Le serie della settimana (11/01/2016-17/01/2016)

Benvenuti alla settimana in cui la mia considerazione di Mr. Robot è precipitata bruscamente, mentre Ryan Murphy ha pensato bene di far finire American Horror Story come l’anno scorso. Almeno c’era Transparent.

American Horror Story 5×12

Be’, avevate qualche dubbio sul fatto che la stagione non potesse capitombolare nel finale? In realtà poteva anche andare peggio (tipo esattamente come la scorsa stagione), ma poteva senz’altro andare molto, molto meglio.
Il finale echeggia innanzitutto del terrificante volemosebbene conclusivo di Freak Show, benché i rapporti fra fantasmi non siano così idilliaci e devono addirittura curarsi che l’hotel non venga demolito. Ottimo il finale dolceamaro (e poi di nuovo dolce) per Liz Taylor.
La seconda parte della puntata vede il ritorno di Billie Dean, la medium della prima stagione che avevo completamente dimenticato fosse interpretata da Sarah Paulson, che credevo arrivata solo nella seconda. Tra il fatto che sia un flashforward e le comparsate televisive, poi, è impossibile non farsi tornare alla mente il finale dell seconda stagione. Questa storyline risente però maggiormente di lentezza, e più in generale di necessità di allungare il brodo per arrivare ai 50 minuti scarsi della puntata.
La conclusione sulla frase della Contessa chiude il cerchio in maniera concettualmente ineccepibile, ma nella pratica forse poco funzionale – insomma: bella l’idea, ma non è era un granché, come chiusa.

Nel complesso, quindi, un finale che rimanda troppo all’oscenità dello scorso anno, benché riesca comunque a svincolarsene; soffre, però, di uno squilibrio fra le parti quasi insostenibile, e che dopo una stagione promettente speravamo di risparmiarci.
Inoltre, sembrano essersi del tutto dimenticati del mostro col dildo a spirale. E vabbè.
Anche questa stagione di American Horror Story quindi si chiude, portando a casa probabilmente l’annata migliore finora, seppure azzoppata nella conclusione; e soprattutto un Golden Globe – un po’ eccessivo – per Lady Gaga.
All’anno prossimo, sperando in un progressivo miglioramento.

Modern Family 7×11

Puntata quasi seria, senz’altro più sentimentale anche rispetto alla media delle puntate sentimentali di Modern Family.
Buono il fatto che la stereotipizzazione dei tre ragazzi subisca un esame di coscienza autoironico degli autori tramite le anatre. Ottimo e inatteso l’incrocio fra la storyline della salsa e quello della ciurma di bambine vietnamite. Apice raggiunto con le fasi dell’abbandono di Cam e la sottile battuta su Mykonos. Invece, questo continuo tentativo di “normalizzazione” di Alex che va avanti praticamente dal pilot comincia decisamente a stancare, per gli stessi motivi per cui sembra essere arrugginito anche il personaggio di Manny.
Insomma, il divertimento rimane seppur con altri e bassi, ma di certo comincia a farsi sentire la mancanza di una benché minima evoluzione dei protagonisti.

Mr. Robot 1×07-10

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1×07 / eps1.6_v1ew-s0urce.flv – Puntata pregna di avvenimenti. Dopo un flashback che introduce un discreto salto temporale, procedono su strade parallele le storyline di Colby e del suo processo e quella della Fsociety in rotta di ricostituzione forzata. Prima che Elliot ci mostri che ha un po’ frainteso il concetto di transfert psicologico, il meglio della puntata ovviamente ce lo offre Tyrell, molto impegnato contro l’omofobia (sic), ma che compie poi un gesto che definire imprevedibile è un eufemismo. Come abbia intenzione di uscirne, da quella situazione, è un vero mistero. E comunque è il più psicopatico di tutti i personaggi, ridendo e scherzando. Ma lui se ne frega:

