Le serie della settimana (16/08-22/08)

E mentre va in pausa The Fosters, mi ero scordato che sarebbe iniziata la nuova miniserie di David Simon: Show Me a Hero.

Masters of Sex 3×06

Ci voleva la madre di Virginia per far sembrare Tessa una brava persona. Certo che le donne di quella famiglia sono tutte persone molto stabili e razionali – Virginia è, appunto, quella messa meglio.
Bill è sempre più un padre modello; prima costringe il figlio a fare football; poi, quando quest’ultimo si convince che potrebbe anche piacergli, l’amorevole padre pensa bene di rivolgere tutte le sue attenzione al compagno che lo bullizzava, solo per condividere una collezione di figurine. Complimenti, Bill, complimenti.
Abbiamo anche un interessante “caso della settimana”, con una coppia sempre sull’orlo dello stereotipato, ma senza mai fortunatamente caderci del tutto.
A parte Libby che fa la pazza, la tensione fra il signore dei profumi e Virginia finalmente arriva a un traguardo: e ora? cosa cambierà? come reagirà Bill quando lo scoprirà (perché tanto lo scoprirà)?

Show Me a Hero (parti 1-2)

Show_Me_a_Hero_Poster

Dunque, dunque: arriva su HBO l’ultima fatica di David Simon, il creatore di The Wire e Treme (non dovrei neanche spiegarvi che cosa sono, se siete qui – almeno la prima). Tratta dal libro omonimo dell’ex giornalista del New Yor Times Lisa Belkin, Show Me a Hero narra le vicende che alla fine degli anni ’80 videro la cittadina di Yonkers al centro di un complesso gioco di potere fra le personalità politiche e quelle giudiziarie, riguardo la costruzione di alcuni alloggi popolari decisamente non benvoluti dai cittadini.
La serie sarà formata da sei puntate, che andranno in onda a coppie, in tre sere. Per questo, recensirò le prime due puntate come un tutt’uno.

Dunque, che dire… Deluso? Grazie a True Detective, abbiamo imparato che si può essere delusi dall’HBO, ma da David Simon? Molti sono gli aspetti che mi hanno lasciato perplesso.
Prima di tutto, il fatto che in un’ora ho imparato solo il nome del neo-sindaco Wasicsko (il cui spelling comunque ho dovuto controllare su Wikipedia): i personaggi sono stati tutti introdotti con la dovuta calma, certo, ma come diavolo si chiamano? Io sinceramente stento a credere che qualcuno sappia indicare più di tre nomi della ventina di personaggi che si vedono interagire.
Il che non sarebbe neanche un problema troppo grave, se almeno i personaggi avessero una qualche sorta di carattere: sono invece piattissimi, a cominciare da quello che dovrebbe essere il personaggio più importante, quel Wasicsko che – non ho capito se per incapacità dell’attore o problemi di scrittura – è a dir poco insulso, privo di qualsiasi motivazione e progetto. Insomma, dopo due ore (anni, nella narrazione) non si è ancora capito se questo le case popolari le vorrebbe mettere o no. Gli altri personaggi non sono da meno, fra una donna che si dà all’alcool e che se non ho capito bene è interpretata da Wynona Rider (ma è difficile prestare attenzione quando è in scena), personaggi politici che non hanno alcun ruolo se non quello di dire “sì” o “no” a seconda di come si svegliano la mattina, e tutta quella serie di personaggi che abitano nella case popolari e che sono o stereotipi ambulanti (la ragazza dominicana che deve lasciare i figli per andare in America a lavorare), o tagliati con l’accetta (la badante cieca, lo spacciatore con l’asma).
Peraltro, per chi ha già visto The Wire tutto questo sembra soltanto una replica scialba, scialbissima della terza stagione.
Ciliegina sulla torta, l’assurda scansione temporale: un’intera campagna elettorale che vola nella prima puntata, una donna che va da zero a nove mesi di gravidanza nella seconda. E il fatto di partire dalla decisione di candidarsi e arrivare all’elezione e la crescita della pancia sono gli unici, assolutamente gli unici elementi che possano far capire quanto tempo effettivamente sta passando. Il risultato è ovviamente che molti avvenimenti sembrano contemporanei, mentre invece potrebbero essere sparsi nell’arco di mesi – ma nessuno si prodiga di farlo capire allo spettatore.
Insomma, come inizio proprio non ci siamo. Mi aspettavo veramente di più, e finora non è altro che un prodotto decente. Lo seguirò sicuramente fino alla fine perché sono solo sei puntate, ma se fosse un progetto più lungo gli avrei dato solo un’altra chance. Con buona pace di David Simon.

