A spasso nel tempo con la regione Veneto – Seconda puntata (feat. “Il Gender”)

Eccoci tornati alle mirabolanti avventure della Giunta Regionale del ridente Veneto (che da ridere ha ben poco).
Dopo la Festa della Famiglia Naturale®, fortunatamente di scarsissimo successo, cos’altro potevano mai fare Zaia&Co. per riavvicinarci sempre più alla calda atmosfera di fine quattordicesimo secolo?
Niente di più semplice: è stata approvato (approvata!) una mozione “anti-gender”.
Sì, dai, il gender, quella cosa lì che non esiste.

mozione gender

Cioè, capito? C’è proprio “ideologia gender” nel titolo.

Ma vediamolo, il testo di questa mozione. È qui.


Abbiamo innanzitutto un PREMESSO CHE in quattro punti, che cita articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, della Costituzione Italiana e della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Tutti testi che i relatori probabilmente non hanno letto – e, se anche fosse, di certo non hanno capito (ultimamente va di moda parlare di analfabetismo funzionale, quindi non devo approfondire questo punto).


Segue un RICORDANDO CHE, in cui si elencano degli articoli di leggi varie, del tutto fuori contesto, che accidentalmente contengano riferimenti al ruolo del genitore nell’educazione dei figli, e che alludano in maniera ora chiara, ora piuttosto fantasiosa, a una supposta totale libertà del genitore di inculcare nel bambino qualsiasi cosa voglia.


La terza sezione, SOTTOLINEANDO COME, è un crossover delle prime due, essendo formata da due articoli presi a caso che contengono la parola famiglia. Fra i due, però, spicca la prima frase originale:

la famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita

Una frase che non so neanche da che parte iniziare a smontare: dal fatto che “istituzione naturale” è un ossimoro (se lo istituisci, non è naturale)? che una donna può “trasmettere una vita” pure incontrando l’uomo una volta sola, e che quindi, che sia stata una botta e via o uno stupro (quello è naturalissimo, eh), di certo la famiglia non è “l’unica”? che questa frase pone una coppia in cui uno dei due sia sterile a un piano poco superiore a quello dello sterco? E potrei continuare, eh.


Ma ora arriva il bello, cioè l’orrore: la parte CONSIDERATO CHE.
Ogni singolo punto di questa parte è passabile di una distinta denuncia per falso in atto pubblico, diffamazione e altre facezie, e quelli che non lo sono appaiono comunque costellati di atroci fallacie logiche o affermazioni fatte senza prove.
Vediamoli, questi punti di assoluto delirio.
Allacciate le cinture.

oggi più che mai ci troviamo di fronte ad un’emergenza educativa, in modo particolare per quanto concerne le tematiche dell’educazione all’affettività. In alcuni casi purtroppo l’educazione all’affettività è diventata sinonimo di educazione alla genitalità, priva di riferimenti etici e morali, discriminante per la famiglia fatta da un uomo e da una donna, che induce una sessualizzazione precoce dei ragazzi;

Cominciamo con una bella fallacia logica: mi sembra un po’ difficile educare bambini e ragazzi a cos’è una coppia e come nascono i bambini, senza spiegar loro cos’è il pisellino e cosa la patatina. Ma non eravate contro chi cancellava le differenze fra i sessi?
Che sia discriminante per “la famiglia fatta da un uomo e da una donna” è tutto da dimostrare (la prima di una lunga serie di affermazioni fatte senza prove, come vedremo); che induca alla sessualizzazione precoce lo è altrettanto, oltre a essere un evidente dimostrazione che chi ha stilato questo testo non ricorda quando si è masturbato la prima volta.

in paesi dove simili strategie sono state applicate, come in Inghilterra e in Australia, questo ha portato ad una sessualizzazione precoce della gioventù, con conseguente aumento degli abusi sessuali (anche tra giovani), dipendenza dalla pornografia, all’attività sessuale prematura con connesso aumento di gravidanze ed aborti già nella prima adolescenza, e all’aumento della pedofilia;

Perché rischiare denuncie per diffamazione quando si può aspirare direttamente all’incidente diplomatico? Ebbene sì: i ragazzi inglesi (l’Inghilterra, mica tutto il Regno Unito, recita questo documento ufficiale) e quelli australiani sono dei poco di buono che si ingroppano fra di loro da mattina a sera, anche e soprattutto con quelli più piccoli.
Aspetto con ansia dichiarazioni da parte dei rispettivi ambasciatori.

i risultati delle indagini sociologiche dimostrano come ritardare l’inizio dell’attività sessuale e ridurre il numero di partner aumenti le possibilità di intrattenere relazioni stabili e riduca i problemi psicologici quali la depressione, specialmente nelle ragazze;

