James G. Ballard: Tutti i racconti, vol.3 (seconda parte)

Seconda e ultima parte del terzo e ultimo volume dell’integrale dei racconti di James G. Ballard.

19691992

Ecco i restanti 19 dei 37 racconti totali.

  • Zodiaco 2000. Un progressivo scivolamento nella follia di un uomo dalle particolari proprietà fisiche, tra complotti e tensioni erotiche, condotto nel segno di un aggiornato zodiaco moderno. Straordinaria cesellatura del linguaggio.
  • Architettura da motel. Un uomo che vive da recluso nella propria abitazione dissezionando la scena della doccia di Psyco percepisce un intruso. Finale invero molto, molto prevedibile.
  • Furibonde fantasie. Una versione corrotta della favola di Cenerentola, che serve a Ballard anche per parlare di psichiatria e soprattutto di antipsichiatria. Non sono perfettamente sicuro di aver capito il finale (per colpa di Ballard o del traduttore? Considerato l’imbarazzante titolo italiano…).
  • Notizie dal Sole Ricordi dell’era spaziale. Impossibile recensirli separatamente, trattandosi di due versioni della stessa vicenda. Nel primo, a seguito del “crimine” umano che consiste nell’aver violato il cielo ed essersi avventurati nello spazio, si diffonde un’epidemia di “fughe”, blackout durante i quali il tempo si ferma e si riprende coscienza di sè anche dopo ore. Il dottor Franklin si scontra col suo ex paziente ed ex-astronauta Slade, che ora guida aerei storici e tenta di concupire Marion, la moglie del dottore, mentre quest’ultimo subisce il fascino di Ursula, figlia di Trippet, il primo astronauta ad aver sofferto di fughe. Nel secondo racconto, dove peraltro è più marcata l’atmosfera morente di un mondo in progressivo decadimento, troviamo gli stessi personaggi, ma con nomi variati, e Trippet (ribattezzato Shapley) è ora uno degli astronauti morti che più di una volta abbiamo trovato in orbita intorno alla Terra in altri racconti di Ballard. Inoltre, qui la malattia consiste piuttosto in un rallentamento del tempo soggettivo – che comunque si concretizza nelle stesse conseguenze di Notizie dal Sole. Tempo che si cristallizza come un quadro di Dalì o di Ernst, l’aviazione, l’esplorazione spaziale, le basi abbandonate: c’è tutto.
  • Miti del futuro prossimo. Anche questo è strettamente legato ai due precedenti, e vede l’umanità di nuovo afflitta da un male originato dall’esplorazione spaziale; malattia che stavolta si manifesta con un progressivo isolamento che porta a una percezione simultanea di passato e presente, una sovrapposizione di immagini che rimanda a L’uomo luminoso / Foresta di cristallo, con un tocco di ossessione ornitologica presa da Gli uccelli giganti. Anche qui, un ex dottore, sua moglie, un altro uomo, una ragazza, benché gli equlibri siano, se non altro, molto diversi dai due racconti precedenti.
  • Relazione su una stazione spaziale non identificata. Si cambia registro (finalmente), e si torna al Ballard degli esordi, con gli sconfinati spazi di Città di concentramento e la deformazione spaziale di Cubicolo 69. Qui, degli innominati viaggiatori spaziali trovano una stazione, ed esplorandola ne scoprono le imponderabili, metafisiche dimensioni.
  • L’oggetto dell’attentato. Pagine di diario, stralci di una bizzarra opera letteraria, notizie dal mondo vanno a formare il ritratto di un ragazzo folle ossessionato da un altrettanto folle ex-astronauta iniziatore di un culto del cielo. Il tema della follia degli astronauti, forse anche grazie a un’insolita sottile vena ironica, è qui portato a livelli ben più alti degli esemppi precedenti.
  • Risposte a un questionario. Capolavoro sperimentale insieme a L’indice, si tratta di cento risposte a cento domande che non vediamo, sufficienti a creare una storia, dei personaggi, un mondo. Miracoloso.
  • L’uomo che camminò sulla Luna. Una storia di progressiva alienazione, intrecciata all’ossessione spaziale: tematica tipicamente ballardiana, più volte già affrontata dall’autore anche in gioventù, ma che incredibilmente in questo racconto tardo sa ancora dare molto di nuovo.
  • La storia segreta della Terza Guerra Mondiale. L’ossessione di Ballard si è ormai spostata da tempo all’assassinio di Kennedy all’elezione dell’ex attore Reagan. Qui, al terzo mandato, il malconcio presidente è il fulcro di un’attenzione quasi feticistica dei media verso le sue funzioni corporee, mentre all’insaputa della popolazione crescono i dissapori con l’Unione Sovietica.
  • Amore in un clima più freddo. Dopo la piaga dell’AIDS (il racconto è dell’89), il mondo guarda quasi con orrore ai rapporti sessuali, e la natalità è azzerata. Chi vuole servire la Patria lo fa prestando servizio di fecondazione, costringendosi a rapporti con altri “arroulati”, perfetti sconosciuti. Ma l’amore?
  • L’enorme spazio. Un uomo decide di rinchiudersi in casa e isolarsi dal mondo. Lì dentro, la sua mente si corromperà fino ad espandere artificiosamente lo spazio dell’abitazione, spingendolo a ritirarsi via via negli angoli più remoti, mentre le intrusioni degli altri umani continuano.
  • Il parco a tema più grande del mondo. L’Europa unita porta in sé un benessere economico tale che la popolazione si ritira in un’eterna vacanza. Ma le spiagge si organizzano spontaneamente in una nuova, inquieta “nazione costiera”.
  • Febbre da guerra. Beirut è sotto assedio da quando la sua popolazione ne ha memoria, sommersa dal fuoco incrociato di realisti, nazionalisti, estremisti religiosi. L’idea del giovane Ryan per portare la pace attraverso l’ONU condurrà a una sconvolgente scoperta. È la prima volta che apprezzo davvero un racconto di guerra.
  • Carghi di sogno. Il cargo Prospero si arena con il suo carico di rifiuti tossici a largo di un isola dalle parti di Porto Rico. Il marinaio Johnson se ne autoelegge capitano, mentre i liquami che fuoriescono dai bidoni danno origine a nuove forme di vita, che suscitano l’interesse della dottoressa Chambers. Non mancano gli splendori esotici e le distorsioni temporali, in questa ennesima variazione di L’uomo luminoso / Foresta di cristallo.
  • Una guida alla morte virtuale. Un brevissimo palinsesto dei programmi televisivi dell’ultima giornata dell’umanità. Surreale, anche se non nasconde vere narrazioni come i più riusciti esperimenti precedenti (Risposte a un questionario, L’indice).
  • Il messaggio di Marte. La prima missione umana giunge su Marte con successo, e da lì fa ritorno. Giunti sulla Terra, i membri dell’equipaggio si rifiutano di scendere. Misterioso e dal finale malinconico, benché abbastanza criptico.
  • Rapporto da un oscuro pianeta. Quale sia questo oscuro pianeta si capisce alla seconda riga; vediamo dunque quali teorie elaborano, questi misteriosi alieni, riguardo la scomparsa dell’umanità. Le conclusioni sono sorprendenti.

