“Coherence”, ovvero: non andate a cena da amici se sta passando una cometa

Ieri sera ho visto Coherence (scheda Imdb), scritto e diretto da James Ward Byrkit, e siccome mi è piaciuto vi dovrete subire la recensione.
Ovviamente, prima c’è il trailer, che per qualche bizzarro motivo è composto principalmente da scene prese dagli ultimi venti minuti del film (tranquilli, non si capisce niente lo stesso).

Trama

Ecco, già qui le cose si fanno difficili. Di che parla Coherence?
Un gruppo abbastanza eterogeneo di amici si riunisce per una cena a casa di una delle coppie: parlano delle loro vite, si lamentano dei cellulari che non hanno campo, discutono sulla Cometa di Miller che monopolizza i notiziari, senza risparmiarsi storie inquietanti su precedenti passaggi di oggetti celesti.
Proprio quando lo spettatore medio inizia a pensare “Sì, vabbè, ma quand’è che succede qualcosa, ché della vita di questi non me ne frega niente?”, salta la corrente nella casa; constatando che anche il vicinato è al buio, danno la colpa alla cometa, finché non si accorgono che, un paio di isolati dopo, c’è una casa ancora illuminata: decidono di raggiungerla…
E qui mi fermo. Non solo perché la mia intenzione è dare soltanto  l’idea degli eventi, non certo di raccontare pedissequamente il film scena per scena; mi fermo anche e soprattutto perché raccontare cosa accada davvero da questo punto in poi è un’impresa che probabilmente riuscirebbe difficile pure allo sceneggiatore. Si può dire cosa gli occhi e le orecchie degli spettatori vedono e sentono, ma spiegare cosa sta effettivamente accadendo, chi lo fa accadere e perché, in un contesto dove la realtà stessa è alterata presentando simultaneamente tutte le sue varianti accavallate, è quantomeno ostico. E di certo non mi limiterò a definirlo “un film sulle realtà parallele”.
Mi rendo conto che la spiegazione potrebbe non essere chiara ed esaustiva, ma vi assicuro che meglio di così, in questo caso, non si può proprio fare. Se qualcuno ha visto Primer, dovrebbe essere familiare con la sensazione – e se non lo avete visto fatelo (senza leggervi tutta la pagina di Wikipedia), tanto prima o poi recensirò pure quello.

Attori

Tutti i protagonisti sono assolutamente all’altezza del ruolo, estremamente spontanei e naturali (aiutati in questo della sceneggiatura di cui parlerò oltre) nelle scene di serena chiaccherata fra amici che caratterizzano gran parte del film; qualcuno sembra un po’ impacciato nei momenti in cui si richiederebbe più serietà, ma niente di grave.
Spicca per me Maury Sterling, per la radicale differenza con l’unica altra sua interpretazione che conosco, un personaggio tanto diverso quanto purtroppo secondario in Homeland.

Regia

Sia chiaro che non sono esperto del settore.
Ma quello di cui posso parlare è l’evidente sforzo da parte del regista di far “sparire” quanto più possibile la sua presenza: la sensazione che si ha è quella di essere finiti lì per caso, di star spiando una cena fra amici che degenera quando il passaggio della cometa scatena quella serie di eventi piuttosto complicati da descrivere cui accennavo sopra. Quest’atmosfera è resa benissimo dal fatto che i dialoghi estremamente naturali sono accompagnati da gente che impalla serenamente l’inquadratura e sposta oggetti davanti all’obiettivo, sempre retto da una mano tremolante quanto spesso volutamente disattenta alla messa a fuoco.
Ovviamente non è così ininterrottamente per un’ora e mezza di film, o avrei il mal di mare ancora adesso, ma è una caratteristica diffusa uniformemente per tutta la pellicola. Basti pensare all’inizio, dove ci troviamo sul sedile posteriore di una dei protagonisti, ascoltando cosa dice al telefono e arrivando con lei alla festa come se ci fossimo nascosti nella sua automobile.

Sceneggiatura

Fate finta che anche qui ci sia quella premessa per cui non sono un tecnico.
Considerata la complessità della narrazione, il lavoro fatto è a dir poco eccellente, soprattutto per uno sceneggiatore il cui unico altro lavoro di rilievo è un cartone animato con un camaleonte e il cui prossimo film è su uno dei Muppets.
I dialoghi svelano poco a poco quel paio di sottotrame delle vite private di alcuni dei protagonisti, con un razionamento delle informazioni che bilancia ottimamente l’esigenza di sentirsi raccontare qualcosa con quella di non avere fastidiosi spiegoni. Come già anticipato, questi dialoghi sono caratterizzati anche da una straordinaria spontaneità e naturalezza (personaggi che si parlano sopra l’un l’altro, diverse discussioni che si intrecciano simultaneamente, interruzioni reciproche, balbettamenti e insicurezze).
Incredibile l’utilizzo di idee e spunti banalissimi: comete che influiscono sulla nostra vita, Tunguska, il Feng Shui, fino ad arrivare nientemeno che al gatto di Schrödinger, che insieme a tutta la fisica quantistica dovrebbe ormai far inorridire chiunque sia dotato di buon senso o almeno di un minimo di cultura fantascientifica. Questi imbarazzanti stereotipi sono però messi direttamente in bocca agli increduli e confusi protagonisti, e questo non fa altro che rendere più “umana” la loro reazione agli avvenimenti, che altrimenti potrebbe parere, in alcuni casi, la classica reazione finto-eroica di tanti film thriller/horror/etc.
Io nella stessa situazione mi sarei sparato molto prima della metà del film, per dire.
L’unico appunto che si può fare alla scrittura è che c’è una certa confusione sul punto di vista. Sembrerebbe oggettivo, ma dal finale parrebbe che abbiamo seguito fin dall’inizio una specifica persona; ma in tal caso alcune cose che abbiamo visto non avremmo dovuto/potuto vederle… C’è da ammettere però che una soluzione differente mi sembra impossibile, e di certo nel caos generale forse è meglio non perdersi in certe questioni – anche se i dubbi rimangono.

