“Mytholofiction” di Andrea Viscusi

Dopo aver letto e recensito Dimenticami Trovami Sognami, mi sono ricordato di questa raccolta di racconti che Andrea Viscusi mette in download gratuito sul suo sito, e che avevo scaricato tempo fa, dimenticandola poi colpevolmente in una sottocartella.
A costo di passare per stalker, recensisco anche questa.

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Considerata l’agghiacciante estetica media degli ebook autoprodotti, questa copertina promette bene.

Come si deduce facilmente dal titolo, i racconti qui contenuti hanno tutti per tema centrale un mito e/o una religione della storia dell’umanità. Andiamo a vederli uno per uno.

Alleanza

Un uomo racconta di quando, da bambino, con l’anziano padre si recò su un monte per fare un sacrificio al signore, ma si rese presto conto che non c’era un montone pronto per l’olocausto…
La sorpresa non sta certo nel capire che stiamo parlando del sacrificio di Isacco (cosa che viene rivelata abbastanza velocemente  e potrebbe non sorprendere), quanto nell’interpretazione di ciò che è successo subito dopo. Un’idea estremamente originale, che rilegge quell’episodio biblico dandogli una luce molto diversa.

Nimby

L’Organizzazione dei Pianeti Uniti è giunta sul pianeta dei nimby, che accolgono da subito le innovazioni tecnologiche che vengono loro offerte, senza accettarne, però, la contropartita (vogliono il viaggio spaziale, ma non la discarica necessaria per gli scarti dei razzi). Inutile dire che rischieranno l’autodistruzione.
Oggi, con l’acronimo Nimby si intende quel genere di persona che lotta attivamente per impedire lavori pubblici dai quali essa stessa troverebbe giovamento, solo perché troppo vicini a casa sua: pensiamo a chi protesta per i cantieri della metro salvo poi volerla usare, chi non vuole le centrali nucleari e poi si lamenta della bolletta o dell’inquinamento ecc. Questo racconto unisce la satira contro questi individui ai riferimenti alla fantarcheologia, riuscendo perfettamente nell’intento di far ridere ma anche far riflettere.

Errata corrige

Brevissimo racconto con un’ancor più breve, benché sconvolgente ipotesi sull’origine della nostra coscienza.
Rapido ma efficace, sorprendente nel finale. Qui va però denunciato il fatto che Viscusi sembri ignorare che il mito della mela di Adamo ed Eva è nato nel Medioevo, e che in nessuna scrittura si parla di mele… Ma poco importa – se non fosse che in una svista del genere ci ricasca dopo.

Voi demoni

Siamo in India, dove una serie di strani omicidi di massa sta mettendo in subbuglio Calcutta: corpi privati del sangue e poi orrendamente calpestati. L’agente Mrigesh Lahiri è incaricato di andare a prendere all’aeroporto Jinendra Ishan Visariya, che sembra sapere quello che sta accadendo.
Ci spostiamo dalla tradizione occidentale per andare a parlare della dea Kali. Racconto che si basa di fatto su una indagine poliziesca che presto vira in uno pseudofantasy che non mi ha preso molto, ma ha il pregio di lasciare un colpo di coda finale – che spiega finalmente il titolo – che non può non lasciare di stucco.

Immacolata concezione

Santo è ostaggio di un uomo misterioso. Comincia quindi a raccontargli la sua storia, a partire dall’infanzia passata da solo con la madre pazza, e gli episodi particolari di cui è stato protagonista.
Un’altra lettura straordinariamente originale, che tenta di spiegare i miti dei parti virginali in maniera scientifica. Qui però sta la seconda dimostrazione che Viscusi non è particolarmente esperto di dogmi cattolici – il che probabilmente è una cosa positiva, sia chiaro: l’immacolata concezione è il fatto che Maria sia stata concepita senza peccato originale (qualsiasi cosa ciò significhi), non il fatto che abbia concepito senza rapporto. Il che non intacca la bellezza del racconto, che al più dovrebbe cambiare il titolo.
Si segnala anche un evidente riferimento all’Uomo che Fuma di The X-Files, serie che infatti è anche citata dal protagonista.

Pr-Medjed

Un uomo viaggia in Egitto in cerca di qualcosa, incontrando lungo il percorso un naturalista, un ricco arabo e la sua schiava. Chi è chi?
Forse il racconto meno riuscito della raccolta, che riprende molto pedissequamente la tradizione egizia senza darle una nuova interpretazione, senza calarla nell’attualità o dare una nuova immagine della storia dell’umanità, come accaduto nei racconti precedenti. Questo ha almeno il pregio di dare infine una giustifiazione sensata all’uso della seconda persona per la narrazione, che spesso viene usata a sproposito.

Chiude la racconta un utile Appendice che aiuta ad approfondire i miti coinvolti in questi racconti.

Nel complesso, un’ottima piccola antologia, benché venata da quell’inevitabile, velato odio per la specie umana che caratterizza la fantascienza da quand’è nata. Ma tanto non ci si può fare nulla, no? E d’altronde un racconto può essere bello anche se veicola un’idea che non condividiamo.
E questi racconti sono belli, tanto che varrebbe la pena leggerli anche se fossero a pagamento…

Buona lettura!

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3 Replies to ““Mytholofiction” di Andrea Viscusi”

  1. Andrea Viscusi: Scrivi di ciò che NON conosci anche se commetti STRAFALCIONI epocali (“Immacolata concezione” è il top) tanto gli amici ti scusano perché c’è il finale figo… La fretta di pubblicare, l’assenza di obiettività nel leggere. Quando mai l’odio per l’umanità ha caratterizzato la fantascienza? Sono gli autori, al massimo, a odiare il genere umano, non pieghiamo questo nobile genere a improbabili esigenze oratorie. Povera Italia

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    1. Non capisco quel “Andrea Viscusi” con i due punti: ti stai rivolgendo direttamente a lui? Dall’inizio del commento sembrerebbe di sì, mentre pare che la seconda parte sia rivolta a me.

      Ovviamente rispondo solo della seconda, non essendo io il Viscusi (che se si vuole difendere, lo farà da solo).
      Dire che sono gli autori di fantascienza ad avere in odio l’umanità, e non il genere in se, non alcun senso: il genere è fatto dagli autori. Questo indipendentemente dal fatto che la mia era un’iperbole, e di certo non penso che tutta la fantascienza (o gli autori di fantascienza, se ti disturba pensarla diversamente) miri all’estinzione della specie umana… Ma in molti casi è quello che traspare da certe opere.
      Su questo potrei discutere molto a lungo, ma probabilmente un commento non è il luogo deputato. Magari ci farò un bel post dedicato, un giorno.

      “Povera Italia” alla fine fa molto Del Debbio.

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