Le serie della settimana (04/01/2016-10/01/2016)

In quello che è probabilmente il più lungo post “Le serie della settimana” che abbia mai scritto (si capisce, che sono momentaneamente disoccupato?), assistiamo ad un periodo di grandi cambiamenti – e non mi riferisco solo alle pulizie che sto facendo a casa: finito The X-Files (di cui mi manca solo il secondo film), terminato Mozart in the Jungle (avviso a tutti i miei ex-colleghi di Conservatorio: guardatela!), quasi terminato il capolavoro Transparent, tornati dopo la pausa American Horror Story: Hotel e Modern Family e iniziato finalmente il recupero di quel gioiello finora ingiustamente bistrattato che è Mr. Robot.

American Horror Story 5×11

Ritorniamo all’Hotel Cortez per le ultime due puntate.
A quanto pare il quartiere è così malfamato che uno può morire sul marciapiede nell’indifferenza generale. Diciamo quindi addio a Matt Bomer, del quale peraltro non ho mai compreso né il fascino né le capacità (perlomeno in questa serie, ma non l’ho mai visto altrove). La madre pensa bene di spargersene le ceneri in un bizzaro incesto post-cremazione.
A proposito di bizzarria, finalmente vediamo un po’ di horror decente con un flashback di Sally utile a ribadire che ha dei grossi problemi di attaccamento – un ripetizione così pleonastica che ne ha fin sopra i capelli pure la Contessa.
E non poteva che finirci proprio Lady Gaga, sul più alto piedistalli dell’opera di March e John, casomai qualcuno si sbagliasse e volesse vedere qualcosa di eterosessuale in una serie di Murphy.
Infine, si noti il tentativo di unire insieme un po’ tutte le stagioni precedenti, anche se, a furia di andare avanti così, prima o poi qualche personaggio che si rende conto di vivere in mondo di sosia ci dovrà pur essere.
Menzione speciale per Mare Winningham / Miss Evers per il suo eccezionale monologo.
Vediamo adesso se la serie precipiterà nel finale come l’anno scorso, o se saprà tenersi al buon livello miracolosamente tenuto in questa stagione.

Modern Family 7×10

Ritorna dopo la pausa invernale Modern Family, con una puntata decisamente divertente, probabilmente la migliore di questa stagione, finora.
Ospiti speciali Ray Liotta e la voce di Barbra Streisand, con somma gioia di Mitch. Nella storyline di Cam e in quella di Phil e Claire, il classico pretesto del gioco degli equivoci riesce ancora, nel 2016, a portare qualcosa di fresco. Molto azzeccata la gag sui baffi di Manny, considerata la preoccupazione di tutti i fan della serie circa l’equilibrio ormonale dell’attore che lo interpreta, praticamente invariato dal pilot ad oggi.
Ma tanto quel che rimarrà per sempre nei nostri ricordi è la Danza dell’Omelette.

Mr. Robot 1×01-06

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Il periodo di magra mi ha fatto ricordare qualche recensione entusiastica riguardo Mr. Robot. Cos’è?
Mr. Robot vede protagonista il giovane Elliot Alderson: di giorno impiegato presso la Allsafe, azienda che si occupa della sicurezza informatica di grandi multinazionali (fra le quali l’onnipresente E-Corp); di notte, è un hacker giustiziere, che denuncia altri hacker che danneggiano aziende, gestori di siti pedopornografici, mariti traditori e chi più ne ha più ne metta. Elliot deve gestire questa doppia vita all’ombra della sua sociofobia e della sua paranoia, che gli impediscono di avere rapporti umani decenti con chiunque e lo portano a sentirsi costantemente inseguito da uomini in nero. Quest’ultima parte, però, si rivela vera.
Caratteristica essenziale della narrazione è il costante voiceover del protagonista, che commenta quasi ogni scena aggiugendoci i suoi pensieri spesso constrastanti con ciò che dice. Questa tecnica, altrimenti stucchevole (si pensi a che fine ha fatto Dexter), risulta qui perfettamente efficace nel momento in cui Elliot si rivolge allo spettatore in quanto lo spettatore stesso è il suo amico immaginario. Un’idea – mi pare – originalissima, che si cala perfettamente nel contesto di una mente abbastanza travagliata, aiutando a dare un tono se non leggero quantomeno più fresco, ma sempre nell’ambito di una difficile condizione mentale (e, a questo punto, di una narrazione che non so neanche fino a che punto ritenere affidabile). Stona un po’ il fatto che spesso vediamo cose che Elliot non può sapere, risultando quindi in un POV piuttosto variopinto e a rischio incoerenza; ma vedremo come verrà trattato.
A proposito di Dexter, si noti l’altra cosa che hanno in comune i due protagonisti: la collezione di cimeli delle loro vittime. Spero comunque che le similitudini si esauriscano qui.