Conclude anche questo volume una Postfazione di Antonio Caronia. Come nei precedenti, Caronia analizza i temi che hanno caratterizzato questa fase della produzione breve di Ballard, analogamente a quanto ho fatto io – ma ovviamente meglio (anche se in maniera decisamente più stringata che negli altri volumi: fretta? decurtazione del compenso?).

Qui, dunque, si conclude la mia avventura nella narrativa breve di Ballard.
È arduo riassumere cosa abbiano voluto dire per me queste settimane di immersione totale nel suo mondo: ho trovato pagine e pagine di altissima narrativa, fra cui ho scoperto e ritrovato veri capolavori ingiustamente ignorati (perché a scuola fanno studiare Rosso Malpelo invece de Il gigante annegato?); sono rimasto deluso poche volte (per lo più dai racconti a tematica religiosa e per quelli strettamente “militari”, o per l’accostamento di racconti molto simili che avrei apprezzatto di più a maggior distanza l’uno dall’altro); ho viaggiato poco nello spazio esterno, per perdermi meglio nello spaziotempo in cui siamo imprigionati nostro malgrado, qui e ora – forse.

Per chi fosse interessato, ricordo che tutti e tre i volumi con i racconti di Ballard sono editi da Fanucci.
Linko nuovamente qui le mie recensioni:

  1. Volume uno (prima parte)Volume uno (seconda parte)
  2. Volume due (prima parte) Volume due (seconda parte)
  3. Volume tre (prima parte) — Volume tre (seconda parte) [questo post]

I romanzi (alcuni dei quali sono stati citati qui e nelle precedenti recensioni) sono invece editi da Feltrinelli.

Buona lettura.

È forse il tempo una struttura mentale obsoleta tramandata dai nostri antichi antenati, che inventarono il tempo seriale per smantellare una simultaneità che non riuscivano a controllare nella sua interezza? Il tempo dovrebbe essere liberalizzato e ognuno dovrebbe avere il suo.

(J. G. Ballard, Progetto di un glossario del XX secolo, testo pubblicato nel ’92 su Zone, come citato da Antonia Caronia nella sua Postfazione.)

Annunci

One Reply to “James G. Ballard: Tutti i racconti, vol.3 (seconda parte)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...