Le serie della settimana (25/01/2016-31/01/2016)

È ricominciato The X-Files: what else (cit.)? So che non aspettavate altro che la mia recensione. Forse Chris Carter l’aspettava meno.
Intanto riprende anche The Fosters e continua il mio fortunato recupero di Fargo.

Fargo 1×06-10 / 2×01-02
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1×06 / Buridan’s Ass – La serie finirà per assenza di personaggi. Memorabile ecatombe, con una morte particolarmente cruenta, e altre semplicemente crude e di una tristezza difficilmente eguagliabile. Il piano di Stavros per compiacere il suo dio fallisce miseramente di fronte ai piani di quest’ultimo, mentre Lester passa ufficialmente al Lato Oscuro. Si noti la finezza di iniziare la puntata con dei pesci.
1×07 / Who Shaves the Barber? – Ah, no, non erano tutti morti. Puntata che inizia un po’ lentamente, ingranando dalla finta confessione di Lester (ormai peggio di Malvo) in poi. Ringraziamo Molly per lo spiegone e Lorne per la strage a costo zero per la produzione. Bellissima chiusa.
1×08 / The Heap – Episodio che si cura di chiudere quasi tutte le linee chiudibili, ma lasciando in sospeso molte cose. Stavo infatti rimanendo perplesso quando arriva il colpo di scena del salto temporale. Ottima idea, e gestita in maniera sorprendente: molti minuti atti a ripresentarci i personaggi con le loro nuove vite, e quando ci si comincia a chiedere se tutto ciò non sia forse noioso o comunque troppo estraneo a quel che abbiamo visto finora, gli ultimi inquietanti secondi ci riportano nella giusta atmosfera. Ottimo.
1×09 / A Fox, a Rabbit and a Cabbage – La puntata dell’ansia per antonomasia. Più di metà del minutaggio occupato da scene in cui i personaggi rischiano di incontrarsi e poi non lo fanno, o lo fanno in maniera diversa dal previsto. Altre ecatombi gratuite e un finale davvero agghiacciante. Si noti come sia l’unico episodio il cui titolo abbia un senso rispetto al contenuto.
1×10 / Morton’s Fork – L’avevo detto, io, che finiva con una strage. In verità muoiono i cattivi e vincono i buoni, ma a giustificazione dell’happy ending a rischio banalità arrivano almeno le morti originali, improvvise e surreali che hanno caratterizzato questa serie fin dall’inizio. Anche il non aver ricorso all’improvvisa apertura delle acque di Molly è indice di voglia di fare qualcosa di diverso e di bello. Equilibrio raggiunto con l’apparizione di una comparsa del pilot, a chiudere il cerchio. Esperimento totalmente riuscito: finale egregio.

Dunque qui termina la prima stagione di Fargo. La serie è davvero ottima e assolutamente consigliata: non ha perso un colpo per nessuna delle dieci puntate (di cui non ho compreso quasi mai il senso dei titoli). Inizio quindi immediatamente la seconda stagione, che so già essere collegata lontanamente a ciò che abbiamo visto, ma che ha una trama completamente a sé, essendo le avventure di Lester Nygaard concluse con la 1×10.
Via!

2×01 / Waiting for Dutch – Rimaniamo in zona, ma ci spostiamo nel 1979. Pilot che non ha nulla da invidiare a quello della prima stagione, sia per quanto riguarda la presentazione dei personaggi (be’, uno lo conoscevamo già…) che trama, che si mostra da subito come un insieme particolarmente complesso di omicidi casuali e criminalità organizzata. Riguardo gli omicidi, si noti come anche in questa stagione il fulcro degli avvenimenti sia un episodio estremamente violento scatenato da un inetto, da una delle ultime ruote del carro, da chi meno te lo aspetti. La regia si impreziosisce di alcune divisioni a schermo, mentre a voler essere pignoli il nuovo lettering dei titoli non mi sembra all’altezza – ma si chiude un occhio volentieri. Ah, e poi c’era un UFO.
2×02 / Before the Law – Si conferma l’andamento della prima stagione, con una seconda puntata piuttosto lenta, che va ad assestare i numerosi avvenimenti della premiere. Se non altro, ciò mi ha permesso di capire che quelli erano Ted Danson, Kirsten Durst e “quel nazistello di Breaking Bad”, ma con 40 kg di più. Applauso per il macinato.

