Formigoni, la democrazia e il televoto (e la pelle degli altri)

Ieri sera non ero a casa, ma stamattina ho scoperto che è successa una cosa strana su Italia 1, e poi una ben peggiore su Twitter.

ma logo

È iniziato, su quella rete, un nuovo programma, dal titolo Maggioranza Assoluta. Il programma consiste, a quanto mi è dato di capire, in una sfida fra cinque personaggi su vari temi della politica; i personaggi vengono poi votati dal pubblico a casa per eleggere il vincitore.
Praticamente il sogno di Casaleggio.

I cinque ospiti della prima serata sono stati Roberto Formigoni, Vladimir Luxuria, Filippo Facci, Andrea Pucci (quello de La sai l’ultima e Colorado – per far capire la levatura) e una che, da una rapida ricerca su Google, pare rispondere al nome di Francesca Barra – ma siccome non si chi sia, per il resto del post chiamerò La Borra.

Ora, potrei rendere questo post estremamente noioso e trasformarlo in una profonda analisi del concetto di democrazia; potrei renderlo terribilmente snob alludendo esplicitamente all’estrazione culturale del bacino di utenza di Italia 1; potrei chiedermi quanto diavolo avranno dato a Facci per stare là in mezzo, ché sembra Johann Sebastian Bach a un concerto degli One Direction (e se n’è reso conto pure lui).

Ma non ce ne sarà bisogno, perché ha già fatto tutto Formigoni. Cos’è accaduto?
È accaduto che una delle questioni sulle quali i cinque si sono sfidati è stata, ovviamente, quella del ddl Cirinnà e delle unioni civili. La posizione di Formigoni la sappiamo bene; ed è stata condivisa anche da Pucci, il quale, dall’alto della sue esperienza a La sai l’ultima?, ha strenuamente difeso la famiglia formata dalla mamma e dal papà.
Posizioni diametralmente opposte da parte Facci e Luxuria, mentre della Borra non ce ne frega niente.

Dunque, si televota. E com’è, la classifica, sul tema dei diritti degli omosessuali?

classifica

Eh, già: Formigoni primo, Pucci secondo. Facci, se non ho capito male, è stato l’ultimo più o meno per tutta la puntata (succede, quando sei Bach al concerto degli One Direction, dicevamo).

E qui, il post si potrebbe chiudere: è il televoto di una trasmissione in onda su Italia 1. Che ce ne frega? È indicativo di qualcosa, dando per scontata la correttezza del sistema? Dovremmo saperle, le risposte a queste domande.
Be’, a quanto pare Formigoni non le sa, perché al termine della puntata si attacca allo smartphone e inizia ritwittare come se non ci fosse un domani:

ritwitt formigoni

A questo punto, poco dovrebbe interessarci delle singole opinioni dei singoli utenti di Twitter: il mondo è bello perché è vario, e se qualcuno pensa di poter legittimare la propria posizione alla luce dell’opinione di una fetta di pubblico di Italia 1, be’, contenti loro.
Il problema è che, coi ritwitt, lo sta facendo anche Formigoni.

Roberto Formigoni, senatore della Repubblica Italiana, ex Presidente della Regione Lombardia, è sinceramente convinto che si possano prendere decisioni sui diritti altrui basandosi sui risultati dei sondaggi; è convinto che si possa decidere in merito alla vita degli altri tramite una consultazione su un campione ridotto e casuale; è convinto che l’esistenza di una fetta di popolazione debba essere regolata a seconda della sensazione di ripugnanza dell’altra fetta; è convinto che si possa e si debba legiferare pensando non a cosa è giusto per i cittadini e cosa rende la loro vita migliore, ma a come si sveglia la mattina il pubblico di Italia 1; è convinto che la vergogna internazionale a cui si sta sottoponendo l’Italia in queste ultime settimane sia pienamente giustificata dal risultato di un televoto.

Se questa fosse l’idea del fruttivendolo sotto casa, riguardo a come si fa la politica, si potrebbe anche soprassedere; d’altronde il suo lavoro è vendere zucchine.
Ma quando è un senatore, ad abbracciare un concetto di democrazia deviata più vicino al nazismo che ai valori della Costituzione di un qualsiasi stato civile, non dovremmo forse preoccuparci tutti?
Chi è, che decide cosa è giusto o sbagliato? La pancia di persone di ignota estrazione culturale e sociale, o l’analisi dei pro e i contro di ogni singola questione da affrontare? Un’analisi che, nel caso in questione, non sarebbe neanche così difficile: basta andare nei paesi che già hanno esteso i diritti alle coppie di persone dello stesso sesso e constatare come la società non sia crollata, l’adorata famiglia tradizionale c’è sempre e i bambini che crescono nelle formazioni famigliari più diverse non siano né più né meno felici gli uni degli  altri.

Finché non diventano abbastanza grandi da leggere le notizie sull’Italia, almeno.

Family_every_Day
Foto da: http://www.famigliearcobaleno.org/it/

P.S.: La serata poi l’ha vinta Pucci. Così, per dare un’idea (ma c’è anche una specie di telecronaca che l’idea la dà, se possibile, anche meglio).

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3 Replies to “Formigoni, la democrazia e il televoto (e la pelle degli altri)”

    1. No, non è così stupido da dire esplicitamente una cosa del genere.
      Ma… C’è gente su Twitter che esulta, e che abbraccia ben chiaramente l’idea “lo dice anche il pubblico di Italia 1, quindi è giusto che io la pensi così”. E Formigoni li ritwitta: cosa debbo ipotizzare, se non che sia della stessa opinione?

      Mi piace

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