Le serie della settimana (26/07-01/08)

Eccoci a questa nuova settimana, dove The Fosters misteriosamente salta, la seconda stagione di The X-Files mi giunge al termine e finalmente ho iniziato il recupero di Sense8.

Masters of Sex 3×03

Puntata che si caratterizza per la regia di quel Miguel Sapochnik che questa settimana dirige anche l’episodio di True Detective di cui parlo più sotto. Grande attenzione ai dettagli, primissimi piani sia di volti che di oggetti, inquadrature volutamente ostacolate da vetri e pareti: tutti elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera più intima, leggermente diversa dal solito e più ricercata. Ottimo lavoro.
Sul piano dei contenuti, si segnala l’imbarazzante tensione sociale fra Bill e il suo vicino, il disturbante quanto disturbato produttore di profumi, il graditissimo ritorno di Barton e della sua “lotta vana” (tanto per fare una citazione colta che nessuno coglierà) e soprattutto la cruda, brutale, arida scena di Tessa e il ragazzo, resa magnificamente in tutto il suo orrore – sia per la già citata regia, che per l’attrice, che vede finalmente la possibilità di mostrare le sue capacità.

Rectify 3×03

Questa terza puntata è probabilmente una delle migliori di sempre. È chiara da parte degli autori la volontà di muovere un po’ più la parte thriller/investigativa della trama, parte che si complica molto ora che lo Sceriffo si sta convincendo della responsabilità di Daniel nella morte di George.
A parte ciò, sul fronte “umano” abbiamo un monologo di Amantha alla conferenza di Thrifty Store che da solo dovrebbe permetterle di accedere alla candidatura a qualche premio (ma sappiamo che non avverrà mai), più le sue scene col redivivo Michael Vartan, che dopo Alias sembrava essere quasi sparito. La tensione erotica che accumulano nell’ascensore è un formidabile gioco di regia e di sguardi.
È invece merito della scrittura la tensione fra Tawney e Teddy quando si incontrano di nuovo, scambiandosi frasi scontate, domande vuote e considerazioni banali, impacciati come non mai. Lo stesso dicasi per l’aria ormai divenuta pesantissima in casa Holden, fra Janet e Ted, che ormai si dicono una cosa per intenderne un’altra, riuscendo comunque a farlo capire agli spettatori.
Un ottimo, ottimo lavoro.

Sense8 1×01-02

Oh, ce l’ho fatta, a recuperarlo.
Sense8 è la serie prodotta da Netflix e ideata dai Wachowski, che sono abbastanza sicuro di non dovervi spiegare chi siano. Di che parla questa serie? Parla di otto persone, sparse per il mondo, che in qualche modo, per qualche motivo, “entrano in contatto” l’uno/a con l’altro/a: si appaiono a vicenda, sentono le altrui sensazioni, e soprattutto assistono tutti al suicidio di una misteriosa donna bionda, che apparentemente ha la loro stessa capacità. Ma chi sono? Di cosa fanno parte?
Devo dire che parto molto prevenuto, dato che dei Wachoski mi fido poco. Temo un pastiche new age finto-ricercato ma in realtà saturo di vuote scene d’azione (un’ottima descrizione del loro film medio, credo; tipo Cloud Atlas). Riusciranno a farmi ricredere?
1×01 – Pilot di poco più di un’ora che fila via decisamente liscio. Purtroppo la folla di personaggi coinvolti non permette di presentare tutti i protagonisti, di fatto lasciando da parte l’ispanico, l’africano e l’indiana, e concentrandosi sul poliziotto, la dj e il ladro, con la lesbica e la coreana accennate a metà. Sì: è impossibile ricordare anche un solo nome. Qualche ingenuità di scrittura (aprire la cassaforte agli ultimi due secondi e stare lì a contemplarla per il bene delle telecamere invece di muoversi, tipo la scena dell’arrivo del drago di Game of Thrones di quest’anno), attori apparentemente all’altezza, regia prevedibilmente poco incisiva – ottimo l’inizio, atroce la scena della visione finale della dj. Colonna sonora imbarazzante per i primi venti minuti, poi quella terrificante tortura auricolare cessa, spero per non riprendere mai più. Niente da dire sulla trama, di cui non si sa ancora niente, al termine del pilot.
1×02 – Forse un po’ troppo didascalico, nell’intento politico (quasi alla The New Normal), ma comunque era dichiarato fin dall’inizio. Il segreto di Lito, visto che si capiva benissimo dalla puntata precedente, fortunatamente è stato rivelato subito; quello di Nomi ben più sconvolgente, e la sua storyline è finora la più interessante; bene anche il poliziotto, mentre l’indiana, Wolfgang e la dj dicono poco; coreana e africano non pervenuti. In generale, l’idea funziona, la trama è interessante, e l’unico difetto che gli si può trovare è che a volte si ha davvero l’impressione che il tutto si poteva fare con un po’ più di cura, specie per i dialoghi e gli spiegoni piazzati quando meno te lo aspetti (l’inizio con Nomi e Amanita è atroce, in questo senso). Però, come vedete, sto imparando dei nomi. Continuo la visione con piacere, comunque.

