Le serie della settimana (26/10-01/11)

Questa volta non abbiamo esattamente le stesse serie della settimana scorsa perché – ma tu guarda un po’ – Modern Family è andato in pausa: sembrava strano, che facesse più di cinque puntate di seguito, eh?

American Horror Story 5×04

L’avevo detto che era tornato il caro vecchio American Horror Story delle cose a caso di una volta, per giunta nella consueta doppia puntata di Halloween, dove tutti gli spiriti diventano reali (almeno c’è un minimo di coerenza fra le stagioni, da questo punto di vista).
Dopo aver occupato inutilmente cinque minuti con il flashback della cameriera, la puntata si concentra essenzialmente su due sole storyline.
Da una parte, la moglie del poliziotto ritiene corretto abbandonare l’altra figlia e farsi vampirizzare per stare con Holden. Che, per carità, capisco che un genitore possa aver un figlio “preferito”, però…
Il resto della puntata è occupata dalla reunion dei più grandi serial killer della storia americana, a quanto pare tutti ispirati dal fondatore dell’Hotel Cortez: fra questi, oltre a un lodevole Seth Gabel (che non vedevo dai tempi di Fringe) nei panni nientemeno di Jeffrey Dahmer, spicca la straordinaria interpretazione di Lily Rabe, stupefacente nel ruolo di Aileen Wuornos (ruolo per il quale Charlize Theron vince l’Oscar con Monsters).
La puntata merita di essere vista solo per la performance di Lily Rabe, che a sua volta meriterebbe di ritrovarsi in ben altri contesti.

Homeland 5×04

Eh, be’.
Cominciamo dalla storyline più “tranquilla”: Carrie piange. Piange per fare un video alla figlia e fingersi morta, mettendosi una parrucca che fa rimpiangere Sidney Bristow di Alias e senza nemmeno sbroccare, pur rimanendo senza litio dalla puntata scorsa. Torniamo su questa storyline alla fine.
Sul fronte hacker, arriva la mafia russa (ci mancava solo quella), nonché una cospicua dose di lesbismo (tanto l’abbiamo capito, di Sabine, mica siamo scemi – basta che non la fanno finire con la giornalista).
La parte più interessante è l’intricato, delirante progetto fantapolitico di fare un colpo di stato per rovesciare Assad e metterci un generale servo degli USA ma antipatico ad Israele. Non credevo possibile che si potessero far incazzare così tante persone con una sceneggiatura sola.
Ed è alla fine che la storyline ISIS/siriana e quella di Carrie si uniscono, con un copo di scena che lascia la bocca così aperta che gli autori hanno giustamente pensato di far cadere la mascella allo spettatore con l’ancor più eclatante plot twist immediatamente successivo.
Nel complesso, un puntata che per cinquanta minuti prepara le carte in tavola per il resto della stagione, e agli ultimi trenta secondi serve una doppietta da rimanere di sasso. Ottimo.

The Affair 2×04

Abbastanza inaspettatamente, ritorna l’eccezione del POV di Helen. Stavolta con momenti quasi comici, che però sottintendono una donna alla deriva, e che tingono tutto di un umorismo piuttosto malinconico, fatto di solitudine, incomprensione e situazioni imbarazzanti perché scomode e ben più serie di come apparirebbero in una vera sitcom.
Dal POV di Noah, la situazione per Helen non cambia, e si ha piuttosto una svolta molto più drammatica, fra le decisioni del giudice (sia quello nel flashback che quello nel flashforward) e i dolori del figlio – che, considerata l’avvedutezza degli autori, potrebbero anche precludere a una morte per malattina programmata per la decima stagione.
Puntata che, quindi, torna nuovamente a mettere in standby la trama per porre delle basi psicologiche sui personaggi, portando ancora in primo piano soprattutto Helen e dando uno sguardo più ampio su quella famiglia, particolarmente le famiglie originarie dei due ormai ex-coniugi: famiglie combattute da una parte da un ulteriore tradimento/divorzio, dall’altra da un’acredine forse portata avanti per anni, dai tempi della morte della madre.
Nell’attesa di una prossima puntata di nuovo su Cole, un saluto a Tio Salamanca (che a quanto pare non si alza mai) e agli sponsor che con delle pacchianissime marchette hanno permesso di realizzare quest’episodio – l’onnipresente Uber, Zillow, la Toyota.

