È nato prima il gallo, ovvero: “Predestination”, dei fratelli Spierig

Ecco un altro film di cui sarà difficilissimo dire qualcosa senza raccontarlo fino alla fine, ma riuscendo comunque a incuriosire.
Ci provo.

predestinationTrama

Il film è basato sul racconto —All you zombies— di Robert Heinlein (reso, se possibile, anche un pelino più complesso).
Non vi si nasconde, fin dall’inizio, che in questo film  si parla di viaggi nel tempo. Un agente rimane ferito all’ennesimo tentativo di fermare il cosidetto “Fizzle Bomber”, che nel 1975 uccide 11.000 persone a New York cambiando ogni volta il giorno dell’attentato.
Quest’introduzione viene subito abbandonata per spostarsi in un bar, dove un ragazzo ha da raccontare una storia davvero unica al nuovo barman: la storia di quando era una ragazza.
Scopriremo mano a mano come tutto sia strettamente (ma davvero strettamente) legato.

Heinlein, il narcisismo e le questioni di genere

Questo paragrafo ha il solo scopo di indicare un altro paio di titoli di Heinlein nei quali una certa tematica presente in Predestination viene trattata. Se non volete sapere dettagli, saltate pure e tornateci dopo aver visto il film, magari per scoprire qualche lettura interessante.
Mentre non è difficile trovare, in letteratura, paradossi temporali in cui si è padri (o nonni, se è per questo) di sé stesso, costituisce praticamente un unicum l’idea di essere contemporaneamente entrambi i genitori. Dunque, in —All you zombies— quanto in Predestination, la posizione centrale l’occupa non tanto il paradosso temporale, quanto il narcisismo sconfinante col solipsismo: la donna diviene uomo, ama sé stessa/o, si partorisce, è padre, madre, figlio, amante. È una persona che ha tutto, ma è la persona più sola del mondo. (Sa anche tutto della sua vita, ma forse non sa da dove viene davvero, come non lo sappiamo noi zombie).
Heinlein si riavvicinerà a questa tematica alcuni anni più tardi, quando scriverà Non temerò alcun male: qui, il vecchissimo Johann Sebastian Bach Smith si fa trapiantare il cervello nel corpo della recentemente scomparsa segretaria Eunice Branca. Prima ne approfitta per farsi finalmente l’amato avvocato (o almeno io l’ho ottimisticamente interpretato così, non come una confusione, da parte di Heinlein, dei concetti di orientamento sessuale e di identità di genere); poi, però, va a prendere gli spermatozoi che si era fatto congelare e si mette letteralmente incinta da solo/a. (Il libro peraltro è secondo me bellissimo, e molto molto sottovalutato.)
Evidentemente Heinlein avrebbe tanto voluto fare un figlio per partenogenesi. Ovviamente escludo l’ipotesi che fosse una transessuale irrisolta, anche se il fatto che persino il computer di La Luna è una severa maestra cambi sesso a seconda delle persone a cui si rivolge, ci porta quantomeno a porci delle domande sul rapporto fra Heinlein e le questioni di genere.
Non ho conoscenze al riguardo e non sono uno psicologo, quindi con i due titoli citati concludo qui l’argomento.

Tornando al film: nessuno è perfetto

C’è, forse, qualche problema di equilibrio: il racconto di John  (chiamiamolo così) è forse prolisso, benché ospiti alcune delle scene più toccanti dell’intera pellicola. Lo stacco è maggiore se si nota l’arrivo di qualche scena d’azione nell’ultimo terzo del film, e la tematica fantascientifica riportata improvvisamente in primo piano. Niente che mini la stabilità generale, comunque.
Il finale sembra avere qualche sbavatura di ritmo, e l’ultima rivelazione viene tenuta come se ormai non fosse una naturale conseguenza di ciò che abbiamo capito nei minuti precedenti; sarebbe forse stato meglio evitare le scene nei primi minuti del film? Rimane però travolgente la carrellata finale.

Giudizio finale

Nonostante tutto, il film rimane eccellente. Può non aver condotto la trama nel migliore dei modi, ma forse il migliore dei modi non esiste, dato l’intreccio. Piuttosto, fa onore ai fratelli Spierig l’aver inserito (rispetto al racconto originario) l’intera sottotrama dell’Attentatore senza far crollare l’impalcatura, anzi, dando se possibile un valore aggiunto alle tematiche trattate.
Del film esistono dei sottotitoli italiani che, senza nulla togliere al lavoro di chi li ha fatti, contengono alcuni errori che pregiudicano una corretta comprensione degli eventi. Ne ho quindi realizzato una versione io:

Predestination – Sottotitoli italiani

I sottotitoli sono per la versione BluRay. Se vi serve un resync per un’altra versione, fatemelo sapere, perché non lo farò spontaneamente.

Buona visione!

«È nato prima l’uovo o la gallina?»
«Il gallo.»

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2 Replies to “È nato prima il gallo, ovvero: “Predestination”, dei fratelli Spierig”

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