“Io c’ero” – Racconto

Oggi vi propongo un mio nuovo racconto breve.
Per motivi che vi appariranno ovvi al momento della lettura, dedico questo racconto a chi si preoccupa della città di Venezia e dell’integrità dell’ecosistema lagunare, come ad esempio il Comitato Nograndinavi. Al termine, comunque, trovate un post scriptum con alcune mie precisazioni in merito alla questione.

Buona lettura.

io c'ero


 

Io c’ero

 

Una mattinata a Venezia: la Ricostruzione della Speranza.
Ricorda le emozioni provate durante la visita didattica e illustra come hai potuto verificare le conoscenze interdisciplinari acquisite nel corso dell’anno scolastico

Oggi con tutta la scuola siamo andati in gita a Venezia. Io a Venezia ci sono stata spesso con i miei genitori e ho già visto i canali, i ponti, le case, e i musei, però questa volta siamo andati per vedere la Ricostruzione della Speranza. Come abbiamo studiato a Storia la Ricostruzione della Speranza è l’unica Ricostruzione al mondo che viene fatta proprio sul luogo dove è accaduto l’evento che si ricostruisce, quindi non come quella delle Torri Gemelle fatta in mezzo al mare davanti a New York e non veramente a New York. La Ricostruzione della Speranza è esattamente dove c’è stato l’incidente della Speranza, cioè a Piazza San Marco.
La mattina ci siamo radunati tutti insieme alla fermata di MESTRE e poi con i nostri prof abbiamo preso la Metro fino alla fermata SAN MARCO, che ovviamente non è proprio a piazza San Marco perché la piazza non c’è più, ma dato che è la fermata più vicina l’hanno chiamata così per non far confondere i turisti. Siamo scesi lì e abbiamo incontrato la guida molto simpatica che è rimasta con noi tutta la giornata e ci ha fatto vedere tutta la piazza preparata per la Ricostruzione e ci ha spiegato tutti gli edifici e i monumenti che c’erano. A un certo punto ci hanno detto di andare via perché era quasi ora, quindi siamo tornati sotto la metro e abbiamo preso l’altra linea e siamo scesi alla fermata SALUTE, che è dall’altra parte del Canal Grande davanti alla piazza. Lì c’era il palco, che era molto bello perché era montato sopra il canale e aveva il pavimento di vetrometallo, così sembrava che stavamo volando sull’acqua e si vedevano pure i pesci e le foche.
Ci siamo messi tutti seduti a chiacchierare, poi la guida ci ha detto “ecco che ora inizia” e i prof ci hanno detto di fare silenzio. Infatti proprio allora si è sentito un suono profondissimo, molto peggio di quando partono gli ultratreni per Londra o Parigi, e questo suono veniva da destra da dietro la cupola sulla punta dove c’è il lampione (che ha 200 anni, ci ha detto la guida). Dopo qualche secondo da dietro quella cupola è apparsa questa cosa incredibilmente enorme, ma quello che era incredibile non erano le dimensioni (a Scienze abbiamo studiato che le basi intorno a Marte sono più grandi, e in città ci sono una decina di grattacieli molto più lunghi) ma il fatto che galleggiava nonostante la sua enormità. E questa ci ha detto la guida che era la Speranza.
La Speranza era una nave con dentro tantissime stanze, cinema (che è dove si andava a vedere i film su uno schermo grande), ristoranti, sale per ballare, e molte altre cose. Fino a inizio secolo questi viaggi che venivano chiamati “crociere” andavano molto di moda, ma da un bel po’ non si fanno più perché ci ha detto la guida che una crociera costava quanto costa adesso farsi una settimana su Marte, quindi se uno deve spendere un mese di stipendio va su Marte e non in mezzo al mare su una nave dove ci sono le stesse cose che ha in città.
Comunque appena è apparsa la Speranza è partita la musica di sottofondo che proveniva un po’ da qualsiasi direzione, soprattutto dai gabbiani che volavano sopra di noi (ovviamente erano finti perché per fortuna li abbiamo decimati con la Purga delle Specie Invasive cinquant’anni fa come ci hanno insegnato a Biologia).
Poi da quando la Speranza è apparsa a quando c’è stata la Ricostruzione dell’incidente vero e proprio non è successo niente di particolare, a parte che mano a mano che la nave si avvicinava alla piazza la musica diventava più forte e a un certo punto è entrato pure il coro. L’effetto molto bello è stato che quando la musica è arrivata al massimo e si cominciava a pensare “più in là di così non ci può andare”, ecco allora che alla nave mancavano dieci metri alla piazza e la musica si è fermata all’improvviso così c’è stato un silenzio che si sentivano pure i respiri, e dopo qualche secondo è arrivato il BOTTO!
Il botto è stato fortissimo, anche se mi sa che pure quello era un po’ un effetto perché veniva da tutte le direzioni, ma non era importante perché la nave stava entrando dentro la piazza! Lì c’erano le due colonne che la guida ci ha detto che avevano in cima il Leone (che è il simbolo della città) e San Marco (che era uno che anticamente si pensava che con i suoi poteri proteggeva la città) e queste due colonne sono cadute subito perché erano molto sottili. Poi di dietro c’era questo palazzo che si chiamava Palazzo Ducale e che era fatto al contrario, cioè con la parte più solida sopra e le colonnine e gli archi che la reggevano sotto, quindi le colonne si sono tutte accartocciate perché la terra tremava e il palazzo si è inclinato tutto a un angolo. Poi un po’ più in là c’era il campanile che la guida ci ha spiegato che era già crollato da solo a inizio ’900, per cui si è messo a fare avanti e indietro e poi si è sbriciolato in pezzettini che erano i singoli mattoncini ed è caduto di lato sulla chiesa lì a fianco che è appunto la chiesa di questo San Marco detta Basilica. La Basilica era un edificio fatto tutto di cupole e punte dorate, però ne sono rimaste solo due di queste cupole, quindi nella Ricostruzione abbiamo visto che le altre sembravano come bolle sottili che si sgonfiavano mentre tutte le statue che c’erano appena appoggiate sopra precipitavano e tutto il dorato volava e brillava nell’aria come se erano stelline.
Alla fine è tornata la musica e ha fatto lo stesso effetto di prima, cioè è partita piano e poi è diventata forte, però ci ha messo di meno e poi è iniziato un coro felice e noi eravamo tutti quanti in piedi a applaudire perché la Ricostruzione è stata bellissima e eravamo molto emozionati.
Dopo siamo tornati a scuola con la metro e i prof ci hanno dato questo tema da fare a casa. Quando sono arrivata a casa c’era mio nonno Ludo che mi ha chiesto come era andata oggi a scuola e gli ho raccontato dove ero stata e cosa avevo visto. Lui si è arrabbiato molto perché dice che lui c’era e non è andata proprio così, che la nave aveva buttato giù solo la colonna del Leone e che tutto il resto l’hanno dovuto abbattere perché era danneggiato, però si poteva salvare perché era costruito bene, ma era meglio buttare giù tutto perché così ci guadagnavano qualcosa (anche se non ho capito chi ci guadagnava e come). Allora io gli ho chiesto quanti anni aveva lui e se l’aveva visto proprio con i suoi occhi e mi ha detto che aveva 4 anni e era con le sue mamme là dietro, ma non era proprio sulla piazza o dove eravamo noi. Allora io gli ho detto che noi invece abbiamo 12 anni e eravamo lì in prima fila e come ci hanno insegnato a Logica in questo caso io ho la prova più schiacciante perché sono più adulta e perché l’ho visto in prima persona mentre lui non l’ha visto direttamente ed era troppo piccolo per ricordare bene. Si è arrabbiato tanto e continuava a dire “io c’ero! io c’ero!” e se n’è andato, ma ho ragione io perché io c’ero più di quanto c’era lui e mi ha dato ragione anche papà.
A parte che ho fatto arrabbiare nonno che comunque è sempre arrabbiato, è stata una bellissima giornata. Vorrei poter andare in gita a vedere altre Ricostruzioni, ad esempio mi piacerebbe molto vedere quella del crollo del Colosseo e so che piacerebbe molto anche ai miei compagni. Spero che i prof ci accontenteranno se saremo abbastanza bravi!

