Le serie della settimana (02/08-08/08)

Eccoci in questa nuova settimana, caratterizzata dall’assenza del rewatch di The X-Files per via del veloce recupero di Sense8, e da una puntata di True Detective sostanzialmente incomprensibile.

Masters of Sex 3×04

Barton ed oramai ex-moglie rientrano prepotentemente nella trama (portandosi appresso Tom di Damages), regalandoci momenti che, pur non raggiungendo l’intensità delle scorse stagioni, ci si avvicinano comunque.
Tornando ai protagonisti, Bill come mai prima d’ora dimostra tutta la sua inadeguatezza sociale. A questo punto gli autori potrebbero anche ammettere che lo stanno volontariamente dipingendo Asperger, visto che in tal caso ne sarebbe il miglior esempio televisivo.
Virginia forse si piange addosso un po’ troppo, risultando in questa puntata addirittura più fastidiosa di Libby – che invece riguadagna punti a frhttps://versoercole.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=1974&action=editonte della triste vicenda dei suoi vicini. Non mi è ancora ben chiaro il produttore di profumi, personaggio che sarà da approfondire nelle prossime puntate, visto il ruolo più importante che sta via via assumendo.

Rectify 3×04

Altra ottima puntata, benché inferiore alla precedente (ma era difficile fare di meglio, e subito).
Il fulcro è nella seduta di coppia fra Teddy e Tawney, probabilmente una delle migliori scene di terapia mai girate, dove i sentimenti vengono portati velocemente in superficie a partire da semplici ricordi di gioventù.
Ottimo lo sceriffo, che rivela di aver iniziato a capire qualcosa di ciò che è successo, perlomeno per la vicenda George. Trey sempre più inquietante, mentre Amantha passa molto in secondo piano e il senatore, di cui nessuno sembra preoccuparsi, è relegato ai primi scarni minuti. Infine, Ted e Janet esplicano quel che gli spettatori hanno notato dalla puntata scorsa: si dicono una cosa per internderne un’altra. La situazione è insostenibile e la conseguenza è inevitabile. Un altro ottimo episodio, quindi.

