“La madonna delle rocce”, di Clelia Farris

Si conclude qui la serie di recensioni dei racconti Delos che mi sono regalato per Natale, con il buono di 10€ per laFeltrinelli.it.
Quello di oggi è uno straordinario racconto lungo (o romanzo breve?): “La madonna delle rocce”, di Clelia Farris.

cover

Trama

Una comunità umana vive di stenti su un pianeta alieno; andando avanti con la lettura, apprendiamo presto che si tratta del centinaio di sopravvissuti a un naufragio di un’astronave in missione, e che si trovano lì da ormai cinque anni. Quello che che scopriamo è che si tratta di un’umanità altamente evoluta, governata da una democrazia perfetta e senza segreti, abituata al benessere e al confort, e ormai svincolata dallìatto riproduttivo, condotto tramite incubatrici (tutte rotte nell’incidente).
Le condizioni in cui si trovano li portano quindi progressivamente a “regredire” ad uno stadio più primitivo – praticamente il nostro.

Sulla giustizia, la democrazia, l’onestà

La progredita civilità umana protagonista di questo racconto è governata da un Cerchio formato da tutti, tutti i membri della comunità; il quale, tramite votazione, prende di volta in olta le varie decisioni in merito alle varie situazioni. Questa democrazia totale ed egualitaria funziona benissimo fintantoché la comunità vive nel comfort della società tecnologizzata, dove il lavoro è solo no scambio di favori e non uno sforzo produttivo per guadagnare e/o arricchirsi, e dove l’appagamento quasi automatico dei bisogni  produce spontanea onestà e una genuina trasparenza nei rapporti fra persone.
Sarà proprio il naufrgaio a minare quest’equilibrio perfetto: i bisogni primari non sono più soddisfatti dalle macchine, e questo genera un circolo vizioso per cui si deve lavorare per ottenere qualcosa, e chi lavora di più si sente autorizzato ad avere di più; il timore del giudizio porta a nascondere le informazioni (e il cibo, se è per questo) al Cerchio e alla comunità, e il clima di segretezza e continui sotterfugi per ottenere dei vantaggi sul prossimo porta le persone ad agire sistematicamente uno alle spalle dell’altro, per il benessere privato – anche a scapito dell’altrui.
Nel mezzo del racconto, quindi, c’è un’analisi/giudizio del tutto scevra di buonismi su ciò che non va nella società contemporanea, esposta chiaramente tramite la progressiva involuzione del gruppo dei sopravvissuti.

Sesso, amore, riproduzione

Altro aspetto interessante di questa società futura, è l’aver totalmente slegato l’atto sessuale dalla riproduzione. Quest’ultima è affidata a delle macchine incubatrici, e la stessa idea che una donna possa rimanere incinta è vista come un ritorno a uno stadio quasi di primate.
Le relazioni sessuali sono totalmente libere: si formano coppie (dette diadi), triadi, quadriglie; e il tutto senza alcuna limitazione o giudizio per quanto riguarda i generi coinvolti – due fra i personaggi principali sono una coppia di donne, il “fratello di incubatrice” della protagonista ha rapporti occasionali con molti giovani della comunità.
Inutile dire che anche il rodato sistema di rapporti sentimentali/sessuali si incrina non appena le singole persone iniziano a nascondersi segreti a vicenda.

Sullo stile, sulla forma ecc.

Quello che ho davvero apprezzato di La madonna delle rocce è il fatto che Clelia Farris abbia saputo illustrare tutti gli aspetti di quel mondo, gli antefatti e le conseguenze senza ricorrere a noiose spiegazioni prolisse (altrimente note come spiegoni). Lei mostra con semplicità, racconta e fa raccontare dai personaggi, ma senza mai interrompere la narrazione per sommergere il lettore di informazioni avulse dagli avvenimenti nei quali lo ha fatto immergere così abilmente.
Una nota anche per lo stile e il linguaggio, davvero fluidi e di chiara comprensione. Non c’è alcun uso o esibizione di termini ricercati, ma la prosa non è mai banale. Posso anche non essere d’accordo con la gestione di un paio di subordinate, ma la presenza dell’aggettivo “popputa” nella prima pagina ripaga abbondantemente ogni tentennamento.

Giudizio finale

Se non si fosse capito, la mia considerazione di La madonna delle rocce è piuttosto alta. Merita assolutamente di stare a fianco di tutta l’altra letteratura fantascientica breve internazionale, e francamente sono basito dal fatto che di questo racconto, almeno dal mio punto di vista, non se ne parli abbastanza.


Come detto all’inizio, qui si conclude la mia avventura nei racconti brevi piovutimi dal cielo con un buono da 10€.
Gli altri, precedentemente recensiti, erano:

Ricordo che tutti e cinque questi racconti sono in vendita su DelosStore e sui principali store di ebook (Amazon, laFeltrinelli ecc.).

Qualora lo vogliate: buona lettura.

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