Le serie della settimana (30/11-06/12)

Eccoci tornati alla routine – a parte che cause di forza maggiore mi hanno impedito di vedere Modern Family (che già di per se va in onda una settimana sì e una no), e la recensione di The Knick stavolta è doppia.
Ma soprattutto, una novità: il rewatch di The X-Files va in pausa al termine dell’ottava stagione per recuperare le tredici puntate del suo spinoff: The Lone Gunmen.

American Horror Story 5×08

Si può fare una puntata costituita da un unico, enorme flashback-spiegone e nonostante ciò guadagnare punti ai miei esigentissimi occhi? Sì.
Perché, con questa confessione-fiume da far invidia all’ultimo capitolo di Dieci piccoli indiani e che (a vent’anni dall’uscita di Fight Club) non brilla di certo per originalità, Ryan Murphy ha almeno saputo dimostrare che questa stagione non è un susseguirsi di eventi totalmente casuale come le quattro precedenti, ma ha quantomeno una trama thriller i cui indizi sono stati disseminati sapientemente nell’arco delle scorse puntate. Forse sembrerebbe mancare un po’ di coerenza, ma ci pensa l’autoironia incarnata da Iris («Non ce la facevo più a fingere») a stemperare la critica e a far accettare le forzature.
Risolto uno dei grandi misteri della stagione, resta da vedere la natura del misterioso demone dildo-dotato che ha fatto di nuovo la sua apparizione, e che potrebbe avere qualcosa a che fare con Sally. Per ora, sembra la stagione migliore – ma ci sono sempre ampi margini di sputtanamento nei prossimi due, ultimi episodi. Incrociamo le dita.

Homeland 5×09

Chiedo umilmente perdono agli sceneggiatori di Homeland per le critiche da me espresse la settimana scorsa: Carrie ricordava il locale perché Alison ne parlava sempre, e i terroristi Quinn se lo sono portati a presso per un motivo ben preciso. Scusate ancora.
Detto questo – come se gli sceneggiatori potessero sentirsi offesi dalle mie recensioni, poi – puntata dalla tensione incredibile, che tiene assolutamente col fiato sospeso per la risoluzione del problema-Alison. Ma si sarà poi risolto? Ho l’impessione che questa lunga sequenza di piani di riserva porterà di nuovo tutti uno contro l’altro (principalmente tutti contro Carrie – che peraltro in questa puntata, in fin dei conti, si è vista pure poco).
Per quanto riguarda Quinn, considerato il finale della terza stagione, mi stupisco che non l’abbiano ancora ucciso atrocemente, così, tanto per ricordarci che in questa serie se si deve ammazzare qualcuno lo si ammazza.
Dunque, puntata capace di incollare allo schermo, e che mette una toppa a un paio di buchi che sembravano esserci la settimana scorsa. Ottimo.

The Affair 2×09

E quando pensi che con i POV di Helen e Cole questa serie non possa ancora rinnovarsi nella struttura, ecco che arriva la puntata dell’uragano: tutti e quattro i POV insieme e niente flashforward. Che colpo.
La forma è come al solito architettonicamente ineccepibile.
Si inizia lenti, con il POV di Helen che conosce l’ambiguissimo dottore. Sezione che aggiunge poco al personaggio già noto ma introduce quantomeno un elemento di novità – oltre che immetterci nel mood climatico.
Gli altri tre POV sono piuttosto intrecciati, iniziando dai primi dolori di Alison per ricollegarsi immediatamente a Noah.
È proprio col POV di Noah che ci immergiamo nel disagio delle tipiche feste a base di droga e sesso che caratterizzano gli ambienti più ricchi: il sogno americano del libro di Miller che verrà fugacemente inquadrato. Shocka, poi, la presenza di Whitney.
Poi andiamo da Cole, che sembra giungere finalmente a una risoluzione dei suoi problemi: cancellando il passato. Ci sarà riuscito?
Dopo questa esasperante escalation e una scena di parto a dir poco catartica, il ritorno da Alison è la miglior allegoria possibile della quiete dopo la tempesta. Not yet.
Come al solito, qualità elevatissima.

The Knick 2×07-08

the-knick

Settima grandiosa puntata, che dimostra la straordinaria capacità di equilibrio fra i vari filoni della serie.
Per quanto riguarda l’indagine di Cornelia, sia arrivati quantomeno a scoprire cosa sta accadendo (peraltro con qualche possibile collegamento alle storiche pesche della prima stagione?).
Sul fronte dei diritti civili, mentre da una parte la scalata al successo di Lucy la rende ogni puntata più priva di scrupoli della precedente, dall’altra la questione razziale scalda l’animo di Algernon, diviso fra l’antipaticissima moglie e un Gallinger ormai apertamente proto-nazista, e inquietantemente intelligente.
Anche Cleary e Harriet/Rose ritornano alla carica su questo fronte, spostandosi saggiamente dall’aborto al controllo delle nascite. Riusciranno a non farsi arrestare, stavolta?
Infine, ricchissimo il contributo sul lato scientifico: dalla divisione delle gemelle alla loro registrazione cinematografica, dall’ipnosi apparentemente efficace su un alcolizzato all’invenzione che sconvolgerà il mondo da lì a poco: la benzina.