gif Tyrell

1×08 / eps1.7_wh1ter0se.m4v – Ok, con calma. La puntata inizia con me che mi chiedo da quand’è che Darlene e Angela hanno tutta questa confidenza e vanno a danza insieme. Pavento l’errore di sceneggiatura. Poi arriva WhiteRose, ed è subito Job di Banshee. Poi Tyrell ci dimostra cosa c’entra con la trama principale e sbrocca. Il resto è tutto confuso, di fronte al colpo di scena finale: qualcosa che riesce, se possibile, a doppiare lo stupore di Fight Club o Il sesto senso e che dimostra quello che sospettavo fin dall’inizio: Elliot è decisamente un narratore inaffidabile. E inoltre si lamenta che noi sappiamo più cose di lui, risolvendo con una sola frase le mie perplessità sul POV. Voglio donare il mio corpo agli autori.
1×09 / eps1.8_m1rr0r1ng.qt – No, mi rimangio tutto. E questo ora cos’era? Perché rovinare la puntata precedente mettendoci un altro plot-twist, enormemente più prevedibile e meno originale, e che manda totalmente in vacca tutto ciò che abbiamo visto finora? Alla luce di quello che abbiamo scoperto in questa puntata, qualcuno può spiegarmi con chi stava parlando Tyrell in macchina nell’episodio precedente, cosa si sono detti e perché se lo sono detto? Mi spiace, ma se non ho una spiegazione nel finale, questo rimane un buco di sceneggiatura di proporzioni mastodontiche e la mia considerazione di questa serie precipita bruscamente.
1×10 / eps1.9_zer0-day.avi – Niente da fare: Mr. Robot è andato completamente in vacca nelle ultime due puntate. Sindrome da personalità multiple gestita in maniera infantile e dilettantesca, peraltro in totale spregio di qualsiasi cosa abbiamo visto finora, visto che i buchi non sono stati affatto colmati. Buona anche se confusa l’evoluzione di Angela, ottima la resa delle conseguenze su scala globale, perfetto il grande capo della Evil-Corp. Sorprendente la scena post credit, anche se l’idea di mettere una cosa di questa importanza dopo i titoli è a dir poco discutibile. Ma il pessimo, pessimo lavoro fatto sul protagonista – unitamente a una puntata troppo squilibrata per fungere da finale – fa concludere questa serie nel peggiore dei modi.

In definitiva, il mio giudizio è indiscutibilmente ottimo fino all’ottava puntata, con tante, troppe perplessità nelle ultime due. Senz’altro guarderò la seconda stagione (confermata prima ancora della messa in onda del pilot), ma se non trovano il modo di rimediare a quelli che sono indiscutibilmente degli errori di scrittura, non sono sicuro che riuscirò a continuare la visione solo per la regia o gli attori.
Mi spiace, ma in questo momento l’unica sentimento che provo di fronte a Mr. Robot è una grandissima delusione per un’occasione sprecata nel nome del brainfuck di bassa lega. Dita incrociate per l’anno prossimo; magari mi sbaglio.

The X-Files – I Want to Believe

Sì, lo so che è un film, ma finisce in mezzo alle serie per motivi che mi sembrano piuttosto ovvi.

Dunque, questo secondo film non è un rewatch, perché non l’avevo mai visto prima. Devo dire che non mi sono perso molto.

Riassumendo la trama: un prete pedofilo (peraltro interpretato da Billy Connolly, cioè l’esatto contrario di un un prete pedofilo) si improvvisa medium e finisce in qualche modo col sentire qualcosa al riguardo di un agente dell’FBI scomparsa. L’FBI a sua volta non trova di meglio che andare a cercare Scully (che nel frattempo si è brillantemente riciclata come pediatra presso un ospedale religioso) per chiedere di trovare Mulder, che ella tiene gelosamente custodito nella cabina armadio. Mulder si lascia convincere abbastanza facilmente.

Il risultato è un’ora e quaranta al termine della quale l’unica cosa che rimane da chiedersi è: E QUINDI?
Non che pretendessi che la mia vita uscisse particolarmente cambiata dalla visione, né era strettamente necessario che il film si incentrasse sulla mitologia, ma… Questa era una puntata avanzata e allungata, ammettiamolo. Allungata anche abbastanza male, visto che la prima metà è di una noia davvero rara, mentre solo nella seconda non ho faticato troppo a rimanere sveglio.
Terribile il modo in cui i vari pezzi non si incastrano: l’intera storyline del bambino malato (finalizzata solo alla morale finale per Scully, ma molto tirato per i capelli); l’ingresso di Skinner a dieci minuti dalla fine; la risoluzione estremamente frettolosa, senza alcuna spiegazione o giustificazione, nemmeno le più basilari per farci comprendere quel che abbiamo visto (tipo: ok il marito, ma chi diavolo era tutta quell’altra gente?).
Infine, l’approfondimento psicologico è del tutto assente, facendo risultare Mulder e Scully due personaggi estremamente piatti e ignorando qualsiasi cosa accaduta in nove stagioni.

