Le serie della settimana (02/11-08/11)

Rieccoci qua, con le stesse serie della settimana scorsa: American Horror Story, Homeland, The Affair, The Knick e l’eterno recupero di The X-Files.

American Horror Story 5×05

Puntata che ha il suo perno nel flashback di Liz Taylor, che deve molto alla stagione di Transparent rilasciata da Amazon lo scorso anno. Flashback direttamente collegato all’evoluzione di Iris, che ci permette ancora una volta di capire che Kathy Bates, in una serie del genere, è un pelino sprecata.
Il grosso avviene però fuori dall’Hotel, diviso fra la trasformazione di Alex (molto buona la sua perplessità, presumibilmente in quanto medico), e la strage nella scuola – scena, quest’ultima, che non mi immaginavo fosse legale girare con dei bambini. Temo, però, che adesso la serie possa volgere sulla tematica dell’invasione, sulla scia di The Wlakind Dead, che come fonte non mi sembra proprio il massimo da cui attingere.
Si segnala anche la presenza di Robert Knepper, che dopo quattro anni di Prison Break fatico a trovare credibile nel ruolo di poliziotto. Poi vabbè, c’è anche uno di Glee, ma chi se ne frega.
E poi c’è anche una scena fra Wes Bentley e Sarah Paulson che non ha alcun senso.

Homeland 5×05

Iniziamo subito col dire che in questa puntata Carrie non piange.
Poi, con un piccolo dettaglio: apprendiamo che, a quanto pare, Homeland è ambientato qualche mese nel futuro (per trovare un video di “quattro giorni fa”, viene cercata la data del 20 aprile 2016).
Ciò detto, i nodi cominciano a venire al pettine. A quanto pare servizi segreti russi, attentato a Youssef, documenti trafugati, complotti internazionali e la caccia a Carrie sono tutti elementi fra loro collegati. Già inizio a temere che ci capirò poco e niente.
Ottima Allison che usa la sempre cara scusa di dare la colpa agli ebrei. E funziona!
Quel che mi lascia più perplesso sono gli ultimi minuti con Quinn: e ora chi è quell’angelo custode? Ditemi che è solo un pazzo di passaggio…

The Affair 2×05

Puntata che mescola sapientemente introspezione psicologica e avanzamento della trama.
Nel POV di Alison, scopriamo la sua quasi paranoide ossessione di essere considerata solo come un oggetto sessuale, prima da Robert, poi nel libro di Noah: chissà se quella vigorosa erezione l’ha avuta veramente, e chissà se il testo di Descent è veramente così, o non è piuttosto la memoria della nostra, a fare scherzi. POV caratterizzato, comunque, dalla grande forza dei dialoghi.
Il POV di Cole invece getta le basi per l’omicidio del fratello: chi è questo misterioso imprenditore? Può essere coinvolto nell’omicidio, o è più probabile che il problema sia che spaccia ancora? E c’entra qualcosa Luise? Non vorrei fare ipotesi fantasiose, ma finora l’unica persona che abbiamo visto ad avere soldi sufficienti da investire in un night club sarebbe Max…
Il colpo finale ci viene dal flashforward, dove almeno rispondiamo alla domanda “Cosa fa ora nella vita Cole?”; al di là dell’aver capito chi è la probabile nuova moglie, il suo antipatico impiegato potrebbe portare un bel po’ di movimento anche nel futuro. Vedremo.

The Knick 2×04

the-knick

Non so decidermi se la puntata raggiunge l’apice nella morte più improvvisa e imbarazzante avvenuta finora, o nel colloquio fra Gallagher e il suo amico che propone di sterilizzare i terroni.
La tematica della discriminazione, oltre ad allargarsi dai neri («Come si chiama questa zona?» «Harlem.») agli immigrati italiani, pone in questa puntata le basi per affrontare il tema della donna, nella figura di una Lucy a cui viene fatta subodorare l’opportunità di diventare appunto la prima medico donna.
E, in parallelo a lei, Cornelia si improvvisa detective, andando a scavare dove non deve. Una sottotrama tra il giallo e la spy-story che vede Herman invischiarsi in persone sempre più losche delle precedenti. Il collasso del progetto del nuovo Knick è segnato.
Al di là della svolta nel caso Harriet/Rose (che è comunque a un punto peggiore di quello di partenza), si segnalano un paio di chicche tecnologiche: il telefono che, cito quasi testualmente, «prima o poi Edison riuscirà a portare anche sull’auto»; i primi video porno (con quali conseguenze?); e le raffinerie petrolifere in crisi perché l’elettricità ha annientato i consumi di cherosene, con i loro padroni a chiedersi quali utilizzo potranno mai inventarsi per tutto quel petrolio… Già, quale?
Non manca mai il progresso scientifico, con un Thackery forse un po’ più dottor House del solito.
Altra straordinaria puntata, forse più di transizione rispetto alle altre, ma che regala ugualmente momenti straordinari – primo fra tutti, il brevissimo sogno in barca di Thackery con Abby.