The Fosters 3×11

Ricomincia The Fosters, cioè quella specie di Queer as Folk per famiglie (infatti trasmesso dall’allora ABC Family, da poco diventato Freeform).
Questa seconda parte di terza stagione comincia con un concerto che dopo due venti puntate di Mozart in the Jungle ho serie difficoltà a commentare senza volgarità. Il povero Allevi de’ noantri si vede invitato alla Juilliard – suonando quella roba? – e si fa tanti problemi perché sembra ignorare il concetto di borsa di studio. E per cortesia, autori: non ce lo fate vedere nudo, Brandon, che non ne vale proprio la pena.
Il nuovo Jesus è un po’ meno cane del precedente, ma per ora niente di interessante, né tantomeno riguardo la sorella.
Il cancro di Stef non è esattamente un colpo di scena.
Infine, veniamo alla situazione centrale, il vero motivo per cui il 90% degli spettatori di The Fosters segue The Fosters. E la commento facendo un’unica domanda: qualcuno ha capito perché Connor parte? Vi prego, spiegatemelo. Possibilmente senza mettere in mezzo quel poveraccio del padre, che si stava mettendo a piangere anche lui.
Vabbè che, a quanto vedo, Jude si è consolato subito. È proprio il fratello della sorella…

The X-Files 10×01-02

Dunque, l’ora è giunta: The X-Files è ricominciato.

10×1 / My Struggle Prima notizia: la sigla è la stessa di vent’anni fa. Cioè, proprio la stessa delle prime stagioni, e non la versione leggermente modernizzata della nona. Operazione nostalgia portata a casa con successo (anche se senza fagioli).
Nel resto della puntata, apprendiamo con orrore che Mulder non esce da quella stanza da dieci anni (chissà che odore), mentre effettivamente Scully lavora ancora all’ospedale del secondo, dimenticabile film. L’episodio, a parte alcuni flashback nientemeno che dell’incidente di Roswell, è incentrato essenzialmente sulla figura di questo povero deficiente che fa programmi di dubbia utilità, e che riesce a trascinare Mulder in un mini-comizio a base di false flag, scie chimiche, controllo mentale, governi ombra e consumismo che neanche sulle peggiori pagine di Facebook. Fossi stato Scully avrei sputato in faccia a entrambi.
Venendo più sul concreto, il mio commento a caldo è che forse è meglio se Chris Carter si limita ad avere le idee e poi lasciarle scrivere agli altri, visto che le sue capacità di sceneggiatore latitano sempre più, e soprattutto quando vuole essere serio: pur riuscendo miracolosamente a evitare eccessi di spiegoni e frasi fatte, non ne azzecca una a livello di tempistiche, rendendo spesso impossibile capire quando accade cosa e perché. Imbarazzante la scena in cui Scully va da Mulder, ci trova prima Sveta e poi O’Malley, e questo chiede a Mulder se non l’ha invitata: ma dove? per cosa? ma di che diavolo state parlando? E il programma di O’Malley che chiude senza neanche avere la decenza di andare a nero due secondi rispetto alla scena precedente?
Riguardo la mitologia, ho smesso di commentarla dalla quinta stagione in poi, figuriamoci. Diciamo solo che l’idea di azzerarla asserendo che è tutto un complotto umano denuncia una chiara inabilità di Chris Carter & Co. di prendersi degli appunti: si era già detto! Mulder l’aveva già scoperto, che è tutto un complotto umano e non c’entrano gli alieni. Ma possibile che tutto The X-Files me lo sono rivisto io, e gli autori no?
No comment per il fatto che Scully non si era mai analizzata il sangue finora.
10×02 / Founder’s Mutation – Le recensioni di chi ha detto che la seconda puntata era molto meglio della prima sono state chiaramente scritte da degli inguaribili ottimisti.
Puntata che procede molto bene fino a metà, benché l’idea delle mutazioni genetiche e degli ultrasuoni siano state trattate in almeno altre venti puntate, e comunque nel 2016 non ne possiamo più. L’episodio ovviamente comincia a capitombolare non appena si fanno riferimenti alla trama orizzontale: in questo caso, il pensiero di William dà origine a due scene oniriche (di cui una, con infelice scelta dei tempi, chiude la puntata) che sembrano girate da Lory del Santo, con un filtro preso a 1€ dai cinesi e con i bambini che guardano il tecnico a lato che gli dà il via per iniziare a correre.
L’aspetto peggiore dell’episodio è comunque la totale insensatezza della trama: esperimenti di cosa? ma per fare che? ma chi è il Fondatore, che vuole? Ma poi, porcaccia la miseria: la smettiamo con questi genetisti che sperimentano sui feti delle proprie mogli? Ma non vi rendete conto di quanto è ridicolo?!
Il lato positivo è che abbiamo visto per qualche secondo Tyrol di Battlestar Galactica (decisamente ingrassato) e Tom Scavo di Desperate Housewives (invecchiato di vent’anni in cinque). Fra i pregi si annovera anche l’evidente riferimento a Il mistero della pietra azzurra – o almeno ce l’ho voluto vedere io, per giustificare i tre quarti d’ora spesi.