Sense8 1×03

1×03 – Continua la percezione di avere a che fare con un’idea e una trama geniali, condotte in maniera a volte davvero mediocre. Geniali ad esempio i parallelismi fra tutti i personaggi, l’intreccio (la storia dei medicinali contraffatti credo sia più importante di quanto sembri), l’equilibrio tra azione e riflessione, come tra dramma e leggerezza (la storyline di Lito su tutte); ottimo che in questa puntata si siano concentrati proprio sui personaggi trascurati nella scorsa. Peccato ritrovarsi costantemente di fronte a fastidiose ingenuità di scrittura: l’africano che racconta una cosa della sua infanzia e poi vediamo il flashback che ci ripete le stesse cose (perché? siamo stupidi?); Nomi che ci ricorda pedissequamente la frase di Amanita della puntata scorsa (di nuovo: siamo stupidi?); più grave di tutte, l’ennesima scena di azione dove tutto è rallentato all’inverosimile, i personaggi stanno lì a pensare tre ore, e un corpo a corpo uno-contro-ventimila è assurdamente portato avanti come un uno-contro-uno in fila indiana. E poi la colonna sonora è pietosa, non so se l’ho detto.
1×04 – Con quest’episodio, la mia considerazione di Sense8 si eleva repentinamente. Puntata che si vede finalmente spogliata delle ingenuità delle prime (non della colonna sonora deprecabile, ma vabbè), e che offre un equilibrio impeccabile fra le parti, coinvolgendo tutti i personaggi – chi più, chi meno, ovviamente – e concentrandosi sulla loro psicologia pur concedendo molto, davvero molto alla trama orizzontale, fra alcune misteriose “rivelazioni” di Jonas e la sottotrama farmaceutica che sembra infittirsi sempre di più. Un ottimo lavoro, che culmina nella scena corale di What’s Up, perfetta.
1×05 – Dopo l’entusiasmo per la 1×04, torniamo alla norma, cioè all’estenuante alternanza di alti e bassi. La trama procede spedita, le interazioni fra i personaggi si fanno più frequenti, più ossessive e allucinate, e sono rese in maniera semplicemente splendida. Se solo il tutto non fosse guastato da dialoghi a tratti davvero terra-terra… Sbagliata in mille modi diversi, poi, la scena finale del matrimonio (dura almeno il triplo di quanto dovrebbe).
1×06 – Questo telefilm è la sagra degli alti e bassi. Questa puntata, ad esempio, era un alto. Scorre pacifica senza grandi scossoni di trama, ma con i personaggi che si rendono conto sempre più di cosa sono in grado di fare e di cosa stanno provando. Devo dire che il modo in cui è resa la consapevolezza, già difficilmente esprimibile in un contesto letterario, è davvero ottimo anche nel linguaggio televisivo. Dialoghi sopra la media delle puntate precedenti (soprattutto l’ultimo fra Sun e Riley). Ovviamente la scena madre è quella dell’inevitabile orgia a cui delle persone collegate mentalmente non possono assolutamente sfuggire.
1×07 – Tanto la puntata precedente era ferma, come trama orizzontale, tanto questa la fa andare avanti, soprattutto per merito di Nomi: l’intreccio si fa molto ampio, e ho l’impressione che quello che vediamo sia una parte davvero minima di quello che c’è da sapere (e mi sembra che ci sia un piano preciso da parte dei Wachowski, il che mi consola). Particolarmente interessante la storyline di Lito, anche se “l’incidente” mi è sembrato buttato lì un po’ a caso. Niente di troppo interessante riguardo agli altri, a parte le mille sfaccettature del signor boss africano di cui non ricordo il nome, e lo spinoff coreano di Orange is The New Black. Momento irreale: il padre di Riley, pianista, che dice alla figlia che anche i dj sono musicisti. Dunque non è fantascienza, è un fantasy?
1×08 – Prima apparizione multipla (se si esclude l’orgia), con almeno tre personaggi che aiutano attivamente Nomi nella fuga, in una scena che mescola perfettamente l’azione con lo straniamento che quei poveri disgraziati devono provare. Colpisce la svolta drammatica nella storyline di Lito, finora sempre la più leggera, e ovviamente l’inaspettato colpo di scena finale. Nel frattempo, la trama orizzontale ha ormai preso il via, e si adombra il complotto della misteriosa, enorme organizzazione che si occupa di genetica. Un’idea di per sé non molto originale, ma vedremo come verrà utilizzata.
1×09 – I primi quindici minuti di questa puntata, con tutto il rispetto, sono uno schifo: uno spiegone interminabile che per giunta spiega pure male, facendo apparire un personaggio dal nulla e senza darci niente di che. Abbastanza surreali le vicende in India (una legge per proibire di pregare? ma siete seri?) e quelle di Lito (francamente un po’ troppo psicotico); si salva, come al solito, Nomi. Rimane comunque la capacità di far capire allo spettatore le sensazioni dei protagonisti quando condividono le proprie emozioni, si visitano a vicenda, e soprattutto il modo in cui hanno preso più o meno serenamente coscienza della loro situazione. Ecco, forse quello che stupisce è che nessuno degli otto abbia ancora sbroccato.
1×10 – Gli ultimi dieci minuti di questa puntata valgono da soli la visione dell’intera serie. Insomma, io coi Wachowski ho un rapporto un po’ altalenante, ma non posso negare che per occupare dieci interi minuti col concerto dell’Imperatore di Beethoven ci vuole un coraggio che è difficile trovare altrove. Il resto della puntata scorre senz’altro meglio della precedente, con una prima parte un po’ più lenta e una seconda in progressivo miglioramento. Forse la storyline di Lito sta diventando un po’ didascalica (tanto che la parte migliore ce l’ha avuta aiutando Wofgang), ma chiudiamo un occhio. Provo un profondo imbarazzo per la marchetta alla Samsung, però.
1×11 – Ecco la prima grossa incongruenza: qualche puntata fa Jonas ha spiegato chiaro e tondo a Will che quando si visita agli altri si parla col pensiero, mentre quando si viene visitati dall’esterno sembra di parlare da soli; ora, non si sa come, Jonas visita Will e Nomi ma sta parlando ad alta voce davanti a Whispers. Davvero peccato per questa perdita di coerenza. La puntata è anche inficiata da un uno-contro-sedicimila che mette davvero a dura prova la mia pazienza. Il resto scorre senza scossoni, se non altro, ma siamo al penultimo episodio.
1×12 – Be’, sì, mi sembra giusto concludere la serie con uno degli episodi peggiori. Sprechiamo il primo quarto d’ora facendoci vedere di nuovo il flashback di Riley, di cui sapevamo già tutto; poi facciamo l’ennesimo uno-contro-seimila di Wolgang, che quello della puntata precedente non bastava. E poi introduciamoci in una base segreta in maniera dozzinale e chiassosa. Finiamo tutto con una scena di una mosceria ineguagliata, e abbiamo fatto questo finale di stagione.

