A spasso nel tempo con la regione Veneto

Veneto, 2014, secolo Tredicesimo.
La Giunta Regionale ha speso del preziosissimo tempo per formalizzare la proposta di Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, con prima firmataria Arianna Lazzarini (Lega Nord). In cosa è consistita questa proposta? Semplice: nell’istituzione della Festa della Famiglia Naturale.

festa famiglia naturale
Il Family Day! Bei tempi. Ve lo ricordate? Quella manifestazione dove la gente portava i propri figli per dire che non bisognava portare i bambini ai Pride.

Ma scopriamo nel dettaglio questo fulgido esempio di involuzione culturale.

Trattasi di Festa nella quale “saranno coinvolte tutte le scuole di ogni ordine e grado”: perché, notoriamente, quelli che fanno propaganda ai bambini sono i propugnatori dell’ideologia gender, mica questi onesti cattolici criptofascisti, che stanno soltanto insegnando ai bambini di ogni età che c’è una maggioranza fatta in un modo, che è il modo giusto, e una minoranza di persone di serie B (single, separati, omosessuali, probabilmente anche gli adottati), che stanno dalla parte del torto perché sì.

E quando si tiene questa imperdibile occasione di festeggiamento? Nientemeno che l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. Ma sì, il Natale, il compleanno di uno nato da una ragazzina vergine e da un padre che non era lui. Quella Famiglia Naturale là.

Ma Elena Donazzan, l’assessore ex AN artefice di questo sbalzo temporale ai tempi della Controriforma, cosa ha da dire?

«Questa è una scelta semplice e bella, presa per valorizzare la famiglia naturale come pilastro della nostra società ed esprimere con un atto e un appuntamento il nostro riconoscimento di valori indiscutibili, che discendono dalle leggi millenarie della natura e che nessun atto umano può modificare»

Non c’è una, dico una sola parte di questo discorso che non possa essere smontata munendosi di qualcosa che probabilmente l’assessore ha visto poco in vita sua: dei libri.

  • Sfido chiunque a darmi una definizione di famiglia naturale. Cosa è naturale? In cosa una famiglia è naturale e l’altra no? Davvero, non voglio dire nulla io; vi sfido semplicemente a dare un definizione che non distorca a tal punto la parola “naturale” da dover considerare contronatura i broccoli o naturale un aspirapolvere.
  • Se le famiglie (naturali o meno) sono il pilastro della società, i single e quelli che decidono di non fare figli sono un inutile peso? Li eliminiamo? Dai, eliminiamo tutte queste zitelle; ai gatti ci penserà qualcun altro.
  • Tenete bene a mente “valori indiscutibili”, ci torniamo dopo.
  • Oh, che bello, le “leggi millenarie della natura”. Millenarie. Qualcuno le spiega che mille anni, duemila anni, tremila anni in termini di storia naturale non sono niente? Questo indipendentemente dall’esistenza di queste leggi, che ovviamente è tutta da dimostrare. Io, per ora, di naturale vedo solo leoni marini che sodomizzano pinguini.
  • Alzi la mano chi vuole modificare le leggi della natura. Fatto? Uhm, quante poche mani.

E qui l’assessore si è già fatta molto, molto male da sola. Poteva peggiorare la sua posizione? A parte affacciandosi a una finestra e urlando «A frociii! Tie’!» (o analoga traduzione in veneto).
Be’, ci è andata vicino.

«Attenzione però perché siamo di fronte ad una decisione a favore di valori in cui crediamo ma assolutamente non contro chicchessia.»

È a favore di una cosa, non contro un’altra.
Per dire, io sono a favore della supremazia dei bianchi, ma mica ce l’ho coi neri.
Sono a favore del voto solo agli uomini, ma mica lo voglio togliere alle donne.
Vorrei che il Pastafarianesimo fosse religione di stato e l’unica praticabile, ma mica voglio vietare le altre.
E potrei continuare con gli esempi, eh, ma dovrebbe essersi capito.

E ora, gran finale.

«Rispettiamo il diritto di chi la pensa diversamente e gli orientamenti sessuali più diversi, ma pretendiamo a nostra volta il rispetto per la famiglia naturale»

  • Rispetta il diritto di pensarla diversamente; che cara. Peccato che, come sottolineato precedentemente, questi per lei siano valori “indiscutibili”. E, se l’italiano non è un optional, “indiscutibile” significa che è vero, inamovibile, inopinabile e inoppugnabile. Cioè, per lei io posso pensarla come mi pare ma tanto ho torto comunque. Grazie di avermi lasciato la libertà di avere torto!
  • Rispetta gli orientamenti sessuali “più diversi” (non è che siano diecimila, eh), senza rendersi nemmeno conto che una “festa” del genere offende prima di tutto i genitori separati/divorziati, vedovi, single (soprattutto ragazze madri) e infine quella minor percentuale di famiglie omogenitoriali che ci sono in Italia. Grazie di averci dato la prova definitiva che questa iniziativa non è a favore di qualcosa, ma semplicemente contro l’estensione di diritti alle coppie dello stesso sesso. Le più diverse coppie dello stesso sesso.
  • Pretende il rispetto per la famiglia naturale. Che, come avrete notato, subisce quotidianamente delle terribili vessazioni: quante volte sentiamo dire «Che schifo quell’uomo e quella donna: hanno fatto due figli»? O bambini che prendono in giro un compagno perché «I tuoi genitori – peraltro di sessi diversi – stanno insieme! Povero sfigatodimmerda!»? Quante volte un ragazzo e una ragazza che decidono di sposarsi lo devono fare in segreto, nel terrore che i genitori scoprano che vogliono mettere su quella cosa atroce chiamata famiglia? Quante volte accadono queste cose? Tante, eh? Quante? Eh? Quante?

Dunque.

Gentilissima assessore Donazzan, gentilissima Consigliera Lazzarini.
Vi ringrazio molto,  a nome di tutti gli abitanti del Veneto con un po’ di sale in zucca (qualcuno c’è rimasto) per questa importante lezione di civiltà – una lezione di biologia, anche; una lezione di etica e di logica di base. Una grande lezione di razionalità e di libertà.
Ciò detto: sarebbe carino, da parte vostra, se la prossima volta che proponete e poi approvate una delibera del genere la chiamaste “Legge contro gli omosessuali (perché porta i voti della Chiesa), ma che finisce col colpire anche appartenenti ad altre categorie (tipo single o divorziati) dei quali però non ce ne frega un cazzo”.

Perché, per discutere, il minimo indispensabile è un po’ di sincerità.


P.S.: Ovviamente non voglio che il Pastafarianesimo sia religione di stato. Sarebbe conto i suoi stessi principi e comunque ho tagliato di molto i carboidrati (che Sua Spaghettosità abbia misericordia del mio metabolismo).

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6 Replies to “A spasso nel tempo con la regione Veneto”

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