questa sembra soffrire di un disperato tentativo di aumentare artificiosamente il minutaggio in assenza di eventi. La lentezza e la staticità sono stavolta un po’ più sopportabili perché comunque non ripetitive, ma molte scene erano chiaramente allungate in maniera forzata (tutto l’inizio, Kim e la segreteria, l’intero percorso in corridoio con Howard ecc.).
Anche stavolta Jimmy quasi assente. Kim se non altro si sta evolvendo, anche perché si sta evolvendo ol mondo attorno a lei. Peccato non sembri molto coerente, che quella che fa le ramanzine a Jimmy per l’etica poi si esponga in prima linea per truffare sconosciuti – sì, senza incassare l’assegno, è vero, ma l’etica, appunto?
Mike continua a sembrare un pretesto per rivangare personaggi da Breaking Bad. L’illusione che questa storyline possa essersi conclusa svanisce quando è lui stesso a ricordarci che il problema, per il suo “socio”, persiste come prima.
Nel complesso, questa è la seconda puntata consecutiva ad apparire un po’ sottotono; peccato.

Bosch – 2×01-03

Iniziamo la seconda stagione della serie ispirata ai libri di Michael Connelly: in queste dieci puntate vedremo intrecciarsi le trame dei romanzi L’ombra del coyoteMusica duraLa caduta.

2×01 – Premiere particolarmente ritmata, che ci fa ricominciare dal rientro del protagonista al lavoro, ma per il resto (tra politica e indagini interne) direttamente collegata alla stagione precedente. Il caso – del cui libro non ricordo nulla – si rivela subito particolarmente inusuale; sensazione di straniamento causata anche dall’averci fatto vedere gli assassini e complicando quindi qualsiasi ipotesi anche da parte degli spettatori che in teoria dovrebbero saperne di più. Ottima puntata, quindi, che ci riporta subito all’azione e scorre molto velocemente.
2×02 – Ed ecco iniziare la trama di L’ombra del coyote, con la chiamata che farà riaprire il caso della madre del protagonista. Unico accenno alla questione, comunque, visto che il resto della puntata rimane incentrato sul caso iniziale, già estreamemente complesso appena al secondo episodio. Anche l’indagine più o meno personale di Irving Jr. contro la corruzione del buon Ziggy di The Wire prosegue spedita, dando anche un minimo di personalità al figlio del capo, finora rimasto decisamente sullo sfondo (quanto decisamente antipatico).
2×03 – Grazie Maddie per aver spiegato al mondo cosa intendono negli USA con “icecream” e con “gelato”. Mentre continuano i riferimenti alla tecnologia moderna (evidente sfogo di Connelly che ha dovuto riadattare romanzi di vent’anni fa), la ricerca delle connessioni mafiose della vittima raggiunge un irriconoscibile Daniel Frye di The Bridge e corre in parallelo all’indagine sulla corruzione da parte del figlio di Irving – che ci regala un momento di rara inquietudine fomentandosi con le parole del padre. Ma poi chi era, quella al bar?

The Fosters 3×19

Ok, abbiamo appurato che Jude porta sfiga.
Tornando seri. Puntata dalla forma estremamente ardita, che si presenta per metà episodio musical con questo stramaledetto spettacolo che Brandon si trascina dietro da dieci puntate, e per l’altra metà flashback dei vari personaggi (tranne Jesus, che vedo nessuno si chiede dove sia, ma vabbè). La struttura in generale funziona: anche se all’inizio i passaggi presente-passato sono un po’ troppo rapidi, da metà in poi si stabilizza e dimostra che, quando ci si mettono, gli autori di The Fosters sanno anche costruire qualcosa di solido. Ottima anche la gestione della colonna sonora, che lascia il silenzio nei momenti giusti.
Puntata per ovvi motivi incentrata sui rapporti sentimentali, con un brusco rimescolamento di carte: sul fronte Callie/Brandon (lei che lo provoca sapendo quant’è impulsivo e che c’è davvero mancato poco che andasse dalle madri, Cort che lo lascia ma poi si presenta con i creacker in regalo, così, tanto per mandarlo in confusione); e sul fronte Mariana/Mat (ricchissimo di paralleli con Shakespeare – la lettera in primis, ma anche il paradosso della nutrice che si elegge a rivale). Nessun commento su Mike e Ana che francamente preferirei non andassero oltre quel che si è visto.
Veniamo dunque al centro della storia, ovvero gli sceneggiatori che si divertono a far soffrire tantissimo Jude. Non che non si meritasse una qualche sorta di punizione del destino, visto il modo meschino con cui ha lasciato Connor, ma probabilmente già il fatto che Jack fosse un represso (con conseguente espressione perplessa da parte di Callie) era più che sufficiente. E quindi niente, facciamolo secco senza alcun motivo apparente e coinvolgendo in una spirale di depressione e autodistruzione anche Callie stessa, appunto.
E questa era la penultima puntata. A proposito di forma: dopo questi avvenimenti, come reggerà il prossimo episodio?
Infine, complimenti ai ragazzi di Subspedia.tv per il lavoro svolto, fra adattamenti di improbabili testi di canzoni e recupero di traduzioni di Shakespeare.

The Real O’Neals 1×05

slide-slide_e83cbd16-235e-4e17-965d-9ff6720177ae_1920x764_source-1000x400-Q90_1455670932180

Altra ottima puntata, che paragona il clima obiettivamente di merda di Chicago (non so se ricordate che tempo ha fatto in quindici anni di ER) al non pretendere tutto e subito: una rondine non fa primavera.
Lo sa Kenny, che impara nei più sordidi recessi di internet cos’è un orso e cos’è un twink, e continua a rimanere sistematicamente danneggiato dai tentativi del tutto in buonafede dei suoi familiari di fargli vivere serenamente la sua gaya adolescenza. Comunque sì, sono andato a cercare se giraffa e fauno esistono davvero – spoiler: no.
Anche in genitori si mettono in risalto in quest’episodio, riuscendo a darsi un po’ di personalità in più. Peccato solo che l’intera questione religiosa fosse praticamente relegata ai primi due episodi e non paia tornare. Poco male, ci si diverte comunque anche senza il Cristo e la Beata Vergine.


La prossima settimana, oltre a recuperare Modern Family che come avrete notato non avuto tempo di vedere, avremo il finale di stagione di The Fosters, mentre la mia scorta di cartoni irriverenti si arricchirà con il ritorno di Archer (che però non so se riuscirò a guardare prima di domenica). Cosa ancor più importante – tanto che per vederla il prima possibile farò qualche sforzo in più – è il ritorno, con la sua ultima stagione, di una delle serie più sottovalutate degli ultimi anni: Banshee.

Buona visione!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...