Stepchild adoption for Dummies

[Ovvero: come rispondere a chi mette in mezzo l’utero in affitto.]

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In occasione delle manifestazioni organizzate in tutta Italia per sabato 23 gennaio, mi premeva fare il punto sulla situazione ridicola e patetica che vede il governo spaccarsi riguardo il famigerato ddl Cirinnà: la stepchild adoption, ovvero l’adozione dei figli del partner.

Dato che è impossibile sentire un’opinione che non includa in qualche modo la pratica della maternità surrogata (o utero in affitto, che dir si voglia), ritengo oppurtuno fare un minimo di chiarezza; cosicché, qualora vi trovaste a discutere con qualcuno che porti avanti quest’argomentazione, sappiate mostrargli che, in sostanza, è una cazzata.

Che cos’è la stepchil adoption?

Stepchild adoption significa semplicemente adozione del figlio del partner.

Che cos’è il cosiddetto utero in affitto, o maternità surrogata, o gestazione per altri?

È la pratica per cui una donna porta avanti una gravidanza ospitando nel proprio utero un bambino che verrà poi adottato e fatto crescere da altri: una coppia di persone di sesso diverso o dello stesso sesso, oppure un o una single.

Qual è il nesso fra le due cose?

NESSUNO, mi pare abbastanza chiaro.

O meglio: analizziamolo con una storia.


Mario e Gianni, ovvero: piccolo racconto di un’estate alle Maldive

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Mario e Gianni stanno insieme da tanti anni e decidono che vogliono avere un bambino (sapete com’è: gli omosessuali devono deciderlo, non che gli vengono per sbaglio – ma questa è un’altra storia).
Siccome Mario è direttore di banca e Gianni è proprietario di una catena di alberghi, possono recarsi in uno dei paesi del mondo che permettono di usufruire della maternità surrogata, pagare quel che c’è da pagare e tornarsene in Italia con la piccola Pierantonietta.
È ovvio che, provenendo la materia prima per creare Pierantonietta dalle gonadi del buon Mario, questi non ha alcuna difficoltà, al ritorno, a farla accettare dallo Stato Italiano come sua figlia: ne è il padre biologico;
Gianni, però, anche se ha intenzione di contribuire con il suo lauto stipendio a crescere Pierantonietta nel lusso per il resto dei suoi giorni, non è riconosciuto come padre della figlia biologica di Mario.
Mario, durante un party a Miami, muore strozzato dal caviale, e la piccola Pierantonietta viene portata via dai nonni; nulla può Gianni contro i suoi suoceri, neanche avendo a disposizione i migliori avvocati del Belpaese.

È quindi evidente come la stepchild adoption aiuterebbe Mario e Gianni, che hanno ricorso all’utero in affitto, a vivere serenamente la propria vita a base di aperitivi sui grattacieli di Milano ed estati in crociera alle Maldive.
Ma: l’assenza di una tutela per il genitore non biologico aveva forse impedito alla coppia di fare ricorso alla maternità surrogata? Mi sembra altrettanto evidente che la risposta sia no.
Dunque l’adozione del figliastro dovrebbe far aumentare a dismisura il numero di coppie che ricorreranno a questo sistema? Altrettanto fortemente no.
E questo basterebbe a smontare qualsiasi polemica.

Ma rimane una domanda: a chi serve, allora, questa stepchild adoption?
Altra storia.