Considerazioni finali, dunque. Sense8 è una serie con alla base un’idea geniale, condotta e esposta perlopiù in maniera pienamente soddisfacente. Purtroppo, non tutti gli aspetti che la compongono sono all’altezza: buoni gli attori, ma spesso mediocri i dialoghi; buono l’equilibrio e la struttura, piatta la regia; ottimo l’impianto tecnico (specie la fotografia), fastidiosa la colonna sonora. In generale, l’impressione che ho ricevuto è quella di una serie che aveva tutte le carte per essere un capolavoro, e invece si limiterà ad essere, semplicemente, una buona serie.
Peccato, ma ovviamente seguirò la prossima stagione sperando che il livello dei punti deboli si adegui a quello dei pregi; e mi sento comunque di consigliarla.

The Fosters 3×08

Puntata senza arte né parte, nel senso che è scorsa piacevolmente e senza inciampi, ma non aveva niente di memorabile. Si segnalano però la figlia di Rita (una bipolare stranamente non macchiettistica come da consuetudine della tv americana), lo sfogo abbastanza insensato di Brandon (dice di sentirsi punito di più perché è da lui che ci si aspetta il meglio… ma veramente è sempre lui, che fa casini, in questa serie) e le nemmeno troppo velate allusioni erotiche di Connor a Jude (probabilmente scrivere una scena del genere dieci anni fa era reato).
E ovviamente standing ovation per l’idraulica.

True Detective 2×07

Ma stiamo scherzando? Pizzolatto pensa davvero che basti una chiusa del genere per salvare una puntata scritta coi piedi?
Io francamente non ho capito nulla: cinquanta minuti di persone che parlano di personaggi che non so neanche se abbiamo mai visto, di cui è impossibile associare il nome alla faccia (ma chi diavolo dovrebbe essere il nero che incontra Paul nel tunnel?) e con connessioni che comprendono solo loro. Probabile che in mezzo a questo casino sia stato detto anche chi è l’assassino, ma io non me ne sono accorto. Un paio di scene ridicole – Velcoro e Bezzerides che occupano cinque minuti a guardarsi senza parlare, e Frank che fa Rambo – danno la mazzata finale a questa puntata a dir poco imbarazzante. Delusissimo da questo sconvolgente calo, dopo il precedente paio di puntate su un livello decisamente superiore.
La cosa imbarazzante è che scopro ora che questa stagione è di otto episodi e non dieci come credevo, quindi questa roba era la penultima puntata. Non so come recupereranno questo disastro. Oltretutto, leggo in giro solo commenti positivi, per quest’episodio, e la cosa mi sconcerta ancora di più. E c’è anche gente che si è messa a fare riassuntini  schemi per capirci qualcosa – invece di domandarsi perché non si è capito niente… E il bello è che, sempre leggendo nei forum e su vai siti, sembra che l’abbiamo capito tutti da subito, che l’assassino è esattamente quello che avevo detto io. Vedremo.


Questo è quanto. Ovviamente ora si riparte con la terza stagione di The X-Files, mentre probabilmente, per cause di forza maggiore, interromperò The Fosters (al quale mancano due episodi prima di un’indeterminata pausa) per recuperarlo poi a fine mese; inoltre, come avete capito, terminerà True Detective.

Buona visione!

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