The Knick 2×03

the-knick

Un episodio che da solo riassume in se tutti gli aspetti di questa straordinaria serie.
Abbiamo la storia della medicina, che passa dalla scoperta dell’adrenalina su cui sta studiando Bertie alla ricerca di una cura per la sifilide da parte di Thack e Algernon, fino alla cocaina ridotta in polvere per non lasciare tracce sulle braccia.
C’è poi la questione sociale, con il razzismo della scorsa stagione che viene ripreso in un disturbante monologo sull’eugenetica che “arriva proprio al momento giusto”. Parole che gelano.
A questo si sovrappone la questione religiosa, che si incarna in una guerra fra il protestantesimo americano e il cattolicesimo degli immigrati da oltreoceano.
C’è la grande sottotrama della corruzione, degli appalti e dei soldi sporchi, che si allarga con i suoi tentacoli tra la nuova ala del Knick, sempre più grande e sempre più rallentata nella sua esecuzioni, e le navi dei Robertson.
E poi ci sono i personaggi, persi nelle loro storie: innamorati di prostitute, sopraffatti da padri fondamentalisti religiosi, combattuti fra il rispetto professionale e l’invidia, impantanati in imbarazzanti situazioni familiari.
E poi la regia inimitabile di Soderbergh, con quei campi fissi, larghi, quei piani sequenza, quell’equilibrio fra dinamismo e staticità… Ok, sto sconfinando in regioni che non mi competono.
Serie migliore attualmente in onda? Forse. Siere più sottovalutata attualmente in onda? Di sicuro.

The X-Files

7×01-02 / The Sixth Extintion – The Sixth Extintion II: Amor Fati – Dunque: nella prima parte abbiamo Scully che ha delle allucinazioni con uno zulù che non verranno mai spiegate, mentre l’astronave aliena ha delle citazioni di vari libri religiosi e del genoma umano, il tutto scritto in alfabeto navajo ma rigorosamente in lingua inglese. Nella seconda parte, colpo di scena! Il Fumatore è il padre di Mulder (come se non si fosse capito già nella seconda stagione), ma soprattutto Mulder è Gesù Cristo Nostro Salvatore. L’ho già detto che la trama orizzontale ce la siamo giocata?
7×03 / Hungry – Sì, la creatura ha poco senso e la trama finisce nel melodrammatico evitabilissimo, ma intanto era un’intera puntata vissuta dal punto di vista del mostro della settimana. Buono.
7×04 / Millennium – È la puntata in cui Mulder e Scully FINALMENTE si baciano. A qualcuno frega qualcosa della trama, anche se di fatto era il vero finale della serie Millennium? Più che altro ci sarebbe da chiedersi perché arrivare ad un momento così topico alla quarta puntata di una stagione, all’ultimo minuto e senza motivo apparente… L’equilibrio formale, questo sconosciuto. Però per stavolta giustifichiamo.
7×05 / Rush – Tocca ammettere che come metafora dell’adolescenza che passa veloce non funziona poi così male. E poi c’era addirittura un attore che poteva effettivamente essere spacciato per sedicenne: una rarità, per la tv americana.
7×06 / The Goldberg Variation – Puntata molto carina sul principio di causa-effetto (e che, con Scully che pesca l’asso, pare suggerire ancora la sua presunta immortalità). Il titolo, però, non ha senso – né mi è parso di sentire citazioni bachiane nella colonna sonora, stranamente.
7×07 / Orison – Ah, quindi lo psicopatico che nella 2×13 non sembrava un X-file in realtà era una manifestazione del Demonio in persona? Non molto chiaro (perché si lascia ammazzare?), però la sequenza al rallentatore era molto bella. Non è chiaro neanche perché la puntata non si intitolasse Don’t Look Any Further
7×08 / The Amazing Maleeni – Una di quelle puntate sottovalutate che avevo stranamente rimosso dalla memoria. Trama intricatissima, tanti colpi di scena e Mulder che fa il Mago Silvan dei poveri. Ottimo!


Fine. La prossima settimana sarà identica a questa, nel senso che Modern Family la pausa se l’è presa di quindici giorni. Non mi è molto chiaro cosa frulli nella testa a chi fa i palinsesti per l’ABC.

Buona visione!

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6 Replies to “Le serie della settimana (26/10-01/11)”

      1. Stefano

        Tra l’altro Mulder non ha certo brillato per intelligenza, possibile che si sia fidato cosi ciecamente delle parole dell’Uomo che Fuma al punto che non ha visto nulla di strano nel fatto che aveva una vita normale con Diana Fowley e sua sorella, mentre Scully non c’era proprio, non è cosi?

        Ciao
        Paola

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