Maria e Gianna, ovvero: piccolo racconto di un inverno in bici

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Maria, dopo dieci anni di matrimonio e due figli (quattro anni Mimì e due Cocò), si rende conto di essere lesbica e divorzia (anche perché, diciamocela tutta, il marito non la amava già da un po’ e intanto aveva buttato gli occhi sulla segretaria). Ne segue un divorzio decisamente pacifico, che giunge presto ad un accordo comune: l’ex marito si rifà una vita con quella che avrete sicuramente scambiato per una sciacquetta, ma invece è una brava donna, adesso incinta; Maria ha la custudia totale dei suoi due figli, sempre permettendo all’ex-marito di vederli quando gli pare, almeno due weekend al mese.
Maria nel frattempo ha incontrato Gianna ed è stato amore a prima vista. Mimì e Cocò crescono quindi con due mamme, limitando gli incontri col padre a delle piacevoli visite allo zoo, o alle giostre, o al parco.
Maria cade dalla bici, sbatte la testa ed entra in coma irreversibile.
Il suo ex marito, alle prese con la seconda gravidanza (peraltro plurigemellare) della sua seconda moglie, è fortemente perplesso circa l’eventualità di farsi pieno carico di Mimì e Cocò; essendo uomo di ampie vedute, ha accettato sin da subito Gianna e li lascerebbe volentieri a lei.
Ma Gianna non può, perché per lo Stato Italiano non è nessuno e la stepchild adoption non esiste.
Non so che fine fanno i bambini in questa storia.

Ecco: quel che accade in questa triste storiella invernale è un caso limite nei dettagli, ma una situazione che si verifica e si può verificare nella sua forma generale, e nella quale risulta più che evidente come quelli danneggiati dalla mancanza di diritti siano innanzitutto i bambini.


Conclusione a prova di idiota

Allora, ripeto e chiudo: si tratta di regolamentare una situazione esistente, non di inventarsi un istituto giuridico, una nuova forma di convivenza, un oggetto bizzarro. Queste cose succedono già, e risentono di un buco normativo che altrove (in tutta Europa, ad esempio) è già stato ampiamente colmato.

E tutto questo era solo per parlare dell’adozione del figlio del partner e della menzogna per cui sarebbe legata all’utero in affitto – pratica su cui potrei farci un post a parte, ma della quale è inutile discutere più di tanto, in questa sede, dacché appunto non inerente all’argomento: le coppie che vogliono e possono andare all’estero a chiedere a una donna di portare avanti una gravidanza per loro, lo fanno comunque, stepchild adoption o no.

Dunque, la prossima volta che sentite qualcuno sbraitare contro il ddl Cirinnà perché aprirebbe le porte alla compravendita delle donne (sic), potete fargli leggere queste due storielle.

Se invece sentite sbraitare qualcuno contro il ddl Cirinnà perché dà solo una manciata di diritti ed è molto lontano dal poter garantire l’uguaglianza, allora è probabile che quello sia io. Certo, sempre meglio di niente…


L’appuntamento è dunque per sabato 23. Scegliete la piazza più vicina fra la novantina disponibili (io sarò a Venezia) e chiedete anche voi uguali diritti per tutti i cittadini italiani.
O almeno che i senatori approvino una legge, seppure imperfetta, e la smettano di farsi dispetti e impelagarsi in giochi di potere usando i problemi delle famiglie altrui causati dai loro stessi vuoti normativi.
Così, per dire.

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15 Replies to “Stepchild adoption for Dummies”

  1. Allora legalizziamo anche la vendita dei reni, che ne dici? Ci sarà chi vuole farlo, anche se non indigente.
    E come scrive BZPAO, se so che con la stepchild adoption potrò diventare “genitore” a pieno titolo del figlio che il mio compagno ha fatto con una povera crista a cui poi lo portiamo via, sarò sì incoraggiato in questa squallida pratica.

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  2. allora seguo il tuo intento (di non parlare di utero in affitto) : questo ddl si limita a sistemare le situazioni già in atto oppure dice semplicemente che io posso diventare padre dei figli del mio compagno?

    Però quando la volontà porta ad un dolore altrui questa va limitata. E si creano i limiti di azione, per tutelare il bene di altri.

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    1. Questo ddl vorrebbe sistemare situazioni già in atto, come ad esempio quelle raccontate nel post.
      La stepchild adoption permette di riconoscere la genitorialità dell’individuo che cresce un bambino pur non avendo con esse legami biologici, sia nel caso (estremamente raro) di coppia che ha ricorso alla maternità surrogata, che nel caso (estremamente più diffuso) di figli concepiti da relazioni precedenti o tramite fecondazione assistita.