Perché mi è piaciuto e perché lo consiglio (e a chi)

Semplice: questo film è un concentrato di alcuni degli elementi che più apprezzo in una narrazione, sia essa letteraria o cinematografica/televisiva. Andiamo quindi molto sul personale.
Lo ammetto: sarà snobismo, sarà perché mi piace stimolare il mio cervello (indipendentemente da quato io lo reputi – a torto o a ragione – capace), sarà per qualche forma dello spettro autistico da cui potrei essere affetto a mia insaputa…Ma a me le cose complicate piacciono: mi piace ciò che non è detto chiaramente, ciò che non è spiegato; mi piace dover ricostruire ciò che accade perché l’autore non me lo sta raccontando esplicitamente; mi piace quella confusione data però non dal gusto perverso di far impazzire lo spettatore, ma dalla cruda rappresentazione della realtà, che non ci dà spiegazioni palesi e complete ma si presenta per quello che è, e chi la capisce, la capisce (ed è bravo).
Un’altra qualità è quest’uso dell’elemento fantascientico: un pretesto per mettere persone normali in situazioni al limite, per analizzare le reazioni umane a eventi incredibili, ponendo in risalto non l’evento in sé, ma le sue conseguenze su chi ne subisce l’effetto: i personaggi ci provano, a spiegarsi cosa sta accadendo, ma non riescono a produrre niente più che un paio di frasi fatte sulla fisica quantistica e sulle comete. E sapete che vi dico? Chi se ne frega. Non è di questo che parla il film, e, sapendolo, non ci prova neanche. Non è un film sulle conseguenze del passaggio di una cometa: è un film su come, in un gruppo apparentemente affiatato di amici, possano emergere (per cause di forza maggiore) segreti, gelosie e contrasti in grado di ridurre in pezzi l’intera comitiva. E questo genere a cavallo fra Fantascienza soft e New Wave è, molto semplicemente, quanto di meglio possa desiderare. Non che mi facciano schifo Asimov o Battlestar Galactica (anzi!), però devo aver pure delle preferenze, no?
Il film quindi è consigliatissimo, ovviamente, a chi ha questi stessi miei gusti.
Se siete invece fra quelli in cerca di una visione rilassante, di storie lineari e di narrazioni esplicite che vi accompagnino passo passo nella sequenza degli eventi, alla scoperta di un mistero misterioso da svelare platealmente con lo spiegone finale: per il vostro bene non guardate Coherence.
A tutti quelli che si collocano fra questi due estremi, dico: provateci. Male che vada vi procurerete un mal di testa e dimenticherete presto cosa avete visto; o magari scoprirete un mondo di cui non eravate a conoscenza – e poi mi toccherà convinvere tutta la vita col peso di avervi fatto entrare nel tunnel; ma questa è un’altra storia.

Sottotitoli

Vi lascio quindi i sottotitoli da me realizzati per le due principali versioni video disponibili (in luoghi e modi che non specificherò) per Coherence.

Coherence HDRip Sub Ita – Clicca qui
Coherence BrRip Sub Ita – Clicca qui

 

Buona visione!

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13 Replies to ““Coherence”, ovvero: non andate a cena da amici se sta passando una cometa”

    1. Ho visto! Peraltro avevo fatto anche io una versione per i BrRip, credevo fosse sinonimo di BluRay… a quanto pare no, se qualcuno ha sentito il bisogno di fare un resync (tanto all’inizio di detti sub c’è comunque il mio nome, quindi apprezzo lo sforzo di adattare dei sottotitoli che sono stati ritenuti evidentemente degni).

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    1. Il mio lavoro di sottotitolaggio è andato a farsi benedire da quando ho trovato uno pseudo-lavoro che mi ruba metà delle mie giornate, ma sapere che dopo un mese e mezzo tutto ciò che ci ha donato la rete è una traduzione di Google mi conforta sulle mie possibilità di farcela.
      Grazie della segnalazione (sia dei sub che della proiezione a Trieste).

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      1. Ho visto il film e sono molto confusa perchè mi pare di essermi persa qualcosa.. Vorrei solo avere un parere sul finale e su cosa realmente significhi!

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        1. Per non perdersi nel finale: considera sempre che tutto ciò che vediamo è il punto di vista di Emily, e di UNA SOLA Emily, che seguiamo dall’inizio alla fine del film nei suoi vari salti da una realtà all’altra. È l’unico personaggio che rimane tale per tutto il film.
          Ciò detto, a fine serata Emily scappa da quella casa dove la situazione è degenerata e comincia volontariamente a saltare da una realtà all’altra: il alcune l’atmosfera è simile, in altre è perfino peggiore. Poi ne trova una dove il gruppo di amici sta affrontando il blackout semplicemente chiaccherando. Si intrufola in quella realtà e mette KO la loro Emily. A quel punto sviene e quando si riprende è rimasta bloccaa in quella realtà perché la cometa ormai è passata. L’Emily di quella realtà però si sveglia e chiamva Kevin (che probabilmente è molto confuso, visto che in quella realtà non sono neanche usciti di casa, quindi non possono nemmeno sospettare cosa sia successo durante la notte).

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