Chiara Calvin
Classe 3° Sez. A
18/05/2094

Aderenza alla traccia: totalmente rispettata. Voto: 10/10
Grammatica: usa il congiuntivo ed evita i numeri in cifre e le parole completamente maiuscole. Voto: 8/10
Sintassi: costruisci periodi più brevi, usa meno parentesi e più punteggiatura. Voto: 6,5/10
Contenuto: lo svolgimento è completo e ricco di spunti interdisciplinari con Storia, Biologia e soprattutto con l’ottima applicazione delle conoscenze di Logica. Voto: 10/10

Voto finale: 9/10

 




 

Post Scriptum

La mia contrarietà all’ingresso delle grandi navi da crociera in laguna non è motivata dal rischio di incidenti. Il rischio di incidenti c’è per qualsiasi cosa: ma il fatto che una metropolitana possa deragliare, non può portare ad essere contrari al trasporto pubblico di massa. Le preoccupazioni riguardo alla sicurezza, tutt’al più, potrebbero essere in merito alle onde anomale – anche se mi sembra un problema marginale.
Il problema principale, per me, è l’equilibrio del già compromesso ecosistema lagunare. I passaggi di ognuna di queste navi (con relativi spostamenti di acqua e sconvolgimenti del fondale, così come l’ovvio inquinamento atmosferico) costituiscono ogni volta un duro colpo per una Laguna che, trattata altrimenti, potrebbe costituire persino un’ulteriore attrazione per una città che vive essenzialmente di turismo.
E proprio perché vive di turismo, non auspico affatto che le crociere non facciano più sosta a Venezia: semplicemente, non dovrebbero entrare in Laguna. Fermarsi al Lido? Su un porto offshore? Mi sembrano entrambe idee migliori che scavare un nuovo canale, in barba a qualsiasi effetto disastroso una scelta del genere possa avere, andando addirittura a peggiorare la situazione attuale (ad esempio, incidendo sui flussi delle maree, con buona pace del Mose).
Inutile dire che l’idea dell’attuale sindaco è esattamente quella di scavare un canale nuovo; ma, insomma, il soggetto lo conosciamo bene

Se il racconto vi è piaciuto, vi ricordo che qui sul blog potete trovarne altri.

Vi ringrazio del tempo che avete dedicato (e dedicherete) a leggermi.

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