Le serie della settimana (12/04-18/04)

Questa settimana ho visto meno cose perché mi sono concentrato a fare altro (sottotitoli, per lo più).
Ho notato che, effettivamente, per fare altro nella vita è necessario vedere meno serie.

Fortitude 1×12

Nel finale di questa stagione, purtroppo, si concentrano un po’ tutti i difetti che erano emersi sporadicamente nelle scorse puntate: gente che appare all’improvviso da un capo all’altro dell’isola, grossi problemi di natura temporale (quando accade quel che accade? quanto tempo è passato dal pilot? Boh), qualche buchetto nella trama (quando è rimasta infettata Elena? Come? Ma soprattutto: come diavolo funziona il ciclo di vita di queste vespe? Un’ospite lo ipnotizzano e uno lo mangiano? Ma perché?).
Ecco, a conti fatti Fortitude poteva essere un capolavoro, invece è soltanto una bella serie, almeno fino alla penultima puntata. Purtroppo questa 1×12 denuncia molte incertezze da parte del creatore Simon Donald, probabilmente dovute anche alla fretta di chiudere qualche storyline di troppo nell’eventualità che la serie non venisse rinnovata. Visto che invece il rinnovo è arrivato, spero che la prossima stagione venga stesa con maggior attenzione ai dettagli e alla struttura, al fine di dare a questa serie il seguito che meriterebbe per la trama e l’idea che c’è alla base.

Game of Thrones 5×01

Non so se ci avete fatto caso, ma è ricominciato Game of Thrones.
La premier inizia malissimo, inanellando uno dopo l’altro: uno spoiler nel previously (Lancet che dà il vino a Robert nel pilot? Era proprio necessario farci capire che era avvelenato con mezz’ora di anticipo?), un flashback con il colpo di scena più telefonato della storia (un’attrice uguale a Lena Headey e con gli stessi che ha dalla 1×01: chi sarà mai?) e un dialogo fra Cersei e Jamie senza capo né coda. La puntata si risolleva nei minuti seguenti, e presenta i vari personaggi e le situazioni in cui sono coinvolti senza particolari scossoni alla trama, come è giusto per una premier.
Poi, se la smettessero di sprecare minutaggio a farci vedere per la quarta volta che Daenerys non sa controllare i draghi, solo per esibire i soldi che hanno speso in computer grafica fra quella scena e l’abbattimento della statua… Ecco, sarebbe meglio.

Inside No. 9 2×03

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Non poteva mancare una puntata ambientata nel Medioevo, durante il processo a una presunta strega. Come al solito, l’inconfondibile senso del grottesco di Pemberton&Shearsmith sa mescolare magistralmente orrore e comicità. Malgrado un finale un po’ telefonato (conoscendo la natura della serie, ormai ci si aspetta sempre il colpo di scena e a volte  è difficile rimanere sorpresi), l’episodio spicca per la straordinariamente accurata caratterizzazione dei personaggi, concentrata in poche battute sufficienti a darci un quadro chiaro di ognuno, davvero ognuno dei partecipanti al processo. Ottimo.

Silicon Valley 2×01

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Silicon Valley parla esattamente di ciò che si deduce dal titolo. La comedy HBO è appena arrivata alla seconda stagione ed è già rinnovata per la terza.
I protagonisti sono i membri di uno sgangherato team che sta sviluppando un’applicazione per la compressione dei dati, e deve destreggiarsi fra i problemi di programmazione, la ricerca dei finanziamenti e le loro misere vite private. Lo so che detto così non sembra divertente, ma vi giuro che invece lo è. Non un umorismo da spanciarsi dalle risate, ovviamente; è umorismo HBO (vedasi anche Veep qui sotto). Ho l’impressione che, pur nella sua assurdità, il mondo delle startup sia dipinto piuttosto fedelmente.
La premier della seconda stagione funge da omaggio all’attore Christopher Evan Welch, morto a fine 2013 mentre girava la prima stagione. Anche Peter Gregory, il suo personaggio, muore, generando guai alle finanze dei protagonisti e un funerale paradossale per il quantitativo di avvoltoi presenti.
Nel complesso la stagione inizia bene, anche se non è la puntata migliore. Ovviamente consiglio la serie.

Veep 4×01

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Il modo più veloce di descrivere Veep è: la versione comica di House of Cards. Solo che Veep è iniziata l’anno prima, ma vabbè.
Con Veep seguiamo la strampalata Selina Meyer, vicepresidente degli Stati Uniti, e in quanto tale figura totalmente inutile nell’apparato amministrativo. Intorno a lei, un nugolo di personaggi quasi surreali, dall’inetto al pallone gonfiato, dal lecchino alla paranoica. Quello che colpisce è l’interpretazione, affidata a un cast eccezionale che riesce a portare sullo schermo personaggi vivi, spontanei, e realistici pur nella loro stramberia. La maggior parte sono in grado di far ridere semplicemente con un’occhiata; in tal senso, Veep, costituisce probabilmente il miglior esemprio di casting per una comedy da molto tempo a questa parte.
Nella premier di questa quarta stagione (è già rinnovata per la quinta!), Selina è diventata Presidente per problemi personali del suo predecessore/ex-superiore. Ho l’impressione che la cosa sarà momentanea, anche considerata l’interminabile serie di guai che occorrono solo nel discorso di presentazione.
Anche di questa serie, ovviamente, consiglio caldamente il recupero.

Fine della settimana.

Potrei anche recuperare qualcosa, ma è iniziato pure Orphan Black e io ho una vita da vivere.

Buona visione!

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