Infine, preciso che Mr. Robot è stata trasmessa quest’estate da USA Network, un canale che non ha alle spalle una vasta produzione di serie tv: prima di questa, a parte un paio di comedy, ci sono state solo Royal PainsSuits e (mai sentita nominare) Satisfaction, mentre la prossima settimana lanceranno Colony. Abbiamo forse una new entry fra i canali che producono serie di qualità?

Ma andiamo ora a vedere puntata per puntata, invitandovi a notare i titoli degli episodi – sì: sono nomi di file.

1×01 / eps1.0_hellofriend.mov – Il pilot inizia mostrandoci da subito la personalità complessa di Elliot, restio al contatto umano se non strettamente necessario (per incastrare pedofili, ad esempio), dipendente da morfina (ma lui dice di no, ovviamente), e praticamente incapace di provare sentimenti che non siano di odio per il mondo e gli altri, o, nei momenti migliori, di mera sufficienza. Esemplare in tal senso il breve monologo che fa nella sua testa alla sua psicologa, anche se poi in realtà non apre bocca. Il pilot funziona benissimo anche nel presentare gli altri personaggi: Angela, la sua migliore (unica?) amica, con la quale non sembra esserci molto altro a parte l’amicizia; Gideon, il capo della Allsafe che ogni tanto si lascia andare a confidenze non richieste; Ollie, il ragazzo di Angela che fa di tutto per essere amico di Elliot, benché quest’ultimo lo ritenga (e non a torto) un coglione; Tyrell Wellick, l’unico degli alti papaveri a usare Linux.
Al di là delle presentazioni, la puntata scorre meravigliosamente bene, fra arco principale e storyline secondarie. Ottimo lavoro, probabilmente uno dei pilot meglio riusciti di sempre.
1×02 / eps1.1_ones-and-zer0es.mpeg – Seconda puntata che prosegue con calma le vicende della prima. Scopriamo quindi come la più classica struttura “arco orizzontale + caso del giorno” è a fondamento di questa serie (o almeno di gran parte delle puntate), ma realizzata costituendo un’amalgama di situazioni che rendono il tutto fluido, naturale, praticamente impeccabile. Accanto a questa scrittura si nota stavolta anche la regia del creatore Sam Esmail, che personalmente ho trovato semplicemente perfetta. E poi c’era l’Allegretto della Settima di Beethoven a fare praticamente da sigla.
1×03 / eps1.2_d3bug.mkv
– Molta carne al fuoco in questa terza puntata, con al centro le scelte di vita del nostro Elliot: quali sono i nostri bug? Molti spunti di riflessione e molto approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto quel Tyrell diviso fra l’omosessualità usata per infiltrarsi negli smartphone altrui e una moglie che non rinuncia al sadomaso neanche in gravidanza. Un’immagine di perversione particolarmente cruda, ma subito mitigata dall’apparizione di Justin di Queer as Folk (dato per disperso da dieci anni) nell’allegra famigliola di Gideon. E mentre la puntata precedente si apriva su Beethoven, questa si chiude con Bellini. E la regia è sempre coerente (e magnifica), anche se di mani diverse.
1×04 / eps1.3_da3m0ns.mp4 – Fulcro della puntata una scena onirica che niente ha da invidiare a quelle di altri autori più blasonati (non fatemi fare nomi), pregna di simbolismi ma senza risultare artificiosamente complicata. Ottimo il tema del demone, inteso sia nel significato interiore più noto che in quello informatico, con interessanti paralleli. Devo ammettere che si sentiva la mancanza di Tyrell, ma almeno abbiamo fatto maggiore conoscenza con i membri della Fsociety.
1×05 / eps1.4_3xpl0its.wmv – Oh, è tornato Tyrell, quindi va tutto bene. Puntata incentrata sul significato e lo scopo delle nostre vite: quali sono i nostri obiettivi? Contiamo qualcosa? Come dare un senso alla propria vita? Come evitare di scoppiare a piangere davanti a uno sconosciuto che ci ricorda come a nessuno importerebbe della nostra morte? C’era anche un po’ più di azione del solito, o almeno tensione – specie durante la cena.
1×06 / eps1.5_br4ve-trave1er.asf – Dunque, i personaggi secondari cominciano a morire. L’intera sottotrama di Vera ha occupato praticamente tutta la puntata, ma non mi è chiaro come si ricolleghi alla storyline principale – a parte l’aver fatto velocemente risprofondare Elliot nella disperazione. Sentimento condiviso con Tyrell, che se non altro ha una moglie che lo tiene in riga (più o meno). Nel complesso, altra puntata più movimentata, il che ad essere sincero fa perdere un po’ dell’atmosfera caratteristica della serie; ma d’altronde siamo ancora a metà.