      Che la volontà che porta dolore agli altri vada limitata non ci sono dubbi.
      Dire che permettere di adottare i figli del proprio partner porti dolore a qualcuno è invece FALSO, figlio di una propaganda ideologia che, come illustratato sopra, connette in senso addirittura causale due casi solo lontanamenti collegati.

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      1. quindi sei CERTO che il ddl sistema solo il pregeresso? allora sei certo di una cosa sbagliata. dovresti leggerlo. Sistemare il pregresso, l’esistente è – in fatti – un emendamento.

        La falsità è anche nell’usare parole e tacerne altre.
        Non sono casi lontanamente collegati, tanto che “presa diretta” ci farà una trasmissione proprio su questi casi, che evidentemente sono il “cuore” di questo ddl.
        Se invece venisse stralciato l’articolo allora il cuore diventerebbe l’unione civile tra omosessuali. Normata, regolata, riconosciuta in qualche modo dal legislatore e dalla pubblica amministrazione: insomma sarebbe un successo.

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        1. Ma che vuol dire che sistema solo il pregresso? Quando mai una legge si applica solo agli eventi passati?

          Ripeto: la stepchild adoption serve per adottare i ffigli del partner, i figli che SI È CRESCIUTI col partner. Il fatto che in alcuni casi questo figlio del partner sia tale perché il genitore biologico è ricorso alla maternità surrogata non implica:
          a) che tutti gli altri bambini (quelli concepiti “naturalmente”) non debbano vedersi riconosciuto dallo Stato uno dei genitori che li ha cresciuti;
          b) che la poassibilità di adottare inffluisca in qualche modo sulla possibilità di ricorrere all’utero in affitto, pratica già utilizzata, da chi se lo può permettere, anche senza la stepchild adoption, e che senza di essa non vedrà alcuna diffusione – e chi vi dice il contrario MENTE.

          Basta BUGIE.

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          1. Certo che si può fare una legge che sani il pregresso, hanno fatto talmente tanti condoni che dovrebbe essere facile!
            Però vedo che anche tu ammetti – onestamente – che la stepchild c’entra con l’utero in affitto, anche se fosse un caso solo. mi faccio bastare questo
            (ps. cosa sia successo nel mio commento precedente lo sa solo il diavolo! ah ah)

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            1. Quindi la tua idea sarebbe di fare un condono sui figli delle coppie di persone dello stesso sesso e proibirli alle future? Wow, che fine giurista.

              Certo che la stepchild adoption può c’entrare con l’utero in affitto, nei margini che io stesso ho esposto; sei te che devi ancora spiegarmi come potrebbe “incentivare” il ricorso a questa pratica, quando ho più volte evidenziato il contrario. Hai intenzione di farlo, prima o poi, o pensi semplicemente di continuare a ribadirlo aprioristicamente?

              Possibilmente senza cadere nella fallacia del piano inclinato (alla “se facciamo sposare i gay allora si sposeranno anche gli animali”), altrimenti possiamo pure chiudere qui.

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              1. (quello che ho proposto non è altro che uno degli emendamenti…)
                Il mio punto di partenza è che una coppia di omosessuali non dovrebbe avere figli. Perchè sono certo che la crescita e l’educazione di un bambino è più armoniosa, equilibrata (in generale ovviamente) solo con mamma e papà , anche se questi fossero separati, anche se uno dei due fosse morto. Tra l’altro tutti gli omosessuali sono figli di coppie etero, quindi è dimostrato che è meglio crescere in una coppia etero.
                Perciò mi batto con quello che posso per veder riconosciuto questo principio. Come tu fai la tua parte per il punto di vista contrario.
                L’incentivazione deriva dalla semplicità e certezza normativa. Mentre ora è disincentivato per i più. a meno di essere un senatore dello Stato con fidanzato ingegnere, quindi con un pacco di soldi, che può spenderne 130mila in un colpo, e poi fruire di una serie di benefit che solo il soldo ti può dare, le altre coppie di omosessuali “normali” non ci possono nemmeno pensare di fare un mutuo per un figlio. MA se diventa possibile ci vuole un giorno prima che un giudice dica che se vale per uno deve valere per tutti ed essere gratis (a spese dello stato) e allora vedrai come aumenteranno le richieste (posto che ci sia poi qualche donna italiana disposta a farlo ).
                anche io mi chiedo come fai tu a non vedere questa conseguenza della legge,
                ma poi, anche fosse uno solo, un Mika qualunque con un po’ di soldi, che va in canada a farlo, ma ti pare una roba che si avvicina al tuo senso di giustizia?