The X-Files

7×09 / Signs and Wonders – Buon raffronto fra un un innocuo sentimento religioso e il pericoloso fondamentalismo, con tanto di lodevole colpo di scena conclusivo. Peccato per la scena finale abbastanza priva di senso.
7×10-11 / Sein und Zeit – Closure – Ma stiamo scherzando? Ma è possibile che gli autori, ogni volta che si parla della sorella di Mulder, si scordino cosa hanno detto la volta precedente? Una volta è viva, una volta è morta, una sono stati gli alieni, una il governo… Adesso Mulder (di nuovo dimentico di aver visto vari cloni della sorella anni prima) si convince dal nulla che sia stata uccisa da un serial killer vestito da Babbo Natale. E invece niente, era stato l’Uomo che Fuma, ma guarda un po’. E la puntata finisce con un girotondo di fantasmi bambini, Mulder che ora sa che la sorella è morta perché ha visto il fantasma (?!?) e gli sceneggiatori che rinunciano a spiegarci che diavolo c’entrava il serial killer. Peggiori puntate di sempre, davvero vergognose.
7×12 / X-Cops – Dopo due puntate oscene e altre mediocri, arriva uno stramaledetto CAPOLAVORO. E chi l’ha scritto? Vince Gilligan, ovviamente. Ma Chris Carter non poteva lasciare direttamente tutta la serie in mano a lui? E perché non è stato chiamato per il revival di gennaio? (Ok: forse questo perché non l’ha voluto/potuto lui). Vi consiglio di riguardarvi questa puntata, comunque.
7×13 / First Person Shooter – «Ehi, che ne dici se richiamiamo William Gibson? La 5×11 era venuta quasi decente, magari gli chiediamo se stavolta che ne scrive una con una trama ridicola, degli stereotipi sessuali galoppanti e Mulder e Scully completamente out of character.» «Ottima idea.» (Seriamente: cos’era, questa stronzata?).
7×14 / Theef – Non credo che spacciarla per folklore celtico possa salvare l’ennesima puntata con delle bamboline voodoo. No, neanche se vuole essere un episodio impegnato che tocca (male e di fretta) il tema dell’eutanasia.
7×15 / En Ami – Totale nonsense: una semplice (e noiosa) sequela di avvenimenti per portare a un finale che si intuiva a metà puntata, con il classico errore di fare colpi di scena che in retrospettiva non hanno alcun significato e servivano solo per tentare di tenere sveglio lo spettatore. Forse è meglio se William B. Davis non lo fate scrivere, eh.


E per oggi, questo è tutto. La settimana prossima, niente variazioni, a parte il ritorno di Modern Family dalla sua consueta pausa. Chissà se stavolta riusciranno a fare più di cinque puntata consecutive.

Buona visione!

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2 Replies to “Le serie della settimana (02/11-08/11)”

  1. Stefano

    La storia di Samantha venne conclusa in modo cosi bizzarro a causa delle volontà di David Duchovny, che desiderava dare, d’accordo con Carter, un epilogo alla vicenda nel caso la settima stagione di X – Files fosse l’ultima.
    Ad ogni modo pare che nella miniserie revival del 2016 si tornerà a parlare di Samantha…

    Ciao
    Paola

    Liked by 1 persona

    1. L’unico commento che riesco a fare su quest’ultima notizia è “Oh, no…”.
      Certo che questa settima stagione è di gran lunga la peggiore finora. Una puntata capolavoro (“X-Cops”), un paio di moscerie e il resto puntate ridicole, mal scritte e piene di errori. Mi spiace soprattutto per “X-Cops”, che in questa fanghiglia si perde.

      Liked by 1 persona

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