“The Landing” – Sottotitoli italiani

Quanto mondo si può racchiudere in un quarto d’ora di video?
Scopritelo guardando The Landing, questo straordinario cortometraggio disponibile su Vimeo, vincitore di quasi qualsiasi premio ci fosse in palio per i cortrometraggi nel 2014.
Consiglio la visione a schermo intero e in HD. I sottotitoli ufficiali italiani (che potete attivare selezionandoli dal pulsante CC in basso a destra del player) sono stati forniti dal sottoscritto. Eh, già.

Dopo averlo visto, leggete pure qui di seguito cosa ho da dirne.

Temi
Guerra fredda

Veniamo subito al nocciolo centrale della trama: il terrore, il vero e proprio terrore anticomunista della Guerra Fredda. Mai come qui, condensata i pochissimi miuti, riusciamo a trovare e rivivere quell’atmosfera di panico ossessivo, di angoscia per il temuto attacco, di cieco odio per un nemico in fondo quasi sconosciuto. Ci si ritrova immediatamente catapultati in quegli anni sul filo del rasoio.

Guerra calda

Ma non è solo alla guerra ideologica, che ci troviamo di fronte. Il padre di Edward vorrebbe andare, combattere, sparare (perché non può? forse un’instabilità mentale?); come i suoi invidiati fratelli. Lui, nella sua follia che è la follia della quasi totalità del popolo americano – ma anche russo – di quei tempi, vuole essere un soldato della sua Patria, e vuole che lo sia anche suo figlio.
Sono proprio gli occhi innocenti del bambino a vedere la realtà, anche a distanza di anni, anche se il bambino è cresciuto: il nemico non è un “alieno”, uno straniero, ma un umano come noi. E per questo non vuole essere un soldato.

Rapporto padre-figlio

Ed è su questo scontro, ancor più che sull’asse USA-URSS, che si realizza lo snodo drammatico del corto.
Un padre e un figlio, da soli (la madre presumibilmente morta), in una fattoria isolata, che vivono uno della compagnia dell’altro. Ma il figlio ascolta passivamente tutto ciò che il padre ha da dirgli, e non apre bocca fin quando non giunge il momento di ribellarsi, di rinnegare l’ideologia paterna, di urlare “Non voglio essere un soldato”, di rivendicare la propria identità ed emanciparsi da quella del genitore.
Ma nonostante la diversità, nonostante forse addirittura l’odio, nemmeno nell’Edward adulto manca quella forma di istintivo, primordiale rispetto, che lo porta ad attendere che il padre esali l’ultimo respiro prima di dissotterrare la verità, dai campi ormai sterili all’operatrice del 911, fino agli occhi degli spettatori.

 

Comparto tecnico

Regia/Sceneggiatura

Il film è diretto dal giovane Josh Tanner, australiano classe ’88, padre finora di una manciata di altri cortometraggi, come regista e/o autore. Si tratta, quindi, quasi di esordiente, perlomeno di fronte al successo di questa sua ultima opera, scritta da egli stesso a quattro mani con Jade Van Der Lei, anch’ella con una manciata di sceneggiature alle spalle, benché più navigata nel ruolo di produttrice (che ricopre anche per The Landing).

Attori

The Landing ci presenta due talenti ignoti dei quali spero sentiremo ancora parlare.
Nel ruolo del padre, abbiamo Henry Nixon, che ha all’attivo una certa presenza in film, serie e cortometraggi, i quali però non sembrano avergli dato la visibilità che meriterebbe.
Il piccolo Edward è invece affidato a Tom Usher, che per ovvi motivi anagrafici non ha un gran curriculum da vantare. Per ora…
Da non dimenticare, benché messo un poco in ombra dai precedenti due, l’interpretazione quasi soltanto mimica di David Roberts, volto quantomeno non del tutto sconosciuto.

Colonna sonora

Non si può negare che gran parte della carica della pellicola è merito della straordinaria colonna sonora, compostra da Guy Gross. Noto per lo più per Priscilla – La regina del deserto e la serie Farscape, Gross qui ci regala una partitura orchestrale e corale di sapore maestoso, elaborando alcuni cliché riuscendo ad evitare un ruolo didascalico dell’accompagnamento, che invece risulta così un corredo ideale ai lunghi silenzi, alla scopertura della “sfera”, ai crescendo emotivi, alla risoluzione del mistero dell’identità dell’“alieno” e conseguentemente del climax drammatico, spegnendosi lentamente come il padre di Edward.

Effetti visivi

Potrebbe essere una realtà dura da accettare per i “puristi”, ma una grossa percentuale di ciò che vediamo in The Landing è merito della grafica computerizzata. Un lavoro mastodontico quanto minuzioso, che rende gli ubiqui interventi quasi impercepibili all’occhio (perlomeno quello non troppo allenato).
Guardare qui per credere.


Concludo questa mia recensione (che è anche un po’ autopromozione e soprattutto autocompiacimento) dandovi notizia che, come dichiarato dallo stesso Tanner in quest’intervista (ultima domanda), è in corso l’adattamento a lungometraggio di The Landing.
Sperando che l’espansione del formato non ne intacchi la bellezza, auguro a Josh Tanner e alla sua crew una luminosa carriera e, chissà, qualche altro premio in più…

P.S.: se per qualsiasi motivo non volete vedere The Landing su Vimeo, ma scaricarlo con comodo sul pc, purtroppo nessun programma sarà mai in grado di trascinare nel download anche i miei sottotitoli.
Ma niente paura: da oggi li trovate (come tutti i miei altri) su Opensubtitles.

The Landing – Sub Ita – Opensubtitles
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