È che ai giovani d’oggi non gli va di lavorare

Vediamo cosa ci offre stamattina InfoJobs.

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Requisiti desiderati: SI a chi da solo se la sbriga su tutti i fronti, chi sappia ma soprattutto sappia fare

Facciamo finta che non mi dia fastidio il senza accento, ma capisco che trovare la I accentata può essere arduo.
Facciamo anche finta di non notare la costruzione poetica da solo se la sbriga, assolutamente ingiustificata in un testo che non sia in rima (anche perché tutta quest’ansia di far rima con sbriga avrebbe una sola motivazione valida).
Però, ecco, chi sappia e soprattutto sappia fare è quasi comica nella sua bruttezza e totale mancanza di logica: sapere e sapere fare, conoscenza metafisica e conoscenza pratica riunite in una sola persona: un commesso.

chi metta le mani in pasta, chi non abbia paura di sporcarsi le mani

Ripeto che è un posto per commesso in un negozio, non in miniera.

chi non si lamenti

Del tipo: «Se ti chiamo la mattina del tuo giorno libero per fare una sostituzione, è inutile che mi ricordi che sarebbe il tuo dodicesimo giorno lavorativo consecutivo. Lo so. Alza il culo.»

chi sia autonomo e sappia risolvere i problemi e non crearne…

«E dopo che ti avrò fatto venire al lavoro per il tredicesimo giorno consecutivo, sappi che non mi troverai lì a risolvere i casini che tu o i tuoi colleghi avrete creato. C’ho una vita da vivere, io.»

Cerchiamo umili vignauoli

Ecco allora il commesso che fa per voi.

che sappiano apprezzare ciò che viene loro dato da coltivare.

Che sarebbe un ottimo slogan se l’annuncio fosse per un coffe-shop.

No a pigri, saputelli, ottusti, ipocriti, raccomandati, entrature, intrallazzi, terrazze, caminetti, faccendieri, ciambellani, cortigiani, affabulatori, ignoranti o ignorati…

Non c’è niente che io possa dire per poter incrementare la carica umoristica di questa lista, che, faccio notare, contiene degli elementi architettonici e delle figure professionali della vita di castello dell’Alto Medioevo.

Tipo di contratto: A tempo determinato
Durata: 12 mesi, poi t.ind

Certo! Ma ci credo, che poi diventa a tempo indeterminato, tranquilli.

Giornata lavorativa: Completa
Orario: 6gg su 7, weekend inclusi

Stipendio: 900€ – 1200€ Netti/mese

Dunque, calcolatrice alla mano: dai novecento ai milleddue diviso (sei giorni lavorativi su sette, per le ore di una giornata completa, per le quattro settimane di un mese), uguale: retribuzione oraria media fra i 5,20€ e i 6,20€ (media perché la domenica per legge dovrebbe essere lievemente superiore, il che implica che sia inferiore durante la settimana).
Se consideriamo che:
– nel mio mese di lavoro al call center l’anno scorso prendevo 6,70€ l’ora (e, ripeto, era un call center!);
– per esperienze di persone che conosco, “weekend inclusi” significa tutti i weekend inclusi, cioè senza possibilità che un turno magicamente di permetta di rimanere a casa un sabato o una domenica dal momento della tua assunzione fino alla pensione;
– lavorare fulltime per sei giorni su sette non è fisiologicamente possibile (e parlo per esperienza personale) e in un mondo o almeno in un Paese migliore dovrebbe essere vietato per legge;
… Ecco, mi chiedo: non è meglio andare a raccogliere pomodori?
A parità di dispendio energetico e logorazione fisica col fare il commesso in un grande negozio caotico e pieno di clienti, e, cosa più inquietante, a parità di stipendio, non è meglio starsere all’aria aperta, a contatto con la natura e senza un superiore che ti faccia dei discorsi motivazionali per tentare di annichilire la tua identità e fagocitarti nell’Azienda?

Perché su InfoJobs non ci sono annunci per raccoglitori di pomodori?

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4 Replies to “È che ai giovani d’oggi non gli va di lavorare”

  1. Lo so….sono passati 3 anni…ma girando ho trovato questo artivolo….Conosco l’azienda di questo annuncio…è l’azienda per la quale lavoro da due anni…ed è l’azienda che l’anno scorso mi ha dato un indeterminato di 4 livello…a me e ai miei 7 colleghi (staff completo…si a tutti…perche sono poche ma ci sono ancora) È l’azienda che mi concede 7 settimane di ferie all’anno e che mi regala una cena da 50€ a testa ogni volta che il negozio raggiunge il budget!e mi dispiace dirti che i turni di riposo sono impostati in modo tale da avere ogni settimana il giorno libero successivo a quello avuto la settimana precedente….compresi il sabato e la domenica! Gli straordinari pagati…festivi pagati e riposi compensativi…come la legge prevede!! Questo annuncio però rispecchia perfettamente chi può lavorare in quest’azienda….ci si sporca le mani con la polvere e con i cartoni…si fatica a scaricare i bancali e a lavorare a ritmi alti…ma nn ci lamentiamo perchè abbiamo tutto quello che chiediamo…ridiamo…lavoriamo e siamo pagati molto bene! E…si…chi si lamenta sempre e a prescindere senza sapere da noi..nn ci puo lavorare!! 🙂 hai fatto bene a dubitare…uno cosi da noi si sentirebbe perso!

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    1. Cara dipendente,

      ovviamente non importa che siano passati tre anni: quel che è scritto è scritto. E da quest’azienda io continuo a comprare dolcetti, e ci ho fatto i regali di Natale a tutti e tre i nipoti – perché se uno deve essere ipocrita, deve esserlo fino in fondo.
      Sono estremamente soddisfatto che il tuo contratto sia stato trasformato in indeterminato: evidentemente in quella parte sono stato incautamente pessimista. Una presa di posizione, la mia, dovuta al tono surreale dell’annuncio, che a distanza di tre anni rimane ridicolo nello stile della prosa nonché nella vuotezza dei contenuti e nella supponenza implicita. Ma ripeto che l’impressione a quanto pare era falsata, e quindi ben vengano il tuo nuovo contratto e le 7 settimane di ferie.
      Da ciò che scrivi, deduco comunque che non hai una domenica libera al mese: se ogni settimana il giorno libero è il giorno successivo a quello della precedente, avrai lo stesso giorno ogni 7 settimane. Ma vabbè.
      La cena al raggiungimento del budget è un bonus di produttività: niente di cui vantarsi né vergognarsi, se non si ha il dato fondamentale di quale sia questo budget da raggiungere.
      Le ultime righe del tuo commento lasciano però trasparire la stessa supponenza e arroganza che l’annuncio mi pareva veicolare: peccato, perché la tua legittima (e comunque riuscita) difesa si trasforma in un forte e preoccupate indizio di quella sorta di condizionamento mentale che certe aziende operano nei confronti dei loro dipendenti. Lo so perché ci sono passato, eh.
      Spero non sia questo il tuo caso, ovviamente. Non ho però altre spiegazioni a questo vostro sentirvi superiori a chi non lavora con voi, a questo dividere il mondo in un “noi vs loro” la cui cui prima impressione è di una natura paurosamente parareligiosa.
      Ripeto, spero di sbagliarmi: ma né la premessa né quello che leggo a tre anni di distanza mi sembrano dei migliori auspici.
      Buon lavoro.

      Stefano

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