Nel complesso, una storia che poteva fungere da buon – anche ottimo, se scritto meglio – episodio in una qualsiasi delle annate precedenti, ma che come film stand alone e allungato artificiosamente risulta, seppure non totalmente pesante, comunque totalmente inutile sia come avanzamento pratico nell’universo X-Files che per l’appagamento dello spettatore, pressoché nullo. E di certo non riesce a comprare il consenso con un po’ di frociaggine.

E dopo questa conclusione abbastanza amara (ma mai quanto la fine della nona stagione, sia chiaro), siamo ora pronti a ripartire. Probabile che riuscirò a vedere le prime puntate della miniserie intorno 26, quindi nel prossimo appuntamento con Le serie della settimana non ci sarà la sezione X-Files.

Transparent 2×09-10

2×09 – Il contenuto della puntata può essere riassunto dalla canzone di apertura: lesbiche nel bosco. Scherzi a parte, dopo un inizio lento con un po’ troppe canzoni, si entra nel vivo di questioni femministe di massima importanza (specie nel rapporto fra femminismo militante e realtà trans). Apice della puntata, il flashback/visione della retata nazista contro l’Istituto di Hirschfeld – anche se nella realtà storica lo scienziato non era presente. Ah, e poi c’era Anjelica Houston (sì, la Morticia Addam storica).
2×10 – Finale tranquillo, che gestisce con ordine tutti i fili della trama. Molto toccante la scena di sesso fra Maura e Vicky, così come l’elaborazione del lutto di Josh e i sentimenti di Leslie. Apice raggiunto ovviamente con la conclusione del flashback, e la certezza del padre sul sesso del bimbo. Pesa l’assenza di Shelly, così come l’improvvisa pace fra Maura e sorella, ma si chiude un occhio volentieri.

Dunque, si conclude così la seconda stagione di Trasparent, capolavoro passato in sordina ed erroneamente catalogato fra le comedy per due anni di seguito – il che non gli ha impedito di vincere comunque dei premi.
Ovviamente consiglio la visione di questa serie, che non solo affronta direttamente ma con delicatezza tematiche importanti e complesse, ma è realizzata con una cura eccezionale, con una scrittura asciutta e malinconica, e soprattutto retta da un cast di attori tutti straordinari, nessuno escluso. Recuperatela!


Ed eccoci qui. Come vedete, tutto è concluso e rimane in ballo solo Modern Family. È evidente che recupererò qualcosa… Ma cosa? Sorpresa.

Intanto, buona visione!

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7 Replies to “Le serie della settimana (11/01/2016-17/01/2016)”

        1. È possibile; anche se, se così fosse, non vedo perché dovrebbe tornare solo all’ultimo… Ma è pur vero che a quanto pare solo il primo e il sesto episodio saranno della mitologia, quindi potrebbero scegliere (per una buoa volta) di equilibrare un po’ gli eventi. Vedremo!

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            1. Stefano

              Sui fumetti di X – Files della IDW, oggi lo sceneggiatore Joe Harris ha annunciato che con l’arco narrativo “Endgame” che finirà a marzo, la stagione 11 a fumetti troverà il suo epilogo, mentre ad aprile inizierà una nuova serie che si collocherà nel contesto della nuova miniserie Fox ed inoltre, sempre a marzo, uscrà un numero speciale, nel contesto del progetto IDW Devations, ambientato in un AU dove è Samantha, non Fox, a cercare il fratello rapito dagli alieni.
              Che ne pensi?

              Ciao
              Paola

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              1. Penso che almeno l’universo alternativo sia decisamente interessante (ma quando si parla di universi alternativi sono “di parte”).
                Comunque ho ufficialmente l’ebook dell’antologia di X-Files! Solo che prima devo finire quel che sto leggendo, che essere “Gateway” di Pohl, con tutto il rispetto, merita una certa priorità…

                Liked by 1 persona

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