Emmy Awards 2014, ovvero: tutto, ma non Netflix

Dunque, sono stati assegnati ‘sti benedetti Emmy.
Vediamo quanti ne ho azzeccati e quanti no, e perché.

Miglior drama

Vince Breaking Bad. La giuria degli Emmy ha voluto stare sul sicuro e dare il premio al vincitore dato per favorito e con il maggior successo fra il pubblico.
O forse hanno solo voluto evitare di dare un premio a Netflix; poco male: vista la stagione televisiva attuale, la vittoria di House of Cards per l’anno prossimo è quasi scontata (salvo eventuale non ignorabile bellezza della seconda stagione di True Detective)

Miglior comedy

Modern Family vince il suo settecentoquarantaduesimo Emmy.
L’ipotesi che siano disposti ad apparire banali pur non di non dare soddisfazione a Netflix (che qui candidava Orange is the New Black) comincia ad acquistare peso.

Miglior miniserie

Fargo porta a casa il premio, e mi sta bene. A questo punto direi che dovrei recuperarla – anche se non ho visto nemmeno l’omonimo film dei fratelli Coen da cui la serie (o miniserie, secondo queste discutibili classificazioni) è tratta.

Miglior film per la tv

Ecco, premiano The Normal Heart e addesso Ryan Murphy si monta la testa.
Probabilmente Sherlock non ce l’ha fatta perché, a dirla tutta, “miglior film tv” non era proprio la categoria giusta, ecco.

Miglior attore protagonista in un drama

Ritorna il complotto per affossare Netflix: per non renderlo troppo palese dando l’Emmy a McConaughey, i giurati non fanno altro che darlo di nuovo a Bryan Cranston, che ne ha già tre sulla mensola del camino, ma non lo vinceva da tre anni. Premio meritatissimo, ma nessun brivido particolare per chi aspettava l’assegnazione.

Miglior attrice protagonista in un drama

Il premio alla brava moglie Julianna Margulies mi ricorda che devo recuperare anche The Good Wife.
Spiace per Lizzy Caplan, spero che Masters of Sex abbia maggior considerazione l’anno prossimo.

Miglior attore non protagonista in un drama

Aaron Paul si porta a casa il terzo Emmy, anche grazie alla rosa dei nominati, che non proponeva personaggi particolarmente di spicco (però molto scioccamente non l’ho spinto per i pronostici, e sono ancora a zero nel conteggio dei punti).

Miglior attrice non protagonista in un drama

Confermando il sospetto che la giuria abbia semplicemente deciso di premiare Breaking Bad in ogni modo possibile, vince Anna Gunn.
È, per adesso, il mio primo pronostico azzeccato (anche se la davo  a pari merito con Lena Headey, quindi lo considero mezzo punto nel mio personale sistema di conteggio).

Miglior attore protagonista in una comedy

Vince Jim Parsons, nonostante non faccia altro che sentire da ogni parte come The Big Bang Theory stia peggiorando di stagione in stagione.

Miglior attrice protagonista in una comedy

Posso ben sopportare che Taylor Schilling rimanga a bocca asciutta se il premio glielo strappa Julia Louis-Dreyfuss. Certo, è al terzo consecutivo, magari ogni tanto potrebbe anche vincere qualcun altro, ma questi giurati li vedo poco inclini alle novità (cioè: a Netflix).

Miglior attore non protagonista in una comedy

Scontata quanto, tutto sommato, decisamente gradita è la vittoria di Ty Burrell di Modern Family. Poi quest’anno la comedy ABC non ha vinto la solita decina Emmy, quindi almeno a Phil Dunphy qualcosa andava dato.

Miglior attrice non protagonista in una comedy

Vince una certa Allison Jenney per una certa serie dal titolo Mom. Mai sentite nominare nessuna delle due.
Stavolta per non dare il premio a Netflix (Kate Mulgrew in Orange is the New Black) l’hanno sparata un po’ grossa.
EDIT (02/09/2014): Stavolta l’ho sparata grossa io: Errata corrige.

Miglior attore protagonista in una miniserie o film tv

Ne ho azzeccata una! Ne ho azzeccata una!
In un raro momento di lucidità, la giuria assegna il premio a Benedict Cumberbatch, lo Sherlock Holmes del Terzo Millennio. Dunque, svegliarsi stamattina ha avuto un senso.

Miglior attrice protagonista in una miniserie o film tv

E vince Jessica Lange, che è un po’ l’unico motivo valido per seguire American Horror Story (che avevo pronosticato in coppia con la collega Sarah Paulson, per cui altro mezzo punto – e siamo a due in totale).

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film tv

Tre pronostici azzecati uno di seguito all’altro: Martin Freeman vince in questa categoria; Sherlock quindi conquista gli Emmy per entrambi i suoi protagonisti.

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film tv

Secondo me Kathy Bates ha decisamente fatto di meglio nella sua vita, ma se hanno voluto premiare lei, ben venga (tanto, con tre candidature su sei, il premio sarebbe finito per forza a qualcuna di American Horror Story).

Miglior regia per un drama

Piacevole sorpresa (a parte aver rovinato i miei pronostici), i giurati forse si distraggono e non si accorgono che c’era una puntata di Breaking Bad in nomination, assegnando quindi il premio a Cory Joji Fukunaga per True Detective.

Miglior regia per una serie commedia:

Per qualche motivo, vince Gail Mancuso per la sua puntata qualunque di Modern Family. Avessero candidato l’episodio diretto da Cranston avrei anche potuto capirlo, ma perché non Orange is the… Ah, già, è Netflix.

Miglior regia per una miniserie o film tv

Vince una delle due puntate con cui era candidato Fargo, quella diretta da Colin Bucksey. Ho già detto che dovrei recuperarla?

Miglior sceneggiatura per un drama

I giurati dimostrano qui di non star dando i premi a prescindere a Breaking Bad, ma di essere in grado di fermarsi e pensare: assegnano quindi il premio a Ozymandias, e non al finale, credo unanimamente ritenuto di poco inferiore all’inarrivabile terzultima puntata.
Torno, con questo premio, ad aver indovinato qualcosa, salendo a quattro vertiginosi punti.

Miglior sceneggiatura per una comedy

Qualcuno pensava che Orange is the new Black potesse vincere? Ah, poveri illusi. Vince la puntata So did the fat lady di Luoie, serie che non seguo ma di cui ho letto ottime critiche, se non altro.

Miglior sceneggiatura per una miniserie o film tv

Ryan Murphy è brutalmente messo a tacere da Steven Moffat  e dal suo finale di stagione di Scherlock, serie che quindi porta a casa in tutto tre Emmy e dona a me un ulteriore mezzo punto (l’avevo pronosticati insieme a David Simon e Eric Overmyer per il finale di Treme).

Dunque, considerati azzeccati a metà i miei pronostici “doppi” indovinati, giungo ad un imbarazzante quattro e mezzo su ventidue categorie, ottenendo un risultato statisticamente allineato a quello che avrebbe ottenuto un piccione indicando col becco i nomi dei vincitori a caso.
Sarò io che non capisco niente, o i risultati sono stati fortemente influenzati dalla paura che incute Netflix? Lo scopriremo l’anno prossimo, quando ai giurati mancherà la terzza (Breaking Bad) da sotto i piedi e dovranno venire a patti con l’evoluzione della fruizione seriale.

Annunci

3 Replies to “Emmy Awards 2014, ovvero: tutto, ma non Netflix”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...