Mozart in the Jungle 2×05-10

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2×05 – La trasferta a Città del Messico si risolve in una piccola trama gialla con protagonisti Warren e lo scapestrato fratello di Rodrigo. Ci sono i soliti cliché sulla criminalità in Messico, ma salviamo tutto con il finale particolarmente toccante.
2×06 – Mi rimangio il commento sui cliché, con questa seconda parte di trasferta che mette in luce tutto il resto della cultura messicana (specialmente le orchestre giovanili), dandole finalmente quel po’ di dignità che le viene in genere tolta dalle produzioni USA. Menzione speciale per la scelta del silenzio assoluto nella scena del bacio, idea geniale (un po’ meno la sfuriata finale di Rivera, forse eccessiva).
2×07 – Puntata più legale fra le trattative sindacali e la rediviva storyline di Alex. Episodio che raggiunge i suoi due apici con lo spogliarellista-Bach e la rissa finale con tanto di Marte di Holst.
2×08 – Un funerale mi pare ancora mancasse, in questa serie. Grande e surreale ritorno di Ana Maria, benché il resto della puntata sia tutto incentrato dai problemi sindacali: la frase fra le righe di Erik lascia presagire un finale particolarmente turbolento – così come la “maledizione” che sta complendo l’orecchio di Rodrigo.
2×09 – Dopo una premiere con Mozart, un prefinale con Beethoven e una replica di Rodrigo dell’ultima performance della Nona del Ludwig (la famosa storia per cui il Maestro manco si accorse che il pubblico lo stava applaudendo, finché non si è alzato il primo violino a dirglielo). E poi è tornata anche la Betty malvagia degli esordi.
2×10 – Devo ammettere che di queste contrattazioni sindacali alla fine non è che ci ho capito molto: mi sfugge perché abbia votato così chi ha votato così e perché abbia votato cosà chi ha votato cosà, ecco. Ma tant’è, lo sciopero è servito, l’orchestra è mezzo alla strada, la maledizione di Rodrigo sembra passata e Hailey si gode la gioventù (per dirla metaforicamente).

Dunque, anche questa seconda stagione di questa stupenda serie è arrivata alla conclusione. In venti puntate dal pilot dell’anno scorso ad oggi, Mozart in the Jungle non ha perso un colpo ed ha saputo confermare ad ogni episodio il suo valore – probabilmente passato sottotono nella prima stagione, ma finalmente ora riconosciuto anche dalla critica, viste pure le candidature ai Golden Globe (come comedy, ma vabbè). Proprio questi riconoscimenti fanno ben sperare in un rinnovo, che ancora non è giunto in veste ufficiale, ma che è unanimante considerato molto probabile.
I venti episodi di poco meno di mezz’ora comunque sono lì, e se velete recuperarli vi consiglio di farlo. Se avete avuto anche solo vagamente contatti con l’ambiente musicale (o, peggio ancora, se siete musicisti) allora il recupero è obbligatorio.