                se mi dici di sì, allora abbiamo certamente finito la discussione.
                oh, poi magari ho preso il piano inclinato ma non è che puoi decidere arma e terreno di scontro dell’avversario. Non sei mica CELL!

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                1. Troppe bugie in un commento solo.

                  Libertà di parola non significa libertà di inventarsi i fatti: un bambino può crescere benissimo con due padri o con due madri. Ci sono decine di studi che lo dimostrano, così come l’evidente fatto che nei paesi dove le coppie gay possono adottare da anni, questi bambini sono cresciuti benissimo.
                  Tu NON HAI LA LIBERTA’ di dire che un bambino deve crescere con una madre e un padre, né hai la libertà di equiparare le tue bugie a quello che dico io, appianando delle osservazioni verificabili al ruolo di meri punti di vista.

                  Secondo poi, parlare di giudici che decidono che la maternità surrogata deve essere per tutti e pure gratis è un esempio decisametne fulgido di piano inclinato. Ci mancava solo che dicevi che avrebbero obbliato le donne a partorire per altri. Congratulazioni.

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                  1. per carità. Se hai deciso che il blog è tuo e bisogna darti ragione smetto di andare avanti.
                    io ho tutta la libertà che voglio di dire tutto quello che penso. Tu hai la libertà di credere alle favole di studi pseudoscientifici (ma secondo te la psicologia è una scienza?) che ti danno ragione. conosco abbastanza la statistica da sapere come funzionano. E le mie osservazioni sono verificate e comprovabili. E’ un banale problema di fonti: io ho le mie e tu le tue. Sei tu che se non vedi il nesso tra st.ad. e maternità surrogata stai facendo rumore su un grande specchio.

                    tanti saluti.
                    e tieniti pure il pallone

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                    1. Be’, che il blog sia mio non è che l’ho deciso: è un dato di fatto.

                      Che bisogna darmi ragione per forza non l’ho mai detto: ho detto che bisogna dare ragione a ciò di cui abbiamo prove e che può essere dimostrabile e verificabile.
                      Se non offri prove a supporto, a parte “le tue osservazioni” e il fatto che conosci la statistica, e poi te ne vai sbattendo la porta, quello che ci fa una pessima figura sei te.
                      Io sto qui, ad aspettare dei dati su cui discutere.

                      Non ho capito la metafora del rumore sullo specchio, ma chi ti ha messo in testa l’idea di una consequenzialità fra stepchild adoption e maternità surrogata ti ha fatto il lavaggio del cervello. Ti consiglio di pensare con maggiore indipendenza.

                      Grazie del pallone.

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                    2. primo: tu stesso riconosci il legame tra stepchild e utero in affitto.
                      secondo: non ho visto un dato neanche da te, quindi di cosa stai parlando? neanche della tua esperienza personale.
                      terzo. chiunque (ammesso che ce ne sia almeno uno) avesse letto i post si accorgerebbe che sei tu il primo a mettere insieme le due cose, proprio con i tuoi esempi. Se poi non vuoi ammettere che la legge crea i comportamenti, pace.
                      E non risponderò più su questo argomento proprio perchè non accetti di riconoscere neanche quello che scrivi (vedi punto primo). E ho già mio figlio con cui combattere su questa cosa, è già sufficiente.