L’ottava puntata ribadisce quanto mostrato in quella precedente.
La parte scientifica è limitata alla scoperta da parte di Bertie del possibile utilizzo dell’adrenalina per riattivare un cuore fermo, e dall’utilizzo della celluloide per le protesi nasali. Purtroppo la prima non sarà di aiuto nell’incidente occorso per installare la seconda, e dobbiamo quindi dare addio alla counseling in erba Abigail. Thackery va assolutamente tenuto lontano dalle droghe, adesso.
Mentre l’indagine di Cornelia si spiega in ogni dettaglio, Algernon scopre i vezzi nazisti di Gallinger, ma pare non vi sia sbocco. Pare.
Punto forte della puntata sono le due coppie combattute: da un lato Barrow e la sua ex-prostituta, con lui intento a lasciare la moglie nel più spregevole dei modi; dall’altra Cleary e Harry (ho già detto che dovrebbero avere uno spinoff?), che sviluppano una tensione che avrei preferito non vedere, ma viene portata avanti finora senza cedere in cliché – e mi stupirei del contrario.
Altro parallelismo è con due uomini devastati: l’ex “proprietario” della siamesi, che dà origine a uno straordinario piano sequenza; e il padre di Lucy, di fronte al quale la freddezza di lei è sconcertante.
Menzione d’onore a Pouncy e Myrtle, che di due cervelli insieme non ne fanno uno.

The X-Files

8×14-15 / This Is Not Happening – DeadAlive – Ma Scully non aveva detto che si metteva in pausa per la gravidanza? O ho capito male? Non ho capito neanche se Monica Reyes è antipatica o solo stupida (anche se l’hanno presentata solo per mandarla via subito dopo). Comunque, la mitologia aliena si è arricchita di zombie/ultracorpi, che era proprio l’ultima cosa che mancava. O almeno spero che sia l’ultima. E bentornato Mulder.
8×16 / Three Words – Ma perché sembrano tutti scemi, in questa puntata? Mulder e Doggett che litigano senza motivo, Skinner che parla di alieni, Mulder e Doggett che litigano di nuovo, Doggett che minaccia l’amico suo (ma chi era, poi?) come se non fosse ricattabile anche lui, Mulder e Doggett che non si spiegano e litigano ancora… Boh.
8×17 / Empedocles – Non ho ancora capito da dove viene tutto quest’astio fra Mulder e Dogget. Non mi pareva neanche il caso di risolvere il mistero del figlio di quest’ultimo in maniera così raffazzonata: “il Male”? Seriamente?
8×18 / Vienes – Oh! Visto che basta far ragionare un po’ Mulder e Doggett e costruire una trama lineare, per far sembrare decente una puntata della mitologia? Non era così difficile, eh.
8×19 / Alone – Vedi che, quando ci si mette, Spotniz scrive belle puntate? Certo, era praticamente una fanfiction divisa fra riferimenti al passato (la doppia moneta, la medaglietta di Queequeg) e l’incarnazione dello spettatore, interpretato dall’agente Harrison che ricorda i casi a memoria, e si interroga sui buchi di trama; però va bene lo stesso.
8×20-21 / Essence – Existence – Be’, sì, mi sembrava proprio il caso di dare una svolta alla trama orizzontale: ora sono cloni alieni, però forse sono esperimenti militari, e sono tutti d’accordo o forse no. Svolgimento inutilmente complicato, piano intricato che serve soltanto a far andare avante le puntate per 80 minuti, ma che in realtà non ha alcun senso (un’ora e mezza per vederla partorire? Ma lo stava facendo già da sola!). Morte di Krycek completamente rovinata dall’incredibile errore del cambio di posizione – sdraiato/in ginocchio – tra un’inquadratura e l’altra. E vabbè, è andata così.

Dunque, si chiude questa penultima stagione, che risolleva le sorti dell’imbarzzante settimana pur rimanendo comunque distante anni luce dai bei vecchi tempi.
Ma ora, prima di iniziare la nona…

The Lone Gunmen

Sì, il tempo c’è, la serie è corta e quindi guardiamoci anche lo spinoff sui nostri tre (decisamente sottoutilizzati) complottari preferiti.
Questo mi manda completamente in vacca l’ordine alfabetico in cui sistemo le serie nei post, ma consideriamo comunque The Lone Gunmen figlia di The X-Files.
Via con la prima puntata!

Il Pilot si apre con molta autoironia e l’introduzione di un personaggio femminile (di cui però, al termine della puntata, ben poco si può dire). Intanto, la morte del padre di Byers porta il trio protagonista a scoprire un incredibile complotto: il governo sta pensando di farsi un attentato da solo facendo schiantare un aereo sul World Trade Center e andando poi a bombardare la nazione a caso che lo rivendicherà. Puntata trasmessa sei mesi prima dell’11 settembre 2001.
No, non è per nulla inquietante.


E questo era quanto. Nessuna novità rilevante per la prossima settimana, a parte il fatto che se non riesco (cosa probabile) a finire tutte le tredici puntate di The Lon Gunmen, non ci sarà la serie madre. E vabbè.

Intanto, buona visione!

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2 Replies to “Le serie della settimana (30/11-06/12)”

    1. Ah, il secondo capito della fanfiction! 😀 Comunque è stata stupenda la domanda a Mulder su come è tornato indietro sul ghiaccio, nel film… Per una volta gli autori hanno fatto un po’ di autocritica.
      The Lone Gunmen, dal pilot, sembra promettere abbastanza bene. Potrei passare una piacevole settimana. 🙂

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