The Fosters 3×10

Comincio commentando gli ultimi due minuti? Ok: letteralmente geniale la battuta «Come sei cresciuto!» di fronte al recasting. Poi, su quanto sia geniale il recasting in sé, non so e non mi pronuncio fino alla seconda parte della stagione. Certo che, se Jake Austin voleva abbandonare la serie, potevano pure farlo morire, Jesus: mi pare che l’occasione l’abbiano avuta…
Connor è scemo, ma questo si sa. Ma d’altronde, è normale che il ragazzo di uno che va a scuola con lo smalto e poi non vuole “etichettarsi”, decida che sì, lo ama, però è meglio trasferirsi a qualche chilometro perché ormai ha fatto una figura barbina col padre (che è un sant’uomo passato dall’intolleranza più acuta a una blanda accettazione che è solo da benedire).
Sul fronte lesbodramma abbiamo la parte debole della puntata: bello chiudere una storyline di coppia in crisi riappacificando tutto per la paura di un tumore. Molto bello, molto onesto e molto originale (sono sarcastico, ovviamente).
Callie è stata fortunata con l’adozione, ma ovviamente lei e Brandon stanno per mandare all’aria tutto come non mai.

Nel complesso, una prima parte di terza stagione che ha saputo reggere il passo, ha avuto qualche scivolone ma si è fregiata di ottime idee – e dell’inestimabile valore social-politico che ha questa serie, la più importante, da questo punto di vista, dai tempi di Queer as Folk.
Appuntamento per gennaio, presumibilmente, con la seconda parte.

The X-Files

Continuiamo la terza stagione.

3×09-10 / Nisei – 731 – Altra puntata doppia. Be’, ho tenuto 82517 come password per l’e-mail per qualche anno (poi ho aumentato la complessità). Molto bello il quaderno in giapponese con tutte le pagine uguali, tanto chi vuoi che se ne accorga?
3×11 / Revelations – Non mi aspettavo qualcosa di decente sul fronte Scienza vs. Fede, invece il risultato è molto buono.
3×12 / War of the Coprophages – CAPOLAVORO. Mix fra inquietante e comico, Scully gelosa, scienziati pazzi, dialoghi frizzanti, tre o quattro teorie buttate là che da sole potrebbero essere la trama di un romanzo… Puntata perfetta (scritta da uno che aveva creato episodi atroci, però).
3×13 / Syzygy – Non so se di questa puntata mi lascia più perplesso Scully che fuma, Mulder che mette lo zabaione nella vodka, o il fatto che entrambi si comportino come se fossero sposati.
3×14 / Grotesque – Puntata in cui Mulder cade nell’abisso a una velocità narrativamente surreale. E nessuno si fida di lui.
3×15-16 / Piper Maru – Apocrypha – A quanto pare le puntate doppie andavano molto di moda. Finalmente è arrivato l’alieno di petrolio che infetta Krycek, scena che attendevo con ansia. Peraltro la trama particolarmente complessa non è neanche venuta già con un soffio come temevo – anzi, ottima.


Questo è quanto, per questa settimana. Salutata anche The Fosters, siamo rimasti con una serie, una miniserie e un recupero. Andrà più veloce quest’ultimo o troverò qualcosa di nuovo da guardare?

Buona visione!

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3 Replies to “Le serie della settimana (16/08-22/08)”

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