Le serie della settimana (09/11-15/11)

Questa settimana ho visto un po’ meno del solito, anche perché ho speso un paio di giornate diviso fra la raccolta firme per l’eutanasia legale e un raffreddore che sfociava in una moderata febbre a 37,8°C. Questo implica che per una puntata non sono riuscito a finire la settima stagione di The X-Files, e soprattutto che ho saltato The Knick (ma guardiamo il lato positivo: ne avrò dure da recensire per la settimana prossima).
In realtà ho anche trovato il tempo di vedere Sharknado, ma ve ne risparmio la recensione.

American Horror Story 5×06

Colpo di scena! Collegamento diretto con la primissima stagione, peraltro facendo vagamente subodorare una qualche parentela fra il figlio della Contessa e la buonanima dell’Infantata. E poi fa sempre piacere rivedere Montgomery.
Centro della puntata è la relazione fra Liz e Tristan, invero buttata lì all’improvviso (come Bartholomew, d’altronde), e che si conclude in maniera tristissima, come era inevitabile che fosse.
La storia dei fantasmi che rimangono in giro finché non trovano uno scopo di vita è leggermente abusata; in compenso, non ci si dimentica della sottotrama thriller.
Nel complesso, la miglior puntata della stagione – anche se non si è capito che fine ha fatto l’orda di baby vampiri della puntata scorsa.

Homeland 5×06

La notiziona è che Quinn è passato da definire il Corano “that fucking book” a fare amicizia con un gruppetto di musulmani che tentano di fare i bravi ma si lasciano influenzare da cattivi maestri. Che, dopo quattro anni a spalare merda sull’Islam, un paio di personaggi positivi dovevano pur metterceli.
Di Carrie, in realtà, in questa puntata non ce n’è poi molta, e quindi non ha tempo per piangere, nemmeno quando rade al suolo la sua vita tedesca, Jonas, sua figlia.
Vero protagonista della puntata è Saul, che finalmente sperimenta sulla propria pelle come si sente Carrie quando non prende le medicine: paranoia, cambi d’umore e opinione repentini, improvvise folgorazioni. Sta a vedere che ora il disturbo bipolare è infettivo.
La puntata, nel complesso, serviva più a ristabilire gli equilibri fra i personaggi (soprattutto rispetto a Carrie) che a mandare avanti la trama, che si era già intrecciata abbastanza finora e non aveva certo bisogno di ulteriori svolte. Ottimo così.

Modern Family 7×06

ModernFamily_S6_SI_l

Dopo un po’ di mosceria, Modern Family torna alla carica dopo la pausa, che a quanto pare aveva anche lo scopo narrativo di far crescere un po’ le anatre e umiliare Phil per l’imprinting mancato. Ottime anche le dinamiche Haley/Dylan/Andy/Beth, in una storia che non avrà mai una conclusione definitiva. Solite rivalità fra coppie gay acide per Cam e Mitch (forse questo stratagemma comincia a essere abusato), mentre nel finale abbiamo una svolta anche per l’avvocato.
Ottimo ritorno, dunque.

The Affair 2×06

Bene, questa è proprio la stagione in cui parleremo di più anche di Helen e Cole. Stavolta tocca alla ex famiglia Solloway.
Nel POV di Helen, la vediamo disperata esattamente quanto l’avevamo lasciata due puntate fa: ignorata dai genitori sopraffatti dai loro problemi coniugati, subissata dalla dispotica, antipaticissima madre, ignorata dai medici nel pronto soccorso, rassegnata davanti a Noah, perché litigare per i figli, quando quei figli potresti perderli da un momento all’altro, è una cosa troppo stupida. A proposito di perdere figli, i sospetti su qualcosa di serio riguardo Martin si sono rivelati ben più che motivati, e gli autori hanno rivelato la verità proprio al momento giusto. Complimenti.
Il flashforward è stranamente piazzato fra i due POV, probabilmente perché non succede niente che non sapessimo – anche se può stupire che Helen sia pronta a vendersi casa per difendere Noah.
Il POV di Noah ricomincia dov’era terminato quello dell’ex-moglie, eludendo nuovamente quel caratteristico cambio di visuale che pare mancare però troppo spesso da questa serie. Noah ricorda una famiglia più serena, ma la sorpresa ce l’ha con un’Alison totalmente soggiogata dalle manie new age della madre. Cede giusto per via della guest star Sebastian Junger, e questo ci aiuta a capire che quel misterioso flash che lo accompagna da inizio stagione altro non è che il finale che non avrebbe mai voluto scrivere – ma si arrende.
Questa puntata è offerta dai waffle Immaculate – no, seriamente: è necessario tempestare questa serie meravigliosa di product placement?

The X-Files

7×16 / Chimera – Alla fine non si capisce né cos’era questo mostro, né perché la puntata abbia questo titolo, ma almeno il parallelo fra la trama principale e la mini-storyline di Scully funzionava bene.
7×17 / All Things – Puntata scritta e diretta da Gillian Anderson, che per l’occasione decide di far convertire il suo personaggio al buddismo e alla fuffa new age, prendendo a modello di regia i videoclip. Vabbè, in questa stagione si è visto di peggio.
7×18 / Brand X – L’episodio è stato scritto per ribadire che fumare a male. Messaggio ricevuto, direi.
7×19 / Hollywood A.D. – Forse è meglio se a David Duchovny gli fate fare una serie a parte, perché scrive cose che funzionano, molto divertenti, molto piacevolmente weird, ma troppo, troppo, troppo fuori personaggio.
7×20 / Fight Club – Questa stagione è così pessima che neanche Chris Carter riesce a scrivere delle puntate divertenti che siano almeno accettabili. Bei siparietti Mulder/Scully (soprattuto l’inizio), ma il resto non ha senso.
7×21 / Je Souhaite – Mi ricordavo che la puntata del genio nel tappeto fosse particolarmente stupida, invece nella merda di questa stagione sembra ben riuscita, anche se ha sostanzialmente la stessa trama dell’Aladdin della Disney. E giuro che non lo dico solo perché ho scoperto che è di Gilligan.


E questo è quanto. Per la settimana prossima, a parte, come dicevo, che mi si sovrapporranno due puntate di The Knick, Amazon rilascerà The Man in the High Castle, del cui pilot avevo già parlato qui, e che vedrò con calma seguendo l’uscita dei sottotitoli di chiunque lo farà (suppungo Italiansubs).

Buona visione!

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2 Replies to “Le serie della settimana (09/11-15/11)”

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