Eccoci ad un altro esempio di affermazione senza prove: quali indagini? “Indagini sociologiche”, poi? Dov’è questo studio che dimostra come perdere la verginità a 36 anni e rimanere con la stessa persona per tutta la vita renda più felici? Lo si riporti, o è falso in atto pubblico.

errate convinzioni vorrebbero equiparare ogni forma di unione e di famiglia e giustificare e normalizzare qualsiasi comportamento sessuale;

Eh? Ma chi? Se l’italiano non è un’opinione, “errate convinzioni” è il soggetto della frase: come fa una convinzione a volere qualcosa? Chi è quindi che vuole qualcosa, indipendentemente da cosa voglia?
È un peccato che non sia specificato, perché visto che si parla di “normalizzare qualsiasi comportamento sessuale”, ad avere un soggetto preciso sarebbe scattata una denuncia per diffamazione (o, almeno, io mi sentirei diffamato se qualcuno dicesse che voglio normalizzare lo stupro di gruppo).

sovente questi progetti educativi e persino la Strategia nazionale dell’UNAR sono stati redatti con la collaborazione esclusiva di associazioni LGBT, senza l’adeguato coinvolgimento di associazioni ed enti rappresentativi dei genitori e quindi, sia per modalità che per contenuti, elaborati e diffusi in palese violazione degli articoli sopra premessi e sottolineati, così come si è già verificato con il caso dei libretti “Educare alla diversità a scuola” ;

Scusate: ma se uno deve redigere un programma contro la discriminazione sessuale, a chi deve chiedere la collaborazione? A Forza Nuova? Al parroco? Allora quando si decidono i programmi dell’ora di religione pretendo la presenza dell’UAAR.

in questi libretti la famiglia composta da una donna e da un uomo è vista come uno stereotipo da superare e l’omofobo viene identificato in base al grado di religiosità;

Quali libretti? Cioè, io lo so e lo sappiamo tutti, ma questo è uno stramaledetto documento ufficiale, mica un blog.
A parte ciò, eccoci a una doppia, mirabolante ipotesi di denuncia per diffamazione:

  1. la famiglia come stereotipo da superare semplicemente non c’è – a meno che non si voglia leggere in tal senso la semplice informazione data al bambino sul fatto che esistono coppie separate, genitori single, coppie dello stesso sesso.
  2. la presunta discriminazione su base religiosa è paranoia pura, una sindrome di persecuzione degna del miglior Philip Dick.

Complimenti, non era facile.

in alcuni casi si è arrivati alla deriva dell’ideologia di gender. Attualmente i progetti educativi vengono spesso presentati richiamando l’esigenza di contrastare la discriminazione. L’intento in sé potrebbe essere lodevole se ciò significasse educare gli studenti a rispettare ogni persona e a non rendere nessuno oggetto di bullismo, violenze, insulti, discriminazioni. Ciò, tuttavia, non si è sempre verificato. In alcuni casi è stato il cavallo di Troia con il quale si sono introdotti progetti di chiara ispirazione ideologica gender;

Vabbè, qui c’è poco da commentare: stiamo parlando di una cosa che non esiste.
Volendo, potrei sottolineare come “in alcuni casi” non sia seguito dai casi in questione, andando a costituire l’ennesimo esempio di affermazione non provata contenuta in questo documento.

la teoria gender sostiene che l’identificarsi come uomini o donne non dipende dai caratteri biologici che determinano un corpo maschile piuttosto che un corpo femminile. Secondo questa teoria si nasce maschio o femmina per questioni genetiche, ma si diventa uomo o donna (o nessuno dei due) in base a fattori esclusivamente culturali;

Torniamo sui binari della realtà (più o meno) parlando dei cosiddetti “studi di genere”, che vengono qui chiamati teoria gender perché va di moda così, o per la storia dell’analfabetismo funzionale di cui sopra.
Quello che dicono gli studi non è ciò che riferisce questo punto, ma il fatto che l’identità (che è complessa, formata da componenti individuali ma anche plasmata dalla società) può non coincidere col sesso biologico. Può. In più del 99% dei casi coincide, e informare i bambini di questo fatto non farà cambiare di una virgola questa statistica.
Non so se classificare tutto ciò come affermazione senza prove o fallacia logica.

la persona deve invece essere ritenuta un tutt’uno di corpo e mente: non può esistere un corpo contenitore ed un io sganciato dalla dimensione corporea; non si può scindere la componente biologica sessuata dalla componente psicologica relazionale;

