“Phase IV”, di Saul Bass – “Fase IV”, di Barry N. Malzberg

Anche oggi (come il post precedente) recensione doppia: il film Phase IV di Saul Bass e la sua trasposizione letteraria Fase IV di Barry N. Malzberg.
A dire il vero, il film l’ho visto adesso, ma il libro l’ho letto mesi fa; cercherò di fare del mio meglio.

Trama

Una forza misteriosa agisce sul pianeta Terra, ma i suoi effetti si ripercuotono solo su una creatura: le formiche. Dotate improvvisamente di nuove capacità di comunicazione e di ragionamento, queste attuano il loro arcano piano. Il dottor Hubbs e il dottor Lesko, nella loro stazione costruita nel deserto, tentano di capire cosa sta accadendo e come evitare l’inevitabile.

Il film

Due parole sul regista

Regista di questa pellicola è Saul Bass. Se questo nome non vi dice nulla, spero abbiate già sentito l’urgenza di cliccare il link a inizio articolo per farvi una basilare cultura wikipediana (se non avete questo minimo di curiosità scientifica, potete anche smettere di leggermi).
Saul Bass è, in parole povere, l’autore dei poster e dei titoli di testa di una marea di film (questi ultimi qui riuniti in un unico video, ma basta cercarlo su Youtube per trovarne quanti volete e separati); padre di uno stile talmente personale e caratteristico da diventare in breve un archetipo, un modello a cui fare riferimento (si pensi alla meravigliosa sigla di Game of Thrones “à la Saul Bass”).
Ciò detto, torniamo al film.

Punti deboli

Togliamo subito questo dente.
Il film è tutt’altro che perfetto. La sceneggiatura, più che altro a livello di dialoghi, ha decisamente qualche problema di ritmo; mentre la regia tenta di sopperire, il montaggio non aiuta affatto: anzi, i veri e propri errori di taglio e unione delle scene sparsi per tutta la pellicola, danno la sensazione di un prodotto non molto rifinito, quasi concluso in fretta (in accordo con la storia di una produzione travagliata).

Punti forti

Quello che colpisce immediatamente sono le sequenze incentrate sulla vita degli insetti, girate da Ken Middleham. Il valore quasi documentaristico di queste immagini è particolarmente elevato, specie se si pensa che non vediamo affatto un comportamento davvero spontaneo delle formiche: alcune hanno il ventre di un verde brillante (effetto suppongo creato nutrendole con acqua colorata), altre trasportano oggetti e compiono “gesti” quasi come se stessero davvero recitando. Dispiace davvero che alcuni insetti siano stati sacrificati per girare scene di distruzione di parti del formicaio, o quella della morte della mantide ecc.
Altro punto di forza del film, spesso sottovalutato, è la colonna sonora, accreditata nei titoli di coda a Brian Gascoigne, ma frutto di un comparto musicale che comprende anche Desmond Briscoe, David Vorhaus e Stomu Yamashta. Le musiche di Phase IV fondono magistralmente l’atmosfera elettronica degli anni ’70 con la ben più inquietante atmosfera da fine del mondo della pellicola, con un risultato che si fonde alla perfezione con le immagini e spesso ne sostiene le incertezze di cui sopra.
Sia le capacità di recitazione delle formiche che la colonna sonora si possono facilmente quanto felicemente verificare con questa scena.

I sottotitoli

Incredibile a dirsi, ma ad esattamente quarant’anni dall’uscita di questo film non esistevano ancora dei sottotitoli italiani disponibili in rete. Il film comunque è stato doppiato in italiano, come avrete notato dall’ultimo link qui sopra.
Dunque, i sottotitoli li ho fatti io.

Phase IV – Sottotitoli italiani

Preciso che i sottotitoli vanno bene per la versione DVDRip (in formato .mkv). Non ho provato su altre versioni video, ma d’altronde questa è la più diffusa.
Ci tengo anche a segnalare che, per alcune frasi, sono stato aiutato dalla consultazione del libro in italiano, tradotto da Maria Grazia Bianchi Oddera.
Come al solito, se c’è qualche errore fate un fischio.


Il libro

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L’adattamento

La storia di questa novelization è correttamente illustrata nel relativo paragrafo della voce di Wikipedia. Ve la riassumo se non vi va di leggerla.
Da che mondo è mondo, l’adattamento letterario di un film si fa prendendo la sceneggiatura e aggiungendo delle descrizioni un po’ meno aride di quelle generalmente contenute in uno script. Malzberg, però, non aveva ancora a disposizione la sceneggiatura definitiva, ma solo un canovaccio preliminare senza dialoghi: si risolse quindi ad inserire nel libro stralci di un ipotetico diario di Lesko. Bass apprezzò l’idea a tal punto che inserì questi frammenti di diario nel film, che finì per uscire quasi un anno dopo il libro; ma nei titoli di coda non appare nemmeno un amichevole ringraziamento allo scrittore, per la sua felice idea.

Sulla forma e sul finale

Sì, in questo capitolo ci sono dei riferimenti al finale, quindi potete saltarlo, se non volete leggere.
Mentre il film è diviso in tre “fasi”, scandite da didascalie in sovraimpressioni (e pressapoco corrispondenti, d’altronde, ai classici tre atti), il libro si divide in quattro fasi, inserendo un “passaggio di fase” là dove nella sceneggiatura non c’è (la morte del criceto). Si noti che in questo modo il film finisce con l’inizio della Fase IV del titolo, mentre il libro si conclude con l’avvio della Fase V. Una scelta questa, da parte di Malzberg, che mi lascia non poco perplesso, dato lo spogliamento di senso del titolo che va ad attuare.
In entrambi i casi, comunque, il finale risulta criptico, benché la forma letteraria infonda un po’ di chiarezza che la psicadelica sequenza conslusiva del film non conosce.
A parte ciò, le decisioni riguardo alla forma (i piccoli e grandi paragrafi alternati, i cambi di punto di vista, soprattutto gli stralci del diario) sono idee molto più felici di quelle corrispettive nella sceneggiatura e in regia e montaggio.

Giudizio finale

Come si sarà capito, nonostante io abbia apprezzato non poco il film, devo ammettere di avere una netta preferenza per il libro. Non sarà un capolavoro né nella storia della fantascienza né nell’intero corpus di Malzberg (non arriva di certo ai livelli di Oltre Apollo, ecco), ma rimane una lettura altamente consigliata. Il libro ovviamente è fuori catalogo, quindi spulciate nelle bancarelle e nelle librerie dell’usato, perché ne vale comunque la pena.

Dunque, se vi ho incuriosito: buona visione e buona lettura!

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4 Replies to ““Phase IV”, di Saul Bass – “Fase IV”, di Barry N. Malzberg”

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