“Dimenticami Trovami Sognami” di Andrea Viscusi

La recensione di oggi è di un libro straordinario, di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi (almeno nell’ambiente della fantascienza italiana), ma che soltanto la settimana scorsa mi sono deciso ad acquistare: Dimenticami Trovami Sognami, di Andrea Viscusi, edito da Zona 42.
Dichiaro sin da subito che mi pento di aver atteso così tanto, e che l’avrei acquistato il giorno dell’uscita, se solo avessi saputo a quale esperienza sarei andato incontro.
A questo punto dovrebbe esservi più che evidente che questa recensione sarà particolarmente entusiasta.

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La trama, la forma

Il romanzo si divide in tre parti. Per ovvi motivi, l’indicazione della trama si farà via via più vaga.
Nella prima parte, il giovane Dorian Berti è coinvolto in una missione da parte di un misterioso progetto: è convinto di dover partire nello spazio, ma gli viene presto spiegato che partirà per il mondo dei sogni. Il che non toglie il fatto che dovrà separarsi dalla sua Simona.
Nella seconda parte, il misterioso Mose Astori si reca dal dottor Novembre, esperto di sogni, per parlargli della sua sconvolgente scoperta.
Nella terza parte, i fili delle due trame lasciate precedentemente in sospeso saranno ripresi quando una donna e un uomo cominciano a sognare uno i sogni dell’altra.

Non c’avete capito niente, vero?

Sull’equilibrio

Nonostante la trama apparentemente (ma anche praticamente) piuttosto complicata, tutte le linee  vengono tenute separati, intrecciandosi solo quando devono e senza creare inutili arabeschi e labirinti narrativi. La scrittura è chiara, priva di spiegoni, di descrizioni e di inutili riflessioni, ma non per questo asciutta o frettolosa. Tutti gli elementi vengono proposti al momento giusto, i colpi di scena puntellano omogeneamente l’intero libro e nemmeno il finale appare troppo veloce, pur essendo in fondo costituito da una sola scena.
C’è anche da notare come l’intero romanzo sia costellato di riferimenti non solo alla letteratura fantascientifica, ma un po’ al mondo nerd in generale e alla cutura pop, passando quindi da Philip K. Dick a Donnie Darko, fino alle teorie del complotto. Riferimenti che da una parte ancorano il libro alla nostra realtà, dall’altro aiutano ad alleggerire il tono, strizzando l’occhio al lettore.
In soldoni, è un libro di un equilibrio formale che non si può definire altro che impeccabile, che non lascia il tempo di annoiarsi, ma senza dover per questo vivere di stratagemmi di alta tensione ma bassa levatura artistica.

Sì, vabbè, ma di che parla?

Purtroppo dirvi esattamente tutti gli argomenti toccati scoprirebbe troppo, quindi ne cito un paio (questo a prescindere dal fatto che l’avrei letto con la stessa soddisfazione anche se avessi saputo già qual era l’ultima scena).
L’argomento principale è – come peraltro si può dedurre dal titolo – l’onironautica, ovverosia la capacità di poter muoversi attraverso i propri sogni, attraversando uno stato di sogno lucido nel quale, potenzialmente, si possono raggiungere diversi stati di coscienza. O forse l’ho spiegato malissimo, e in tal caso potete leggere la pagina di Wikipedia linkata (che non è un granché neanche quella, ma vabbè).
Come se non bastasse, la tematica del sogno lucido è intrecciata, in modi che appunto non approfondirò in questa sede, a una cosmogonia originale e sconvolgente, ma che nella sua originalità devo comunque molto (dichiarandolo) al VALIS di Philip Dick.
Cosa possiamo capire, cosa possiamo raggiungere attraverso i sogni e quale legame c’è fra questo e la natura intima dell’Universo, nonché la sua nascita, sono i due fulcri sul quale il libro è costruito.

Sulla narrazione e sui tempi verbali

Tornando alla forma incredibile, le diverse voci e sezioni sono tutte caratterizzate da una differente narrazione: si passa dall’alternare presente e passato remoto, alla forma del diario accostata a quella della trascrizione audio, fino ad approdare alla classica prima persona accostata ad una destabilizzante seconda persona.
Inutile dire che la gestione di queste molteplici voci e soprattutto di questi molteplici stratagemmi grammatical-sintattici è, di nuovo, impeccabile.
L’unico pensiero negativo (ma invero abbastanza sarcastico) che si può fare al riguardo è: ma il prossimo libro, Viscusi, come lo scriverà, se ha esaurito il 90% delle combinazioni possibili con DTS?

Giudizio finale

Nel caso non si fosse capito, considero questo uno dei migliori libri che abbia mai letto.
Nelle stesse pagine troviamo una capacità di scrittura notevole, che dice tutto ma senza perdersi in descizioni inutili, senza essere pedissequa e ripetitiva; una sequela di citazioni dal mondo della fantascienza letteraria e cinematografica con i risultati di cui sopra; infine, una cosmogonia che non può non lasciare il lettore a riflettere sulla realtà, pur non essendo una cosmogonia del tutto esente da falle logiche (ma d’altro canto ci sono religioni in giro da secoli messe molto peggio, in quanto a coerenza).
In conclusione, per me la lettura di Dimenticami Trovami Sognami è stata un’esperienza assolutamente basilare, uno dei molti punti che dividono un prima e un dopo della mia vita di lettore – e, incidentalmente, di autore allo sbaraglio.
Non lo considerto quindi un libro consigliato: è mandatorio.

Buona inevitabile lettura.

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5 Replies to ““Dimenticami Trovami Sognami” di Andrea Viscusi”

  1. Ho letto il libro e non capisco perché l’autore abbia menzionato solo gli scrittori stranieri prezzolati. Esistono esordienti italiani che hanno trattato l’argomento sogno-realtà anni prima di lui e con spunti di riflessione simili. Uno di questi lavori è anche stato stroncato dall’autore.

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    1. Se l’hanno trattato anni prima di lui, non sono mica tanto esordienti. 😀 Oltretutto, non è che citi solo lavori che toccano il tema del sogno (cita addirittura “Donnie Darko”, film del quale peraltro ho una considerazione abbastanza bassa).
      Il problema, semmai, è che non cita Huxley…
      Comunque non conosco esempi di letteratura fantascientica italiana con questo tema, né so quale sia il libro che Viscusi ha stroncato: e allora facciamoli, questi titoli, che me li cerco volentieri! 🙂

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