                      Come diceva bene moretti, le parole sono importanti.

                      (lo specchio non era metafora, ma modo di dire riferito all’arrampicata sportiva).

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                    3. Primo: il legame che riconosco non è consequenziale. È ovvio che con l’adozione del figlio del partner lo si adotta anche se si è avuto con la maternità surrogata: ma che regolamentare una cosa porti all’aumento dell’altra lo stai dicendo te, e senza dimostrarlo.

                      Secondo: io ti ho detto chiaro e tondo che ci sono paesi che permottono alle coppie dello stesso sesso di crescere figli, e questi figli crescono benissimo. Che ti devo portare? Alzati e vai in Olanda, in Danimarca, perfino negli USA. Più in generale: informati e ascolta le famiglie.
                      E magari vaglielo a dire in faccia, quello che dici a me qui.

                      Terzo: vedasi primo. “La legge crea i comportamenti” è qualcosa di aberrante, e sono sicuro che chi legge questo blog si sta facendo tantissime risate.

                      Mi consola sapere cosa ne pensa tuo figlio: evidentemente non si è così plasmati dai genitori come pensa qualcuno.

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  3. hai fatto bene a fare degli esempi. Ma la sottolineatura va fatta anche sull’inizio e non solo sulla tragica fine. Cioè: ma è giusto, è ragionevole, che un uomo pensi di ricorrere all’utero in affitto allo scopo di soddisfare il suo desiderio di avere un figlio?
    Passo successivo del ragionamento: la cirinnà così com’è non pone un limite temporale alla stepchild, quindi non sistema il pregresso ma pone le basi per il futuro QUINDI apre di fatto le porte al tuo primo esempio: ecco perchè stepchild adoption e utero in affitto sono collegate.

    finale: c’è una proposta di emendamento che metterebbe fuori legge ogni ricorso all’utero in affitto, non importa in quale stato lo vai a fare. Cosa ne pensi?
    Ovviamente sarà insostenibile, proprio perchè l’interesse maggiore sarà sempre la tutela del minore che, a quel punto, c’è e bisogna pensare a lui. Ergo bisogna che questa pratica sia abolita in tutto il mondo. E chi non vede l’evidente rischio/certezza che siano soprattutto donne indigenti a prestare il proprio corpo è un idealista cieco.

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    1. Da questo commento deduco che non mi sono spiegato bene.
      NON STIAMO PARLANDO DI UTERO IN AFFITTO. Punto.

      Chi ricorre attualmente alla maternità surrogata lo fa anche se non c’è ancora la stepchild adoption. Un volta introdotta questa, il numero di gestazioni per altri NON aumenterà, perché rimarrà pratica solo per pochi.
      Chi ti dice che la stepchild adoption porterà all’utero in affitto TI STA MENTENDO. Io l’esempio te l’ho fatto chiaro e tondo, e chi vuole deformare la realtà (e deformarla agli altri) lo fa per mere questioni ideologiche.
      Ovverosia per rendere la vita un inferno per le coppie del secondo esempio.

      Sulla proposta riguardo la penalizzazione della maternità surrogata all’estero, mi lascia più che altro perplesso la sua attuabilità: è possibile rendere reato fare qualcosa in un paese in cui quella cosa non è reato? Non mi risulta (mai sentito parlare di Amsterdam?).

      Poi sulla legittimità della pratica in se, come detto, ci sarebe da fare un post a parte.
      Purtroppo il fatto che ci siano donne indigenti non è utilizzabile come motivazione di contrarietà, visto che ci sono comunque anche donne che vogliono farlo volontariamente e alle quali non può essere impedito di utilizzare il proprio corpo come meglio credono.
      Questo a prescindere dal fatto che, se io fossi donna, non porterei mai avanti una gravidanza per qualcun altro, e da uomo non chiederò mai a una donna di farlo per me.
      Ma questo non implica che imponga le mie volontà agli altri.

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