DEVE. Guardatela, quella terza parola. Questa mozione si propone di seppellire decenni di studi scientifici in qualsiasi campo (sessuologia, psichiatria, neurologia) con un categorico “deve”. Affermazione senza prove di proporzioni immane, estremamente offensiva nei confronti di chi queste cose le studia davvero e ci suda sopra per una vita.
[E anche un po’ nei confronti degli appassionati di fantascienza, che vedono spalare fango su un corpus notevole di testi che affrontano la tematica – ma è un altro discorso.]

la concezione del corpo come contenitore apre la strada a scenari inquietanti quali la pratica dell’utero in affitto;

Soprattutto, apre la strada a comedy di qualità tutt’altro che impeccabile.
Comunque, che chi ha scritto questa mozione definisca “inquietante” qualcos’altro, anche fosse la Saponificatrice di Correggio, è a dir poco surreale.

la scissione tra il dato biologico e il dato psicologico non è solo impossibile, ma è anche pericoloso per lo sviluppo del bambino perché crea confusione, incertezza, doppiezza, laddove invece i minori chiedono certezza di ruoli e regole condivise;

Vedi sopra. Affermazione senza prove, di nuovo offensiva per i veri ricercatori che queste cose le studiano da prima che chi ha scritto questo testo nascesse. “Impossibile” cosa? Chi l’ha deciso? Lo si dimostri, come si dimostri quale confusione può generare in un bambino – ed è facile: basta andare a vedere come sta chi ha ricevuto quest’educazione alla diversità.

l’ideologia gender è, non solo pericolosa in quanto porta alla disintegrazione della personalità con conseguente fragilità psichica, instabilità emotiva ed affettiva, bassa autostima, senso di inadeguatezza, ma totalmente inutile; esiste infatti un paradosso che dimostra come nei paesi in cui si è maggiormente investito nella cosiddetta impostazione di genere paritario, quali la Norvegia, le differenze uomo-donna sono molto più accentuate. Ciò significa che quando una persona è libera di seguire le proprie inclinazioni sceglie quelle tipiche del sesso di appartenenza;

Le prime righe costituiscono un abnorme sunto di tutte le affermazioni senza prove fatte finora. E fin qui, niente di sorprendente.
Per capire il resto, riassumo per chi è arrivato solo ora: c’è un documentario norvegese (che non vi linko, ma potete trovare su Youtube) che si propone di analizzare come è cambiata la società da quando si sono introdotte nuove linee di condotta nell’educazione contro la discriminazione di genere a scuola.
Il fulcro del documentario sta nel mostrare come ancora oggi i lavori tradizionalmente “da donna” siano per lo più svolti da donne, e lo stesso dicasi per quelli “da uomo”. Una fallacia logica abnorme: chi ha mai detto che l’obiettivo sia avere una perfetta proporzione 50/50 in ogni professione? Magari fra cinquecento anni potremmo pure arrivarci; di certo nessuno si aspetta alcun cambiamento nella società in tal senso per il prossimo secolo.
Educare alla diversità sessuale significa dire ai bambini che le donne, se vogliono, possono guidare i camion, e gli uomini, se vogliono, possono fare danza. Non significa spingerli a distribuirsi equamente in ogni nicchia lavorativa aperta.
Ma dicevamo, dell’analfabetismo funzionale?

riconoscere la diversità tra uomini e donne non significa discriminare; il vero principio dell’eguaglianza non nega l’esistenza delle differenze, non le azzera, ma le accoglie e le valorizza in quanto portatrici di ricchezza e di complementarietà;

No, aspetta: non può finire così. Non con una frase con cui siamo tutti d’accordo.
Ma come si fa a chiedere per due pagine di non educare alle differenze, e poi chiudere auspicando di educare alle differenze? Fallacia logica col botto.


Chiude questa mozione ai confini della realtà una serie di impegni che la Giunta si prende, riassumendo in un unico calderone le citazioni di leggi mal interpretate, e la cessione di ogni potere decisionale in mano a non meglio precisati “enti rappresentativi dei genitori e delle famiglie” (evidentemente sono convinti che siano tutti d’accordo con questa cosa).
Si noti l’equilibrio formale di iniziare quest’ultima sezione con:

non venga in alcun modo introdotta la teoria del gender

e concluderla con:

si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue.

Cioè giustapporre una frase senza senso (il divieto di introdurre una cosa che non esiste) a una che condivido io e più o meno tutti.


Ciò detto, ricordandovi che questa mozione (cioè, questo testo ufficiale pieno di falsità, incomprensioni e calunnie) è stata approvata, vi rimando alla prossima mirabolante avventura che il Veneto o qualsiasi altra regione italiana voglia farci vivere attraverso le pieghe del Tempo.

E per oggi, dal 1367 è tutto.

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4 Replies to “A spasso nel tempo con la regione Veneto – Seconda puntata (feat. “Il Gender”)”

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