The X-Files

9×17 / Release – Episodio che dovrebbe mettere un punto all’omicidio del figlio di Doggett, ma che risulta quasi incoprensibile, minato anche da una divisione in capitoli titolati che non ha alcun senso – come non ce l’ha il personaggio dello studente, interpretato peraltro da un cane.
9×18 / Sunshine Days – Vince Gilligan ci regala un bellissimo penultimo episodio, diviso fra poteri straordinari, momenti divertenti, ricerca scientifica e sentimenti. Ottimo Michael Emerson, e altrettanto l’evoluzione dei vari personaggi, disposti, dopo anni, ad accettare finalmente il paranormale e a rivendicarne le prove. Grandioso colpo di coda.
9×19-20 / The Truth – CHE COS’ERA QUESTO SCHIFO?!? L’ultima, atroce puntata di The X-Files è così strutturata:
1) Apparizione di Mulder, così, a caso, dopo un anno che non lo vedevamo.
2) Spiegone di un’ora – ripeto: spiegone di un’ora – con tanto di carrellata di immagini di repertorio anche della primissima stagione. Lo spiegone è peraltro totalmente inutile, dato che lascia una marea di buchi che chiaramente non c’è verso di riempire («E poi c’è Samantha che è stata clonata.» «E che c’entra?» «Niente, così, gli andava di clonarla.»).
3) Personaggi morti che appaiono a Mulder come allucinazioni: ovvero lo stratagemma narrativo più becero, insulso e infantile si possa utilizzare. E a quanto pare Gola Profonda vi ha pure dato buca.
4) L’Uomo che Fuma preso a missilate senza alcun motivo valido.
5) Monologo conclusivo senza capo né coda, noioso, profondo alla Fabio Volo e pure con la sgommata filocristiana all’ultimo minuto.
E dopo quest’ora e mezza di collezione di errori di sceneggiatura, praticamente si può dire che la serie neanche finisca davvero, avendo lasciato aperta qualsiasi storyline possibile e immaginabile, di fatto non differenziandosi in alcun modo dai precedenti finali di stagioni, anzi facendo ben peggio.
Ripeto: che schifo. Peggior finale di sempre?

Ora manca solo il film (sperando che recuperi un po’, ma ne dubito), e poi siamo pronti per il revival.

Transparent 2×06-08

2×06 – Altri drammi, nella puntata con meno Maura finora, credo. Interessante soprattutto la svolta per Josh, che se non matura ora non matura più. Mi sfugge un po’ la reazione della poetessa alla rivelazione di Ali, ma almeno è stata ritirata fuori la questione di nonna Rose.
2×07 – Lo Yom Kippur più triste della storia. Ma d’altronde «Non c’è niente di male ad essere tristi», come ci ricorda Maura, ora sostanzialmente sfrattata. Devo dire che in questa serie la gente litiga un po’ troppo facilmente.
2×08 – L’inizio e la sigla con la musica diversa facevano sperare in una puntata flashback parallela a quella della prima stagione, invece ci dobbiamo accontentare della sola opening, però abbastanza chiarificatrice (cioccolatini a parte). Josh, intanto, esplode.


Fine. Nella prossima settimana, altre conclusioni: le ultime due puntate (sottotitoli permettendo) di Transparent, il secondo film di The X-Files, gli episodi rimanenti di Mr. Robot e il finale di American Horror Story: Hotel.
E poi le pulizie in casa. Spero.
P.S.: E stanno arrivano di già i sottotitoli per la 1×13 di The Outer Limits

Intanto, buona visione!

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16 Replies to “Le serie della settimana (04/01/2016-10/01/2016)”

  1. Stefano

    Fammi sapere se leggi le antologie di X – Files, mi raccomando.

