Luigi Brugnaro e la Grande Massoneria Transgender – Terza puntata

[Prima puntata / Seconda puntata]

«Stefano, ma non potresti parlare d’altro?»
Scusate, non è colpa mia se il sindaco della città in cui vivo ha deciso di condividere con tutti i bimbi di Venezia quanto gli facciano schifo i froci. O almeno questo mi è sembrato il senso della sua dichiarazione di ieri.

dichiarazione gender

Sì, avete letto bene.

Libri sulla teoria gender, dichiarazione del Sindaco Luigi Brugnaro

In merito ai libri sulla teoria gender, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro rilascia la seguente dichiarazione:

Qui non stiamo parlando dei deliri personali (o dello staff) del sindaco su Twitter: questa è una dichiarazione pubblicata sul sito del comune. Una dichiarazione che parla di una cosa che non esiste.
Io non so se ci siano altre città – anche non fra quelle con il più alto numero di turisti del mondo, eh – in cui il sindaco fa dichiarazioni ufficiali, scritte e pubblicate sul sito istituzionale, al riguardo delle scie chimiche, dell’autismo causato dai vaccini, dei coccodrilli nelle fogne o di quella volta che un amico di mio cugino ha conosciuto una e poi non si ricorda più niente da quando si è svegliato in un fosso senza un rene.
Qui siamo talmente oltre la vergogna che si entra a pieno diritto nella patologia psichiatrica.

Ci facciamo del male e leggiamo tutto il comunicato? Così almeno capite il perché di quello che ho scritto in apertura del post.

Denunciamo la polemica inerente quelli che sono stati definiti i libri sulla teoria gender.

Ok. Sssh.

Ne è nata una speculazione culturale che non ci intimorisce.

Non hanno paura della cultura, loro. Sono impavidi.

Non potendo avere una visione completa ed esaustiva della questione, si è preferito ritirare tutti i libri distribuiti dalla precedente Amministrazione

Perché non ritirare direttamente tutti i libri del mondo? Così, per sicurezza.

in modo da poter verificare serenamente e con piena cognizione di causa quali siano, e soprattutto quali non siano, adatti a bambini in età prescolare.

Io, se fossi una delle case editrici coinvolte, vi denuncerei per diffamazione. Ma non è che voglio suggerirlo, eh.
No, assolutamente.
Figuriamoci.
Non sia mai.

Il vizio di fondo è stata l’arroganza culturale con cui una visione personalistica della società è stata introdotta nei nidi e nelle scuole per l’infanzia unilateralmente,

“Visione personalistica della società”? Cioè, il fatto che esistano le famiglie omogenitoriali è una specie di allucinazione di una ristretta minoranza?

in forma scritta

Ah, ecco, andava fatto a voce.

e senza chiedere niente a nessuno, in particolar modo alle famiglie. I genitori dei piccoli devono, invece, avere voce in capitolo su aspetti determinanti che riguardano l’educazione dei loro figli e non esserne aprioristicamente esclusi.

Giusto. A che servono anni di studi di scienze della formazione e pedagogia che un’insegnante deve fare, quando due persone (i genitori single non esistono, ricordatevelo) a cui il caso ha concesso di procreare sono senz’altro più informati su cosa dire ai bambini e quando?

E’ quindi nostra intenzione esaminare con cura e obiettività i testi, non distribuendo quelli inopportuni per i più piccoli,

“Inopportuni”, eh. No, lo dico per gli eventuali editori che stiano leggendo, casomai sia sfuggito il mio ammiccamento poco sopra.

che pure restano liberamente consultabili da parte degli adulti nelle biblioteche.

Cosa vuole, Brugnaro, essere ringraziato per non averli bruciati?

Ma ecco ora il punto cruciale.

Molti libri, che trattano i temi legati alla discriminazione fisica, religiosa e razziale, sono notoriamente straordinari e verranno certamente ridistribuiti, come ad esempio le opere di Leo Lionni “Piccolo blu e piccolo giallo” e “Guizzino”. Le riserve riguardano, invece, alcuni testi come “Piccolo uovo” di Francesca Pardi o “Jean a deux mamans” di Ophelie Texier.

Eccolo.
Sì, insegnate ai bimbi fin da piccoli che esistono persone con la pelle di un altro colore o gli occhi a mandorla.
Sì, insegnate ai bimbi fin da piccoli che esistono persone che hanno fede in Gesù, altre in Maometto, altre in Buddha.
Sì, insegnate ai bimbi fin da piccoli che esistono persone che non vedono, non sentono, non camminano.
PERÒ I FROCI NO, EH.

Diciamogli tutto, a questi bambini, tranne che al mondo ci sono persone dello stesso sesso che stanno felicemente insieme, e alle volte hanno dei bambini. Teniamoglielo nascosto nel nome di un complotto, una leggenda metropolitana. Salviamo i bambini… da cosa? La realtà? È dalla realtà che stiamo difendendo i bambini?
O dal fatto che la realtà è formata anche da omosessuali, e a voi i froci e le lesbiche fanno schifo, specie quando osano farsi una famiglia e vivere serenamente la loro vita invece di compatirsi e andarsi a confessare dal parroco?

E a proposito di parroco:

Sarà un lavoro di analisi fatto con cura e attenzione, anche approfittando del periodo estivo e delle vacanze scolastiche, valutando quali siano le persone più adatte a questa selezione ed evitando, così, ulteriori diatribe e strumentalizzazioni di un argomento che, ad oggi, ha fatto anche troppo parlare di sé.

Non sono l’unico a trovare quel “le persone più adatte” estremamente inquietante, vero?

Quindi, riassumendo:

  • Il comune di Venezia rilascia ufficialmente una dichiarazione basata su una teoria del complotto.
  • Si accusano gli editori di non sapere cosa stanno pubblicando.
  • La soluzione, per il sindaco, è che si può parlare di discriminazione contro qualsiasi tipo di diversità, ma quella di orientamento sessuale proprio no.
  • Verranno chiamate delle persone – selezionate non si sa come – a giudicare dei libri che sono stati già giudicati sia da chi li ha stampati sia da chi li aveva già proprosti.

Quante volte si può sbagliare, in una dichiarazione sola?


Nel frattempo, benché io non sia mai stato pienamente convinto del valore delle petizioni online, vi invito comunque a firmare questa, che chiede al Ministro dell’Istruzione di intervenire contro la circolare di Brugnaro.
Si fa quel che si può.

Odio doverlo dire, ma: alla prossima.

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