The X-Files

2×18 / Fearful Simmetry – Sì, vabbè, ho apprezzato molto la critica nemmeno troppo velata all’Animal Liberation Front, ma… perché la puntata degli animali invisibili si intitolava Paurosa simmetria?
2×19 / Død Kalm – Mi immagino il dialogo fra gli autori: «Ok, ora li abbiamo fatti invecchiare entrambi e stanno per morire. Come ne usciamo?» «Facciamo che li vengono a prendere e li curano.» «Così? A cazzo di cane?» «A cazzo di cane
2×20 / Humbug – La puntata coi freaks! Nota anche come “la puntata in cui Gillian Anderson ingerisce accidentalmente un grillo”. Comunque molto molto divertente, alla faccia di American Horror Story.
2×21 / The Calusari – Non c’è niente di più inquietante di un bambino inquietante. Ma che idea hanno della Romania, in America? Io, di rumeni vestiti da amish che fanno riti di santeria per scacciare il demonio, non ne ho mai visti.
2×22 / F. Emasculata – Credo di aver capito meglio il ciclo di vita dei vermi di Upstream Color che quello degli insetti di questa puntata pervasa di supercazzole finto-biologiche.
2×23 / Soft Light – Dal punto di vista della credibilità scientifica, la salamoia di Chi ha incastrato Rober Rabbit? è più credibile di un uomo che fa sparire la gente con la propria ombra. Però c’è Scully che guarda nel bocchettone d’areazione perché pensa a Tooms.
2×24 / Our Town – Puntata a base di carne umana, che avevo rimosso dalla memoria. Ha il pregio di parlare di morbo di Creutzfeldt-Jakob prima che la mucca pazza andasse di moda (peraltro indicandone correttamente l’eziologia sia genetica che da prioni).
2×25 / Anasazi – Finire un stagione così è da criminali. L’idea che anni fa si siano dovuti aspettare mesi, per sapere, è a dir poco frustrante.

Si conclude così anche questa seconda stagione. Mi prendo una breve pausa (per il recupero di Sense8 di cui sopra), e poi subito con la terza.

True Detective 2×06

Fortunatamente, la ripresa qualitativa dello scorso episodio è qui mantenuta. Peraltro, c’è molto meno blablabla finanziario, quindi ho capito quasi tutto. Scena iniziale che riesce benissimo a trasmettere la tensione come intendeva, e suggestivi ultimi 10 minuti, con una colonna sonora quantomeno straniante a far da contorno ad un notevole avanzamento di trama e un flashback decisamente inaspettato. Buon episodio, nel complesso, anche se ci sono ancora margini di miglioramento che spero verranno colmati nelle prossime quattro puntate.


Questo è quanto. La prossima settimana torna The Fosters e se, come probabile, finisco Sense8, ovviamente riprenderò subito The X-Files – quindi non ci saranno variazioni.

Buona visione!

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10 Replies to “Le serie della settimana (26/07-01/08)”

  1. Stefano

    Qualcosina su queste puntate:

    1 ) Fearful Simmetry prende il prestito il suo titolo dalla poesia Kubal Khan di William Blake ( che nell’adattamento dell’episodio, scritto da Les Martin, viene citata da Mulder in una visita allo zoo )

    2 ) Død Kalm ha avuto una storia travagliatissima per riprese e stesure, al punto che Gillian Anderson non ricorda con piacere il fatto che il suo personaggio invecchiasse rapidamente…

    3 ) L’attore che In Soft Light interpreta lo sfortunato scienziato sarà poi il protagonista della serie televisiva Monk e la voce originale del meccanico Luigi nei Cars della Pixar…

    4 ) Di Our Town tutti si ricordano solo una cosa, il finale, che venne cambiato visto che quello originale ( dove Mulder e Scully sbagliavano tesi e lasciavano libero il vero colpevole ) faceva acqua da tutte le parti…

    Ciao
    Paola

    Liked by 1 persona

    1. Il riferimento alla poesia mi è proprio sfuggito, mi sarò distratto…
      Monk ovviamente l’avevo riconosciuto, pur non avendo seguito quella serie. 🙂
      “Our Town” la sua acqua la rilascia anche con quello definitivo, di finale, eh. 😀

      Liked by 1 persona

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