    Io del romanzo di Faletti ricordavo che

    SPOILER

    alla fine il protagonista si sacrificava per salvare tutti dalla maledizione, è vero oppure ricordo male?

    FINE SPOILER

    Ciao
    Paola

    Mi piace

      1. Stefano

        Ecco un mega – mini post sulla serie a fumetti della IDW ambientata dopo il secondo film e sulla antologia Trust No One:

        X files 10 – 11 stagione + spin off vari della IDW:

        Season 10:

        #1-5: Believers | Lowdown 1 2 3 4 5
        #6-7: Hosts | Lowdown 6 7
        #8: Being for the Benefit of Mr. X | Lowdown 8
        #9: Chitter | Lowdown 9
        #10: More Musings of the Cigarette-Smoking Man | Lowdown 10
        #11-15: Pilgrims | Lowdown 11 12 13 14 15
        #16-17: Immaculate | Lowdown 16 & 17
        #18: Monica & John | Lowdown 18
        #19-20: G-23 | Lowdown 19 & 20
        #21-25: Elders | Lowdown 21 & 22 23 & 24 25

        Season 11:

        #1: Cantus | Lowdown
        #2-4: Home Again | Lowdown
        #5: My Name Is Gibson | Lowdown
        S11 X-Mas Special | Lowdown
        #6-8: Endgames | Lowdown

        Spin off:

        Conspiracy: 6 issues. The Lone Gunmen cross-over with Transformers, Teenage Mutant Ninja Turtles, Ghostbusters, The Crow.
        Annuals: April 2014, 2 stories | July 2015, 1 story
        Year Zero: 5 issues, July-November 2014. Present-day X-Files and flashback to 1940s.
        X-Files X-Mas Special: Season 10: December 2014; features both present-day and 1940s agents from Year Zero | Season 11: December 2015; features the Lone Gunmen.
        MillenniuM: 5 issues, January-May 2015 | Lowdown 1 2 3 4 5

        Fonte: Eat The Corn ( sito in inglese sulla mitologia di X – Files)

        Racconti presenti nell’antologia Trust No One ( IDW):

        “Catatonia” by Tim Lebbon (Seconda stagione, tra Sleepers e Duane Barry, ha come coprotagonsta Krycek)
        “The Beast of Little Hill” by Peter Clines (Seconda stagione, tra The Calusari e F. Emasculata)
        “Oversight” by Aaron Rosenberg (Seconda stagione, tra Irresistible e Die Hand Die Verletzt, il protagonista è Skinner)
        “Dusk” by Paul Crilley(Decima stagione a fumetti, poco prima di Enders)
        “Loving the Alien” by Stefan Petrucha (Quinta stagione, tra Redux II e Christmas Carol, narrato in prima persona da Scully)
        “Non Gratum Anus Rodentum” by Brian Keene (Seconda stagione, tra Ascension e 3, il protagonista è Skinner)
        “Back in El Paso My Life Will be Worthless” by Keith R.A. DeCandido (Seconda stagione, tra Humburg e The Calusari)
        “Paranormal Quest” by Ray Garton (Quinta stagione, tra Redux II e Christmas Carol)
        “King of the Watery Deep” by Timothy Deal (Settima stagione, tra All Things e Requiem)
        “Sewers” by Gini Koch (Ambientato nel 1963 e 1990, i protagonisti sono Arthur Dales e Mulder)
        “Clair de Lune” by W.D. Gagliani and David Benton (Seconda stagione, subito dopo One Breath, il racconto è dedicato alla memoria di Charles L. Grant, il primo scrittore di romanzi sul mondo di X – Files)
        “It’s All in the Eyes” by Heather Graham (Dopo I Want to Believe e prima della decima stagione a fumetti)
        “The House on Hickory Hill” by Max Allan Collins (Quinta stagione, tra Redux II e Christmas Carol)
        “Time and Tide” by Gayle Lynds and John C. Sheldon (Settima stagione, tra Orison e The Amazing Maleeni)
        “Statues” by Kevin J. Anderson (Seconda stagione, tra Our Town e Anasazi)

        Che ne pensi?