Devo dire che come inizio non è un granché. Aspettiamo fiduciosi la puntata scritta da Darin Morgan.


Questo era quanto. La prossima settimana sarà identica a questa, per contenuti.
Se qualcuno si stesse chiedendo che fine ha fatto Modern Family: torna il 17 febbraio. Non chiedetemi opinioni sulle scelte di palinsensto dell’ABC.

Buona visione!

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9 Replies to “Le serie della settimana (25/01/2016-31/01/2016)”

  1. Stefano

    Ho trovato l’elenco dei racconti che compariranno sulla seconda antologia di X – Files, The Truth Is Out There, in uscita in America il 16 febbraio:

    I racconti dell’antologia saranno:

    “Dead Ringer” di Kelley Armstrong (ambientato durante la prima stagione)
    “Drive Time” di Jon McGoran
    “Black Hole Son” di Kami Garcia
    “We Should Listen to Some Shostakovich” di Hank Phillippi Ryan
    “Mummiya” di Greg Cox
    “Phase Shift” di Bev Vincent
    “Heart” di Kendare Blake
    “Male Privilege” di Hank Schwaeble
    “Pilot” di David Liss
    “Rosetta” di David Sakmyster
    “Snowman” di Sarah Stegall
    “Voice of Experience” di Rachel Caine
    “XXX” di Glenn Greenberg
    “Foundling” di Tim Waggoner
    “When the Cows Come Home” di David Farland

    Che ne pensi? E come procede la lettura di Trust No One?

    Ciao
    Paola

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    1. Mi pare di conoscere, e solo di nome, soltanto Kami Garcia e Greg Cox (quest’ultimo perché ha scritto un bel po’ di romanzi di Star Trek).
      La lettura è un po’ rallentata in questi giorni per cause di forza maggiore, ma procede. Niente di eclatante da segnalare – anzi, quello con Scully narratrice l’ho trovato particolarmente mediocre.

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    1. Oh, ma mi stavo scordando: ho iniziato quell’antologia che mi avevi consigliato! Per ora ho trovato almeno un ottimo racconto, gli altri passabili. Quando finisco ovviamente metto la recensione qui sul blog (entro un mese di sicuro, ma è chiaro che non posso dare una data precisa).

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          1. Stefano

            Dusk è davvero uno spasso, specialmente quando

            SPOILER

            Mulder cerca di fare il cacciatore di vampiri, ma capisce che la realtà è molto diversa dalla carta stampata, per fortuna che la sua piccola Scully veglia su di lui….

            FINE SPOILER

            Ciao
            Paola

            Liked by 2 people

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