Due racconti di Vittorio Catani: “Tre per uno” e “Anima”

Per Natale, complice un buono di 10€ per laFeltrinelli.it donatomi dalla mia banca, mi sono regalato cinque racconti pubblicati da Delos.
I primi due sono racconti di Vittorio Catani: Tre per uno e Anima.

catani

Tre per uno

Il protagonista riceve una rivelazione dal suo migliore amico, Guido: questi è gay, e non nasconde di provare qualcosa per l’altro. Ma venendo subito coscienziosamente a patti con l’incompatibilità fra i due, l’amicizia rimane solida.
Guido fa il genetista, e nel suo studio di ricerca sono arrivati a due traguardi importanti: la placenta artificiale e soprattutto la clonazione.
Perché non fare un figlio, allora? E perché non chiedere metà del codice genetico all’amico etero? E perché non placare l’inquietudine della moglie di questi chiedendole di portare avanti la gravidanza?
Queste tematiche, ancora di stringente attualità, sono portate avanti senza banalità ma anche senza buonismi, con ragionamenti lineari ma non per questo superficiali, e una viva, sentita e sincera partecipazione (per stessa ammissione dell’autore nella prefazione, c’è molto di autobiografico, in questo racconto). Certo, fosse stato scritto il mese scorso, magari in America o in Svezia, sarebbe potuto sembrare semplicistico, quasi ingenuo; ma se si ricorda che questo racconto è stato scritto in Italia nel ’75, praticamente quarant’anni fa!, è a dir poco straordinario.

Anima

Adrio si sveglia e non sa dov’è. Poi ricorda: era in missione per raggiungere un pianeta simil-terrestre che orbita intorno a Betelgeuse. E ci è riuscito.
Ciò che scopre sul pianeta è incredibile. Il progresso scientifico degli abitanti è avanti a noi di migliaia di anni (“Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”, ricorda lo stesso Adrio citando Arthur Clarke). Si stabilisce subito un rapido modo di comunicare, da semplici parole accostate in grado già da sole di esprimere concetti (mi ha ricordato un po’ Quoziente 1000 di Poul Anderson) ad un linguaggio via via più fluido, forse anche troppo – ma non dimentichiamoci di sospendere l’incredulità, ogni tanto.
Ma oltre ai mezzi di locomozione, alle sterminate città, alla bizzarra flora, è ben altro a sconcertare Adrio: il fatto che gli abitanti asseriscano di conoscere Dio, da cui ricevono regolari visite. È forse quello il Paradiso Terrestre? E cosa altro possono nascondere ad Adrio, dopo una rivelazione del genere?
In questo racconto lungo, Catani si addentra – ma non troppo – in tematiche dal peso considerevole: Dio c’è? e cos’è? E soprattutto: l’anima, invece? Ovviamente, a nessuna di queste domande viene data una risposta alla fine della lettura: la cosa può lasciare interdetti, a chiedersi all’ultima pagina «Sì, ma quindi?»; ma a mente fredda si conviene facilmente che non è compito né di Catani né di un racconto di qualche decina di pagine dare una risoluzione a questioni che ognuno di noi dovrebbe sciogliere da sé. L’autore offre dei piccoli strumenti: un astronauta ateo convinto, una specie di alieni tanto, troppo, terribilmente superiori a noi; e poi la semplice constatazione di quanto piccoli e probabilmente insignificanti siamo nell’economia dell’Universo, di quanto ciò che è accaduto a noi sulla Terra, la Vita, possa accadere anche altrove. E di come, alla fine, il contatto con questa Vita ci riporterà di nuovo alle domande di partenza: chi siamo noi? chi sono loro? Ma chi è la creatura di Dio? A chi ha dato l’anima?


Concludendo: due racconti entrambi eccezionali, due esempi forse inaspettati di grande letteratura fantascientifica italiana. Do però a Tre per uno la mia preferenza per la “semplicità”, la naturalezza con le quali Catani ha saputo trattare, quarant’anni fa, argomenti che ancora oggi risultano spinosi per qualcuno (purtroppo in posizioni di governo); questo senza nulla togliere ad Anima e alle sue eterne domande.

Ricordo che entrambi i racconti sono in vendita su DelosStore e sui principali store di ebook (Amazon, laFeltrinelli ecc.).

Qualora lo vogliate: buona lettura.

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