        Ciao
        Paola

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        1. Dei fumetti qualcosa avevo letto! Adesso li ha mia sorella e non posso controllare… Ricordo solo una storia con i fulmini globulari (adesso va a capire qual è :D).
          L’antologia sembra interessante, anche se non conosco nessuno degli autori, a parte Anderson.
          Ammetto che il significato di “Non Gratum Anus Rodentum” ho dovuto cercarlo su Google, perché avevo frainteso. 😀

          Liked by 1 persona

          1. Stefano

            La storia sui fulmini globulari è “Luci notturne” di Rozum e Adlard, pubblicata sul numero 3 della redazione Freebooks della serie classica dei fumetti di X – Files.
            In quel numero c’è anche “Ritratto di famiglia” di Kevin Anderson, una storia molto interessante su demoni e macchine fotografiche.
            Per quanto riguarda l’antologia, il racconto di Anderson ( dove un artista frustrato scopre un’acqua nella Death Valley che trasforma chi ne viene colpito in un fossile e la usa per diventare famoso e vendicarsi di chi lo ha deriso ) merita, mentre quello di Keene ( uno del re dell’horror contemporaneo ) è molto interessante per l’analisi psicologica di Skinner ( con un piccolo riferimento a One Breath ) e il finale privo di speranza, ma anche Back in El Paso My Life Will be Worthless di Keith R.A. DeCandido è da leggere, con Mulder e Scully che collaborano con un arrogante agente federale il cui partner anni prima fu un personaggio molto legato alla mitologia della seconda stagione ed in particolare a Scully…ih ih…
            Cosa ne pensi?

            Ciao
            Paola

            Liked by 1 persona

    1. Esattamente. Che poi posso capire Scully (è lei, che l’ha dato in adozione, il fatto che non voglia cercarlo è coerente), ma Mulder? Non mi è sembrato particolarmente scosso dalla cosa.
      Chissà come riprenderanno in mano la questione fra due settimane.

      Liked by 1 persona

      1. Stefano

        Dal momento che ami i racconti, questo, sempre sul mondo di Mulder e Scully, potrebbe interessarti:

        Sono antologie, curate da Jonathan Maberry, autore della serie Cronache Zombie, con racconti ambientati nella serie classica e in canon.

        In alternativa, puoi cercare di recuperare la serie IDW, scritta da Joe Harris, che è un sequel alternativo al secondo film e sopratutto cerca di legare tra di loro in maniera coerente tutte le sottotrame mitologiche.

        Cosa ne pensi?

        Ciao
        Paola

        Mi piace

        1. Io credo che a uno che si mette a tentare di dare coerenza a quella mitologia dovrebbero dare il Nobel per la Pace. 😀
          Di libri di X-Files ricordo che avevo letto “Rovine”, “Punto zero” e “Vortice”, che credo siano gli unici tre romanzi ispirati alla serie tradotti in italiano.
          [Peraltro “Vortice” è stato poi palesemente plagiato da Faletti in “Fuori da un evidente destino”, ma vabbè, non sparliamo dei morti.]

          Liked by 1 persona

                1. Stefano

                  Mi hai messo la curiosità sul plagio di “Vortice” in “Fuori da un evidente destino” di Faletti, di che cosa si tratta?

                  “Sequestro alieno” andrebbe letto dato che la Fanucci tradusse i dialoghi dalle puntate seguendo non le puntate trasmesse da Italia Uno, ma direttamente dall’originale.

                  Ciao
                  Paola

                  Liked by 1 persona

                  1. Il libro di Faletti parl di una maledizione Navajo che coinvolge un spirito maligno che uccide le persone scorticandole in un mulinello di sassi… Cioè quello che accade in “Vortice”. 😀
                    Della traduzione della Fanucci ne sono contento, ma tanto X-Files l’ho appena visto in inglese e di quello che fece all’epoca ItaliaUno poco me ne cale. 😉

                    Liked by 1 persona

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