Le serie della settimana (21/06-27/06)

No, non ho ancora iniziato la terza stagione di Orange is the New Black. Lo so, sono una persona orribile.

Orphan Black 3×10

A quanto pare anche Orphan Black è caduto nella trappola del personaggio che saluta tutti prima di morire (peraltro venendo perdonato per tutti i suoi errori e mondandosi di tutti i suoi peccati); la scena comunque è risultata meglio costruita e ben più ricca di pathos di qualsiasi cosa sia successa in Game of Thrones negli ultimi mesi.
Per il resto, dopo le rivelazioni delle scorse puntate, questo finale risulta meno entusiasmante anche nei suoi colpi di scena: un po’ perché che ci fosse dietro una terza misteriosa forza era ovvio; un po’ perché detta forza misteriosa magari poteva essere ricordata qua e là durante la stagione, invece che dimenticata da più di dieci episodi. Buona la palese citazione di Alias («Mamma?»). Meno buona l’apparizione di Jesse, inutile e inspiegabile, così come alla luce del finale non ha più molto senso la storyline di Alison.
Nel complesso, stagione ottima come sempre per Orphan Black, che si perde un tantino solo nel finale ma ha regalato un’annata notevole. Al prossimo anno, stavolta contro dei nemici mutanti – che c’erano anche da prima, ma si erano scordati di farcelo vedere.

Penny Dreadful 2×08

CAPOLAVORO. C’è più roba in questa puntata di quanta ce ne sia stata in tutte le altre messe insieme. Non so neanche da che parte iniziare.
Il monologo di Lily/Brona, per quanto sia da TSO, è fra i migliori monologhi che ho mai visto in vita mia. Spero qualcuno si ricordi di lei ai prossimi Emmy e Golden Globe.
Il quadro! Non pensavo l’avremmo mai visto, e di certo non pensavo l’avremmo visto proprio in questa puntata, già abbastanza satura di avvenimenti. E insomma Dorian è Gollum.
L’allucinazione di Malcolm mi era sembrata un po’ pacchiana, ma poi si è capito che era un’anticipazione degli ultimi secondi. Eh, mancavano gli zombie.
Infine, la mitologia dietro tutto Penny Dreadful si fa sempre più ricca, contorta e originale, rivelandoci che i vampiri della prima stagione non erano lì per bellezza (poca, in effetti), ma entrano a piene mani nella trama principale.
E se pensiamo che in questo episodio non c’era nemmeno Vanessa, ho a dir poco paura per la prossima settimana.

The Fosters 3×03

Puntata abbastanza inutile: non è noiosa, ma sostanzialmente non succede niente di importante. La cosa più interessante probabilmente è Mariana che inventa le ricette per la pasticceria del nonno.
Per il resto c’è solo la preside coinvolta in un’outing/coming out di rara scialbezza, AJ e Callie che fanno pace (preludendo chiaramente ad una prossima svolta romance) e Connor e Jude che tentano di venire a patti con i traumi da sparatoria. Non ho capito a cosa servisse Brandon in quest’episodio.
Nel prossimo si preannuncia tanta frociaggine.

The X-Files

1×17 / E.B.E – In questa puntata un po’ poco incisiva ma estremamente complottista vengono finalmente introdotti i Lone Gunmen, i tre pistoleri solitari protagonisti di un infelice spinoff che non so se vedrò. È a questa puntata che mi viene il dubbio: ma Skinner?
1×18 / Miracle Man – Puntata totalmente rimossa dalla mia memoria. Un po’ confusionaria, ma l’equilibrio fede/razionalità è stato tenuto egregiamente.
1×19 / Shapes – Nativi americani mutaforma licantropi? Spero che questa puntata torni nel dimenticatoio della mia memoria dov’era finita sinora.
1×20 / Darkness Falls – Dopo l’oblio della puntata precedente, mi sembra corretto ritrovarsi di fronte gli insettini fosforescenti usciti dall’albero secolare (con un sostanzialmente irriconoscibile Titus Welliver).
1×21 / Tooms – Puntata da record: primo “mostro della settimana” a tornare; prima apparizione di Skinner e dell’Uomo che Fuma (era ora!); Scully che chiama Mulder “Fox” e lui le dice che ormai lo chiamano per cognome pure i genitori.

Su, su, che la prima stagione è quasi finita.

True Detective 2×01

Se non conoscete True Detective è inutile che vi riassuma nel dettaglio la prima stagione: è infatti una serie antologica, cioè ogni stagione ha una storia separata, senza alcun nesso con la precedente e la successiva.
Quel che caratterizza la serie (interamente scritta da Nic Pizzolatto) è, come si evince dal titolo, l’attenzione alla figura del detective, all’essere umano, alla sua vita e a tutto ciò che gli ruota intorno e lo rende ciò che è. Il resto della trama è semplicemente il contorno in cui vediamo le figure dei detective muoversi e spiegarsi a noi spettatori.
È così che, nella prima stagione, una serie di omicidi a sfondo rituale ci porta a conscere Rust e Martin, e soprattutto a farci sorbire interminabili monologhi su Nietzsche da parte di Matthew McConaughey. Infatti uno degli elementi che hanno contraddistinto da subito True Detective è l’allucinante lentezza con cui si svolgono le azioni (praticamente non succede nulla fino agli ultimi 10 minuti della 1×04, per dire).
La seconda stagione è, se possibile, pure più lenta della prima (di questo passo la terza sarà formata solo da fermoimmagine, credoo), limitando l’elemento drammatico agli ultimi 60 secondi dei 60 minuti che compongono la premier/pilot. Nell’ora precedente, abbiamo: Colin Farrel che interpreta un poliziotto sporco, ma sporco sporco sporco; una detective dalla famiglia disastrata e con l’improbabile nome di Antigone Bezzerides; un giovane della stradale con problemi di erezione; un imprenditore dal passato losco quanto il presente. A parte la presentazione dei personaggi, non succede niente se non la morte del sindaco della città (fittizia, mi pare di aver capito) di Vinci. In qualche modo c’entra anche un uccello impagliato, ma alla fine chi se ne frega della trama, no?


Ok, visto che è finito pure Orphan Black, questa settimana riprendo il quasi omonimo Orange is the New Black, appena finisco la prima di The X-Files (almeno alterno un po’, prima di iniziare a credere ai rapimenti alieni). Giova all’operazione il fatto che nessun’altra novità è prevista per la prossima settimana.

Buona visione!

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